newsletter diario prevenzione 1 ottobre 2014


newsletter diario prevenzione

http://www.diario-prevenzione.it

1 ottobre  2014 – vol.n° 94

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa


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Care lettrici e cari lettori, rieccoci di nuovo.

Renzi, Job Acts e la  produzione di manici di scopa…

Cerchiamo con precisione e senza essere pesanti di rappresentare ciò che sta avvenendo in Italia sul tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori, sull’occupazione.
Il presidente del Consiglio dei Ministri del governo italiano, pervenuto a tale responsabilità legittimato solo dal voto delle primarie del suo partito, senza una elezione a suffragio diretto da parte dei cittadini, si propone di cambiare l’Italia cominciando dal taglio dei diritti dei lavoratori. Il suo governo ha  ricevuto il voto di fiducia da un  Parlamento che è stato eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale…

Secondo le teorie tardo liberiste di questo leader  la priorità per guarire da tutti i mali l’Italia sarebbe quella di cancellare lo Statuto dei lavoratori e riscrivere le norme del lavoro in modo tale da togliere tutti i lacci e lacciuoli che , a suo dire, impedirebbero la ripresa economica e il fluire degli investimenti verso nuove imprese.

L’insieme dei discorsi del Presidente del CdM e dei suoi ministri lasciano trasparire la scarsa conoscenza delle cose di cui sproloquiano.

L’obiettivo di attrarre investimenti e di mettere in moto nuove attività che creino occupazione è più che condivisibile. Ma sono petizioni di principio generiche. Nei loro discorsi non appare mai una riflessione seria e la  proposta di una vision e di una strategia su quale posizionamento dovrà occupare nei prossimi decenni l’Italia nella divisione internazionale del lavoro.

Non vi è nessuna idea su quali vie di sviluppo e in quali settori puntare tutte le energie e le forze per realizzare di nuovo l’eccellenza italiana sui mercati mondiali.
Vogliamo essere eccellenti nella fabbricazione di manici di scopa o nella costruzione di macchine sofisticate ad elevate tecnologie ? Queste scelte darebbero origine a strategie molto diverse sia per quanto attiene la formazione dei lavoratori, l’orientamento degli investimenti e le politiche d’incentivazione per quegli imprenditori che volessero mettersi in gioco.

E’ chiaro che la scelta di collocare l’Italia nelle eccellenze tra i fabbricanti mondiali di manici di scopa e di spazzolone non implicherebbe grandi discussioni sui diritti dei lavoratori. Sarebbe sufficiente ridurre salari e diritti al punto tale da rendere competitiva l’offerta di lavoro italiana con quella dei paesi asiatici più poveri.

Ben altre politiche industriali e di valorizzazione del lavoro richiederebbe la scelta di fare ritornare l’Italia competitiva sui mercati mondiali dell’alta tecnologia nella produzione di beni strumentali durevoli, software di elevata qualità, ecc. Sistema di formazione di alta qualità, fidelizzazione dei lavoratori da parte delle imprese, elezioni di rappresentanze autorevoli  dei lavoratori, sindacato forte e in grado di mantenere la parola data,  salari dignitosi e grande cura delle relazioni tra impresa e lavoratori…
Il governo Renzi va in direzione contraria a queste strategie di valorizzazione del lavoro necessarie per produrre prodotti ad alto valore aggiunto.

Le scelte del governo Renzi, con il job acts, la cancellazione dello Statuto dei lavoratori fanno presagire che la scelta sia quella  della ricerca dell’eccellenza nel campo della produzione dei manici di scopa e non di quella delle vie alte dello sviluppo. Si vuole un lavoratore impaurito, alla mercè degli umori del padroncino o del capo reparto che lo può licenziare “ad nutum”. Nessuno oserà più chiedere miglioramenti o denunciare le cose che non vanno bene, prevarranno forme diverse di comando controllo basate sulla cultura del biasimo ( blame culture ). Con questi modelli relazionali si possono produrre solo manici da scopa, rondelle e tappi a corona, e forse neppure quelli. Per dare un’idea su dove sia collocata l’Italia ora nella divisione internazionale del lavoro e delle produzioni tecnologiche, ho visto a IFA, grande fiera dell’elettronica di consumo, qua a Berlino, che nel campo della comunicazione e telefonia, erano presenti alcune aziende italiane,poche, produttrici di astucci e cover per smartphone.Per l’appunto produttrici di astucci, non di smartphone o di altre apparecchiature ad alto valore aggiunto.

Questo sito si occupa da quasi vent’anni del tema della salute e della sicurezza nel lavoro e ritiene, da sempre, suo dovere fare una battaglia di chiarezza sulle norme che regolano i diritti dei lavoratori perchè dalle condizioni più complessive di vita nel lavoro  dipendono la valutazione e gestione dei rischi in azienda. Le scelte del governo Renzi in materia di riduzione dei diritti dei lavoratori avranno un impatto gravissimo sulle condizioni di sicurezza nel lavoro. Questo governo farà arretrare le condizioni di lavoro e regredire a livelli primitivi le relazioni industriali  con danni enormi al patrimonio di salute fisica e psichica  della popolazione che vive del proprio lavoro. Gino Rubini

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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Umberto Romagnoli: La vertigine neoliberista. Il datore di lavoro è più uguale del suo dipendente. fonte INCHIESTAONLINE.IT

Un’autorevole storiografia attribuisce al diritto del lavoro un ruolo di pedagogia di massa sostenendo, non a torto, che avrebbe educato moltitudini di artigiani spiazzati dall’avvento della grande manifattura, e di contadini non più del tutto contadini, all’idea che la cosa più giudiziosa che si potesse fare era quella di smetterla di rincorrere il sentimento di giustizia offeso dalle forme di dipendenza imposte dal capitalismo moderno all’interno di luoghi di produzione estranei agli schemi cognitivi sedimentati nella memoria collettiva delle precedenti generazioni.

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4414&Itemid=2

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Invecchiamento della popolazione lavorativa e sicurezza: quali scenari per il futuro?

Come sta cambiando il mondo del lavoro? Quali scenari ci aspettano con l’innalzamento dell’età pensionabile? Quale futuro attende l’attuale forza lavoro, caratterizzata da una forbice in aumento, che vede sempre più spesso operare a braccetto lavoratori di 20 anni e ultrasessantenni con esigenze fisiologiche diverse?

Il mercato del lavoro si sta trasformando a causa dell’allungamento delle prospettive di vita: da proiezioni Isfol, infatti, in Italia nel 2015 saranno oltre 13 milioni gli over65 (pari al 21,4% del totale) e si stima che nel 2050 saranno quasi 21 milioni ovvero il 31,5% della popolazione.

Un trend in crescita, che nell’immediato futuro vedrà rimanere sul posto di lavoro, in virtù della nuova riforma del mercato del lavoro, anche le fasce più mature della popolazione e che inevitabilmente invita a interrogarsi sulle risposte che il nostro Paese dà, e dovrà sempre più dare, all’innalzamento dell’età pensionabile: “Nel secondo trimestre 2014, secondo le rilevazioni dell’Istat, ben il 45,8% degli italiani tra i 55 e i 64 anni è occupato attivamente, un +3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel 2004 lo era il 30,5%.

Il progressivo invecchiamento della forza lavoro ha ricadute importanti anche sul fronte della sicurezza. Occorrerà prevedere nuove modalità con cui sensibilizzare e poi formare gli operatori, oltre ad implementare nuove politiche aziendali che tengano conto delle mutate esigenze dei loro addetti sia in fatto di sicurezza, che di benessere, che di welfare aziendale” sostiene Marilena Pavarelli, Project Manager di Ambiente Lavoro, il Salone dedicato alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro, che si terrà a Bologna dal 22 al 24 ottobre.

Su questo tema fortemente attuale ci si interrogherà durante la manifestazione, in occasione del convegno “Invecchiamento e lavoro: aggiornamenti, esperienze e proposte” organizzato, mercoledì 22 ottobre, dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) e da SIE – Società Italiana di Ergonomia.

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4413&Itemid=2

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CONVEGNO AMIANTO A REGGIO EMILIA

L’amianto e le sue conseguenze sulla vita e sulla salute delle persone

La sentenza di secondo grado del processo Eternit ci consegna la responsabilità di aggiungere alla richiesta di giustizia la capacità di soluzione del problema per avere un paese libero dalla schiavitù dell’ Amianto

La CGIL di Reggio Emilia attiva lo sportello Amianto e presenta questo servizio con un convegno di approfondimento Venerdì 3 ottobre 2014 alle ore 14.00

Il Programma dei Lavori

http://www.cdltre.it/allegati/INVITO_Convegno%20e%20presentazione%20Sportello%20AMIANTO%203%20ottobre%202014.pdf

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Logica e finalità dei decreti “semplificazioni” in edilizia

Considerazioni sui provvedimenti relativi alla sicurezza negli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e ai modelli semplificati in edilizia. L’utilizzo dei “modelli semplificati” non comporta alcuna deroga al decreto 81. Di Lorenzo Fantini.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/pos-psc-pss-C-67/logica-finalita-dei-decreti-semplificazioni-in-edilizia-AR-14200/

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Salute 2020 ora è disponibile in lingua italiana

Claudio Tortone e Elena Barbera, DoRS

L’ultima edizione di Health 2020 (OMS, 2013) è ora disponibile in lingua italiana. La traduzione è frutto di una collaborazione tra Ministero della Salute, Ufficio Europeo dell’OMS per gli Investimenti e lo Sviluppo di Venezia e DoRS. Si tratta di un documento di orientamento delle policy per la salute e il benessere delle persone e delle popolazione redatto dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS insieme ai 53 Stati che la compongono: una cornice condivisa di riferimento per realizzare politiche nazionali, regionali e locali che siano in armonia e in sinergia, tenendo conto delle specificità dei territori e dei contesti sociali.

segue su FONTE DORS.IT

http://www.dors.it/pag.php?idcm=5368

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Dal sito RS Ergonomia segnaliamo:
RSPP: Rassegna Stampa sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni da lavoro.

Work in progress RSPP

Download

http://www.rs-ergonomia.com/app/download/9480065396/anteprima+RSPP+n.46.pdf?t=1410939499

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European Economic, Employment and Social Policy
L’individualisation du rapport au travail : un défi pour le syndicalisme

Philippe Davezies

Date de publication : 2014

Nombre de pages : 6

Auteur(s) :

Philippe Davezies

PRESESENTAZIONE

La souffrance au travail n’est pas un phénomène nouveau. Mais, alors qu’elle était auparavant traditionnellement associée au travail ouvrier, ses manifestations se sont multipliées, sous des formes extrêmement individualisées, dans toutes les catégories professionnelles et dans tous les secteurs du monde du travail. Cette évolution témoigne de l’apparition, au sein des organisations du travail, de nouvelles contradictions qui génèrent de nouvelles difficultés, mais qui ouvrent aussi de nouvelles perspectives pour l’action. Dans les lignes qui suivent, nous envisagerons tout d’abord les transformations de l’organisation du travail et la façon dont elles induisent une individualisation du rapport au travail. Nous évoquerons, d’autre part, le fait que le salarié a d’autant plus de difficultés à exprimer les enjeux de son activité qu’il est plus isolé. Cela nous permettra de cerner les conséquences très négatives, au niveau individuel comme au niveau collectif, de la difficulté qu’éprouvent les salariés pour exprimer et défendre les normes et les valeurs qui sous-tendent leur engagement dans le travail. Nous terminerons avec les enseignements de plusieurs recherches-actions sur la contribution que peut apporter le syndicalisme pour reconstruire des capacités collectives d’expression et d’affirmation de l’autorité que confère l’expérience du travail.

IL TESTO INTEGRALE IN FRANCESE

http://www.etui.org/fr/content/download/16837/132360/file/Policy+Brief+2014-03+FR.pdf

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Storia dell’INAIL o storia della prevenzione?

Nei mesi estivi è uscito nella collana INAIL un volume dal titolo Storia della Prevenzione. Poi dal capitolo uno si ridimensiona il vasto titolo in una più ovvia Storia della prevenzione in INAIL … e così è. Abbiamo letto con interesse queste pagine ma abbiamo costantemente rilevato alcune inesattezze e parzialità. Per continuare a leggere.

FONTE SNOP.IT

http://www.snop.it/attachments/article/402/Storia%20INAIL%20o%20storia%20della%20prevenzione.pdf

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Dares
publication de la direction de l’animation de la recherche, des études et des statistiques
JUILLET 2014 • N° 049

Conditions de travail Reprise de l’intensification du travail chez les salariés
Entre 2005 et 2013, pour les salariés de France métropolitaine, les changements
organisationnels ont repris et les contraintes de rythme de travail se sont accrues,après la relative stabilisation enregistrée entre 1998 et 2005.

Cette intensification a été plus marquée dans la fonction publique que
dans le secteur privé. L’usage de l’informatique dans le travail poursuit sa progression à un rythme rapide. D’ailleurs, le contrôle
ou suivi informatisé du travail est la contrainte
de rythme qui s’est le plus diffusée.
Sur la même période, les marges de manœuvre tendent à se réduire pour toutes les catégories socioprofessionnelles, sauf pour les ouvriers non qualifiés. Les salariés signalent des possibilités de coopération plus impor

tantes avec leurs collègues ou leur hiérarchie, ce qui est susceptible d’atténuer les effets de l’intensification. Néanmoins les tensions sont plus fréquentes avec les collègues ou les clients et usagers. De même, les salariés sont plus
nombreux à vivre au travail des situations exigeantes sur le plan émotionnel
(être en contact avec des personnes en situation de détresse, devoir calmer des gens)

IL RAPPORTO DARES

http://travail-emploi.gouv.fr/IMG/pdf/2014-049.pdf

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MiXie France, nouvel outil INRS
De prise en compte des multi-expositions dans la prévention du risque chimique

En milieu professionnel, rares sont les situations où les travailleurs ne sont exposés qu’à une seule substance chimique. Pour permettre une évaluation des effets possibles liés aux multi-expositions, l’Institut National de Recherche et de Sécurité (INRS), en partenariat avec l’Université de Montréal et l’IRSST*, a mis au point MiXie France, un outil en ligne gratuit et simple à utiliser qui permet d’évaluer le potentiel additif des substances chimiques.

Il est très compliqué et très long de connaître, par le biais d’études toxicologiques ou épidémiologiques, les effets de l’ensemble des combinaisons possibles des substances chimiques. Lors de multi-expositions, les substances peuvent, entre autre, avoir un effet additif : leurs effets se conjuguent, augmentant les risques pour les salariés qui les manipulent.

C’est ce potentiel additif que Mixie France, nouvel outil en ligne de l’INRS, permet de mettre en évidence. Pour ce faire, il compile les effets des 118 substances soumises à une VLEP**, classées dans 32 classes d’effets toxiques (atteintes hépatiques ou atteintes rénales, par exemple).
Il suffit à l’utilisateur de renseigner les substances présentes dans son environnement de travail et d’en préciser les concentrations dans le logiciel. Si plusieurs substances présentent les mêmes classes d’effets toxiques, alors l’effet de ce cocktail chimique est considéré comme additif.
Par exemple, pour un salarié, atteindre 60 % d’une VLEP pour une substance et 50 % pour une autre présentant les mêmes effets revient à se situer à 110 % pour l’effet en question.

segue su

http://www.inrs.fr/accueil/footer/presse/cp-mixie.html

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Europe: from social model to social dumping?

Social dumping has become one of the most pressing political and social concerns in the EU as it exerts downward pressure on wages and working conditions. A new ETUI working paper provides a definition of social dumping, explores the mechanisms underlying these practices and demonstrates how the EU’s internal market policies and the enlargement process have provided market actors with new incentives and opportunities to circumvent social regulations.

The paper written by researcher Magdalena Bernaciak presents some of the conclusions of a broader ETUI research project ‘Social dumping in the enlarged EU: Concepts, challenges and policy options’.

Starting from a critique of popular and academic uses the term, Bernaciak defines social dumping as ‘the practice undertaken by self-interested market participants, of undermining or evading existing social regulations with the aim of getting a competitive advantage’.

Bernaciak then analyses social dumping in the context of the creation and completion of the EU’s internal market process and the EU’s enlargement to Southern (in the 1980s) and Central-Eastern countries (in the 2000s). Both processes have given market participants new strategic opportunities ‘to contest or ‘bend’ the existing social constraints’.

The paper also questions several common presumptions about social dumping found in the European public discourse. It shows that social dumping is ‘not an exclusive domain of actors coming from new EU member states’ Furthermore, it should not be viewed solely as a company strategy as indirectly also the role of workers in furthering the social dumping agenda need to be taken into account.

Finally, the working paper identifies the need for a ‘resolute’ policy response. ‘There is a need to curb deregulation and to provide adequate monitoring and enforcement of the existing norms’.

Social dumping will be one of the hot topics to be debated during the joint ETUC-ETUI Crossroads conference from 24-26 September. A special panel on social dumping will discuss the results of this ETUI research project and present other recent academic work on the issue.

fonte ETUI

http://www.inrs.fr/accueil/footer/presse/cp-mixie.html

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Il Grillo Microbiologo
di Gavino Maciocco

Ancora una volta Beppe Grillo si cimenta nel terreno delle malattie infettive. Questa volta è allarme tubercolosi a causa degli immigrati. Però – osserva un gruppo di esperti – quando si parla di malattie, soprattutto di tubercolosi, che evoca tristi ricordi, paure irrazionali, stigma bisogna stare attenti, perchè l’informazione deve essere scrupolosa, attenta e non fuorviante e purtroppo sono in molti a parlarne in modo maldestro.

Chissà da dove deriva la passione di Beppe Grillo per le malattie infettive?

Per anni è circolato – e tutt’ora circola – un video tratto da uno spettacolo del 2000 in cui il comico genovese sosteneva – riecheggiando tesi del tutto screditate – che l’AIDS era la bufala del secolo, che l’HIV non esisteva e che la terapia antiretrovirale era da evitare.

Quel video, visto e rivisto, ha fatto proseliti al punto che Alessandra Cerioli, presidente della Lila (Lega italiana per la lotta contro l’Aids), nel maggio 2012 sentì la necessità di rivolgersi al promotore del M5S: “Le scriviamo  perché crediamo che sia venuto il momento di chiedere una sua chiara, aggiornata e seria presa di posizione sul tema Hiv/Aids, dato che il suo nome viene molto sbandierato, grazie a un suo spettacolo di qualche anno fa, in innumerevoli e-mail che riceviamo e post che affollano siti e social network nostri e altrui, compreso il suo blog. Siamo perfettamente consapevoli che lo spettacolo teatrale di un comico, che si avvale di un particolare linguaggio, chiamiamolo iperbolico, non equivale a un programma politico. Altrettanto però non si può dire di parecchi suoi attuali estimatori, che quello spettacolo lo stanno usando contro di noi e contro il buonsenso. Quella, del resto, resta l’unica sua forte, esplicita, pubblica presa di posizione sull’argomento Hiv/Aids: in appoggio alle ipotesi negazioniste. Che oggi vengono riproposte, e con rinnovato vigore, anche facendosi forza della sua sottoscrizione”. Vedi anche due post di Saluteinternazionale.info.

L’AIDS negato da Grillo

La sanità secondo Beppe Grillo

Se il Grillo microbiologo gettava acqua sul fuoco sul problema AIDS, negandone persino l’esistenza, tutt’altro approccio viene tenuto nei confronti della tubercolosi: allarme, allarme e ancora allarme immigrazione: 50 mila poliziotti a rischio!!! Ecco cosa si legge nel suo blog:

“Il Passaparola di ieri con l’ingresso delle malattie infettive dall’Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla. Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi. Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico su chi arriva da chissà dove nel nostro Paese.
I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena.”

Ed ecco cosa rispondono i più importanti esperti del settore:

segue su fonte >>>> saluteinternazionale.info

http://www.saluteinternazionale.info/2014/09/il-grillo-microbiologo/

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DIABÈTE: Le stress au travail suffit à augmenter le risque de 45%

Actualité publiée il y a 2 jours
Psychosomatic Medicine

Un employé sur 5 subit un stress élevé au travail, selon cette étude allemande qui a suivi plus de 5.000 adultes actifs durant plus de 13 ans. Et chez ces 20% d’employés stressés, le risque de diabète de type 2 apparaît augmenté de 45%. De nouvelles données, publiées dans Psychosomatic Medicine qui non seulement confirment ce type de stress comme facteur de risque métabolique mais comme facteur indépendant des autres facteurs de risque classiques.

Ces scientifiques de la Helmholtz Zentrum Münich rappellent les multiples effets néfastes sur la santé du stress, et ici du stress au travail, sur le risque cardiaque notamment d’infarctus et apportent avec cette analyse sa confirmation comme facteur de risque de diabète de type 2. Un risque déjà suggéré, mais principalement chez les femmes par une récente étude canadienne.

L’étude a suivi durant plus de 13 ans 5.300 employés âgés de 29 à 66 ans, participant à la cohorte Monica Kora, au départ exempts de diabète. Au cours du sui…
Lire l’ensemble de l’article

vai alla fonte santelog.fr

http://www.santelog.com/news/diabete/diabete-le-stress-au-travail-suffit-a-augmenter-le-risque-de-45-_12727.htm

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Mario Agostinelli, Bruno Ravasio: Fermiamolo!

Fino all’attacco all’articolo 18 e agli insulti, non certo rivolti solo ai dirigenti della Cgil (sotto tiro sono soprattutto i lavoratori organizzati, colpevoli di essere “garantiti”!), la deviazione autoritaria imposta da Renzi, appariva una forzatura presuntuosa per riallineare il Paese ai canoni del decisionismo liberista. Ora è più evidente che nella strategia concordata con Berlusconi si configura un attacco specifico alla democrazia economico sociale in ogni suo punto. La nostra passata esperienza sindacale ci aveva da subito avvertito che depotenziare e screditare a colpi di annunci il lavoro – dotato dalla Costituzione non solo di diritti, ma anche di poteri – significava non prendere di petto le cause vere della crisi e cercare di affrontarla a dispetto dell’uguaglianza e della stessa libertà.

Ma questa volta l’ex-sindaco di Firenze è andato oltre ogni limite. Toccare la carne viva e la dignità del corpo sociale, in sintonia con quelle forze di destra che ora si ritrovano entusiaste nelle parole del presidente e che hanno sempre accusato il sindacato, e la Cgil in primo luogo, di opporsi alle “moderne” flessibilità, rende provocatoria e insopportabile la domanda, rivolta anche a noi: “dove eravate?”.

Soprattutto perché i più strenui oppositori delle libertà nei luoghi di lavoro e della democrazia nelle fabbriche e negli uffici hanno sempre cercato di attribuire l’aggravarsi della crisi e della disoccupazione all’autonomia del sindacato, sottraendosi alle proprie responsabilità.

Chi vuole rottamare l’art. 18 in nome dei giovani senza lavoro – che non sanno cosa siano gli 80 euro e che, se dovessero trovare un lavoro, oltre i tre anni di contratto a termine senza causale, non avrebbero comunque la certezza di un futuro –  deve sapere che ci sono molte persone che hanno scelto l’impegno sindacale senza altro privilegio che il consenso e la stima di quelli che hanno rappresentato. Che hanno provato, dopo essere stati eletti democraticamente e aver fatto esperienza di centinaia di assemblee conquistate con lo Statuto, a difendere al meglio la dignità di chi lavora, anche laddove, senza art. 18, molto più difficile è la presenza sindacale e molto più facile il ricatto e il non rispetto dei diritti.

Queste persone si sentono ora insultate da chi non ha mai lavorato in vita sua, se non brevemente e con una strana qualifica di “dirigente” nell’azienda di famiglia senza dipendenti fissi e, quindi, senza ombra di legge 300 da conoscere ed applicare. Da chi, oltretutto, in nome dell’antipolitica, ha sempre fatto politica nei partiti fin da giovanissimo, magari giovandosi del “distacco”, che proprio scioperi e lotte hanno legittimato.

Il problema è che questa deriva autoritaria e strafottente ha già fatto scuola, si è già trasferita dal centro alla periferia: sappiamo di atteggiamenti che copiano lo “stile renziano” e che si diffondono nelle aziende, con giovani capetti che insultano e umiliano lavoratori più anziani, padri di famiglia. E la frase irridente “ce ne faremo una ragione”, ripresa non a caso da Marchionne, sta intorbidando le relazioni sindacali in molte aziende.

Il disegno ha una sua chiarezza complessiva: togliere rappresentanza al sindacato e umiliarlo, come si è fatto con il Senato e si farà poi con la Camera dei Deputati, mera esecutrice dei decreti e disegni di legge del Governo. Il video di insulti alla Cgil è solo l’ultimo atto di una involuzione che transita dai diritti civili a quelli sociali. E’ un disegno che si fa forte del patto del Nazareno: ma neppure Berlusconi era arrivato a tanto.

Non si sottovaluti la strategia di Renzi! Lo fermino la Cgil e i sindacati confederali, fin qui troppo timidi nel contrastare atti che hanno già prodotto danni rilevanti. Lo fermi la Fiom di Landini, che ha una credibilità tale da non dover ricorrere a   comportamenti tattici nei confronti del premier. Lo fermino, se possibile, i parlamentari, rappresentanti di una Costituzione di democrazia sociale. Anche quelli del Pd, che sono stati eletti su un mandato che non prevede acquiescenza nè tantomeno complicità.

E fermiamolo anche noi, a suo tempo sindacalisti, ma ancora fieri di qualche nostra “ideologia”, difficile da rottamare a buon prezzo, perché la scuola dei lavoratori ci ha insegnato a non farci ingannare.

segue su inchiestaonline.it

http://www.inchiestaonline.it/lavoro-e-sindacato/mario-agostinelli-bruno-ravasio-fermiamolo/

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MOLTE NOTIZIE DA TWITTER

https://twitter.com/dprevenzione

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci alla prossima settimana

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it


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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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