newsletter diario prevenzione 7 agosto 2013 vol. n° 76


newsletter diario prevenzione

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7 agosto 2013   vol.n°  76

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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Questa newsletter arriverà nella mailbox di alcune migliaia di lettori e lettrici mentre sono in vacanza. Ci scusiamo per il disagio che questo comporterà,  ma abbiamo ritenuto opportuno diffondere alcune informazioni che sono abbastanza importanti.

La prima riguarda l’attenzione necessaria, in questo periodo ferragostano, verso il percorso del D.L 69 sulle “semplificazioni” in mteria di salute e sicurezza sul lavoro. Il rischio  che dopo il 21 agosto ci potremmo trovare  con un D.LGS 81/O8 ulteriormente “mutilato” anche in modo maldestro è un dato di fatto.

Riportiamo in questa newsletter la lettera che la Presidenza della Società nazionale degli Operatori della Prevenzione ha inviato alla Ministra della Salute in merito alla “decostruzione” in atto del sistema di prevenzione posto in capo alle USL.
In questa lettera , tramite la quale la Snop chiede un’audizione, sono contenuti, a nostro parere un’analisi ed una serie di proposte la cui attuazione è indispensabile per evitare  un collasso del sistema di prevenzione territoriale negli ambienti di lavoro e di vita.

Riteniamo un fatto molto positivo che la SNOP abbia deciso di fare sentire la propria voce alla Ministra della Salute offrendo un’analisi lucida e puntuale sul rischio di una regressione a modelli primitivi, ante-riforma 1978, di funzionamento del sistema pubblico decentrato di prevenzione primaria.

Il patrimonio di salute della popolazione italiana, della popolazione che vive del proprio lavoro è il bene più prezioso da preservare proprio per uscire in piedi da questa crisi drammatica: purtroppo questa vision non è condivisa da tutte le componenti che sostengono questo governo, per rendersene conto  basta analizzare in profondità i decreti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le determinazioni in materia di spesa pubblica per le strutture dedicate alla prevenzione

E’ necessaria , anche in questa fase di vacanze e di rallentamento delle attività, che vi sia una forte vigilanza e un attento “controllo sociale”  sugli atti del governo per il combinato disposto di decreti che potrebbero mettere in discussione il futuro della prevenzione nel nostro paese.

Questa attenzione particolare dovrebbe essere fatta propria anche dai sindacati dei lavoratori: la fase di crisi ha reso più difficile per tutte le organizzazioni  investire in profondità con iniziative sindacali mirate nella tutela della salute dei lavoratori. Tuttavia è necessario evitare che il depotenziamento delle strutture pubbliche dedicate alla prevenzione arrivi ad un ” punto di non ritorno”.

editor

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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LETTERA SNOP AL MINISTRO DELLA SALUTE SULLO STATO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE DELLE USL

Pubblichiamo  la lettera che la Presidenza della Società nazionale degli Operatori della Prevenzione ha inviato alla Ministra della Salute in merito alla “decostruzione” in atto del sistema di prevenzione posto in capo alle USL.

In questa lettera , tramite la quale la Snop chiede un’audizione, sono contenuti, a nostro parere un’analisi ed una serie di proposte la cui attuazione è indispensabile per evitare  un collasso del sistema di prevenzione territoriale negli ambienti di lavoro e di vita.

Riteniamo un fatto molto positivo che la SNOP abbia deciso di fare sentire la propria voce alla Ministra della Salute offrendo un’analisi lucida e puntuale sul rischio di una regressione a modelli primitivi di funzionamento del sistema pubblico decentrato di prevenzione primaria.

LA LETTERA

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/SNOP_Lettera%20Ministro%20Salute.pdf

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Osservatorio infortuni Regione Emilia Romagna Ausl Reggio Emilia

Sono pubblicati i report annuali di aggiornamento sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pubblicazioni e altri documenti relativi ad indagini ad hoc

Documenti

00 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi dati al 2011 (1.25 Mb)
01 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2010 (2.2 Mb)
02_DOCUMENTO_REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN EMILIA-ROMAGNA. Analisi eventi al 2009 (2.11 Mb)
03_DOCUMENTO_ REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2008 (1.39 Mb)
04 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2007 (924.97 kb)
04_DOCUMENTO_REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA:infortuni e malattie professionali denunciate, definite e indennizzate. Analisi eventi 2000-2006 (754.61 kb)

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3985&Itemid=2

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05/08/13 – La fertilità ridotta nei maschi occidentali

Gli esperti l’hanno già soprannominata la crisi  degli spermatozoi.
Secondo un recente studio, presentato dalla Società europea di riproduzione umana ed embriologia, negli ultimi 17 anni la conta degli spermatozoi maschili nei trentacinquenni è calata del 32,2%.
La stessa tendenza si registra anche in Italia: una ricerca del 2011 ha evidenziato nei più giovani una diminuzione del 25% del numero di spermatozoi rispetto agli adulti.
Questi dati stanno all
armando gli specialisti che, al recente congresso della Società europea della Riproduzione, hanno dedicato all’argomento un’intera giornata.
Le loro preoccupazioni derivano dal fatto che il numero di spermatozoi è strettamente correlato alla fertilità: normalmente un uomo produce circa 60 milioni di spermatozoi per millilitro di sperma e, perché sia considerato fertile, ne bastano anche 40 milioni. Al di sotto di questa quantità, invece, le capacità riproduttive si riducono notevolmente.
Gli ultimi dati hanno evidenziato che un giovane su cinque ha un numero di spermatozoi così basso da interferire con le sue capacità riproduttive.
I fattori responsabili potrebbero essere diversi: l’abitudine al fumo della madre durante la gravidanza; i bambini che nascono prematuri o che sono sottopeso o sovrappeso durante l’infanzia; le sostanze chimiche come pesticidi e ftalati che sono contenuti nella plastica e altri inquinanti, definiti interferenti endocrini, che possono alterare il funzionamento del sistema ormonale con effetti negativi sulla produzione dello sperma; il fumo di marijuana e di tabacco che danneggia gli spermatozoi alla pari della sedentarietà o di una dieta ricca di grassi.
Per fortuna alcune di queste situazioni sono reversibili, cosicchè una dieta corretta e un’ attività fisica regolare possono essere ottimi rimedi contro l’infertilità.

Fonte:www.eshre.eu

riportato da preventionandresearch.com

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05/08/13 – IWH : NIGHT AND EVENING SHIFTS LINKED TO HIGHER RISK OF INJURIES: STUDY   

lunedì 05 agosto 2013

Night and evening shifts linked to higher risk of injuries: study

Higher injury rates found across age, sex and job type in rare study looking at risk levels by time of day

Whether you’re a man or woman, young or old, doing manual or non-manual work, you’d be more likely to be injured on the job during the evening, night or early morning hours than during a regular daytime shift.

A recent study from the Institute for Work & Health (IWH)—published in the January 2013 issue of Occupational & Environmental Medicine (vol. 70, no. 1, pp. 49-56; doi 10.1136/oemed-2012-100920)—found that about 12 per cent of work injuries experienced by women and six per cent of work injuries experienced by men were attributed to the higher risk of work injury during evening, night and early morning hours.

This dovetails with the findings of a previous study in which IWH also took part. That study found 14 per cent of work injuries experienced by women, and eight per cent of work injuries experienced by men, were attributed to the higher risk of work injury arising from working nights (see article from Winter 2011 At Work, “Are those who work shifts more at risk of work injury?”).

The confirmation of an increased risk of injury during non-traditional work hours is important, says IWH President and Senior Scientist Dr. Cam Mustard, who led the study. But even more important, he says, was the ability to collect information on work injury by time of day for a very large proportion of the Ontario workforce, not just those in a particular workplace or job sector. This type of information has not been readily available in the past.

Given that 25 per cent of the Canadian labour force works outside the standard five-day, nine-to-five work week, being able to measure risk by time of day is crucial, Mustard says. It allows the prevention system to understand how risk fluctuates throughout the day, and also learn how to effectively address the elevated risks of shift work.

“The risk of working non-standard hours is relatively invisible, and a risk unrecognized is a risk unmanaged,” he says. “Now we can shine a light on the problem and take a closer look at what is really happening and how to address it.”

The number of work injuries by time of day among workers aged 15 to 64 in Ontario over the five-year period, from 2004 to 2008, came from two different sources. The first was the Workplace Safety and Insurance Board’s lost-time claims data, which includes information on date and time of injury. The second was the National Ambulatory Care Reporting System, which records all emergency department visits in Ontario. These records indicate whether a person was injured at work, as well as the time of triage.
Novel approach

To determine the total number of hours worked at what time of day in Ontario as a whole, which was needed to calculate rate of injury by time of day, the researchers used two Statistics Canada surveys. The Labour Force Survey let researchers determine total hours worked in the province over the five-year period. The General Social Survey, which periodically uses a diary format to collect information on time use, allowed researchers to distribute these total hours across the 24-hour clock.

“Our challenge was not counting injuries by time of day because we could get that information readily from workers’ compensation and emergency department records,” explains Mustard. “The hard part was establishing the number of people working at various times of day. Our use of the StatsCan surveys was a novel solution to this challenge.”

The study found that the rate of work injury is lower during the daytime hours between 6 a.m. and 4 p.m. The rate of work injury outside of these hours goes up during the evening hours (5 p.m. to midnight) and early morning hours (midnight to 5 a.m.).

Researchers found that the risk of work injury increased during evening and early morning hours for both men and women (although more so for women), and among all age groups (although the risk was higher for workers 35 to 64 compared to those 15 to 34). They also found an increased risk of work injury during non-standard hours for all occupational groups—manual, non-manual or a mix of both (although more so for those in manual and mixed jobs).

“This study shows that the increase in work injury during non-standard working hours is not due to the nature of the work, but due to time of day,” says Mustard.

Why is risk higher at night? Mustard points to two possible factors. The first is worker fatigue due to sleep disturbance and/or long work hours. The second is lower levels of supervision and co-worker support during non-daytime hours.

Read the full open-access study at the Occupational and Environmental Medicine website.

Source: At Work, Issue 73, Summer 2013: Institute for Work & Health, Toronto

fonte IWH

http://www.iwh.on.ca/at-work/73/night-and-evening-shifts-linked-to-higher-risk-of-injuries-study

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03/08/13 – IL GOVERNO BRASILIANO INTERVIENE SULLA SICUREZZA NELLA LAVORAZIONE CARNI

Brazil’s meat unions educate members and monitor implementation of Government safety regulations

02-08-2013

After a 15 year fight by meat unions, the Brazilian Government set up a tripartite commission to investigate the appalling lack of health and safety in Brazil’s meat industry. This process resulted in the passing of comprehensive regulations which have the potential to benefit 1 million workers. Brazil’s Government has set a two year timeframe for implementation of Regulatory Standard Number 36 and IUF affiliates have commenced an education campaign for members on these transformational changes to safety standards for the sector. Regular breaks and ergonomic design feature prominently in the regulations which also reference union participation in health and safety, mandatory personal protective equipment, risk management plans, ongoing health checks for workers and rehabilitation after injury.  Education, and monitoring implementation of the regulations, is a massive undertaking for Brazilian IUF affiliates while they must also be vigilant against employer attempts to weaken and undermine the standards.

FONTE IUF

http://cms.iuf.org/?q=node/2660

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03/08/13 – ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI ALLE RADIAZIONI COSMICHE E ALLE RADIAZIONI NIR

Informazioni sull’esposizione degli operatori in ambito aeroportuale e aeronautico alle radiazioni cosmiche e alle radiazioni non ionizzanti. La normativa, la prevenzione e le valutazioni dei rischi.

Interventi relativi alla giornata di studio “ Salute e Sicurezza sul lavoro in ambito aeroportuale e aeronautico” che si è tenuta il 4 ottobre 2012 a Roma nella sede della Direzione Generale dell’ INAIL.

fonte Puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischi-campi-elettromagnetici-C-39/esposizione-dei-lavoratori-alle-radiazioni-cosmiche-alle-radiazioni-nir-AR-13071/

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03/08/13 -REGIONE LOMBARDIA:  SIGLATO PIANO PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

30 luglio 2013

(Ln – Milano) Un piano quadriennale per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro redatto da tutti i soggetti coinvolti. E’ questa la novità introdotta dall’intesa sottoscritta a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dai rappresentanti del partenariato economico-sociale, istituzionale e degli Enti preposti all’attuazione e alla vigilanza della normativa in materia di sicurezza. “Si tratta di una novità positiva e molto importante, perché per la prima volta rispetto al passato ci confrontiamo con i rappresentanti di tutte le categorie interessate” ha spiegato il presidente della Regione, che ha poi tenuto a sottolineare come il sistema produttivo lombardo sia il più efficiente, nel panorama nazionale, in tema di prevenzione sugli infortuni sul lavoro.

LOMBARDIA SOTTO MEDIA NAZIONALE – “E’ importante ricordare che gli infortuni sul lavoro in Lombardia sono inferiori alla media nazionale e sono in calo. Questo significa – ha rimarcato Maroni – che le imprese hanno lavorato bene e che il sistema di prevenzione attuato dalle imprese in Lombardia funziona e questo è un dato molto importante da cui partire”.

NEL PIANO INDICAZIONI TRAVERSALI PER PREVENIRE RISCHI – Il ‘Piano regionale 2014-2018 per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro’ sarà redatto insieme ai componenti del Patto per lo sviluppo (fra i quali i sindacati e le associazioni di categoria), Ance, Inail, Inps, Direzione regionale del Lavoro e Ufficio scolastico regionale. Conterrà indicazioni e azioni trasversali e integrate in materia di prevenzione dei rischi, delle malattie professionali e degli infortuni mortali o invalidanti, oltre che indicazioni sulle attività di formazione e divulgazione della cultura della sicurezza.

IN GIUNTA ENTRO FINE ANNO – Il Piano sarà pronto per l’approvazione in Giunta entro il 31 dicembre 2013 e sarà redatto secondo i principi di intersettorialità, semplificazione e sostenibilità delle attività, sviluppando e condividendo i contenuti del Piano regionale 2011-2013. Con la firma dell’intesa Regione Lombardia ribadisce la volontà di promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro e quindi il benessere dei cittadini, anche attraverso il coordinamento di tutti i soggetti che partecipano attivamente alla sua attuazione, in piena coerenza con gli impegni presi dal Governo regionale.

fonte Lombardia Notizie

http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213618532751&p=1194454760265&packedargs=locale%3D1194453881584%26menu-to-render%3D1213273365640&pagename=RGNWrapper

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VANDINI (M5S): INTERROGAZIONE AL SINDACO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO AL PORTO di RAVENNA

venerdì 02 agosto 2013
Pietro Vandini – capogruppo 5Stelle in Consiglio comunale – ha presentato al Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci un’interrogazione con risposta sul tema della sicurezza del lavoro nel Porto di Ravenna. L’interrogazione è corredata di alcune foto di forte impatto, due qui pubblicate. “Premesso che la creazione di condizioni di lavoro sicure e il continuo miglioramento di queste condizioni è una questione che dovrebbe essere essenziale per tutti i datori di lavoro. – scrive Vandini – Questa preoccupazione è dettata da considerazioni economiche ed umanitarie. La sicurezza e la salute sul lavoro sono un obbligo e una componente della politica sociale dell’Unione europea.”

“Il diritto alla salubrità del posto di lavoro e alla prevenzione di infortuni e malattie è, in definitiva, interesse della società tutta: imprese, sindacati, lavoratori e istituzioni statali e periferiche. Considerato che in Italia la Sicurezza sul lavoro è normata dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i e che tutte le attività lavorative devono rispettare questa normativa (salvo i casi esclusi dalla normativa stessa) Visto che in rete si possono trovare numerose testimonianze, fotografiche e filmate, dalle quali si evince come le condizioni di lavoro, in particolare relativamente alla protezione delle vie aeree dall’inalazioni di polveri, siano estremamente complicate” fatte queste premesse Vandini interroga il Sindaco per sapere:
– Quali siano le procedure messe in atto a tutela dei lavoratori, in particolare relativamente al rischio chimico;
– Quanti siano i lavoratori (o ex lavoratori) che hanno contratto malattie professionali e quali;
– Quali siano le ipotesi di miglioramento delle condizioni di lavoro, legate in particolar modo alle polveri e quali siano i tempi di attuazione;
– Relativamente al Rischio Chimico, sono stati fatti campionamenti da parte della committente per verificare il rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente?
– A seguito della valutazione dei rischi, quali sono le misure di prevenzione e protezione messe in atto per eliminare/ridurre il rischio?
– Quali dispositivi di protezione collettiva ed individuale vengono utilizzati?
– Quali procedure (istruzioni operative) vengono fornite dalla committente per le procedure di carico e scarico? E come vengono monitorate?

segue su ravennanotize.it

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=33&id_blog_post=66802

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02/08/13 – Patologie croniche e reinserimento al lavoro, report Enwhp     

Pubblicato da Enwhp, Network europeo per la promozione della salute nei luoghi di lavoro un report sulle problematiche legate al reinserimento lavorativo e all’integrazione professionale delle persone affette da patologie croniche e problemi di salute

“Patologie croniche e reinserimento al lavoro, report Enwhp”

IL REPORT

http://www.ispesl.it/whp/cronicillness.asp

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Risques psychosociaux : l’ETUI initie un nouveau réseau syndical européen

Les 19, 20 et 21 juin derniers, l’Institut syndical européen (ETUI) a organisé à Bilbao le premier séminaire syndical européen sur les risques psychosociaux. L’occasion pour les 19 représentants syndicaux présents de faire un état des lieux comparatif de la problématique à l’échelon de l’Union et de réfléchir à une stratégie syndicale appropriée pour affronter ces risques qui font désormais partie des problèmes les plus préoccupants du monde du travail.

Les présentations des représentants des organisations syndicales espagnoles présentées dès l’entame du séminaire ont été l’occasion de discussions sur les situations nationales qui sont d’emblée apparues comme très hétérogènes. Dans certains pays d’Europe, les risques psychosociaux sont considérés comme une priorité de la santé et de la sécurité au travail depuis deux décennies, alors que dans d’autres, la problématique émerge seulement.

La présentation de Marie Anne Dujarier, professeure à l’Université Sorbonne Nouvelle, a conduit à remettre en question l’expression même de “risques psychosociaux”. Les participants se sont accordés pour chercher une alternative à ce concept qui entretient la confusion entre les causes et les effets. Dans la pratique, cela signifie que plutôt que de se focaliser sur, par exemple, le stress professionnel (l’effet), il faut déployer des actions pour intervenir au niveau des causes qui occasionnent celui-ci, le plus souvent au niveau de l’organisation du travail (p. ex. charge de travail, modes de gestion, etc.). Cette approche permet par ailleurs de rompre avec l’individualisation des troubles et la culpabilisation des victimes et de rendre visible la dimension collective de la problématique.

Lors de la seconde journée, Jan Popma, de l’Université d’Amsterdam, a présenté ses travaux sur le “technostress”, un ensemble de troubles qui résultent d’une surcharge d’information due aux exigences de connectivité permanente associées aux nouvelles technologies (smartphones, etc.). La représentante de la FGTB a présenté les résultats de l’enquête que son organisation a menée auprès de ses affiliés sur cette même question du “technostress”. Le résultat est édifiant : 50% des travailleurs considèrent que leur rythme de travail est dicté par leur ordinateur ou leur équipement et 55% des personnes interrogées que ce rythme est source de souffrance mentale.

Le représentant néerlandais a quant à lui fait le point sur la situation aux Pays-Bas, où un tiers des maladies professionnelles découlent d’exposition à des facteurs de risques psychosociaux. Il a présenté un outil de diagnostic développé par la FNV, accessible en ligne pour tous les travailleurs. Les deux représentants des organisations syndicales françaises ont chacun présenté la méthodologie d’action qu’ils ont développée dans le groupe automobile Renault, face à une vague dramatique de suicides. Ces deux présentations ont mis en évidence l’importance de la participation des travailleurs dans l’évaluation des risques et la recherche des solutions.

Enfin, une représentante de l’Agence européenne pour la santé et la sécurité au travail (EU-OSHA), Margozata Milczarek, a présenté la campagne que l’agence consacrera en 2014-2015 au “management du stress sur le lieu de travail”.

Le séminaire s’est clôturé par une discussion sur l’orientation et les priorités à donner au réseau syndical ainsi porté sur les fonts baptismaux. Si les échanges d’expériences sont apparus particulièrement enrichissants, les participants se sont accordés pour doter le réseau d’objectifs plus concrets. Il s’agira par exemple de développer et diffuser des outils d’évaluation des risques ainsi que des outils permettant aux délégués syndicaux de s’emparer de cette question et d’apporter des solutions sur le terrain.

Pour en savoir plus sur les activités de l’ETUI dans ce domaine

http://www.etui.org/fr/Themes/Sante-et-securite/Stress-harcelement-et-violence

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Programma  Summer School Airespa  2013

Anche quest’anno l’associazione AIRESPA (Associazione Italiana Responsabili Servizi Prevenzione e Protezione in Ambiente Sanitario)  organizza la Summer School, evento formativo che vuole contribuire alla crescita del sistema prevenzionale, alla costituzione di una ” Comunità di pratiche” dove tutti gli interessati possono scambiarsi informazioni e conoscenze.
La scuola è ogni anno itinerante e organizzata in una sede diversa per raggiugere Nord,Centro e Sud Italia.
Quest’anno la città prescelta è ROMA, dal 17 settembre al 20 settembre.

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Summer%20School%20AIRESPSA%20INAIL%202013%20Programma%20Ufficiale.pdf

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La Rassegna Stampa di rs-ergonomia.com  sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni sul lavoro

La Rassegna contiene  documenti su:
– La rilevanza delle patologie dell’arto superiore in ambito professionale;
– Mobbing, costrittività organizzative ed effetti bio-psico-sociali: una valutazione integrata;
– Gli organismi paritetici nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
e molto altro.

La Rassegna

http://www.rs-ergonomia.com/app/download/5800608910/anteprima+RSPP+n.32.pdf?t=1373907376

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LA TRAGEDIA DI ANDREA ANTONELLI. LA CRONACA DI UNA MORTE ‘ANNUNCIATA’ IN UN CIRCUITO IN CUI NON SI DOVEVA CORRERE.

AD EMERGERE L’IMPRUDENZA DEGLI ORGANIZZATORI E L’IRRESPONSABILITÀ DELLA DIREZIONE GARA.
Intervento di Mauro Rossato, Presidente della Fondazione Andrea Rossato (per la sicurezza e l’educazione sportiva dei più giovani).

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3976&Itemid=2

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L’Aquila. Amianto e macerie

luglio 25, 2013

Amianto e MacerieIl terremoto, l’incuria dell’uomo a L’Aquila hanno provocato 309 vittime. Quella notte decine di palazzi si sono sbriciolati su loro stessi, tanti sono rimasti lesionati. La maggior parte dei quartieri periferici sono stati costruiti intorno agli anni ‘70/80 e in questo periodo venivano utilizzati manufatti in amianto. Il pericolo sorge quando c’è  aerodispersione perché può comportare un rischio cancerogeno e la dispersione di fibre in aria può verificarsi in caso di degrado e/o in caso di disturbo dei manufatti contenenti amianto. Con queste premesse in Italia, Paese sismico, dovrebbe esserci una manutenzione, o meglio una bonifica, di tutti quei fabbricati pericolosi per la salute dell’uomo. Ma, qualora venga fatto, non è sufficiente mettere in sicurezza, confinare i materiali contenenti amianto o bonificare gli edifici rimuovendoli, occorre anche smaltire correttamente i rifiuti prodotti. A L’Aquila da mesi si demoliscono palazzi con evidenti parti in amianto: comignoli, tettoie, tubi ecc., e non viene effettuata nessuna bonifica, infatti dalle foto (di Maurizio Aloisi) è possibile vedere come fra le macerie vi siano manufatti di amianto. Casale Monferrato ci ha insegnato che l’amianto uccide dopo anni rispetto alla sua inalazione: chi non aveva mai lavorato all’Eternit si è ammalato di mesotelioma pleurico perché un trenino, contenente amianto, dalla stazione raggiungeva lo stabilimento attraversando il centro di Casale. L’Aquila e tutti i paesi del cratere, dove si stanno facendo demolizioni o si dovranno fare, sono a rischio amianto. Ci potrebbe essere una soluzione? Esiste un documento elaborato nel 2011 da Laura Palmas e Sabrina Romano (dell’istituto ENEA), validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro nella seduta del 30 maggio 2012, sul  tema della pianificazione della manutenzione dei manufatti contenenti amianto (MCA). segue sul Blog di SAMANTA DI PERSIO

http://sdp80.wordpress.com/2013/07/25/laquila-amianto-e-macerie/

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Sicurezza per gli operatori della sicurezza

Una giornata di studi e presentazione dei futuri corsi di formazione per addetti ai lavori

di Daniele Oppo

Formare gli operatori, soprattutto i volontari, della sicurezza. È il compito che la collaborazione fra il Cgil, Silp (sindacato italiano lavoratori di polizia, interno alla Cgil), l’Università di Ferrara, Asl e l’istituto Fde di Mantova (una scuola di alta formazione in scienze criminologiche) si prefigge di portare a termine.

Tutto partirà, fra ottobre e novembre, con un seminario di studi sulla sicurezza e di presentazione dei futuri corsi di formazione la cui effettiva partenza è però ancora accostata ad un punto interrogativo: “spetta alle Regioni finanziare questi corsi di formazione che con il decreto legislativo 81 del 2008 sono diventati obbligatori per i volontari, quali sono ad esempio gli operatori della Protezione civile o quelli della Croce rossa, che dovranno sostenere 16 ore di formazione pro capite ogni anno”, spiega Mauro de Marchi, docente a contratto Unife ma, osserva Luigi Caracciolo del direttivo nazionale Silp “sempre più spesso assistiamo alla mancata attuazione, da parte dei soggetti pubblici preposti, di alcune parti di normativa, come accaduto con quella sulla corruzione, e altri soggetti si devono attivare per portare a compimento questi percorsi”. Sembra però, come preannunciato da de Marchi, che le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto si stiano interessando: “valuteremo se dare carattere nazionale alla nostra iniziativa, ma sicuramente avrà portata interregionale”.
Seminario ed eventuali corsi di formazione, in linea teorica gratuiti in quanto finanziati dalle Regioni, sono principalmente destinati agli operatori volontari della sicurezza, che secondo i numeri forniti da de Marchi sono, nel ferrarese, circa5 mila ma non è affatto esclusa una loro estensione anche alle forze di polizia locali.

Ad indicare gli obbiettivi e i motivi per i quali è importante una simile formazione è ancora Caracciolo: “formare gli operatori sulle dinamiche della sicurezza può essere uno strumento utilissimo anche per tenere sotto controllo il lavoro nero e le condizioni dei posti di lavoro, oltre che per salvaguardare la vita dei singoli lavoratori e dell’ambiente”. Non solo, Caracciolo né fa anche una questione di costi sociali -“una persona che si infortuna sul lavoro non crea un danno solo a sé, ma è anche un notevole costo sociale derivante dall’inadeguata sicurezza del posto di lavoro”- e di dinamiche criminali “che si infilano a colmare i vuoti e le inadempienze legislative”. A tal proposito rimbombano le parole di Giuliano Guietti, segretario della Cgil Ferrarese: “è difficile trovare un cantiere edile in regola, anche se negli ultimi due anni gli infortuni sul lavoro sono diminuiti questo è molto probabilmente dovuto al fatto che c’è stata una riduzione dell’attività lavorativa più che una riduzione dell’illegalità”.

fonte ESTENSE.COM

http://www.estense.com/?p=317520

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martedì 23 luglio 2013
Convegno. Sicurezza e salute sul lavoro. Quale cultura e quali prassi?

Il 18 e il 19 ottobre 2013 si terrà il Convegno Internazionale “Sicurezza e salute sul lavoro. Quale cultura e quali prassi?”,  promosso ed organizzato dal Ce.Um.S. (Centro di Studi Avanzati sull’Umanizzazione delle Cure e sulla Salute Sociale) – Università degli Studi di Bologna – in collaborazione con Ausl di Forlì, INAIL, AIS (Associazione Italiana di Sociologia) e SISS (Società Italiana di Sociologia della Salute) e con il contributo di Ser.In.Ar. Il Convegno nasce dalla volontà di maturare una riflessione congiunta su un tema di rilevante importanza, la tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, integrando saperi e competenze di diversa natura.

In questa cornice, si propongono tre ambiti per le sessioni tematiche, rispetto alle quali si sollecita la presentazione di proposte di relazioni.

Sessione I – La salute e la sicurezza sul lavoro come “cultura” e ambito interdisciplinare

Sessione II – La salute e la sicurezza sul lavoro: sistemi di gestione (SSL/SGSL) e di valutazione

Sessione III – Salute e sicurezza sul lavoro: comunicazione strategica nella leadership aziendale e partecipazione.

L’iniziativa vuole essere di natura partecipata e quindi aperta ai contributi dei professionisti dei diversi settori di interesse che sono pertanto invitati ad inviare, agli indirizzi in calce alla presente comunicazione, una sintesi della presentazione che intendono proporre in sede di Convegno (abstract avente una lunghezza massima di 4.000 caratteri, spazi inclusi). Tali abstract, vagliati da due revisori (doppia revisione anonima), potranno essere accettati per la loro presentazione e lettura durante le sessioni parallele.
Il termine di consegna degli abstract è fissato per lunedì 15 luglio 2013.

Per info, invio abstract e papers contattare la Segreteria tecnico-scientifica:
Dott.ssa Elisabetta Scozzoli, elisabetta.scozzoli @ libero.it
Dott.ssa Alessandra Errico, alessandra.errico @ studio.unibo.it

Visualizza i dettagli per l’invio degli abstract

MORE INFO

http://www.ais-sociologia.it/call-for-papers/sicurezza-e-salute-sul-lavoro-quale-cultura-e-quali-prassi-3118

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FP CGIL   CISL FP   UIL FPL

Emilia Romagna

Comunicato stampa

Sicurezza lavoro nelle aziende sanitarie:

importante accordo sindacati-Regione ER

Un importante accordo unitario in materia di sicurezza del lavoro nelle aziende del Sistema sanitario regionale è stato raggiunto nel pomeriggio di oggi, 23 luglio 2013, presso l’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un atto di indirizzo sulle modalità’ di svolgimento delle funzioni attribuite ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), con il quale ci si prefigge di promuovere una nuova e diversa cultura della sicurezza in sanità, per rappresentare e tutelare al meglio la salute delle lavoratrici (la maggioranza) e dei lavoratori (ben 61.877 in Emilia-Romagna), gran parte dei quali sottoposti a carichi di lavoro sempre più pesanti ed esposti a fattori di rischio in aumento. Anche per queste ragioni l’intesa raggiunta consentirà di superare le numerose criticità, causa delle molteplici problematiche e controversie sorte in questi anni nelle aziende, soprattutto rispetto alla funzione e al ruolo degli RLS.

L’accordo in buona sostanza coglie questa opportunità: è un punto di partenza per una regolamentazione omogenea per gli RLS che operano nelle Aziende sanitarie della Regione, che permetterà loro di svolgere nel rispetto della Legge e delle regole condivise, l’azione preventiva di controllo e di intervento nei luoghi di lavoro con maggiore chiarezza ed efficacia senza “impedimenti” di sorta.

La durata dell’intesa è triennale e traendo la sua fonte dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs 81/2008) rende pienamente operativo l’Accordo Quadro del 1996 in termini di agibilità, permessi e formazione: questo significa che laddove siano vigenti accordi aziendali più restrittivi in materia di consultazione e partecipazione delle rappresentanze, gli stessi verranno aggiornati e migliorati sulla base delle linee guida regionali oggetto dell’accordo di oggi, 23 luglio 2013.

Utilizzo di sedi, tecnologie, ma soprattutto molte più’ ore per formazione, aggiornamento, svolgimento dell’attività e maggiore fruibilità dei permessi, sono gli elementi qualificanti dell’intesa raggiunta, oltre a un numero di RLS più adeguato alle specificità delle singole aziende.

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL regionali ritengono che questo accordo rappresenti un decisivo passo avanti su un tema delicato come quello della sicurezza sul lavoro, un buon segnale in un periodo di grande trasformazione dei modelli organizzativi della sanità emiliano-romagnola, un risultato particolarmente significativo e di controtendenza, se rapportato a questa difficile fase che mette a dura prova i lavoratori della Sanità pubblica con il blocco della contrattazione collettiva, i tagli al personale e il continuo attacco ai diritti.

Le segreterie regionali

FP CGIL CISL FP  UIL FPL

Maurizio Frigeri Roberta Roncone  Gerry Ferrara

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Pilots accuse aviation agency of ‘maladministration’

The European agency responsible for aviation safety across the European Union (EU) has been accused of ‘gross maladministration’ by British pilots. The British Airline Pilots’ Association (BALPA), the union representing over 80 per cent of British airline pilots, has submitted a formal complaint to the European Ombudsman. This says the European Aviation Safety Agency (EASA) has breached its own terms of reference in the way it has put together proposals to change pilots’ working hour limits, set to prevent dangerous fatigue. In particular BALPA says ‘the EASA group had no one with any medical or scientific qualification and – astonishingly – EASA took no steps to record or manage conflicts of interest within the group.’ Commenting ahead of an EU-wide meeting of ministers this week to discuss the proposed changes, BALPA’s general secretary Jim McAuslan said so far support for pilots from the UK government has been lacking. ‘Regrettably the minister has shown little stomach so far for a fight with EU bureaucrats. BALPA’s battle is therefore likely to move to the EU parliament which has been poorly served by an agency that lacks transparency, skill and knowledge and yet has been given the power to draft rules which will have a big impact on every airline passenger in Europe.’

BALPA news release and BALPA complaint to the European Ombudsman.

http://www.balpa.org/News-and-campaigns/News/EUROPEAN-AVIATION-AGENCY-GUILTY-OF-MALADMINISTRATI.aspx

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“L’Italia è un Paese malato di mente”. Il professore Vittorino Andreoli mette l’Italia sul lettino

http://huff.to/1ctquBQ

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23:45 06/08/2013

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

Gli aggiornamenti di diario prevenzione e della
newsletter riprenderanno dal 5 settembre 2013
Buone vacanze !

°°°°°°

Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

°°°°°°

newsletter diario prevenzione 1 febbraio 2013 – vol.n° 64


newsletter diario prevenzione

www.diario-prevenzione.it

1 febbraio 2013 – vol.n°  64

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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SETTIMANE DIFFICILI PER CHI VUOLE CONFRONTARSI SUI PROBLEMI VERI DEL LAVORO.

Sono settimane difficili per chi vuole confrontarsi sui problemi veri del lavoro, su quello che rimane e su quello che dovrà esserci.

Una campagna elettorale brutta, incattivita da scandali, risse fangose e reazioni rancorose tra candidati allontanano sempre più l’attenzione dai problemi materiali e concreti delle persone in carne ed ossa che debbono ogni giorno, ogni settimana,  realizzare il necessario per non sprofondare sotto la linea di non ritorno della povertà.

Diario Prevenzione esiste e  r/esiste, come tanti altri siti e blog ben più noti e frequentati, proprio per combattere questa deriva, con modestia e tenacia,  perchè i problemi veri di chi vive del proprio lavoro rimangano al centro dell’agenda, delle “agende” dei candidati.

Nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro, in forma sotterranea, stanno avvenendo cambiamenti pesanti: le aziende , anche quelle più forti e strutturate sono in affanno, la crisi sta durando troppo a lungo, oltre ogni ragionevole previsione.

Il malessere che si avverte in molte realtà di lavoro, anche in quelle ove prevalgono relazioni civili e un management rispettoso dei diritti e della dignità delle persone che lavorano,  è dato dalla incertezza e dalle preoccupazioni per il futuro; il piacere del lavoro ben fatto viene molto speso sommerso dalla preoccupazione che quel lavoro tra pochi giorni potrebbe non esserci più …” questa è l’ultima macchina  che stiamo terminando… per ora non ci sono altri ordini…” ci diceva  alcuni giorni fa, con aria preoccupata,  un tecnico di una importante azienda meccanica emiliana.

E’ questa cappa pesante di legittime preoccupazioni e paure che bisogna riuscire a rimuovere per tornare a respirare, ad immaginare il futuro.

Anche tra i giovani vi sono iniziative  tese a facilitare l’ingresso nel lavoro. Ci è stato riferito di  diversi casi di giovani che chiedono alle agenzie di formazione di partecipare a corsi di formazione a pagamento per la sicurezza per potere esibire poi nei propri CV gli attestati di partecipazione con la speranza che le aziende li assumano.
Dobbiamo dire per questi casi che l’investimento di denaro in  corsi generici non collegati ad un profilo di rischio specifico di un lavoro e di un luogo di lavoro concreto  potrebbe  risultare uno spreco di tempo e di soldi per chi già ne ha pochi.

Tuttavia deve essere valorizzata la volontà e la tenacia dei ragazzi che prendono queste iniziative. Perchè gli OOPP in accordo con la Regione non progettano un’attività sperimentale di formazione gratuita di base in questo campo mettendo in contatto poi i giovani in cerca di lavoro con eventuali aziende interessate ?

C’è bisogno di idee nuove e di voglia di sperimentare, mettendo in conto anche insuccessi ed errori, per uscire da questa gora.

Vorremmo per davvero una campagna elettorale nella quale candidati e forze politiche si misurassero con questi problemi, ma pare che questi temi siano troppo noiosi per i format televisi d’intrattenimento politico.

Abbiamo scelto di segnalare in questo numero della newsletter alcuni contributi importanti che tentano di suggerire anche qualche soluzione  come

– l’editoriale del Prof.Vittorio Capecchi all’ultimo numero della Rivista Inchiesta, “ILVA: CRISI DEL LAVORO, AMBIENTALE, SOCIALE”

– l’appello dell’Ing.  Mauro Rossato – Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre :”” BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO: DETASSIAMO LE AZIENDE CHE INVESTONO IN SICUREZZA.SERVONO PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI”,

– l’articolo di di Veronica Galster SVIZZERA.ORARI DEI NEGOZI. LA LIBERALIZZAZIONE FA MALE pubblicato sul settimanale online AREA7.CH

Buon Lavoro . Editor

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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01/02/2013 – SVIZZERA.ORARI DEI NEGOZI. LA LIBERALIZZAZIONE FA MALE
di Veronica Galster

Con questa modifica, che si inserisce in un progetto più ampio di liberalizzazione degli orari d’apertura dei negozi, si rischia infatti di spalancare le porte alla generalizzazione della giornata lavorativa di 24 ore. In gioco vi è la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, per un settore dove non c’è la necessità di offrire un servizio non-stop. È infatti dimostrato che il lavoro notturno può creare problemi di tipo fisico e psicologico, così come più in generale gli orari di lavoro diversi da quelli standard: i ritmi sociali vengono sfasati e questo ha un impatto negativo sia sulla salute sia sulla sicurezza dei lavoratori.

Per capire meglio e concretamente quali siano le conseguenze della liberalizzazione degli orari d’apertura dei commerci basta guardare alla vicina Unione Europea, dove il cambiamento è già in atto da alcuni anni e le condizioni di lavoro e di salute di chi è impiegato nella grande distribuzione sono notevolmente peggiorate. A confermarlo una serie di studi raccolti in un dossier apparso sul numero di dicembre di HesaMag, la rivista dell’Istituto sindacale europeo (Etui) che si occupa di salute e sicurezza sul lavoro.

Gli studi, condotti in vari paesi dell’Ue, hanno infatti rilevato un deterioramento progressivo delle condizioni di lavoro nel settore del commercio, con conseguenti problemi di salute legati principalmente agli orari e al ritmo di lavoro cui sono sottoposti i dipendenti. Secondo i dati raccolti nel dossier, tutte le categorie professionali impiegate nella grande distribuzione sono sottoposte ad uno stress crescente provocato da un’intensificazione dei ritmi in un contesto di fragilizzazione della qualità del lavoro. Quasi mai, infatti, il prolungamento degli orari d’apertura ha coinciso con un incremento di personale (in certi casi è addirittura stato ridotto), che resta quindi a livelli insufficenti per far fronte all’aumentato carico lavorativo. I dipendenti del settore, confrontati con orari irregolari e difficilmente pianificabili, con il lavoro su chiamata e con il tempo parziale obbligato, faticano ad organizzare la propria vita al di fuori dell’ambito professionale.

segue su fonte

http://area7.ch/La-liberalizzazione-fa-male-d761d900

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Ilva: crisi del lavoro, ambientale, sociale

di Vittorio Capecchi

Segnaliamo l’editoriale di Vittorio Capecchi per il numero di “Inchiesta” ottobre-dicembre 2012 Ilva: crisi del lavoro, ambientale, sociale.

I testi pubblicati in questo numero di Inchiesta sottolineano che la politica si trova di fronte a una crisi che è insieme del lavoro, ambientale e sociale. L’immagine in copertina dell’Ilva di Taranto su cui si abbatte una tromba d’aria è emblematica di questa situazione.

Come afferma Landini in una delle interviste sull’Ilva riportate in questo numero “Nessuno può più morire per le produzioni, non c’è dubbio. Ma non possiamo neanche perdere migliaia di posti di lavoro stando fermi a guardare”. I dati  che collegano l’Ilva alla città di Taranto sono drammatici.  Il dossier dell’Istituto superiore della Sanità realizzato insieme alla Organizzazione Mondiale della Sanità all’interno del progetto “Sentieri”  riferito al periodo 1995-2009 non lascia dubbi.

>>> segue su fonte

http://www.inchiestaonline.it/editoriali/ilva-crisi-del-lavoro-ambientale-sociale/

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Convegno Regionale “AGRICOLTURA SICURA”

Novità e indicazioni tecniche per la sicurezza e la salute degli operatori

Bergamo, 20 febbraio 2013
La partecipazione al convegno consente di acquisire
3 crediti formativi per gli RSPP
non datori di lavoro (ATECO 1 – Agricoltura) previa iscrizione

Programma Lavori

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Pieghevole%20Convegno%202013%20(1).pdf

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Riceviamo dall’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre:

” BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO: DETASSIAMO LE AZIENDE CHE INVESTONO IN SICUREZZA.
SERVONO PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI.

Intervento dell’ingegner Mauro Rossato – Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre

Stava lavorando. E’caduto da un’altezza di circa 10 metri ed è morto. Questa la tragica sorte toccata il 26 gennaio ad un lavoratore di 59 anni, residente in provincia di Brescia. Ha perso la vita mentre stava lavorando alla rimozione di lastre di amianto sul tetto di un capannone in una ex fonderia. E la stessa violenta fine è toccata il 29 gennaio ad un imprenditore edile siciliano di 43 anni: caduto dal ponteggio che la sua impresa aveva installato a Partinico.

Queste sono solo due delle vittime del lavoro del 2013 in un’epigrafe che sembra non voler conoscere una fine. Soprattutto in edilizia e, spesso, a causa di un inadeguato utilizzo di dispositivi di protezione anticaduta previsti dalle disposizioni legislative.
Tant’è che il 2012 parla chiaro nelle indagini statistiche effettuate dal nostro Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering: nel settore delle costruzioni è stato registrato il 23,6 per cento delle 509 vittime del lavoro del Paese. Mentre nel 2011 era il 22,2 per cento dei decessi e nel 2010 si superava il 28 per cento.
Contemporaneamente la caduta dall’alto è stata la prima causa di morte (24,6 per cento degli infortuni mortali verificatisi in Italia nel 2012). Era il 24,2 per cento nel 2011, il 27,8 per cento nel 2010.

Episodi gravissimi che pongono sotto i riflettori l’emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro e che rendono inaccettabile il disinteresse che spesso regna sovrano in alcuni cantieri o altri luoghi di lavoro in cui c’è chi rischia la vita quotidianamente svolgendo la propria attività professionale.

segue su fonte

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3686&Itemid=2

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31/01/13- PROROGHE E NUOVE SCADENZE PER LA CONFORMITÀ IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO NELLE PMI

Il Decreto legislativo 81/2008, l’unico strumento legalmente accettabile per stimare l’effettiva sicurezza aziendale ed emanato dal Ministero del Lavoro, otterrà piena validità a partire dal 5 febbraio 2013.

Oltre alla descrizione dei cicli produttivi e della struttura aziendale dedicata alla sicurezza, le procedure descrivono le fasi di identificazione dei rischi correnti in azienda, e i conseguenti provvedimenti da accogliere per limitare il pericolo di infortuni.

leggi  l’articolo alla fonte >>> SNOP

http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=233:proroghe-e-nuove-scadenze-per-la-conformita-in-materia-di-sicurezza-sul-lavoro-nelle-pmi&catid=39:notizie-prevenzione-e-lavoro

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Lymphoma risk and occupational exposure to pesticides: results of the Epilymph study

Abstract

Objectives We investigated the role of occupational exposure to specific groups of agrochemicals in the aetiology of lymphoma overall, B cell lymphoma and its most prevalent subtypes.

Methods In 1998–2003, 2348 incident lymphoma cases and 2462 controls were recruited to the EPILYMPH case-control study in six European countries. A detailed occupational history was collected in cases and controls. Job modules were applied for farm work including specific questions on type of crop, farm size, pests being treated, type and schedule of pesticide use. In each study centre, industrial hygienists and occupational experts assessed exposure to specific groups of pesticides and individual compounds with the aid of agronomists. We calculated the OR and its 95% CI associated with lymphoma and the most prevalent lymphoma subtypes with unconditional logistic regression, adjusting for age, gender, education and centre.

Results Risk of lymphoma overall, and B cell lymphoma was not elevated, and risk of chronic lymphocytic leukaemia (CLL) was elevated amongst those ever exposed to inorganic (OR=1.6, 95% CI 1.0 to 2.5) and organic pesticides (OR=1.5, 95% CI 1.0 to 2.1). CLL risk was highest amongst those ever exposed to organophosphates (OR=2.7, 95% CI 1.2 to 6.0). Restricting the analysis to subjects most likely exposed, no association was observed between pesticide use and risk of B cell lymphoma.

Conclusions Our results provide limited support to the hypothesis of an increase in risk of specific lymphoma subtypes associated with exposure to pesticides.

fonte OCCUPATIONAL AND ENVINRONMENTAL MEDICINE

http://oem.bmj.com/content/70/2/91.short?rss=1

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30/01/13 – IDONEITÀ LAVORATIVA: MEDICINA GENERALE E MEDICINA DEL LAVORO A CONFRONTO

Un convegno ha affrontato il tema della collaborazione tra medico competente e medico generico: le certificazioni di patologia e le ripercussioni sulla idoneità lavorativa specifica.

segue su fonte  puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/medico-competente-C-77/idoneita-lavorativa-medicina-generale-medicina-del-lavoro-a-confronto-AR-12532/

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UN VIDEO MOLTO EFFICACE

Raising awareness of occupational safety and health in garment manufacturing

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3682&Itemid=2

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30/01/13 – La funzione del Security manager

Una proposta per la Commissione Consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro: l’obbligo di valutare il rischio Security e assegnare ai Security Manager compiti di gestione e controllo delle fonti di rischio.

fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/valutazione-dei-rischi-C-59/la-funzione-del-security-manager-AR-12534/

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LE NOTIZIE DI AMBIENTE LAVORO – AMBLAV NEWS DEL 28/01/13

PER CONSULTARE TUTTE LE NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

VAI AL SITO AMBLAV.IT

http://www.amblav.it/news.aspx

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Buone prassi validate dalla Commissione Consultiva Permanente

• 23 gennao 2013

– Modulo risoluzione del rischio (formato .pdf 155,1 Kb)

– Gestione del traffico nel magazzino (formato .pdf 330 Kb)

– Valutazione dei rischi per attività di witness svolte presso terzi (formato .pdf 379,33 Kb)

– Ribaltatore Bobine (formato .pdf 764,77 K)

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3679&Itemid=2

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Quando i risultati della ricerca diventano “open”

di Luisella Gilardi, DoRS

L’articolo di Laakso e Björk fa il punto sulla diffusione dell’open access a livello internazionale in questi ultimi 10 anni.

Il movimento dell’“open access” (OA) ha esteso la possibilità di disseminare  i risultati delle ricerche di ogni singolo ricercatore e di accedere a quelli degli altri. Il termine “open access”, nel contesto delle pubblicazioni accademiche, è molto usato e si riferisce alla possibilità di poter leggere e scaricare sul proprio PC un articolo senza dover sottoscrivere alcun abbonamento. Molte riviste OA non richiedono alcun pagamento all’autore per la pubblicazione dell’articolo, una minoranza, attualmente in crescita, chiede all’autore il pagamento di una tariffa che si aggira in media attorno ai 900 dollari.

I principi che guidano questo movimento sono quelli per cui la scienza progredisce solo se si condividono i risultati  della ricerca. Lo stesso spirito anima anche strumenti come wikipedia o i software open presenti in internet, ma ciò che distingue le riviste da altri strumenti web è che il prestigio e l’impact factor  sono determinanti nel far sì che un autore decida o meno di pubblicare il suo lavoro su una determinata rivista.
Ci sono anche interessi legittimi che mirano a preservare lo stato attuale delle cose, con le case editrici più importanti che guardano all’open access come una minaccia potenziale per i loro profitti. I conflitti causati da questi e altri fattori possono spiegare il rallentamento nella diffusione dell’OA. Tuttavia, seguendo il percorso del National Institutes of Health degli Stati Uniti, anche il governo britannico ha stabilito di finanziare progetti i cui risultati saranno pubblicati su riviste OA.
E’ importante soprattutto per chi deve prendere decisioni sapere come si è diffuso l’OA, come è cresciuta la fetta di riviste in OA in questi ultimi anni e quale è la proporzione di articoli che attualmente è pubblicata su riviste OA.

>>> SEGUE SU FONTE >>> http://www.dors.it/pag.php?idcm=4828

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28/01/13 – NANOTECHNOLOGY REQUIRES NOVEL SAFETY RESEARCH

Industrially engineered synthetic nanoparticles offer abundant opportunities in several areas of technology. The safety of nanomaterials is essential for the success of this field. The International Congress on the Safety of Engineered Nanoparticles and Nanotechnologies, SENN2012, addresses the latest information on the development of nanotechnology, nanoresearch methods, and new uses of nanomaterials. Almost 250 of the field’s top experts from around the world have gathered in Helsinki to attend the congress.

Nanomaterials are used in thousands of products, such as cosmetics, textiles and communication devices, and nanotechnology opens up new opportunities in, for example, medicine and electronics. It is believed that nanotechnology-based production will grow rapidly in the near future. However, the uncertainty regarding the health effects of nanoparticles is slowing down the implementation of new applications.

segue su fonte FIOH

http://www.ttl.fi/en/press/Pages/pressrelease68_2012.aspx

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28/01/13 – RICONOSCIMENTO DELLE PATOLOGIE PSICHICHE CORRELATE AL LAVORO: CONFRONTO EUROPEO

Uno studio di Eurogip i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi, ha analizzato le modalità di riconoscimento da parte degli Enti Nazionali Assicurativi, delle patologie psichiche correlate al lavoro in dieci paesi europei quali: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna,  Svezia, e Svizzera.

Lo studio si completa con la presentazione delle statistiche disponibili relative alle domande di riconoscimento ed ai casi riconosciuti sia come infortunio sul lavoro che come malattia professionale.
La fattispecie di riconoscimento dell’origine professionale  più semplice è quella in cui la patologia (disturbo psichico correlato al lavoro) è presente nelle tabelle delle malattie professionali. In tal modo la patologia beneficia di una presunzione di origine professionale (presunzione che è più o meno forte secondo le normative dei diversi paesi).

Uno solo dei paesi oggetto dell’indagine, la Danimarca,  ha inserito nel 2005 il “disturbo post-traumatico da stress” all’interno della tabella nazionale delle malattie professionali.
La maggior parte degli altri paesi pervengono al riconoscimento di tale fattispecie nell’ambito della normativa di tutela degli infortuni sul lavoro e non delle malattie professionali.

fonte INCA.IT

http://www.inca.it/Archivionews/DettaglioNotizia.aspx?guid={42D638B5-A716-4B85-8172-4C9DD0557269}&parentId=831

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28/01/13 – ACCORDO INAIL-SAPIENZA SU SALUTE E SICUREZZA IN LUOGHI DI LAVORO

Inail e Sapienza Università di Roma siglano un accordo quadro che rinnova e rafforza la collaborazione avviata in passato tra l’ateneo e l’Ispesl, l’ente di ricerca incorporato nell’Inail nel 2010. L’obiettivo è quello di sviluppare un modello di cooperazione tecnico-scientifica basato sull’integrazione di professionalità e sulla condivisione di strumentazione. Con l’accordo, che ha durata triennale, l’Inail e la Sapienza si impegnano a operare congiuntamente su temi e progetti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, e di compatibilità ambientale in relazione alla presenza sul territorio di installazioni di produzione e di insediamenti antropici.

>>> SEGUE SU FONTE  ADNKRONOS.IT

http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Welfare/Accordo-Inail-Sapienza-su-salute-e-sicurezza-in-luoghi-di-lavoro_314114186554.html

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28/01/13 – SALUTE E SICUREZZA NELLE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO

Sempre più spesso le aziende esternalizzano le proprie attività e i propri processi. In che modo la crescente importanza delle catene di approvvigionamento incide sulle condizioni di lavoro? Un nuova relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) illustra il tema della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (SSL) all’interno di queste complesse reti di fornitori e prestatori di servizi.

La relazione dal titolo “Promoting occupational safety and health through the supply chain” (Promuovere la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro attraverso la catena di approvvigionamento), analizza la letteratura esistente in materia, così come le politiche del governo e gli studi di casi, per fornire una panoramica di come la SSL possano essere gestite e promosse attraverso la catena di approvvigionamento e di quali incentivi e strumenti siano disponibili per le imprese onde favorire le buone pratiche in materia di SSL fra i loro fornitori e appaltatori.

Promuovere la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro attraverso le catene di approvvigionamento, il tema dell’attuale campagna dell’EU-OSHA “Ambienti di lavoro sani e sicuri”, è un buon esempio di come i lavoratori possano essere salvaguardati quando le organizzazioni cooperano.

SEGUE SU  FONTE >>>>  OSHA.EUROPA.EU

https://osha.europa.eu/it/press/press-releases/health-and-safety-in-supply-chains

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La trasparenza nelle sperimentazioni cliniche: il caso Tamiflu

“I risultati di tutti gli studi clinici condotti sui farmaci devono essere messi a disposizione della comunità scientifica per una valutazione indipendente”. Si tratta dell’appello lanciato nelle scorse settimane da Fiona Godlee, capo redattore del British Medical Journal (BMJ), dalle pagine dell’autorevole rivista scientifica britannica[1].

Il caso del Tamiflu

A finire sotto i riflettori della campagna, intrapresa dal BMJ, per rendere completamente pubblici i dati delle sperimentazioni cliniche condotte su farmaci e vaccini è Oseltamivir (nome commerciale Tamiflu, Roche), un farmaco antivirale utilizzato per la prevenzione e il trattemento dell’influenza. L’intricata storia di questo farmaco si intreccia con la controversa vicenda della pandemia influenzale del 2009: numerosi governi, in previsione di un evento di questo tipo, avevano accumulato ingenti scorte di Oseltamivir. I soli Stati Uniti avevano acquistato confezioni di questo antivirale per circa 1 miliardo e mezzo di dollari. Queste misure erano adottate in pieno accordo con il piano pandemico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ritiene Oseltamivir “intervento farmacologico chiave per la prevenzione dell’influenza nelle fasi precoci di un evento pandemico, quando non è ancora disponibile il vaccino”[2] e con il piano pandemico del Department of Health and Human Services (HHS) statunitense che dichiara il farmaco “efficace nel diminuire il rischio di polmonite, dimezzare le ospedalizzazioni e ridurre la mortalità per influenza”[3].

segue su fonte

http://www.saluteinternazionale.info/2012/12/la-trasparenza-nelle-sperimentazioni-cliniche-il-caso-tamiflu/#.UQmnLtma85M.twitter

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end file
1 febbraio 2013

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Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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