DSM5 E FALSI POSITIVI


Cari colleghi,

Allen Frances, capo della task force del DSM-IV, è appena tornato negli Stati Uniti dopo aver tenuto alcuni seminari in Italia nei quali ha parlato delle sue critiche alle proposte del DSM-5, previsto per il 2013. Mi ha chiesto il favo
re, e lo faccio volentieri, di diffondere in Italia la notizia che pochi giorni fa alcune associazioni americane hanno deciso di iniziare una grande raccolta di firme, su scala mondiale, per chiedere alla task force del DSM-5 di ritirare alcune delle proposte fatte. Queste proposte del DSM-5 possono far aumentare esageratamente alcune diagnosi psichiatriche (quindi creare moltissimi “falsi positivi”), con risultato che non solo si distorcerebbero i dati epidemiologici ma soprattutto a molti cittadini verrebbero prescritti farmaci non necessari e a volte pericolosi (è fin troppo evidente in questa operazione l’interesse delle case farmaceutiche, che condizionano pesantemente la cultura e la pratica della psichiatria).

Sarebbe troppo lungo qui entrare nel dettaglio di quali sono le proposte diagnostiche discutibili del prossimo DSM-5. Si può solo accennare a quella di “Sindrome da rischio psicotico”, per cui molti giovani potrebbero essere etichettati in questo modo e ricevere gli antipsicotici atipici che, oltre a essere molto costosi, possono provocare aumenti di peso (e tra l’altro pare che non diminuiscano il rischio di schizofrenia). Oppure si pensi all’ampliamento dei criteri della Depressione Maggiore che vorrebbe includere aspetti del lutto, per cui, per così dire, a molte persone verrebbe tolta la legittimità di essere tristi (con tutti gli aspetti adattivi e di “salute mentale”), verrebbero etichettate come “depresse” e riceverebbero farmaci antidepressivi (peraltro di poca efficacia, come è emerso da molte ricerche controllate), senza contare che già l’11% della popolazione americana li assume (una percentuale impressionante, che fa pensare che vengano prescritti anche a molti che non ne hanno bisogno). Oppure si pensi al Binge Eating, anch’esso ampliato nei criteri, e così via. In generale, insomma, il DSM-5 abbasserebbe molto la soglia di molte diagnosi. Le implicazioni sociologiche ed economiche di questa problematica sono fin troppo ovvie che non c’è bisogno di menzionarle.

La campagna che Frances assieme a Bob Spitzer (che era stato capo della task force del DSM-III) e altri sta conducendo contro la bozza del DSM-5 ha ottenuto alcuni effetti ma non è ancora riuscita a far modificare in modo sostanziale gli aspetti più pericolosi del DSM-5, ed è per questo che è stato deciso di fare una petizione. L’idea è che, se molti membri della professione protestano contro questa bozza, gli autori del DSM-5 temano che il manuale poi venda poco o non venga seguìto, e che questa loro paura possa indurli a fare delle modifiche.

La petizione è stata promossa innanzitutto da alcune Divisioni della American Psychological Association: la Division 32 (Society for Humanistic Psychology), la Division 27 (Community Psychology), la Division 49 (Society for Group Psychology and Psychotherapy), e poi dalla Association for Women in Psychology, dalla Society for Descriptive Psychology, ecc., e anche da associazioni di altri paesi.

Per firmare la petizione occorre andare alla pagina web

http://www.ipetitions.com/petition/dsm5/#sign_petition

e scorrerla fino in fondo dove c’è il modulo per firmare. In questa pagina vi è una “Open letter” che illustra in modo abbastanza dettagliato alcuni problemi del DSM-5. Per chi non legge l’inglese, in italiano è uscita una anticipazione di questo dibattito a pp. 247-262 del n. 2/2011 di Psicoterapia e Scienze Umane, con interventi di Bob Spitzer e Allen Frances (“Guerre psicologiche: critiche alla preparazione del DSM-5”). L’annuncio del seminario che Frances ha tenuto a Bologna il 22 ottobre scorso, organizzato dalla rivista Psicoterapia e Scienze Umane in collaborazione con la AUSL di Bologna che lo ha inserito all’interno della “Settimana della Salute Mentale”, è alla pagina web:

http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/Frances_22-10-11.htm (a questa pagina è linkata una intervista di Frances apparsa sul Corriere).

La bozza del DSM-5 è all’indirizzo Internet http://www.dsm5.org/

Grazie per l’attenzione.

Paolo Migone

Condirettore di Psicoterapia e Scienze Umane

http://www.psicoterapiaescienzeumane.it/

www.ipetitions.com

Society for Humanistic Psychology, Division 32 of the American Psychological Association, in alliance with Society for Community Research and Action: Division of Community Psychology (Division 27 of APA), Society for Group Psychology and Psychotherapy (Division 49 of APA), and The Association for Wo…

30/10/11 – CLAUSOLA SOCIALE: CATRICALÀ, GARANTE DELLA ‘CONCORRENZA’ SULLA PELLE DEI FERROVIERI


30/10/11 – CLAUSOLA SOCIALE: CATRICALÀ, GARANTE DELLA ‘CONCORRENZA’ SULLA PELLE DEI FERROVIERI

Con idee da signorotto medioevale sostiene che la norma sui contratti, pone ostacoli e introduce ambiguità nella liberalizzazione settore
Comportandosi come un ‘signorotto’ medievale che ignora di vivere in uno Stato unitario, Antonio Catricalà, garante della concorrenza e del mercato, vorrebbe un mondo del lavoro diviso per feudi in cui vince il più potente e prepotente.
Secondo questo campione di liberismo, infatti la norma contenuta nell’art.8 della manovra economica, in materia di contratti collettivi di lavoro nel settore ferroviario, «introduce elementi di ambiguità nella disciplina del settore che di per sé costituiscono un ostacolo al processo di liberalizzazione». Invece di chiedere al Parlamento di estendere il principio della parità contrattuale a parità di lavoro a tutti i settori,
Catricalà si accanisce contro un comparto, quello ferroviario, che non può essere soggetto al ricatto della ‘delocalizzazione’ per l’intrinseca inamovibilità della produzione. La ‘loro’ soluzione a questo ‘sgradevole inconveniente’ si risolverebbe con l’abbassamento delle tutele – in casa – aprendo la corsa al ribasso delle condizioni di lavoro. Quello che per tutti i lavoratori e le persone di buon senso, appare una conquista di civiltà e di stimolo per le imprese a fare meglio – cioè partire da condizioni contrattuali uguali per lavorazioni uguali e orientare così gli imprenditori verso innovazione e miglioramento dell’organizzazione e delle tecniche di produzione – per il nostro ‘garante’ al contrario, «applicare i contratti collettivi nazionali di settore anche con particolare riguardo alle condizioni di lavoro del personale» sarebbe una norma da abrogare «alla luce degli inconvenienti che la disposizione pone». Nella sua delirante visione socioeconomica, tutta rivolta agli interessi di padroni e padroncini, riesce addirittura a dire che «l’imposizione per legge di presunte maggiori tutele del lavoro, oltre a ostacolare la concorrenza, rischia di produrre l’effetto non voluto – minaccia Catricalà – di far perdere definitivamente il posto di lavoro a coloro che sono stati assunti dalle nuove imprese e impedisce di crearne di nuovi».

Non lo ha detto al bar dopo una bevuta con gli amici ma durante un’audizione alla commissione Trasporti della Camera. La nuova norma che fa riferimento – al singolare – ad un ‘contratto di settore’ per le imprese che viaggiano sulla rete Rfi, richiama ovviamente quello oggi applicato dalle FS, dominante per peso economico, industriale e numero di addetti poiché l’altro, quello degli autoferrotranvieri riguarderebbe solo una minoranza di lavoratori – addetti al trasporto locale, utilizzati sulla rete Rfi – e di produzione servizi.

La partita è aperta, questa norma è controcorrente – e per certi aspetti inspiegabile – data la politica estremamente anti operaia e iperliberista seguita da duetto Sacconi-Berlusconi. Sono anni che i sindacati perseguono questo obbiettivo per accompagnare la liberalizzazione del settore che altrimenti ci farebbe un salto all’indietro di oltre un secolo e ci riporterebbe ad una pericolosa giungla ferroviaria, sul piano sociale, sindacale e della sicurezza. Mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza è la condizione per agevolare i migliori e non favorire i peggiori: una norma profondamente giusta che abbiamo il dovere di far rispettare perché contiene in sé un irrinunciabile principio di equità e giustizia sociale. fonte www.inmarcia.it

COMMENTO

Il Sig.Catricalà vuol mettere in discussione contratti e stipendi dei ferrovieri. Il Garante della Concorrenza, in un ruolo che non ha concorrenti, porta a casa la cifretta di 512.900 euri all’anno. Non lo abbiamo eletto ma lo paghiamo noi con le tasse.Fa parte della casta dei manager neoliberisti “servitori del pubblico” ma prima di tutto al servizio di se stessi . editor

vedi fonte lettera43

ambiente lavoro salute democrazia ::: news diario prevenzione ::: 26 ottobre 2011 ::: vol.n° 29 :::


newsletter diario prevenzione

www.diario-prevenzione.it

26 ottobre   2011 – vol.n°29

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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LA SETTIMANA

Non intendiamo tediare i lettori con l’elenco delle sventure pubbliche che stanno affliggendo il nostro paese. Siamo oltre il livello di sopportabilità.

E’ interessante invece riflettere su alcuni grandi problemi che derivano dal perdurare della crisi e dai provvedimenti previdenziali e sulla spesa pubblica  che saranno posti in essere.

Il primo dato è il blocco del turn over in tutti i settori del lavoro pubblico  ed un invecchiamento prevedibile dei lavoratori del settore privato.

E’ palese che i dirigenti delle associazioni datoriali che si schierano con fervore sul prolungamento dell’età lavorativa fino ai 67 anni saranno gli stessi che proporranno il licenziamento dei lavoratori seniores perchè non in grado di soddisfare le performances competitive richieste dalle imprese.

E’ questo che non rende credibile la presidente Marcegaglia  e i suo colleghi perchè c’è una totale assenza di progetti di inclusione dei lavoratori e lavoratrici seniores che saranno gentilmente messi alla porta quando avranno ancora diversi anni prima di arrivare alla pensione…

Da una parte lavoratori e lavoratrici adulti e maturi  spaventati per le prospettive che li attendono, dall’altra giovani e ragazze che non hanno mai avuto un lavoro che vedono l’ombra lunga della recessione proiettarsi verso i prossimi anni ….

Troppi economisti e politici sono abituati a ragionare sulla base di dati tradotti da algoritmi obsoleti in  tavole e grafici e non vedono al di là della punta del naso: con lo sfaldamento sociale che queste misure producono si rischia di minare alla base i presupposti per una  ripresa economica di nuova generazione che vuol dire stare meglio consumando un pò meno e in forme diverse.

I vecchi modelli di organizzazione sociale ed economica hanno prodotto la crisi: i rimedi che vengono proposti sono altrettanto datati e distruttivi e non si basano su progetti forti, ma sono solo pratiche difensive senza idee per il futuro…

Se questo è il quadro della situazione, spero di sbagliarmi, occorre per davvero ragionare rompendo gli schemi banali di lettura della realtà basati sul ritorno ad una “normalità” che non ci sarà più …

Per l’appunto occorre partire da coloro che stanno pagando e ancora più pagheranno la crisi, i giovani e le ragazze e i lavoratori oltre i 50 e seniores. Se non si conquistano ad un progetto  concreto di futuro questi milioni di umani non vi sarà la forza sufficiente per uscire dalla crisi in democrazia e con i diritti di cittadinanza inintaccati.

Voglio ricordare un vero maestro , Ivar Oddone che ci ha lasciati una settima fa. La testimonianza di Gianni Marchetto ne rappresenta pienamente la figura e la straordinaria capacità dell’intelletuale di rapportarsi con l’operaio della Fiat degli anni ’60.  (1)

1) LA TESTIMONIANZA

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/in%20memoria%20di%20Ivar%20Oddone.pdf

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CONVEGNI, EVENTI E
SEMINARI

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FONDAZIONE CLAUDIO SABATTINI

SEMINARIO. IL DIRITTO DEL LAVORO,
LA COSTITUZIONE E LA CRISI
DELLA DEMOCRAZIA

Giovedì 27 ottobre 2011 – dalle ore 14,30 alle ore 18,30
c/o ZanHotel Europa Sala Londra – via Boldrini 11 Bologna

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/FONDAZIONE271011.pdf

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Convegno

ASMA E LAVORO

28 – 29 ottobre 2011

Agenzia per la Formazione AUSL 11 Empoli
Via Oberdan, 13-19 Sovigliana/Vinci (FI)

L’asma è una malattia il cui impatto sociale è rilevante ed in gran parte sottostimato per la quota di malattia legata al lavoro.
È per questo motivo che la Regione Toscana ha finanziato un progetto, condotto dalle Aziende USL 3, 5, 7 e 11, inteso a valutare i rapporti tra patologia e lavoro nella popolazione residente con diagnosi di asma.
Il convegno intende fare il punto sullo stato dell’arte nei rapporti tra asma e lavoro, inclusa la problematica clinica dei pazienti, e presentare i risultati dello studio e di altre esperienze parallele in ambito nazionale, valutando anche le possibili ricadute in ambito preventivo e clinico.

PROGRAMMA

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Programma%20Convegno%20ASMA%20E%20LAVORO.pdf

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NOTIZIE AMBIENTE LAVORO
SALUTE

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SICUREZZA. IL MINISTERO: “UN ERRORE METTERE IN MORA L’ITALIA”. INTERVISTA ALL’AVV.FANTINI DA INAIL.IT
E COMMENTO DI DIARIO-PREVENZIONE.IT

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2896&Itemid=2

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Cicli economici e infortuni sul lavoro

autore: Denis Quarta, Scuola di Sanità Pubblica, ASL TO3

Lo studio di Asfaw et al, verifica la presenza di un’associazione fra il ciclo economico e l’incidenza di infortuni sul lavoro, per individuare i settori e le industrie ciclicamente sensibili al fenomeno e il contributo relativamente all’utilizzo di manodopera e capitali.
Attraverso tre modelli differenti di regressione lineare, gli autori hanno valutato l’associazione fra il tasso di infortuni non mortali (fonte: Bureau of Labor Statistics 1976-2007) e i diversi indicatori macroeconomici (PIL, tasso di occupazione, indice di produzione industriale, numero di permessi per nuove costruzioni private). Sono stati presi in considerazione cinque settori industriali e, successivamente all’interno di ognuno di esso, è stata misurata l’associazione tra il tasso di infortuni e l’utilizzo della forza lavoro e dei capitali nel corso del tempo.
E’ stata osservata un’associazione positiva tra la crescita economica e il tasso d’infortuni nel settore dell’estrazione mineraria, nell’edilizia e nel manifatturiero, ma non in agricoltura o nel commercio.
L’incidenza di infortuni sul lavoro è associato con il ciclo economico; tuttavia, il grado di associazione ed i meccanismi d’azione non sono uguali fra i settori. I risultati suggeriscono che le imprese del settore costruzioni, manifatturiero, e minerario dovrebbero adottare ulteriori misure di sicurezza precauzionali durante i periodi di ripresa ciclica; inoltre si ipotizzano differenti strategie di prevenzione per i diversi settori.

Scheda sintetica dello studio
Asfaw A, Pana-Cryan R, Rosa R.The business cycle and the incidence of workplace injuries: Evidence from the U.S.A.J Safety Res. 2011 Feb;42(1):1-8. Epub 2010 Dec 1.

FONTE dors.it

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2895&Itemid=2

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26/10/11 – COMPORTAMENTI DI SALUTE E DISEGUAGLIANZE SOCIALI DI MORTALITÀ
Silvia Stringhini, Istituto di Medicina Sociale e Preventiva di Losanna, Svizzera.

L’esistenza di differenze socio-economiche di morbilità e mortalità costituisce uno dei risultati  piu consistenti della ricerca epidemiologica.  Un certo numero di meccanismi che precedono il concepimento e terminano con la morte, interagiscono tra loro per dare origine alle differenze di salute tra individui e gruppi. Tra questi i comportamenti di salute, cioé il consumo di tabacco o alcol, l’alimentazione o l’attività fisica. I comportamenti dannosi per la salute, la cui prevalenza è generalmente più elevata negli strati più svantaggiati della popolazione rappresentano un potenziale meccanismo attraverso il quale lo statuto sociale ha un impatto sulla salute. segue su fonte dors.it

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4398

Ringraziamo il sito DORS.IT.  Purtroppo non esistono,a nostra conoscenza, in Italia, studi approfonditi e attendibili sulla relazione tra ciclo economico e fenomeno infortunistico. Nei fatti i Rapporti Inail non rispondono al requisito delle   ricerche in profondità sul  tema . editor

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26/10/11 – MUORE SCHIACCIATO DA UN BRACCIO MECCANICO

L’incidente sul lavoro a Scarperia (Fi)
Un braccio meccanico in azione si è staccato, schiacciandolo. La vittima è un operaio campano di 44 anni, morto nel pomeriggio del 25 ottobre mentre scaricava un macchinario da un tir. Lo riferisce l’Ansa. L’incidente sul lavoro è avvenuto nel Mugello, a Pian di Vallico, nel Comune di Scarperia (Fi). fonte rassegna.it

http://www.rassegna.it/articoli/2011/10/25/79458/muore-schiacciato-da-un-braccio-meccanico

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Magazine 12 – Healthy Workplaces. A European Campaign on Safe Maintenance

This Magazine is part of the resources produced to support the European Campaign on Safe Maintenance. The articles in the Magazine demonstrate the wide range of maintenance related issues that have an impact on maintenance safety and more generally on safety and health at work. These include, among others, maintenance organisation, maintenance planning, risk assessment, human behaviour, chemical safety, design, subcontracting maintenance, communication and training, and inspection of personal protective equipment.

THE MAGAZINE

http://osha.europa.eu/en/publications/magazine/magazine12

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Macchinista sviene mentre guida in galleria: soccorso da collega presente per caso

Il macchinista del treno treno 2426, Cosenza-Napoli, del 13 ottobre 2011, è svenuto durante la guida: soccorso dal capotreno e condotto fuori dalla galleria da un collega casualmente presente, fuoriservizio, sul treno.

Il pericolo reale dell’agente solo (minimizzato da FS e sindacati complici).

Il nostro collega, Giuseppe Zenno, partito da qualche minuto dalla stazione di Salerno, ha perso i sensi e battuto violentemente la testa sul banco di guida ferendosi. Il treno si era quindi fermato sotto la galleria di Santa Lucia, lunga ben 10.230 metri.

Ancora una volta le conseguenze non sono state gravi per la fortuita presenza a bordo di un altro macchinista fuori servizio. Questi ha condotto il treno fuori dalla lunga galleria sotto la quale il convoglio si era arrestato.

Al capotreno, che dopo l’anomala fermata si era portato in cabina di guida, si è presentata una scena poco rassicurante: il macchinista disteso su una pozza di sangue. Fermato il treno, con l’ausilio dell’altro macchinista presente fortunatamente sul treno, riuscivano a portare il convoglio fino alla stazione di Nocera Inferiore dove Giuseppe è stato finalmente soccorso dall’ambulanza del 118 opportunamente preallertata.

segue su

http://www.inmarcia.it/component/content/article/28-ultimora/444-nocera-macchinista-sviene-in-treno

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21/10/11 – CELLULARI, UNO SU SEI OSPITA BATTERI FECALI ( ooops !)

Pochi si lavano le mani dopo essere stati al bagno: così si contaminano i telefonini.

In occasione della Giornata Mondiale per le Mani Lavate, i ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno pubblicato una ricerca dai risultati un po’ disgustosi.
Dopo aver raccolto 390 cellulari e smartphone in 12 città del Regno Unito e averli analizzate, hanno scoperto che il 16% dei telefonini (in pratica uno su sei) pullula di batteri fecali.
L’ospite più assiduo è l’Escherichia Coli, ma sono stati trovati esemplari anche di Stafilococco Aureo. segue su fonte >>>  zeusnews

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=15885#axzz1bQIjIqMf

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INTERVENTI AL CONVEGNO INAIL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

Sono disponibili alcuni interventi presentati al Convegno Inail del 12 ottobre 2011 “Strumenti per la gestione e l’implementazione della valutazione dello stress lavoro correlato”

Dr.ssa Stavroula Leka – The PRIMAeT European Platform for Psychosocial Risk Management: A virtual learning environment for enterprises
Dr. Sergio Iavicoli – la Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro-correlato: Dallo sviluppo all’implementazione
Dr. Fulvio D’Orsi – Il ruolo della vigilanza nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato
Dr. ssa Antonia Ballottin – le esperienze regionali nello sviluppo e nella sperimentazione del modello valutativo

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2884&Itemid=2

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GIUSEPPE FERRARO

IL CONTRATTO COLLETTIVO OGGI DOPO L’ART. 8 DEL DECRETO N. 138/2011

WP C.S.D.L.E. “MASSIMO D’ANTONA”.IT – 129/2011

L’ARTICOLO

http://www.lex.unict.it/eurolabor/ricerca/wp/it/ferraro_n129-2011it.pdf

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9/10/11 – IL VADEMECUM DEI VIGILI DEL FUOCO ” MENO CARTE , PIU’ SICUREZZA”

La Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha prodotto un vademecum :” Le nuove procedure prevenzione incendi”

IL VADEMECUM DEI VIGILI DEL FUOCO ” MENO CARTE , PIU’ SICUREZZA”

http://www.vigilfuoco.it/aspx/download_file.aspx?id=10527

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FORUM APERTI

– Spazio RLS – RLST . PROBLEMI E SOLUZIONI

– Domande e risposte su problemi della gestione salute e sicurezza lavoro

– Stress Lavoro correlato, criticità delle valutazioni ..

– e molti altri

Per intervenire nei forum e ‘ necessario che ti
registri

http://www.lab-lps.org/forum/ucp.php?mode=register&sid=8cfb4e766648e9d4fca8e0be9025161c

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DA TWITTER

Molte notizie su salute e sicurezza circolano anche su Twitter. Diario prevenzione ha un account twitter che “preleva” contenuti da 230 account specializzati in Occupational health and safety.

Visita

http://twitter.com/#!/dprevenzione

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17.06 26/10/2011

Arrivederci alla prossima settimana

Gino Rubini, editor di www.diario-prevenzione.it


[ Utenti  registrati che ricevono la newsletter:  # 23012]

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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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… IN MEMORIA DI IVAR ODDONE TESTIMONIANZA DI GIANNI MARCHETTO AL FUNERALE DI IVAR – TORINO 24 OTTOBRE 2011


… IN MEMORIA DI IVAR ODDONE TESTIMONIANZA DI GIANNI MARCHETTO AL FUNERALE DI IVAR – TORINO 24 OTTOBRE 2011

L’impegno di lavoro

Ciao Ivar, nel mio computer c’è pieno di cose tue che aspettano di essere messe in ordine. Me ne hai dato di roba dall’inizio di Febbraio sino ai primi di Agosto. Venivo a trovarti al pomeriggio per due o tre volte la settimana, sino a quando abbiamo interrotto i nostri incontri perché tu dovevi andare ogni giorno alla clinica per le terapie.
 Gli operai e le soluzioni..

LEGGI TUTTO

SEMINARIO. IL DIRITTO DEL LAVORO, LA COSTITUZIONE E LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA


FONDAZIONE CLAUDIO SABATTINI

SEMINARIO. IL DIRITTO DEL LAVORO, LA COSTITUZIONE E LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA

Giovedì 27 ottobre 2011 – dalle ore 14,30 alle ore 18,30
c/o ZanHotel Europa Sala Londra – via Boldrini 11 Bologna

PROGRAMMA LAVORI

UN ALTRO MAESTRO DEGLI ANNI ’70, IVAR ODDONE, CI HA LASCIATO.


IN MORTE DI IVAR ODDONE – G.Marchetto

Cari amici e compagni, Ivar Oddone ci ha lasciato, Giovedì 23 ottobre, dopo una lunga lotta contro la malattia professionale contratta in gioventù da medico ospedaliero. Negli ultimi anni si era aggravata paralizzando il “trigemino” della parte destra del viso. Chi scrive ha collaborato con Ivar fino a questa estate. Dopo Ivar ha dovuto sottoporsi giornalmente a terapie in un centro specializzato e nella settimana scorsa in una clinica.

Aveva 88 anni. Nato a Imperia. Nella resistenza è stato Commissario delle Brigate Garibaldi. Il primo libro di Italo Calvino (I sentieri di nidi di ragno) ha come protagonista il comandante Kim (era Ivar Oddone). Negli anni ’60 con un gruppo di operai della 5a Lega di Mirafiori recuperando la loro esperienza crea la “Dispensa sull’Ambiente di Lavoro”: uno strumento di lavoro e d’inchiesta fondamentale per i Delegati per tutti gli anni ’70; la stessa venne tradotta in molte lingue per attività di formazione sindacale e di esperti di ambiente del lavoro. L’INAIL e CGIL CISL e UIL Regionali l’hanno fatta ripubblicare nel 2006. E’ ancora attuale.
A Torino è stato il maestro di un’intera generazione. A me mancherà moltissimo.

Gianni Marchetto

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UN ALTRO MAESTRO DEGLI ANNI ’70, IVAR ODDONE, CI HA LASCIATO.

Le essenziali e sentite parole dell’amico Gianni Marchetto ci ricordano che Ivar Oddone è stato il maestro di un’intera generazione.

Dopo Gastone Marri scompare un altro Maestro che ha elaborato assieme ai lavoratori di Torino uno strumento di analisi dei fattori di rischio che ha accompagnato e sostenuto le lotte contro le nocività in ambiente di lavoro negli anni ‘ 70. Uno strumento per molti aspetti ancora attuale. Migliaia di delegati, quadri sindacali e operatori del settore prevenzione si sono formati su quella dispensa.

Ivar Oddone introdusse nel dibattito sindacale il concetto fondamentale della “non delega” intesa come “l’assunzione fino in fondo, da parte dei lavoratori, della responsabilità della propria salute”.

Questa assunzione di responsabilità, che non è una responsabilità verso gli altri ma è verso se stessi e che significa essere coscienti di che cosa significa la propria salute, di come debba essere salvaguardata e quali siano gli strumenti utilizzabili per la sua tutela rappresentò un radicale cambiamento nei comportamenti di milioni di lavoratori che non accettarono più con passività condizioni di lavoro nocive e molto pericolose.

La lezione di Ivar Oddone e di Gastone Marri ha lasciato una traccia profonda nella cultura della prevenzione intesa come assunzione di responsabilità verso se stessi, verso la propria salute e disponibilità a lottare  per eliminare o porre sotto governo i rischi presenti negli ambienti di vita e di lavoro.
Il sistema di valori che ispiravano quella metodologia partecipata è  ancora valido oggi, in un’epoca difficile nella quale il management aziendale tende in ogni modo a negare la soggettività e il punto di vista dei lavoratori  rispetto alle loro condizioni di lavoro e ad introdurre metodologie di valutazione che si basano sugli interessi esclusivi dell’impresa. Grazie Maestro.

Gino Rubini, editor di http://www.diario-prevenzione.it

La dispensa “L’ ambiente di lavoro” di Ivar Oddone e Gastone Marri

INTERVENTI AL CONVEGNO INAIL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO Sono disponibili alcuni interventi presentati al Convegno Inail del 12 ottobre 2011 “Strumenti per la gestione e l’implementazione della valutazione dello stress lavoro correlato” Dr.ssa Stavroula Leka – The PRIMAeT European Platform for Psychosocial Risk Management: A virtual learning environment for enterprises Dr. Sergio Iavicoli – la Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro-correlato: Dallo sviluppo all’implementazione Dr. Fulvio D’Orsi – Il ruolo della vigilanza nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato Dr. ssa Antonia Ballottin – le esperienze regionali nello sviluppo e nella sperimentazione del modello valutativo


INTERVENTI AL CONVEGNO INAIL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

Sono disponibili alcuni interventi presentati al Convegno Inail del 12 ottobre 2011 “Strumenti per la gestione e l’implementazione della valutazione dello stress lavoro correlato”