Newsletter diario prevenzione 8 aprile 2015 vol . ° 104


newsletter diario prevenzione

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 8 aprile  2015 – vol.n° 104

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente
della salute e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa

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Un no all’uomo di vetro

I lavoratori non sono uomini e donne di vetro, trasparenti e scrutabili all’interno per misurarne la conformità alle esigenze aziendali . Questo desiderio malsano di potere di controllo è stato in qualche misura bloccato da una raccomandazione del Consiglio d’Europa che pone dei limiti al potere delle aziende di “monitorare” i lavoratori.
La disinvoltura del governo nel concedere alle aziende, nel Jobs Act,  i controlli a distanza sui lavoratori  tramite gli strumenti di lavoro elettronici ( pc, smartphone, sistemi di geolocalizzazione nei trasporti, bracciali elettronici e chip inseriti nelle scarpe da lavoro e …altro ancora ) ha subito, sia pure indirettamene,  una censura severa da parte del Consiglio d’Europa

La raccomandazione del Consiglio d’Europa non mette   in discussione le strumentazioni di controllo “difensive” ai fini della sicurezza aziendale,  mette invece  in discussione, come si evince dal documento, tutte quelle azioni di “monitoraggio” che consentono all’impresa di costruire un “profilo” del lavoratore che va ben oltre la relazione di lavoro.

Le tecniche di profilazione dei comportamenti sono ora accessibili con software a basso costo e possono divenire strumenti di violazione della privacy della persona per aspetti che poco hanno a che fare con la prestazione lavorativa.

Il rischio di una  violazione di massa  della privacy è stata la preoccupazione che verosimilmente ha mosso il Consiglio dei ministri europei. Una preoccupazione che ha origine dalla cultura liberale in questo caso è tornata utile ai lavoratori.

Una cultura liberale che pare non essere patrimonio dei nostri governanti. L’equazione che i lavoratori italiani sono anche cittadini europei portatori di diritti, tra i quali quello della privacy,  non ha neppure sfiorato la mente di Renzi e Poletti e dei loro illustri consulenti giuridici.

Il Jobs Act apriva le porte ad un uso disinvolto  delle nuove tecnologie per il controllo a distanza dei lavoratori. Dal Consiglio d’Europa è arrivato uno stop  con un chiaro divieto ai datori di lavoro di monitorare e raccogliere dati sensibili dei loro dipendenti.

Questo non è l’unico limite che le aziende dovranno rispettare per non invadere la vita privata dei loro dipendenti. Nella raccomandazione del Consiglio dei ministri europei vi sono poi una serie di paletti sia rispetto al controllo della corrispondenza sia rispetto all’utilizzo di queste informazioni raccolte tramite le nuove tecnologie di tracciamento presenti in molte macchine elettroniche.

E’ probabile che i decreti attuativi del Jobs Act in materia di controlli a distanza subiscano un forte ritardo se non un prudenziale accantonamento: sarebbe saggio e sarebbe auspicabile che il governo desse ascolto alla raccomandazione del Consiglio d’Europa.

Oltre il lavoro, su questa tematica dei controlli a distanza o meglio sulle potenzialità di profilazione delle persone tramite i comportamenti in rete, in particolare sui social network, sarebbe opportuna una campagna d’informazione preventiva che suggerisse alle persone di non consegnare inconsapevolmente un insieme di dati che organizzati divengono un profilo che può essere giocato contro di loro.
Sono troppi i giovani che raccontano i propri fatti privati in rete e sono molti gli addetti degli uffici del personale delle aziende che vanno a ricercare informazioni in rete sui candidati ad un’assunzione e a volte qualcuno viene escluso proprio in ragione dell’immagine che ha dato di sè su facebook o twitter. Gino Rubini

documentazione

1) Lavoro e privacy: Strasburgo frena sull’uso della tecnologia per monitorare i dipendenti

http://www.repubblica.it/economia/2015/04/03/news/lavoro_e_privacy-111153028/

2) Jobs Act, l’occhio della Ue su microchip e braccialetti per controllare i lavoratori

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/06/jobs-act-locchio-ue-microchip-braccialetti-per-controllare-i-lavoratori/1567013/

3)Commento Prof.Meucci su Controlli a distanza

http://www.er.cgil.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/f%252F1%252Fc%252FD.9a5a3f4f161e77643da6/P/BLOB%3AID%3D141/E/pdf

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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Diario Prevenzione vuole ricordare Giovanni Berlinguer come maestro e ispiratore della Riforma Sanitaria, per la vitalità e la forza delle sue  idee di cambiamento delle politiche della salute in Italia. Grazie Giovanni

Muore un protagonista delle lotte per la sicurezza sul lavoro, sia dal punto di vista politico sia sotto il profilo scientifico. Per ricordarlo pubblichiamo dal nostro archivio l’intervista che rilasciò nel 2006 al Mese di Rassegna Sindacale

di Diego Alhaique

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4643&Itemid=1

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ASSEMBLEA NAZIONALE RLS DELLA FIOM CGIL
FIRENZE 10 APRILE

L’IMPORTANTE E’ LA SALUTE
PER UN LAVORO IN QUALITA’ E IN SICUREZZA
PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/fiom_rls_2015.pdf

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DOCUMENTO PER I PARLAMENTARI EUROPEI: UN IMPEGNO PER LA SOSTENIBILITÀ E LA SALUTE

Fonte: Comunicato stampa della Rete Sostenibilità e Salute del 31 Marzo 2015.

La Rete Sostenibilità e Salute (RSS), che riunisce 21 associazioni attive sui temi della salute e della sostenibilità (tra le quali anche ISDE Italia), ha pubblicato sul proprio sito un documento in cui richiede ai parlamentari europei un serio impegno per la tutela della salute dei cittadini europei. Nel documento la RSS richiede la tutela dei beni comuni, cosi come adeguate politiche nella gestione dei rifiuti, degli inquinanti ambientali e nell’agricoltura, enfatizzando l’importanza dell’equità e dei determinati sociali di salute. Si richiedono, inoltre, una serie di azioni a tutela dei servizi sanitari, quali per esempio porre limiti più rigorosi al marketing di prodotti sanitari, farmaci, dispositivi medici, cosi promuovere azioni di prevenzione tramite leggi e direttive che prevedano di usare le risorse destinate alla sanità in modo più appropriato, favorendo la riduzione di esami e trattamenti che apportano scarsi benefici e rischiano di procurare danni, e facilitando l’adozione di corrette abitudini di vita.

Info: http://www.sostenibilitaesalute.org/?p=651; rete@sostenibilitaesalute.org

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ECCO IL TESTO DELLA BOZZA DI ACCORDO PER LA FORMAZIONE DI RSPP/ASPP.

Con l’incontro del  13 marzo tra le regioni e i ministeri si può dire conclusa la fase tecnica di elaborazione del nuovo accordo per la formazione e l’aggiornamento di Rspp e Aspp (ma non solo) nel rispetto del mandato di cui all’art. 32 co. 5-bis  e di quello di cui all’art. 37 co. 14-bis sempre del T.U..

Settimane addietro ho già commentato a più riprese la “bozza” di Accordo, criticando o manifestando perplessità rispetto ad alcune delle novità introdotte. A quei commenti vi rimando anche per trovare i riferimenti normativi dai quali il nuovo testo trae origine.

Ora ho deciso di mettere il testo dell’accordo a disposizione di chi avrà voglia di esaminarlo.

Attenzione però che, se è vero che quello che propongo è il testo “definito” dai tecnici di regioni e ministeri, è pur vero che il percorso che attende l’Accordo fino alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è ancora lungo e articolato.

Queste le tappe per arrivare alla definitiva approvazione:

1)   Il passaggio nella Commissione consultiva permanente (ex art. 6 del T.U.) che fonti ministeriali mi dicono fissata per il 22 aprile p.v. e che, pur essendo obbligatorio solo per quanto riguarda il riconoscimento dei crediti formativi, pare riguarderà l’intero impianto;
2)   la consultazione delle parti sociali che si spera avvenga già in sede di “consultiva” visto che  ai lavori della Commissione partecipano anche i rappresentanti delle parti sociali;
3)   il voto, che ricordo deve essere unanime, della Conferenza stato – regioni.

Su tutto aleggia:

1)   il c.d. “Decreto basso rischio” che andrà ad individuare quei settori che potranno dare attuazione ad alcuni adempimenti in maniera “semplificata”;

2)   la riforma costituzionale già in discussione in Parlamento, che dovrebbe ricollocare la materia sicurezza sul lavoro tra quelle di competenza esclusiva del governo (con buona pace per le regioni e la Conferenza stato-regioni);

3)   altre modifiche al D.Lgs. 81/2008 che “messer” Renzi e   “sior” Poletti pare abbiano in animo sempre in nome della semplificazione.

Muglia La Furia

http://muglialafuria.blogspot.it/

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2014-2020
Salute e sicurezza sul lavoro
Esiste ancora una strategia Europea?

Italia ed Europa a confronto:
tendenze delle strategie su Salute e sicurezza sul lavoro
 fra mercato e diritto alla salute

Bologna, 20 aprile 2015
Ore 9.30 -14.00
Salone Di Vittorio 3° piano
CDLM-CGIL Bologna
Via Marconi, 67/2

Introduce:
Andrea Caselli – Responsabile Salute e Sicurezza sul Lavoro CGIL ER

Relazione:
Laurent Vogel – Ricercatore presso l’Unità Condizioni di lavoro, Salute e Sicurezza dell’Istituto Sindacale Europeo ETUI

“Come rilanciare la politica europea di salute e sicurezza dopo dieci anni di paralisi ”

Interloquiscono a partire dalla situazione italiana

Lalla Bodini – Società Nazionale Operatori Prevenzione

Giuseppe Monterastelli – Assessorato politiche per la Salute Regione Emilia Romagna

Gino Rubini – Rivista on-line “Diario della Prevenzione”

Sebastiano Calleri – CGIL Nazionale

Segue dibattito e interventi dal pubblico

Conclude:

Antonio Mattioli – Segreteria CGIL Emilia Romagna

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FEBBRAIO MESE TRAGICO PER LE MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: UNA DRAMMATICA MEDIA DI QUASI 2 VITTIME AL GIORNO.
CONTINUA A NON CAMBIARE NULLA E IL GOVERNO TACE.

NESSUN DECREMENTO RISPETTO ALLO SCORSO ANNO, ANZI, PURTROPPO SI REGISTRA UN AUMENTO DELLA MORTALITA’: A FINE FEBBRAIO 2014 INFATTI LE VITTIME DEL LAVORO ERANO 119. QUEST’ANNO SONO 121.

La media è a dir poco drammatica e parla di quasi due vittime sul lavoro per ogni giorno del mese di febbraio. Per un totale di 49 infortuni mortali. E sale a 121 il numero di persone che hanno perso la vita nel corso della loro attività lavorativa nel primo bimestre del 2015; con 80 decessi registrati in occasione di lavoro (erano 81 nel 2014) e 41 in itinere. Complessivamente, rispetto al primo bimestre del 2014 si rilevano due vittime in più: 121 a febbraio 2015 contro le 119 dello scorso anno.

E’ questa la prima proiezione elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre a seguito dell’ultima indagine condotta sul fenomeno delle morti bianche (sulla base di dati Inail).

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4641&Itemid=2

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Stress lavoro correlato in aziende e banche. L’iniziativa della ASL di Milano

L’Azienda Sanitaria di Milano ha elaborato alcuni strumenti di autovalutazione destinati ad aziende e banche per verificare la qualità della valutazione e gestione  del rischio stress lavoro correlato.

– LETTERA PER LE AZIENDE/BANCHE

– QUESTIONARIO DI AUTOVALUTAZIONE PER AZIENDE E BANCHE

– SCHEDE METANALISI

– LINEE DI INDIRIZZO PER LAVORATORI BANCARI (RISCHIO RAPINE)

– RISULTATI DELL’INDAGINE SULLO STRESS LAVORO CORRELATO NELLE BANCHE

LA PAGINA WEB DELLA ASL MILANO SULLO STRESS LAVORO CORRELATO

http://www.asl.milano.it/ITA/Default.aspx?SEZ=2&PAG=74&NOT=6276

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mars 2015
Les syndicats sonnent l’alarme sur les nanos dans la nourriture

Le 12 mars, l’UITA, la fédération internationale des syndicats de travailleurs employés dans la préparation et la production de nourriture et de boissons, a publié des recommandations politiques concernant l’utilisation croissante des nanomatériaux par l’industrie alimentaire.

“Des produits contenant des nanoparticules manufacturées sont introduits rapidement dans la production commerciale à chaque étape de la chaîne alimentaire, alors qu’aucun système spécifique approprié n’est en place afin d’évaluer les risques et de protéger les travailleurs, le public et l’environnement”, a déclaré Ron Oswald, le secrétaire général de l’ UITA.

Le syndicat, rejoint par un groupe d’ONG, est préoccupé par le fait que des nanomatériaux commencent à être employés dans les produits alimentaires courants, alors que les entreprises ne fournissent toujours pas des informations aux consommateurs leur permettant de savoir si leurs produits contiennent des nanomatériaux.

C’est particulièrement inquiétant parce qu’un nombre croissant d’études indiquent que l’ingestion de nanomatériaux manufacturés pourrait provoquer des problèmes de santé. Les organisations font remarquer que des nanoparticules de dioxyde de titane ont été trouvées dans des produits tels que les cacahuètes et le chewing-gum.

À la mi-février, le Réseau scientifique d’évaluation des risques liés aux nanotechnologies dans l’alimentation, qui dépend de l’Autorité européenne de sécurité alimentaire (EFSA), avait remis son rapport annuel pour 2014.

Le rapport souligne les limites des méthodologies actuelles pour évaluer les effets toxiques des nanoparticules pénétrant dans l’organisme via la voie orale.

Des interrogations existent également au sujet des aspects techniques permettant de considérer qu’un matériau est un nanomatériau en vue d’un étiquetage réglementaire des aliments. L’EFSA a indiqué que le projet NanoDefine (FP7) devrait fournir d’ici à 2017 un schéma provisoire de test dans la perspective d’une réglementation permettant de distinguer les nanos des non-nanos.

En savoir plus :

Communiqué et recommandations de l’UITA, 12 mars 2015 (en anglais)
Rapport annuel du Réseau scientifique d’évaluation des risques liés aux nanotechnologies, 16 février 2015

fonte ETUI

http://www.etui.org/fr/Themes/Sante-et-securite/Actualites/Les-syndicats-sonnent-l-alarme-sur-les-nanos-dans-la-nourriture

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4637&Itemid=2

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Imparare dagli errori: la carenza di visibilità nei carrelli elevatori

Esempi di infortuni dipendenti dalla carenza di visibilità nell’utilizzo di carrelli elevatori. La dinamica degli incidenti e la formazione per lavoratori addetti alla conduzione di carrelli elevatori con conducente a bordo.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/imparare-dagli-errori-C-99/imparare-dagli-errori-la-carenza-di-visibilita-nei-carrelli-elevatori-AR-14719/

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DIRITTI E OBBLIGHI DEL LAVORATORE

L’importanza generale della lettera a) nel comma 2) dell’articolo 20

di Pietro Ferrari della Camera del Lavoro di Brescia

l’articolo

http://www.diario-prevenzione.it/articoli/DIRITTI_E_OBBLIGHI_LAVORATORE.pdf

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E’ disponible online RSPP: Rassegna Stampa sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni da lavoro.
a cura di Paolo Gentile

Download
Aprile 2015 RSPP n.52.pdf

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http://www.rs-ergonomia.com/app/download/11543172396/RSPP+n.52.pdf?t=1427813409

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Newsletter medico legale INCA CGIL Numero 12°/2015

Rischi emergenti: l’epatite E come malattia occupazionale

Il Dipartimento di Medicina del Lavoro dell’INAIL  ha prodotto una recente factsheet dedicata ad una malattia professionale emergente quale è  l’epatite E di cui riprendiamo i dati utili alla nostra attività di tutela.

L’epatite E è una malattia virale acuta, generalmente autolimitante e molto raramente soggetta a cronicizzazione, con caratteristiche cliniche simili a quelle dell’epatite A.

Decorsi severi con mortalità che può arrivare fino al 30% e alta frequenza di forme fulminanti possono manifestarsi nelle donne in gravidanza. L’infezione è presente in tutto il mondo anche se prevale, sottoforma di epidemie e casi sporadici, nei Paesi in via di sviluppo con basso livello socio-economico, in particolare in Asia, Medio Oriente, Africa e America Centrale. Di recente casi sporadici sono stati rilevati nei Paesi industrializzati, Italia compresa, anche in soggetti che non avevano soggiornato in aree endemiche per la patologia.

>>> segue

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4632&Itemid=2

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01/04/15 – Incidenti sul lavoro: operaio cosentino muore travolto in una buca

Un operaio impegnato nel montaggio di alcune tubature è deceduto nel pomeriggio di oggi in un incidente sul lavoro avvenuto a Laurignano, frazione del comune cosentino di Dipignano. Da quanto si è appreso la vittima, il 61enne Luigi Guarascio, stava lavorando all’interno di una buca, per sistemare delle condutture di una abitazione, quando la fossa è crollata travolgendola con del materiale di risulta. Sul posto i vigili del fuoco ed i carabinieri che stanno svolgendo le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

fonte cn24tv.it

http://www.cn24tv.it/news/109315/incidenti-sul-lavoro-operaio-cosentino-muore-travolto-in-una-buca.html

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Terni Ast, rsu: ”Sicurezza sul lavoro, situazione peggiorata, chiesto sopralluogo Asl”


E’ ancora scontro totale tra rsu e azienda in merito alla riorganizzazione delle attività produttive dell’Ast. Soprattutto le rappresentanze sindacali accusano l’assenza di sicurezza sul lavoro. Oggi, dopo un sopralluogo nell’area Pix2, annunciano di aver riscontrato un peggioramento e di aver chiesto all’Asl di procedere ad un sopralluogo.

Le rsu spiegano che insieme agli rls e alla presenza dell’ente Eas e del capo servizio anno effettuato un ulteriore sopralluogo “nella campata relativa a Lac10 e Zmill, dove nei giorni scorsi avevamo in più occasioni avuto modo di denunciare alcune importanti anomalie a nostro avviso potenzialmente pericolose per la sicurezza e l’incolumità dei lavoratori sollecitandone tra l’altro un intervento tempestivo di ripristino. Abbiamo registrato una situazione addirittura peggiorata, al punto che l’intera area adibita al passaggio pedonale e dei mezzi di soccorso, è completamente invasa da coils e ci troviamo di fronte ad una evidente e volontaria mancanza di soluzioni strutturali da una parte e soluzioni necessarie a garantire la gestione straordinaria temporanea dall’altra”.

Aggiungono le rsu dell’Ast: “Un altro aspetto non di secondaria importanza è legato al fermo di 2 dei 4 carroponti presenti nella campata, molto probabilmente dovuto ad una non corretta e continua manutenzione. Tale condizione per quanto ci riguarda, non permette di garantire un’ idonea operatività e costanti performance, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi produttivi, qualitativi ed economici che l’Azienda ha condiviso di perseguire”.

Proseguono le rsu: “Resta da capire fino in fondo, se quanto affermato dall’amministratore delegato alla presenza di tutti i capi servizio nell’incontro ufficiale ultimo con le rsu ed anche in sedi istituzionali, rispetto alle volontà di azione relative a tutti gli aspetti di sicurezza, rappresenti l’ennesima contraddizione tra ciò che si vuole e ciò che realmente nei vari posti di lavoro si verifica, o peggio ancora rispetto a quanto si afferma c’è chi non capisce o fa finta di non capire ed opera in modo diverso dalle direttive”.

Infine l’annuncio che dà il senso della tensione dei rapporti: “Su questi aspetti da noi denunciati all’azienda e vista la loro indisponibilità alla ricerca di soluzioni, abbiamo fatto in queste ore una richiesta di intervento formale direttamente a l’ente preposto Asl, con l’auspicio che in tempi immediati si possa tornare ad un contesto di normalità fondamentale a garantire la sicurezza dei lavoratori”.

fonte ternioggi.it

http://www.ternioggi.it/ast-rsu-sicurezza-sul-lavoro-situazione-peggiorata-chiesto-sopralluogo-asl-48653

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Incidenti lavoro: Avellino, operaio muore schiacciato da furgone

Incidente mortale sul lavoro ad Avella, in provincia di Avellino. Venerdì 27 marzo un operaio di 61 anni è morto schiacciato dal furgone con cui stava trasportando del materiale ferroso. Lo riporta l’agenzia Agi.
L’uomo si era fermato per verificare se ci fossero rottami da recuperare ed è sceso dal mezzo, lasciandolo in un tratto in salita. Improvvisamente il furgone si è mosso e si è ribaltato, travolgendo il 61enne. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Avellino per i rilievi del caso.

fonte rassegna.it

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Newsletter Medico Legale INCA CGIL Numero 11/2015

Il nesso di causalità nelle neoplasie di tipo probabilistico

Una recente sentenza della Corte di Appello di Bologna interviene con una approfondita sentenza sul tema del nesso di causalità delle malattie professionali di tipo probabilistico con una critica alla metodologia della “Probability of Causation” adottata nell’ultimo decennio da parte dell’INAIL

Gli eredi di un medico esposto a radiazioni ionizzanti deceduto per leucemia mieloide acuta avevano presentato domanda di riconoscimento dell’origine professionale e a fronte del diniego da parte dell’Istituto Assicuratore avevano  adito le vie legali.

L’INAIL  nel costituirsi in giudizio escludeva l’esistenza del nesso causale per inidoneità della dose assorbita ad indurre la patologia denunciata in applicazione del metodo della “Probability of Causation” da adottarsi nei casi di malattie tabellate non deterministiche ma probabilistiche.

LA NEWSLETTER INCA CGIL N°11/2015

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/inca_news_11_2015.pdf

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Pain and prejudice: What science can learn about work from the people who do it
Monday, February 2, 2015
Dr. Karen Messing
Université du Québec à Montréal

Dr. Karen Messing, professor emeritus of ergonomics at the Université du Québec à Montréal, talks about her latest book, Pain and Prejudice: What Science Can Learn about Work from the People Who Do It. In her book, Messing reflects on her 35 years as a researcher in occupational health in Canada. She suggests that many current mechanisms for the support and publication of research prevent scientists from expressing and even experiencing empathy with injured workers. The resulting empathy gap can affect the quality of occupational health science, as well as its ability to prevent damage to workers’ health.

application/pdf iconPain and prejudice – What science can learn about work from the people who do it (2.9 MB)

http://www.iwh.on.ca/system/files/plenaries/2015-02-02_kmessing.pdf

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Newsletter Medico Legale INCA Numero 10°/2015

IARC: 5 pesticidi classificati come cancerogeni per l’uomo

Lo IARC (Centro Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS) lo scorso 20 marzo ha pubblicato l’aggiornamento della classificazione di 5 pesticidi.

Si tratta di un erbicida (glifosate) e due insetticidi (malathion e diazinon), dichiarati probabili cancerogeni per l’uomo e come tali inseriti nel gruppo 2A.

Altri due insetticidi, parathion e tetrachlorvinphos, sono stati riconosciuti come possibili cancerogeni umani (2B) sulla base degli studi sugli animali in laboratorio.

Il giudizio, espresso da 17 esperti, è stato sintetizzato in un documento pubblicato su “The Lancet Oncology”[1] e rientra nella rivalutazione di questi composti in corso da tre anni, e che sarà oggetto della monografia IARC numero 112.

Finora l’esposizione ai pesticidi era risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative, Parkinson in testa.

Dal nuovo documento emerge invece una forte correlazione epidemiologica tra l’impiego del glifosate (riscontrato anche nel sangue e nelle urine degli agricoltori) e il linfoma non-Hodgkin.

L’inserimento nel gruppo 2A è legato anche alle prove – più solide – di danno al Dna acquisite in laboratorio da studi in vitro.

Il glisofate è l’erbicida maggiormente utilizzato nel mondo, ed è noto con il nome commerciale di RoundUp (Monsanto). Il suo consumo ha conosciuto un forte aumento con l’introduzione degli OGM.

Nell’articolo pubblicato su Lancet viene motivato questo inserimento in categoria 2A  in quanto oltre agli studi sugli animala da laboratorio:  “studi caso-controllo condotti nell’ambito di esposti professionali, negli Stati Uniti, in Canada ed in Svezia, hanno rilevato un aumento di rischio di linfoma non-Hodgkin, aumento di rischio che rimane evidente anche dopo la valutazione della esposizione ad altri pesticidi.

Sulla base di questi dati il gruppo do esperti conclude che esistono prove sufficienti del suo potenziale cancerogeno nell’animale da laboratorio, e prove “limitate” nell’uomo:  “è stata osservata una associazione positive fra esposizione a questo agente e la comparsa di tumori, ma altre spiegazioni, fra cui il caso, non possono essere escluse”  viene riportato nelle conclusioni dell’articolo di Lancet.

La coorte AHS[2] non ha rilevato, al contrario alcun aumento di rischio per questa forma di linfoma.

Segnaliamo che a livello europeo l’Efsa  (Autorità Europea sulla Sicurezza degli Alimenti) sta rivedendo le sue conclusioni in merito alla valutazione del glifosate,  conclusioni che saranno disponibili dopo la prossima estate.

segue

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4624&Itemid=2

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Agenti chimici e sicurezza bambini in casa, campagna Ocse sui detergenti in capsule

ROMA – I bambini non vedono la differenza. Tieni le capsule lontano dalla loro portata. Questo il tema di una nuova campagna lanciata dall’Ocse Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e segnalata dal Ministero della Salute, che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblicata sui rischi derivanti dagli incidenti domestici e sull’esposizione ad agenti chimici presenti nei detergenti.

#Laundrysafe. Consumatori, genitori. L’iniziativa è centrata in particolare su detersivi e detergenti in capsule e quindi su come evitare il rischio che i bambini, in particolare i più piccoli, ne vengano in contatto.

segue su fonte

Quotidiano Sicurezza

http://www.quotidianosicurezza.it/formazione/progetti-formazione/campagna-ocse-sicurezza-bambini-detersivi-capsule.htm

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Silp Genova, siamo lavoratori senza sicurezza

martedì 24 marzo 2015

L’applicazione delle leggi dipende da decreti attuativi non ancora emanati, gli Rls non sono mai stati nominati o eletti. E malgrado nel nostro comparto ci sia un alto numero di suicidi, la valutazione dello stress non viene fatta di Roberto Traverso*

Silp Genova, siamo lavoratori senza sicurezza

Si perdoni la facile battuta, ma è difficile parlare di “sicurezza sul lavoro” all’interno del “comparto sicurezza”. Un ambiente dove l’osservanza dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori delle forze dell’ordine è spesso affievolita dalla mancata applicazione di norme che, nel caso di altri lavoratori, sono invece maggiormente rispettate. Un esempio calzante è la carenza di tutele all’interno delle cosiddette “Aree riservate” individuate dal decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro.

Per il comparto sicurezza il tempo dei diritti che tutelano i lavoratori è fermo: l’applicazione della norma è rinviata a decreti attuativi non ancora emanati, mentre i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) non sono mai stati né nominati né eletti. Dal 1997 le segreterie provinciali dei sindacati maggiormente rappresentativi sul territorio nazionale si sostituiscono agli Rls, sovrapponendo al naturale ruolo politico e sindacale una competenza tecnica che non deve e non può essere di natura negoziale, senza ricevere, tra l’altro, alcuna formazione sull’argomento della sicurezza sul lavoro.

Una situazione paradossale, che va affrontata politicamente su tutto il territorio nazionale. Certamente a tutela della categoria, ma anche dei cittadini: lavorare in sicurezza, per un poliziotto, significa anche lavorare in mezzo alla gente, lavorare per la gente, nella riconosciuta consapevolezza che i carichi di lavoro sopportati dalla nostra categoria in mezzo alla strada, in condizioni ambientali spesso difficili, logora precocemente i lavoratori.

Ed è davvero paradossale che all’interno del comparto sicurezza i datori di lavoro, ovvero i questori e tutti i dirigenti che godono di autonomia funzionale territoriale, non abbiano ancora provveduto ad assolvere all’obbligo di legge di valutare il “rischio da stress correlato”, come appunto previsto dal decreto legislativo 81/2008. Un obbligo di legge mai rispettato, la cui inosservanza, tra l’altro, non è stata ancora sanzionata penalmente.

A Genova il Silp Cgil¸ svolgendo le funzioni di Rls, ha diffidato tutti i datori di lavoro (a partire dal questore) ad adempiere a tale obbligo. Tale legittima rivendicazione, tra l’altro, trova fondato supporto nella risposta ottenuta dal Silp Cgil nazionale all’interpello rivolto alla competente Commissione che opera presso il ministero del Lavoro, che nel luglio 2014 ha confermato che anche nelle nostre “Aree Riservate” sia obbligatorio effettuare la valutazione del rischio stress lavoro correlato.

Proprio in questi giorni il Dipartimento della pubblica sicurezza ha cercato di gettare un “salvagente” ai datori di lavoro sparsi su tutto il territorio nazionale, divulgando delle linee guida finalizzate a supportare tale valutazione. Queste linee guida, però, tendono a generalizzare la valutazione dello stress nei nostri ambienti, senza arrivare a definizioni precise. Suggerendo, tra l’altro, percorsi organizzativi interni lunghi e farraginosi, allo scopo di protrarre all’infinito una valutazione che in concreto non sarà mai realizzata.

È inaccettabile che il Dipartimento della pubblica sicurezza, invece di cogliere l’occasione di affrontare seriamente il problema dello stress lavorativo all’interno di una categoria che conta un altissimo numero di suicidi, tenti di aggirare l’argomento con linee guida non adeguate. Per questo motivo il Silp Cgil di Genova continuerà la propria azione vertenziale nei confronti di quei datori di lavoro che non provvederanno a valutare tale rischio, non escludendo ovviamente la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria competente per denunciare le violazioni di legge penalmente rilevanti.

* segretario generale Silp Cgil Genova

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EXPO 2015: ATTIVITA’ DI PREVENZIONE

MATERIALE PRESENTATO ALLA COMMISSIONE  D’INCHIESTA SUGLI INFORTUNI DEL SENATO

Dott.ssa Susanna Cantoni Direttore Dipartimento Prevenzione Medica Servizio P.S.A.L. ASL Milano

Pubblichiamo la documentazione consegnata  alla Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro  del Senato

IL DOCUMENTO

http://www.diario-prevenzione.it/documenti/expo_commissione_senato_infortuni(2).PDF

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Disastro ambientale abusivo: è come dare una licenza per inquinare

di Gianfranco Amendola

“Fuori dai casi previsti dall’articolo 434, chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da 5 a 15 anni”. Questo è il testo del nuovo articolo 452-quater del codice penale contenuto nella proposta sui delitti ambientali che sta per essere definitivamente approvata alla Camera.

Avremo, così, unico Paese al mondo, il delitto di disastro ambientale “abusivo”, e cioè un disastro che può essere punito solo se commesso “abusivamente”. Altrimenti, il fatto non sussiste e l’imputato viene assolto. È evidente, infatti, che punire solo chi cagiona abusivamente un disastro ambientale o un inquinamento rilevante, significa, al contrario, accettare che possa essere lecito o, addirittura, autorizzato un disastro ambientale (con morti, devastazioni, eccetera). Purché non sia “abusivo”.

La realtà è che questa è la risposta dei poteri forti alle varie vicende Ilva, Eternit e così via con la chiara scelta di estromettere la magistratura da qualsiasi possibile intervento. Basta che una attività industriale abbia avuto dalla pubblica amministrazione un’autorizzazione e si può fare di tutto, anche a rischio della incolumità pubblica. Insomma, non evitare il disastro ma legittimarlo.

Se qualcuno è interessato, mi permetto di segnalare un mio articoletto appena uscito su Lexambiente a questo link. Se siete indignati quanto me, vi prego, cerchiamo di fare qualcosa finchè è ancora possibile. Facciamo un appello, una raccolta di firme, un dibattito pubblico.

Io tra poco vado in pensione ma ci sono i nostri figli e nipoti. E, francamente, sarei orgoglioso se la magistratura italiana facesse diventare una sua battaglia prioritaria quella contro il disastro ambientale abusivo. Nell’interesse dei cittadini tutti.

http://www.lexambiente.com/materie/ambiente-in-genere/188-dottrina188/11372-ambiente-in-genere-delitti-contro-l-ambiente-arriva-il-disastro-ambientale-abusivo.html

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci alla prossima settimana

Gino Rubini, editor di http://www.diarioprevenzione.it

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