newsletter diario prevenzione 7 agosto 2013 vol. n° 76


newsletter diario prevenzione

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7 agosto 2013   vol.n°  76

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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Questa newsletter arriverà nella mailbox di alcune migliaia di lettori e lettrici mentre sono in vacanza. Ci scusiamo per il disagio che questo comporterà,  ma abbiamo ritenuto opportuno diffondere alcune informazioni che sono abbastanza importanti.

La prima riguarda l’attenzione necessaria, in questo periodo ferragostano, verso il percorso del D.L 69 sulle “semplificazioni” in mteria di salute e sicurezza sul lavoro. Il rischio  che dopo il 21 agosto ci potremmo trovare  con un D.LGS 81/O8 ulteriormente “mutilato” anche in modo maldestro è un dato di fatto.

Riportiamo in questa newsletter la lettera che la Presidenza della Società nazionale degli Operatori della Prevenzione ha inviato alla Ministra della Salute in merito alla “decostruzione” in atto del sistema di prevenzione posto in capo alle USL.
In questa lettera , tramite la quale la Snop chiede un’audizione, sono contenuti, a nostro parere un’analisi ed una serie di proposte la cui attuazione è indispensabile per evitare  un collasso del sistema di prevenzione territoriale negli ambienti di lavoro e di vita.

Riteniamo un fatto molto positivo che la SNOP abbia deciso di fare sentire la propria voce alla Ministra della Salute offrendo un’analisi lucida e puntuale sul rischio di una regressione a modelli primitivi, ante-riforma 1978, di funzionamento del sistema pubblico decentrato di prevenzione primaria.

Il patrimonio di salute della popolazione italiana, della popolazione che vive del proprio lavoro è il bene più prezioso da preservare proprio per uscire in piedi da questa crisi drammatica: purtroppo questa vision non è condivisa da tutte le componenti che sostengono questo governo, per rendersene conto  basta analizzare in profondità i decreti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le determinazioni in materia di spesa pubblica per le strutture dedicate alla prevenzione

E’ necessaria , anche in questa fase di vacanze e di rallentamento delle attività, che vi sia una forte vigilanza e un attento “controllo sociale”  sugli atti del governo per il combinato disposto di decreti che potrebbero mettere in discussione il futuro della prevenzione nel nostro paese.

Questa attenzione particolare dovrebbe essere fatta propria anche dai sindacati dei lavoratori: la fase di crisi ha reso più difficile per tutte le organizzazioni  investire in profondità con iniziative sindacali mirate nella tutela della salute dei lavoratori. Tuttavia è necessario evitare che il depotenziamento delle strutture pubbliche dedicate alla prevenzione arrivi ad un ” punto di non ritorno”.

editor

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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LETTERA SNOP AL MINISTRO DELLA SALUTE SULLO STATO DEI SERVIZI DI PREVENZIONE DELLE USL

Pubblichiamo  la lettera che la Presidenza della Società nazionale degli Operatori della Prevenzione ha inviato alla Ministra della Salute in merito alla “decostruzione” in atto del sistema di prevenzione posto in capo alle USL.

In questa lettera , tramite la quale la Snop chiede un’audizione, sono contenuti, a nostro parere un’analisi ed una serie di proposte la cui attuazione è indispensabile per evitare  un collasso del sistema di prevenzione territoriale negli ambienti di lavoro e di vita.

Riteniamo un fatto molto positivo che la SNOP abbia deciso di fare sentire la propria voce alla Ministra della Salute offrendo un’analisi lucida e puntuale sul rischio di una regressione a modelli primitivi di funzionamento del sistema pubblico decentrato di prevenzione primaria.

LA LETTERA

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/SNOP_Lettera%20Ministro%20Salute.pdf

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Osservatorio infortuni Regione Emilia Romagna Ausl Reggio Emilia

Sono pubblicati i report annuali di aggiornamento sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pubblicazioni e altri documenti relativi ad indagini ad hoc

Documenti

00 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi dati al 2011 (1.25 Mb)
01 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2010 (2.2 Mb)
02_DOCUMENTO_REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN EMILIA-ROMAGNA. Analisi eventi al 2009 (2.11 Mb)
03_DOCUMENTO_ REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2008 (1.39 Mb)
04 DOCUMENTO REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA. Analisi eventi al 2007 (924.97 kb)
04_DOCUMENTO_REPORT ANNUALE SUI DANNI DA LAVORO IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA:infortuni e malattie professionali denunciate, definite e indennizzate. Analisi eventi 2000-2006 (754.61 kb)

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3985&Itemid=2

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05/08/13 – La fertilità ridotta nei maschi occidentali

Gli esperti l’hanno già soprannominata la crisi  degli spermatozoi.
Secondo un recente studio, presentato dalla Società europea di riproduzione umana ed embriologia, negli ultimi 17 anni la conta degli spermatozoi maschili nei trentacinquenni è calata del 32,2%.
La stessa tendenza si registra anche in Italia: una ricerca del 2011 ha evidenziato nei più giovani una diminuzione del 25% del numero di spermatozoi rispetto agli adulti.
Questi dati stanno all
armando gli specialisti che, al recente congresso della Società europea della Riproduzione, hanno dedicato all’argomento un’intera giornata.
Le loro preoccupazioni derivano dal fatto che il numero di spermatozoi è strettamente correlato alla fertilità: normalmente un uomo produce circa 60 milioni di spermatozoi per millilitro di sperma e, perché sia considerato fertile, ne bastano anche 40 milioni. Al di sotto di questa quantità, invece, le capacità riproduttive si riducono notevolmente.
Gli ultimi dati hanno evidenziato che un giovane su cinque ha un numero di spermatozoi così basso da interferire con le sue capacità riproduttive.
I fattori responsabili potrebbero essere diversi: l’abitudine al fumo della madre durante la gravidanza; i bambini che nascono prematuri o che sono sottopeso o sovrappeso durante l’infanzia; le sostanze chimiche come pesticidi e ftalati che sono contenuti nella plastica e altri inquinanti, definiti interferenti endocrini, che possono alterare il funzionamento del sistema ormonale con effetti negativi sulla produzione dello sperma; il fumo di marijuana e di tabacco che danneggia gli spermatozoi alla pari della sedentarietà o di una dieta ricca di grassi.
Per fortuna alcune di queste situazioni sono reversibili, cosicchè una dieta corretta e un’ attività fisica regolare possono essere ottimi rimedi contro l’infertilità.

Fonte:www.eshre.eu

riportato da preventionandresearch.com

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05/08/13 – IWH : NIGHT AND EVENING SHIFTS LINKED TO HIGHER RISK OF INJURIES: STUDY   

lunedì 05 agosto 2013

Night and evening shifts linked to higher risk of injuries: study

Higher injury rates found across age, sex and job type in rare study looking at risk levels by time of day

Whether you’re a man or woman, young or old, doing manual or non-manual work, you’d be more likely to be injured on the job during the evening, night or early morning hours than during a regular daytime shift.

A recent study from the Institute for Work & Health (IWH)—published in the January 2013 issue of Occupational & Environmental Medicine (vol. 70, no. 1, pp. 49-56; doi 10.1136/oemed-2012-100920)—found that about 12 per cent of work injuries experienced by women and six per cent of work injuries experienced by men were attributed to the higher risk of work injury during evening, night and early morning hours.

This dovetails with the findings of a previous study in which IWH also took part. That study found 14 per cent of work injuries experienced by women, and eight per cent of work injuries experienced by men, were attributed to the higher risk of work injury arising from working nights (see article from Winter 2011 At Work, “Are those who work shifts more at risk of work injury?”).

The confirmation of an increased risk of injury during non-traditional work hours is important, says IWH President and Senior Scientist Dr. Cam Mustard, who led the study. But even more important, he says, was the ability to collect information on work injury by time of day for a very large proportion of the Ontario workforce, not just those in a particular workplace or job sector. This type of information has not been readily available in the past.

Given that 25 per cent of the Canadian labour force works outside the standard five-day, nine-to-five work week, being able to measure risk by time of day is crucial, Mustard says. It allows the prevention system to understand how risk fluctuates throughout the day, and also learn how to effectively address the elevated risks of shift work.

“The risk of working non-standard hours is relatively invisible, and a risk unrecognized is a risk unmanaged,” he says. “Now we can shine a light on the problem and take a closer look at what is really happening and how to address it.”

The number of work injuries by time of day among workers aged 15 to 64 in Ontario over the five-year period, from 2004 to 2008, came from two different sources. The first was the Workplace Safety and Insurance Board’s lost-time claims data, which includes information on date and time of injury. The second was the National Ambulatory Care Reporting System, which records all emergency department visits in Ontario. These records indicate whether a person was injured at work, as well as the time of triage.
Novel approach

To determine the total number of hours worked at what time of day in Ontario as a whole, which was needed to calculate rate of injury by time of day, the researchers used two Statistics Canada surveys. The Labour Force Survey let researchers determine total hours worked in the province over the five-year period. The General Social Survey, which periodically uses a diary format to collect information on time use, allowed researchers to distribute these total hours across the 24-hour clock.

“Our challenge was not counting injuries by time of day because we could get that information readily from workers’ compensation and emergency department records,” explains Mustard. “The hard part was establishing the number of people working at various times of day. Our use of the StatsCan surveys was a novel solution to this challenge.”

The study found that the rate of work injury is lower during the daytime hours between 6 a.m. and 4 p.m. The rate of work injury outside of these hours goes up during the evening hours (5 p.m. to midnight) and early morning hours (midnight to 5 a.m.).

Researchers found that the risk of work injury increased during evening and early morning hours for both men and women (although more so for women), and among all age groups (although the risk was higher for workers 35 to 64 compared to those 15 to 34). They also found an increased risk of work injury during non-standard hours for all occupational groups—manual, non-manual or a mix of both (although more so for those in manual and mixed jobs).

“This study shows that the increase in work injury during non-standard working hours is not due to the nature of the work, but due to time of day,” says Mustard.

Why is risk higher at night? Mustard points to two possible factors. The first is worker fatigue due to sleep disturbance and/or long work hours. The second is lower levels of supervision and co-worker support during non-daytime hours.

Read the full open-access study at the Occupational and Environmental Medicine website.

Source: At Work, Issue 73, Summer 2013: Institute for Work & Health, Toronto

fonte IWH

http://www.iwh.on.ca/at-work/73/night-and-evening-shifts-linked-to-higher-risk-of-injuries-study

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03/08/13 – IL GOVERNO BRASILIANO INTERVIENE SULLA SICUREZZA NELLA LAVORAZIONE CARNI

Brazil’s meat unions educate members and monitor implementation of Government safety regulations

02-08-2013

After a 15 year fight by meat unions, the Brazilian Government set up a tripartite commission to investigate the appalling lack of health and safety in Brazil’s meat industry. This process resulted in the passing of comprehensive regulations which have the potential to benefit 1 million workers. Brazil’s Government has set a two year timeframe for implementation of Regulatory Standard Number 36 and IUF affiliates have commenced an education campaign for members on these transformational changes to safety standards for the sector. Regular breaks and ergonomic design feature prominently in the regulations which also reference union participation in health and safety, mandatory personal protective equipment, risk management plans, ongoing health checks for workers and rehabilitation after injury.  Education, and monitoring implementation of the regulations, is a massive undertaking for Brazilian IUF affiliates while they must also be vigilant against employer attempts to weaken and undermine the standards.

FONTE IUF

http://cms.iuf.org/?q=node/2660

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03/08/13 – ESPOSIZIONE DEI LAVORATORI ALLE RADIAZIONI COSMICHE E ALLE RADIAZIONI NIR

Informazioni sull’esposizione degli operatori in ambito aeroportuale e aeronautico alle radiazioni cosmiche e alle radiazioni non ionizzanti. La normativa, la prevenzione e le valutazioni dei rischi.

Interventi relativi alla giornata di studio “ Salute e Sicurezza sul lavoro in ambito aeroportuale e aeronautico” che si è tenuta il 4 ottobre 2012 a Roma nella sede della Direzione Generale dell’ INAIL.

fonte Puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischi-campi-elettromagnetici-C-39/esposizione-dei-lavoratori-alle-radiazioni-cosmiche-alle-radiazioni-nir-AR-13071/

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03/08/13 -REGIONE LOMBARDIA:  SIGLATO PIANO PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

30 luglio 2013

(Ln – Milano) Un piano quadriennale per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro redatto da tutti i soggetti coinvolti. E’ questa la novità introdotta dall’intesa sottoscritta a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dai rappresentanti del partenariato economico-sociale, istituzionale e degli Enti preposti all’attuazione e alla vigilanza della normativa in materia di sicurezza. “Si tratta di una novità positiva e molto importante, perché per la prima volta rispetto al passato ci confrontiamo con i rappresentanti di tutte le categorie interessate” ha spiegato il presidente della Regione, che ha poi tenuto a sottolineare come il sistema produttivo lombardo sia il più efficiente, nel panorama nazionale, in tema di prevenzione sugli infortuni sul lavoro.

LOMBARDIA SOTTO MEDIA NAZIONALE – “E’ importante ricordare che gli infortuni sul lavoro in Lombardia sono inferiori alla media nazionale e sono in calo. Questo significa – ha rimarcato Maroni – che le imprese hanno lavorato bene e che il sistema di prevenzione attuato dalle imprese in Lombardia funziona e questo è un dato molto importante da cui partire”.

NEL PIANO INDICAZIONI TRAVERSALI PER PREVENIRE RISCHI – Il ‘Piano regionale 2014-2018 per la promozione della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro’ sarà redatto insieme ai componenti del Patto per lo sviluppo (fra i quali i sindacati e le associazioni di categoria), Ance, Inail, Inps, Direzione regionale del Lavoro e Ufficio scolastico regionale. Conterrà indicazioni e azioni trasversali e integrate in materia di prevenzione dei rischi, delle malattie professionali e degli infortuni mortali o invalidanti, oltre che indicazioni sulle attività di formazione e divulgazione della cultura della sicurezza.

IN GIUNTA ENTRO FINE ANNO – Il Piano sarà pronto per l’approvazione in Giunta entro il 31 dicembre 2013 e sarà redatto secondo i principi di intersettorialità, semplificazione e sostenibilità delle attività, sviluppando e condividendo i contenuti del Piano regionale 2011-2013. Con la firma dell’intesa Regione Lombardia ribadisce la volontà di promuovere la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro e quindi il benessere dei cittadini, anche attraverso il coordinamento di tutti i soggetti che partecipano attivamente alla sua attuazione, in piena coerenza con gli impegni presi dal Governo regionale.

fonte Lombardia Notizie

http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213618532751&p=1194454760265&packedargs=locale%3D1194453881584%26menu-to-render%3D1213273365640&pagename=RGNWrapper

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VANDINI (M5S): INTERROGAZIONE AL SINDACO SULLA SICUREZZA SUL LAVORO AL PORTO di RAVENNA

venerdì 02 agosto 2013
Pietro Vandini – capogruppo 5Stelle in Consiglio comunale – ha presentato al Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci un’interrogazione con risposta sul tema della sicurezza del lavoro nel Porto di Ravenna. L’interrogazione è corredata di alcune foto di forte impatto, due qui pubblicate. “Premesso che la creazione di condizioni di lavoro sicure e il continuo miglioramento di queste condizioni è una questione che dovrebbe essere essenziale per tutti i datori di lavoro. – scrive Vandini – Questa preoccupazione è dettata da considerazioni economiche ed umanitarie. La sicurezza e la salute sul lavoro sono un obbligo e una componente della politica sociale dell’Unione europea.”

“Il diritto alla salubrità del posto di lavoro e alla prevenzione di infortuni e malattie è, in definitiva, interesse della società tutta: imprese, sindacati, lavoratori e istituzioni statali e periferiche. Considerato che in Italia la Sicurezza sul lavoro è normata dal D.Lgs 81/2008 e s.m.i e che tutte le attività lavorative devono rispettare questa normativa (salvo i casi esclusi dalla normativa stessa) Visto che in rete si possono trovare numerose testimonianze, fotografiche e filmate, dalle quali si evince come le condizioni di lavoro, in particolare relativamente alla protezione delle vie aeree dall’inalazioni di polveri, siano estremamente complicate” fatte queste premesse Vandini interroga il Sindaco per sapere:
– Quali siano le procedure messe in atto a tutela dei lavoratori, in particolare relativamente al rischio chimico;
– Quanti siano i lavoratori (o ex lavoratori) che hanno contratto malattie professionali e quali;
– Quali siano le ipotesi di miglioramento delle condizioni di lavoro, legate in particolar modo alle polveri e quali siano i tempi di attuazione;
– Relativamente al Rischio Chimico, sono stati fatti campionamenti da parte della committente per verificare il rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente?
– A seguito della valutazione dei rischi, quali sono le misure di prevenzione e protezione messe in atto per eliminare/ridurre il rischio?
– Quali dispositivi di protezione collettiva ed individuale vengono utilizzati?
– Quali procedure (istruzioni operative) vengono fornite dalla committente per le procedure di carico e scarico? E come vengono monitorate?

segue su ravennanotize.it

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=33&id_blog_post=66802

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02/08/13 – Patologie croniche e reinserimento al lavoro, report Enwhp     

Pubblicato da Enwhp, Network europeo per la promozione della salute nei luoghi di lavoro un report sulle problematiche legate al reinserimento lavorativo e all’integrazione professionale delle persone affette da patologie croniche e problemi di salute

“Patologie croniche e reinserimento al lavoro, report Enwhp”

IL REPORT

http://www.ispesl.it/whp/cronicillness.asp

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Risques psychosociaux : l’ETUI initie un nouveau réseau syndical européen

Les 19, 20 et 21 juin derniers, l’Institut syndical européen (ETUI) a organisé à Bilbao le premier séminaire syndical européen sur les risques psychosociaux. L’occasion pour les 19 représentants syndicaux présents de faire un état des lieux comparatif de la problématique à l’échelon de l’Union et de réfléchir à une stratégie syndicale appropriée pour affronter ces risques qui font désormais partie des problèmes les plus préoccupants du monde du travail.

Les présentations des représentants des organisations syndicales espagnoles présentées dès l’entame du séminaire ont été l’occasion de discussions sur les situations nationales qui sont d’emblée apparues comme très hétérogènes. Dans certains pays d’Europe, les risques psychosociaux sont considérés comme une priorité de la santé et de la sécurité au travail depuis deux décennies, alors que dans d’autres, la problématique émerge seulement.

La présentation de Marie Anne Dujarier, professeure à l’Université Sorbonne Nouvelle, a conduit à remettre en question l’expression même de “risques psychosociaux”. Les participants se sont accordés pour chercher une alternative à ce concept qui entretient la confusion entre les causes et les effets. Dans la pratique, cela signifie que plutôt que de se focaliser sur, par exemple, le stress professionnel (l’effet), il faut déployer des actions pour intervenir au niveau des causes qui occasionnent celui-ci, le plus souvent au niveau de l’organisation du travail (p. ex. charge de travail, modes de gestion, etc.). Cette approche permet par ailleurs de rompre avec l’individualisation des troubles et la culpabilisation des victimes et de rendre visible la dimension collective de la problématique.

Lors de la seconde journée, Jan Popma, de l’Université d’Amsterdam, a présenté ses travaux sur le “technostress”, un ensemble de troubles qui résultent d’une surcharge d’information due aux exigences de connectivité permanente associées aux nouvelles technologies (smartphones, etc.). La représentante de la FGTB a présenté les résultats de l’enquête que son organisation a menée auprès de ses affiliés sur cette même question du “technostress”. Le résultat est édifiant : 50% des travailleurs considèrent que leur rythme de travail est dicté par leur ordinateur ou leur équipement et 55% des personnes interrogées que ce rythme est source de souffrance mentale.

Le représentant néerlandais a quant à lui fait le point sur la situation aux Pays-Bas, où un tiers des maladies professionnelles découlent d’exposition à des facteurs de risques psychosociaux. Il a présenté un outil de diagnostic développé par la FNV, accessible en ligne pour tous les travailleurs. Les deux représentants des organisations syndicales françaises ont chacun présenté la méthodologie d’action qu’ils ont développée dans le groupe automobile Renault, face à une vague dramatique de suicides. Ces deux présentations ont mis en évidence l’importance de la participation des travailleurs dans l’évaluation des risques et la recherche des solutions.

Enfin, une représentante de l’Agence européenne pour la santé et la sécurité au travail (EU-OSHA), Margozata Milczarek, a présenté la campagne que l’agence consacrera en 2014-2015 au “management du stress sur le lieu de travail”.

Le séminaire s’est clôturé par une discussion sur l’orientation et les priorités à donner au réseau syndical ainsi porté sur les fonts baptismaux. Si les échanges d’expériences sont apparus particulièrement enrichissants, les participants se sont accordés pour doter le réseau d’objectifs plus concrets. Il s’agira par exemple de développer et diffuser des outils d’évaluation des risques ainsi que des outils permettant aux délégués syndicaux de s’emparer de cette question et d’apporter des solutions sur le terrain.

Pour en savoir plus sur les activités de l’ETUI dans ce domaine

http://www.etui.org/fr/Themes/Sante-et-securite/Stress-harcelement-et-violence

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Programma  Summer School Airespa  2013

Anche quest’anno l’associazione AIRESPA (Associazione Italiana Responsabili Servizi Prevenzione e Protezione in Ambiente Sanitario)  organizza la Summer School, evento formativo che vuole contribuire alla crescita del sistema prevenzionale, alla costituzione di una ” Comunità di pratiche” dove tutti gli interessati possono scambiarsi informazioni e conoscenze.
La scuola è ogni anno itinerante e organizzata in una sede diversa per raggiugere Nord,Centro e Sud Italia.
Quest’anno la città prescelta è ROMA, dal 17 settembre al 20 settembre.

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Summer%20School%20AIRESPSA%20INAIL%202013%20Programma%20Ufficiale.pdf

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La Rassegna Stampa di rs-ergonomia.com  sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni sul lavoro

La Rassegna contiene  documenti su:
– La rilevanza delle patologie dell’arto superiore in ambito professionale;
– Mobbing, costrittività organizzative ed effetti bio-psico-sociali: una valutazione integrata;
– Gli organismi paritetici nel decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;
e molto altro.

La Rassegna

http://www.rs-ergonomia.com/app/download/5800608910/anteprima+RSPP+n.32.pdf?t=1373907376

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LA TRAGEDIA DI ANDREA ANTONELLI. LA CRONACA DI UNA MORTE ‘ANNUNCIATA’ IN UN CIRCUITO IN CUI NON SI DOVEVA CORRERE.

AD EMERGERE L’IMPRUDENZA DEGLI ORGANIZZATORI E L’IRRESPONSABILITÀ DELLA DIREZIONE GARA.
Intervento di Mauro Rossato, Presidente della Fondazione Andrea Rossato (per la sicurezza e l’educazione sportiva dei più giovani).

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3976&Itemid=2

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L’Aquila. Amianto e macerie

luglio 25, 2013

Amianto e MacerieIl terremoto, l’incuria dell’uomo a L’Aquila hanno provocato 309 vittime. Quella notte decine di palazzi si sono sbriciolati su loro stessi, tanti sono rimasti lesionati. La maggior parte dei quartieri periferici sono stati costruiti intorno agli anni ‘70/80 e in questo periodo venivano utilizzati manufatti in amianto. Il pericolo sorge quando c’è  aerodispersione perché può comportare un rischio cancerogeno e la dispersione di fibre in aria può verificarsi in caso di degrado e/o in caso di disturbo dei manufatti contenenti amianto. Con queste premesse in Italia, Paese sismico, dovrebbe esserci una manutenzione, o meglio una bonifica, di tutti quei fabbricati pericolosi per la salute dell’uomo. Ma, qualora venga fatto, non è sufficiente mettere in sicurezza, confinare i materiali contenenti amianto o bonificare gli edifici rimuovendoli, occorre anche smaltire correttamente i rifiuti prodotti. A L’Aquila da mesi si demoliscono palazzi con evidenti parti in amianto: comignoli, tettoie, tubi ecc., e non viene effettuata nessuna bonifica, infatti dalle foto (di Maurizio Aloisi) è possibile vedere come fra le macerie vi siano manufatti di amianto. Casale Monferrato ci ha insegnato che l’amianto uccide dopo anni rispetto alla sua inalazione: chi non aveva mai lavorato all’Eternit si è ammalato di mesotelioma pleurico perché un trenino, contenente amianto, dalla stazione raggiungeva lo stabilimento attraversando il centro di Casale. L’Aquila e tutti i paesi del cratere, dove si stanno facendo demolizioni o si dovranno fare, sono a rischio amianto. Ci potrebbe essere una soluzione? Esiste un documento elaborato nel 2011 da Laura Palmas e Sabrina Romano (dell’istituto ENEA), validato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro nella seduta del 30 maggio 2012, sul  tema della pianificazione della manutenzione dei manufatti contenenti amianto (MCA). segue sul Blog di SAMANTA DI PERSIO

http://sdp80.wordpress.com/2013/07/25/laquila-amianto-e-macerie/

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Sicurezza per gli operatori della sicurezza

Una giornata di studi e presentazione dei futuri corsi di formazione per addetti ai lavori

di Daniele Oppo

Formare gli operatori, soprattutto i volontari, della sicurezza. È il compito che la collaborazione fra il Cgil, Silp (sindacato italiano lavoratori di polizia, interno alla Cgil), l’Università di Ferrara, Asl e l’istituto Fde di Mantova (una scuola di alta formazione in scienze criminologiche) si prefigge di portare a termine.

Tutto partirà, fra ottobre e novembre, con un seminario di studi sulla sicurezza e di presentazione dei futuri corsi di formazione la cui effettiva partenza è però ancora accostata ad un punto interrogativo: “spetta alle Regioni finanziare questi corsi di formazione che con il decreto legislativo 81 del 2008 sono diventati obbligatori per i volontari, quali sono ad esempio gli operatori della Protezione civile o quelli della Croce rossa, che dovranno sostenere 16 ore di formazione pro capite ogni anno”, spiega Mauro de Marchi, docente a contratto Unife ma, osserva Luigi Caracciolo del direttivo nazionale Silp “sempre più spesso assistiamo alla mancata attuazione, da parte dei soggetti pubblici preposti, di alcune parti di normativa, come accaduto con quella sulla corruzione, e altri soggetti si devono attivare per portare a compimento questi percorsi”. Sembra però, come preannunciato da de Marchi, che le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto si stiano interessando: “valuteremo se dare carattere nazionale alla nostra iniziativa, ma sicuramente avrà portata interregionale”.
Seminario ed eventuali corsi di formazione, in linea teorica gratuiti in quanto finanziati dalle Regioni, sono principalmente destinati agli operatori volontari della sicurezza, che secondo i numeri forniti da de Marchi sono, nel ferrarese, circa5 mila ma non è affatto esclusa una loro estensione anche alle forze di polizia locali.

Ad indicare gli obbiettivi e i motivi per i quali è importante una simile formazione è ancora Caracciolo: “formare gli operatori sulle dinamiche della sicurezza può essere uno strumento utilissimo anche per tenere sotto controllo il lavoro nero e le condizioni dei posti di lavoro, oltre che per salvaguardare la vita dei singoli lavoratori e dell’ambiente”. Non solo, Caracciolo né fa anche una questione di costi sociali -“una persona che si infortuna sul lavoro non crea un danno solo a sé, ma è anche un notevole costo sociale derivante dall’inadeguata sicurezza del posto di lavoro”- e di dinamiche criminali “che si infilano a colmare i vuoti e le inadempienze legislative”. A tal proposito rimbombano le parole di Giuliano Guietti, segretario della Cgil Ferrarese: “è difficile trovare un cantiere edile in regola, anche se negli ultimi due anni gli infortuni sul lavoro sono diminuiti questo è molto probabilmente dovuto al fatto che c’è stata una riduzione dell’attività lavorativa più che una riduzione dell’illegalità”.

fonte ESTENSE.COM

http://www.estense.com/?p=317520

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martedì 23 luglio 2013
Convegno. Sicurezza e salute sul lavoro. Quale cultura e quali prassi?

Il 18 e il 19 ottobre 2013 si terrà il Convegno Internazionale “Sicurezza e salute sul lavoro. Quale cultura e quali prassi?”,  promosso ed organizzato dal Ce.Um.S. (Centro di Studi Avanzati sull’Umanizzazione delle Cure e sulla Salute Sociale) – Università degli Studi di Bologna – in collaborazione con Ausl di Forlì, INAIL, AIS (Associazione Italiana di Sociologia) e SISS (Società Italiana di Sociologia della Salute) e con il contributo di Ser.In.Ar. Il Convegno nasce dalla volontà di maturare una riflessione congiunta su un tema di rilevante importanza, la tutela della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, integrando saperi e competenze di diversa natura.

In questa cornice, si propongono tre ambiti per le sessioni tematiche, rispetto alle quali si sollecita la presentazione di proposte di relazioni.

Sessione I – La salute e la sicurezza sul lavoro come “cultura” e ambito interdisciplinare

Sessione II – La salute e la sicurezza sul lavoro: sistemi di gestione (SSL/SGSL) e di valutazione

Sessione III – Salute e sicurezza sul lavoro: comunicazione strategica nella leadership aziendale e partecipazione.

L’iniziativa vuole essere di natura partecipata e quindi aperta ai contributi dei professionisti dei diversi settori di interesse che sono pertanto invitati ad inviare, agli indirizzi in calce alla presente comunicazione, una sintesi della presentazione che intendono proporre in sede di Convegno (abstract avente una lunghezza massima di 4.000 caratteri, spazi inclusi). Tali abstract, vagliati da due revisori (doppia revisione anonima), potranno essere accettati per la loro presentazione e lettura durante le sessioni parallele.
Il termine di consegna degli abstract è fissato per lunedì 15 luglio 2013.

Per info, invio abstract e papers contattare la Segreteria tecnico-scientifica:
Dott.ssa Elisabetta Scozzoli, elisabetta.scozzoli @ libero.it
Dott.ssa Alessandra Errico, alessandra.errico @ studio.unibo.it

Visualizza i dettagli per l’invio degli abstract

MORE INFO

http://www.ais-sociologia.it/call-for-papers/sicurezza-e-salute-sul-lavoro-quale-cultura-e-quali-prassi-3118

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FP CGIL   CISL FP   UIL FPL

Emilia Romagna

Comunicato stampa

Sicurezza lavoro nelle aziende sanitarie:

importante accordo sindacati-Regione ER

Un importante accordo unitario in materia di sicurezza del lavoro nelle aziende del Sistema sanitario regionale è stato raggiunto nel pomeriggio di oggi, 23 luglio 2013, presso l’Assessorato alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un atto di indirizzo sulle modalità’ di svolgimento delle funzioni attribuite ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), con il quale ci si prefigge di promuovere una nuova e diversa cultura della sicurezza in sanità, per rappresentare e tutelare al meglio la salute delle lavoratrici (la maggioranza) e dei lavoratori (ben 61.877 in Emilia-Romagna), gran parte dei quali sottoposti a carichi di lavoro sempre più pesanti ed esposti a fattori di rischio in aumento. Anche per queste ragioni l’intesa raggiunta consentirà di superare le numerose criticità, causa delle molteplici problematiche e controversie sorte in questi anni nelle aziende, soprattutto rispetto alla funzione e al ruolo degli RLS.

L’accordo in buona sostanza coglie questa opportunità: è un punto di partenza per una regolamentazione omogenea per gli RLS che operano nelle Aziende sanitarie della Regione, che permetterà loro di svolgere nel rispetto della Legge e delle regole condivise, l’azione preventiva di controllo e di intervento nei luoghi di lavoro con maggiore chiarezza ed efficacia senza “impedimenti” di sorta.

La durata dell’intesa è triennale e traendo la sua fonte dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D. Lgs 81/2008) rende pienamente operativo l’Accordo Quadro del 1996 in termini di agibilità, permessi e formazione: questo significa che laddove siano vigenti accordi aziendali più restrittivi in materia di consultazione e partecipazione delle rappresentanze, gli stessi verranno aggiornati e migliorati sulla base delle linee guida regionali oggetto dell’accordo di oggi, 23 luglio 2013.

Utilizzo di sedi, tecnologie, ma soprattutto molte più’ ore per formazione, aggiornamento, svolgimento dell’attività e maggiore fruibilità dei permessi, sono gli elementi qualificanti dell’intesa raggiunta, oltre a un numero di RLS più adeguato alle specificità delle singole aziende.

FP CGIL, CISL FP e UIL FPL regionali ritengono che questo accordo rappresenti un decisivo passo avanti su un tema delicato come quello della sicurezza sul lavoro, un buon segnale in un periodo di grande trasformazione dei modelli organizzativi della sanità emiliano-romagnola, un risultato particolarmente significativo e di controtendenza, se rapportato a questa difficile fase che mette a dura prova i lavoratori della Sanità pubblica con il blocco della contrattazione collettiva, i tagli al personale e il continuo attacco ai diritti.

Le segreterie regionali

FP CGIL CISL FP  UIL FPL

Maurizio Frigeri Roberta Roncone  Gerry Ferrara

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Pilots accuse aviation agency of ‘maladministration’

The European agency responsible for aviation safety across the European Union (EU) has been accused of ‘gross maladministration’ by British pilots. The British Airline Pilots’ Association (BALPA), the union representing over 80 per cent of British airline pilots, has submitted a formal complaint to the European Ombudsman. This says the European Aviation Safety Agency (EASA) has breached its own terms of reference in the way it has put together proposals to change pilots’ working hour limits, set to prevent dangerous fatigue. In particular BALPA says ‘the EASA group had no one with any medical or scientific qualification and – astonishingly – EASA took no steps to record or manage conflicts of interest within the group.’ Commenting ahead of an EU-wide meeting of ministers this week to discuss the proposed changes, BALPA’s general secretary Jim McAuslan said so far support for pilots from the UK government has been lacking. ‘Regrettably the minister has shown little stomach so far for a fight with EU bureaucrats. BALPA’s battle is therefore likely to move to the EU parliament which has been poorly served by an agency that lacks transparency, skill and knowledge and yet has been given the power to draft rules which will have a big impact on every airline passenger in Europe.’

BALPA news release and BALPA complaint to the European Ombudsman.

http://www.balpa.org/News-and-campaigns/News/EUROPEAN-AVIATION-AGENCY-GUILTY-OF-MALADMINISTRATI.aspx

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“L’Italia è un Paese malato di mente”. Il professore Vittorino Andreoli mette l’Italia sul lettino

http://huff.to/1ctquBQ

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Molte notizie su salute e sicurezza circolano anche su Twitter. Diario prevenzione ha un account twitter che “preleva” contenuti da 230 account specializzati in “Occupational health and safety”

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23:45 06/08/2013

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

Gli aggiornamenti di diario prevenzione e della
newsletter riprenderanno dal 5 settembre 2013
Buone vacanze !

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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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newsletter diario prevenzione 2 luglio 2013 vol. n° 74


newsletter diario prevenzione
 
 
2 luglio  2013   vol.n°  74
 
notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa
 
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FATTI POSITIVI NONOSTANTE LA CRISI
 
 Bisogna avere il coraggio di rompere lo schema del negativo, dello stato d’animo depresso molto diffuso, di smettere di avere paura del futuro. Chi si occupa di prevenzione non può assumere lo stile dell’attesa ma quello dell’iniziativa per “vedere prima” e intervenire a proteggere la vita, l’ambiente , ciò che amiamo che rischia di venirci tolto ….
 
E’ con questo spirito che occorre muoversi, agire, rompere le rappresentazioni stereotipate che ci vengono propinate tramite i media per cloroformizzarci, per farci ingurgitare il frullato di c…a  quotidiano con l’intento di farci credere che sia una mousse di cioccolato.
 
Le tre cose positive di questa settimana.
 
La prima riguarda la  pubblicazione di una ricerca da parte dell’Ente di ricerca della Confederazione dei Sindacati europei : “Nouvelles générations à risque :
évolution du travail et impact sur la santé en Italie ” nella quale si dimostra che vi è una criticità nella percezione dei rischi da parte dei giovani che vivono le condizioni di lavoro precario.
 
E’ importante questa ricerca perchè riapre il discorso sulla qualità del lavoro, sulle condizioni di lavoro dal punto di vista dei giovani: sono loro gli attori che potranno decidere del loro destino. Il fatto che si faccia ricerca è positivo e rappresenta la possibilità d’innovazione dell’iniziativa sindacale: senza ricerca c’è declino, con la ricerca si possono aprire nuove possibilità d’iniziativa sindacale sulla qualità del lavoro.
 
La seconda riguarda la presa di posizione chiara e robusta di Cgil Cisl Uil sul D.L. 69 sulle semplificazioni in materia di salute e sicurezza, un decreto che , se rimanesse così, invece di portare “risparmi” potrebbe portare grossi guai in quanto rischia di sdoganare molte irresponsabilità in materia di gestione della sicurezza da parte dei datori di lavoro. Bene, era ora !
 
La terza riguarda la segnalazione del lavoro del Gruppo modenese che fa formazione sulla sicurezza  tramite l’interattività e la drammatizzazione teatrale.
 
Come al solito poi segnaliamo le notizie più importanti dell’ultima decina di giorni. Buona lettura e buon lavoro.EDITOR
 
 
 
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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO
 
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“Nouvelles générations à risque :évolution du travail et impact sur la santé en Italie “
 
Young people at risk: how changes in work are affecting young Italians’ health and safety
 
Publication date : 2013
 
Number of pages : 68
 
Edited by :
 
Daniele Di Nunzio (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali – IRES)
 
 
 
This report looks at the problems young people have getting a job in Italy, and the particularly poor employment and working conditions of those who do manage to get one. It is not a recent problem in Italy, but the crisis has made matters worse according to the figures collected by the report authors, researchers at the Italian Institute of Economic and Social Research (IRES). The participation rate of Italians aged 15-24 has fallen by 10% between 2000 and 2010, dropping to below 30% since 2008. This compares with an EU average for the same age group of more than 40%.
 
“The youngest workers have borne more of the brunt of the crisis even when in stable employment”, note the authors. The jobs available to young people are all insecure: agency work, fixed-term contracts, too low-paid to achieve financial independence, etc. The report includes the findings from a survey of 1,000 workers aged 15 to 34, principally on their working conditions. The plight of younger workers is not one to be envied: higher work accident rates, unsocial hours, excessively fast work paces, low job discretion, etc. It comes as no surprise therefore to find that a third of Italy’s youth would be willing to emigrate for a better life.
 
While the problem cuts across all categories of young workers (graduates/unskilled, white/blue collar, etc.), young people from the lowest socioeconomic groups seem more permanently beset by insecurity than those from more well-to-do backgrounds.
 
fonte ETUI 
 
 
 
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NOTA CGIL – CISL – UIL
Decreto Legge 69 “Decreto del fare”
Roma, 28 giugno 2013
 
PUBBLICHIAMO LA NOTA  CGIL CISL UIL SUL DECRETO “DEL FARE”  69/2013 IN MATERIA SALUTE SICUREZZA LAVORO
 
IL DOCUMENTO 
 
 
 
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“LABORIAMO IN SICUREZZA”, TEATRO IN FORUM
 
“Attivare” la percezione del rischio utilizzando validamente i nostri sensi (magari accompagnati da riflessioni) utilizzando l’esempio, il modello e l’abitudine che rendono “automatico” un comportamento non a rischio  rendendo meno probabile un incidente.Il tutto può essere riassunto come benessere psicofisico e “salvarsi la pelle” sia dall’incidente che dalla malattia. Le regole sono di vita e non solo di lavoro.
 
E’ con questa premessa che l’Associazione LABoriamo in sicurezza si presenta,  ricca di un’esperienza poliennale prevalentemente nel territorio della provincia di Modena. Molti sono stati gli interventi di questo gruppo straordinario di ” formattori ”  nella formazione dei lavoratori, di Rls, nelle scuole.
Operai, professori universitari, professionisti, un agente di PS, un RSPP, diversi  RLS, un regista professionista   formano questo gruppo autogestito straordinario che si è dato un compito, quello di fare vivere in profondità le emozioni di certe situazioni che precedono un incidente nel lavoro…
 
Hanno svolto la loro azione formattiva la settimana scorsa al Teatro Testoni di Bologna in conclusione del ciclo di corsi di aggiornamento cui hanno partecipato circa 300 Rls su scala regionale. Il Progetto, finanziato dalla Regione Emilia Romagna,  è stato promosso dalla Cgil Emilia Romagna e gestito con successo dall’Agenzia formativa IFOA.
 
Molti dei materiali e degli episodi hanno la loro origine dalle testimonianze dei partecipanti ai Corsi, e si basano su esperienze vissute in concreto.
 
I testi dei dialoghi sono molto spesso la testimonianza degli stereotipi che sono alla base dei comportamenti che generano condizioni di rischio e incidenti ” ho sempre fatto così, non mi è mai successo nulla …”, ” avanti, avanti, abbiamo le consegne che non aspettano, alla sicurezza ci penseremo dopo …”  ” si si, l’amianto è pericoloso, ma se si sa in giro  si rischia  il posto di lavoro…”
 
 
E’ proprio  con la drammatizzazione che gli stereotipi vengono smantellati, si mette in scena con la  partecipazione di tutti, il cambiamento dei comportamenti, si incentiva  la riflessione e la ricerca a lavorare i sicurezza.
 
La drammatizzazione svolta da questi formattori convinti del loro ruolo, guidati con sapienza dal regista , ha smosso qualcosa anche in me, vecchio del mestiere e refrattario rispetto alle emozioni facili….
 
Bravi questi formattori che immedesimati nel ruolo producono una rappresentazioni a forte impatto motivo. Un complimento particolare all’agente di PS che ha rappresentato la figura dell’immigrato albanese ….
 
Pochi giorni fa questo Gruppo si è registrato come Associazione: Buon Lavoro a loro e a tutti noi.
 
 
LABoriamo in sicurezza, teatro in forum  ( come lavora il gruppo )
 
 
 
 
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Un progetto pilota sulla attuazione della legislazione europea in materia di qualità dell’aria
 
Un nuovo report dell’Agenzia europea per l’ambiente analizza lo stato di attuazione dell’attuale legislazione comunitaria in materia di qualità dell’aria che mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dall’inquinamento.
Il rapporto Air Implementation Pilot – Lessons learnt from the implementation of air quality legislation at urban level è il risultato della collaborazione tra l’Agenzia, la Commissione europea e 12 città che hanno partecipato ad un progetto pilota che ha avuto l’obiettivo di studiare quello di cui le città europee hanno bisogno per attuare al meglio la normativa comunitaria sulla qualità dell’aria. Le conoscenze derivanti da questo progetto contribuiranno infatti alla revisione della politica europea in materia di qualità dell’aria.
Per partecipare al progetto sono state inizialmente selezionate, all’inizio del 2012, 8 città: Berlino (Germania), Dublino (Irlanda), Madrid (Spagna), Malmö (Svezia), Milano (Italia), Ploiesti (Romania), Praga (Repubblica ceca) e Vienna (Austria). Alla fine del 2012 è stata allargata la partecipazione ad altre quattro città: Anversa (Belgio), Parigi (Francia), Plovdiv (Bulgaria) e Vilnius (Lituania).
 
Il progetto parte dalla consapevolezza che diversi standard di qualità dell’aria sono ancora regolarmente superati in Europa, anche se alcuni di questi limiti sono stati istituiti più di un decennio fa. Gli inquinanti più problematici sono il PM10, gli ossidi di azoto e l’ozono, che ancora colpiscono la qualità delle persone e la durata di vita in molte aree.
 
segue su fonte sicurezzaonline.it 
 
 
 
 
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Prevenzione: quali risorse e per fare cosa
 
dal sito della SNOP.IT
 
Sicuramente la Regione Lombardia ha molti aspetti positivi : abolizione da molti anni di attività inutili e di non provata efficacia, sistema informativo gestionale funzionante, forte programmazione su priorità, iniziative su tematiche innovative, conti economici ( pur tra i mille scandali e in tempi di spending review) in ordine…ma occorre vigilare..Per continuare a leggere scarica i documenti in allegato.
 
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vai al sito 
 
 
 
 
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 01/07/13  – FRANCHI (CGIL): “VIAREGGIO: UNA STRAGE DIMENTICATA?”
 
 
VIAREGGIO. “Nessuno può dimenticare cosa avvenne a Viareggio  nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009. Ci fu  l’ennesima strage ferroviaria, con   15 morti immediati  e circa 30 feriti gravemente ustionati,  17 di loro ,moriranno successivamente  in modo atroce, portando il totale dei morti a 32?.
 
Lo scrive Umberto Franchi, componente del Direttivo Cgil della Provincia di Lucca.
 
“Sono oltre 100 gli incidenti  avvenuti sulle linee ferroviarie Italiane negli ultimi 20 anni . essi sono costati molti morti e feriti di lavoratori , utenti e semplici cittadini. Tutti incidenti che potevano essere evitati se da parte della direzione delle FF.SS.  si fosse proceduto ad effettuare la prevenzione alla fonte , sugli impianti e con la formazione, informazione e addestramento del personale impiegato.
 
Anche la strage  di Viareggio rientra in una strategia economica miope delle  ferrovie dello stato privatizzate. Una strage che  è il frutto di una politica ,ancora presente, che punta alla riduzione di tutti i costi del lavoro compreso quello della prevenzione.
 
Una politica che negli ultimi 20 anni ha visto ridurre  di due terzi il personale ferroviario (da 224.000 nel 1990 a 68.000 odierni). Tutto ciò ha comportato l’introduzione di un solo macchinista alla guida dei treni con grave compromissione della sicurezza,  il taglio della manutenzione, la chiusura di impianti di verifica e controllo, la cessione della medesima manutenzione a piccole ditte private spesso con scarsa professionalità. Tutto ciò in nome del profitto
 
Sono i processi di liberalizzazione , deregolamentazione del lavoro e privatizzazione della FF.SS. che hanno portato al decadimento ed all’insicurezza del trasporto ferroviario.
 
A ciò va aggiunto l’indebolimento del potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato che a causa della crisi e del lavoro sempre più precario , sono spesso costretti a subire il ricatto tra la scelta del lavoro a danno della sicurezza.
 
Come non vedere che oggi  Il soggetto più debole è soprattutto il  lavoratore precario o dipendente da piccole aziende che lavorano in appalto e subappalto per le ferrovie…, quello che non viene mai formato, addestrato, informato, sui rischi esistenti nel luogo di lavoro, finendo per svolgere il proprio lavoro spesso senza nemmeno i dispositivi di sicurezza individuali, la formazione professionale adeguata…  mettendo a rischio la propria  sicurezza e quella dei viaggiatori.?
 
Dopo la tragedia di Viareggio , sarebbe stato necessario un ruolo dello Stato e del Governo ben diverso da quello che c’è stato fino ad ora… ed invece prima  abbiamo avuto, un Ministro del Lavoro  Sacconi, che ha disposto e fatto approvare  ben 46 modifiche  sostanzialmente peggiorative al Testo Unico sulla Sicurezza, ed oggi il governo Letta  che sembra non capire  non si crea lavoro continuando con la flessibilità, il precariato, la riduzione dei diritti ed inutili incentivi alle imprese che non potranno mai assumere giovani se non hanno commesse!
 
Come fanno e datori di lavoro ed il governo  a non capire che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta ,e la prevenzione alla fonte e l’incremento dei redditi da lavoro e pensionati?
 
A cosa serve dare degli incentivi economici  alle imprese che assumano giovani, quando sappiamo che le imprese non hanno commesse e che tutto dipende dal fatto che chi lavora, i pensionati, i cittadini non c’è la fanno più ad arrivare a fine mese e quindi riducono i consumi , con la conseguenza di ridurre  anche le commesse alle imprese?
 
Purtroppo c’è ancora  da chiedersi: che governo abbiamo? che imprenditori abbiamo? In che mondo viviamo?”
 
 
 
 
 
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FADania’s Republic e 20 mila contatti
 
Ho atteso di raggiungere i 20 mila visitatori del mio blog prima di postare la mia ultima “sfuriata”. Questo mi ha aiutato ad essere un po’ più buono e, pertanto, prima di tutto: “grazie”!
 
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Un po’ di formazione a distanza (FAD) non la si nega a nessuno. Come volevasi dimostrare mentre si litiga e si fanno denunce-diffida e richieste di interventi a presidiare convegni, seminari, corsi, o come diavolo li volete definire, contro chi organizza e chi partecipa a iniziative di aggiornamento che prevedano la presenza in sala di più di 30 persone (nonostante nulla in tal senso sia  previsto dagli accordi di conferenza stato-regioni che regolamentano la materia), i rappresentanti delle regioni, chiamati a valutare e suggerire eventuali modifiche dell’accordo n. 2407/2006, quello su formazione e aggiornamento di aspp/rspp  richiamato all’art. 32 del T.U. , avrebbero deciso: FAD per tutto, FAD per tutti.
 
E avrebbero concordato inoltre di proporre il riconoscimento di crediti formativi solo in corsi con non più di 35 partecipanti ma contemporaneamente, nella misura pari ad 1/3 del monte ore globale, anche attraverso la partecipazione a seminari e convegni.
 
Siamo a livello di proposte, autorevoli, ma pur sempre proposte. Servirà infatti passaggio nei due coordinamenti nazionali (formazione e vigilanza) e poi sarà la Conferenza stato regioni a decidere.
 
segue sul Blog  di Franco Mugliari 
 
 
 
 
 
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Pubblichiamo in allegato il testo della lettera inviata dalle Segreterie di CGIL, CISL e UIL dell’Emilia Romagna al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani  in merito al Dl ‘fare’ in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
 
 
IL TESTO DELLA LETTERA  AL PRESIDENTE  ERRANI 
 
 
 
 
 
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La gestione dei rischi dei nanomateriali sul luogo di lavoro
 
Cosa sono e dove si trovano i nanomateriali? Quali sono i problemi di salute e di sicurezza associati ai nanomateriali? Come si verifica l’esposizione a nanomateriali sul luogo di lavoro?
 
SEGUE SU FONTE   PUNTOSICURO.IT
 
 
 
 
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 “Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
 
 
Quattro le raccomandazioni: “Partecipiamo alla lotta alla zanzara tigre. Evitiamo i ristagni d’acqua e usiamo i prodotti larvicidi. Proteggiamo noi stessi ed evitiamo di farci pungere. Informiamoci”. La nuova edizione della campagna di comunicazione regionale per la lotta alla zanzara tigre.
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4”. E’ lo slogan della campagna di comunicazione per la lotta alla zanzara tigre veicolo di trasmissione di malattie come la Chikungunya e della Dengue.
 
segue 
 
 
 
 
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27/06/13 – «Per eliminare la burocrazia si limita anche la sicurezza»
 
Fanno discutere le novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro contenute nel disegno di legge “Semplificazioni”, approvato dal Governo il 19 giugno e nel decreto legge “Fare”, entrato in vigore sabato scorso. A mettere in rilievo le criticità contenute nelle nuove norme è Marco Bazzoni, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Firenze e autore della denuncia che, caso unico in Europa, ha portato l’Unione Europea ad aprire una procedura d’infrazione (la 2010/4227) nei confronti dell’Italia.
 
Per quanto riguarda il ddl “Semplificazioni”, la norma più controversa è quella contenuta nell’articolo 12, che elimina l’obbligo per il datore di lavoro di inviare all’Inail le certificazioni mediche di infortunio sul lavoro, poiché, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «la comunicazione verrà fatta direttamente dal medico». Così facendo, sottolinea Bazzoni, si «toglie al datore di lavoro l’obbligo di denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni, anche quelli mortali o gravi».
 
segue su fonte AVVENIRE.IT
 
 
 
 
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INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
 
 
LEGGE SEVESO: 25 ANNI DOPO IL DPR 175/88
RISULTATI E PROSPETTIVE IN ITALIA E IN EUROPA
 
 
Aggiornamento Decreti Formazione e Antincendio
 
 
Milano, 9 luglio 2013 – d’intesa con FILCTEM-CGIL
 
 
Saranno illustrate le novità su “Legge Seveso” – “Decreti Formazione” e “Decreto Antincendio”
 
 
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Dl fare: D’Alia, norme non mettono in discussione sicurezza lavoro [ …. ci pare male informato Sig.Ministro  … ndr  ]
 
 
 ”Le norme contenute nel dl Fare, come quelle nel ddl Semplificazione, non mettono in alcun modo in discussione la sicurezza dei lavoratori: consapevoli della fondamentale importanza di questo tema, siamo intervenuti soltanto su adempimenti formali e oneri informativi, eliminando esclusivamente quelle carte inutili e costose consentendo di liberare risorse per una reale tutela della salute e prevenzione dei rischi sul posto di lavoro”.
 
[ Vorremmo fosse vero, ma non è così. Alcune procedure sono fondative di un metodo di lavoro per la gestione della sicurezza. La valutazione del rischio, la consultazione dei lavoratori tramite il RLS, non sono adempimenti burocratici ma una pratica di gestione sostanziale dei rischi. Le carte “inutili” sono poche per chi vuole gestire seriamente il problema. Sono tante per chi le compra a peso per dimostrare di avere adempiuto agli obblighi formali  senza la volontà di risolvere i problemi.
Scrivere quello che si fa e fare quello che si è scritto è alla base del risk management come della gestione della qualità.
 Mentre le aziende si adattano senza battere ciglio  a procedure costose per la certificazione della qualità ritengono insopportabili quelle per la gestione della sicurezza dei lavoratori.] 
 
segue su 
 
 
 
 
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VIDEO Ergonomics for Truckers ( Ergonomia per i camionisti ) 
 
 
 
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 02/07/2013
 
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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
 
Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it
 
 

 

newsletter diario prevenzione 30 ottobre 2012 – vol.n°57


newsletter diario prevenzione

www.diario-prevenzione.it

30 ottobre  2012  – vol.n°57

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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LE INIZIATIVE DEL MESE DI NOVEMBRE

Nel mese di novembre, nonostante la crisi, si celebreranno diversi convegni importanti in materia di salute e sicurezza : nei giorni si svolgerà a Bologna il Convegno nazionale SNOP sul tema “I Servizi di Prevenzione: quale futuro ?” Su questa importante iniziativa abbiamo intervistato il Dott.Giorgio D Leone, Presidente della SNOP, una intervista audio che potete ascoltare da questo sito. (1)

A Roma il giorno 21 si celebrerà il Convegno “Un treno carico di stress” promosso da un coordinamento di Rls de macchinisti e dei capitreno, nel Corso del Convegno saranno illustrati i risultati di una importante ricerca svolta con la partecipazione attiva di centinaia di macchinisti e di ferrovieri.

Una ricerca complessa e impegnativa dalla progettazione alla elaborazione dei dati che ha richiesto un impegno molto forte  del Gruppo di Ricerca  composto da una  pluralità di soggetti  istituzionali, dal Dipartimento  di Prevenzione della Asl di Firenze e dalla Cattedra di Psicofisiologia della Facoltà di Psicologia dell’Università con il concorso di competenze multidisciplinari.

La peculiarità di questa ricerca è rappresentata dal lavoro di autoriflessione svolto dai macchinisti e dai capitreno tramite una griglia di analisi compilata ogni ora durante il lavoro sul proprio vissuto psicologico in relazione al lavoro svolto. I materiali risultati dalla ricerca sono interessanti e utili per progettare una organizzazione del lavoro più sicura e meno stressante per i macchinisti e i capitreno. La stessa metodologia sperimentata in questa ricerca partecipata potrà essere utilizzata in altri settori di lavoro. Diario Prevenzione pubblicherà ulteriori approfondimenti su questa iniziativa (2)

Nei giorni 22 e 24 novembre a Venezia si celebrerà la Conferenza nazionale sull’amianto promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con i Ministeri del Lavoro e dell’Ambiente, un appuntamento molto importante per fare il punto sullo stato dell’arte della tragica questione amianto e per riprendere il governo di questo tema. La Conferenza fortemente voluta dalle Associazioni di rappresentanza degli esposti affronterà in tre sessioni parallele i temi della ricerca diagnostica e della cura, della epidemiologia e delle tecniche più adeguate per la rimozione e lo smaltimento in sicurezza dei materiali contenenti amianto. Lo sforzo delle Associazioni e delle OO.SS è quello di evitare di disperdere questa occasione e di uscire dalla Conferenza con impegni da parte dello stato per una gestione più efficace di questa tematica.

Un mese intenso di iniziative che vengono portate a compimento nonostante la grave crisi economica, sociale e politica. Queste iniziative, pure molto diverse tra loro testimoniano che vi è ancora un’attenzione ed una tensione alta per i problemi di salute e sicurezza negli ambienti di vita  e di lavoro. Occorre lavorare perchè queste sensibilità ed attenzioni non si depotenzino e affinchè la questione della salute e della sicurezza divenga il riferimento e il paradigma con il quale costruire la qualità e la solidità della ripresa economica. editor

(1) INTERVISTA AL DOTT. GIORGIO DI LEONE PRESIDENTE DELLA SNOP SUL TEMA : “I SERVIZI DI PREVENZIONE: QUALE FUTURO”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3551&Itemid=2

(2) UN TRENO CARICO DI STRESS
http://www.inmarcia.it/component/content/article/28-ultimora/221-un-treno-carico-di-stress

(3) II Conferenza Governativa sulle Patologie Asbesto-correlate

http://www.salute.gov.it/salaStampa/dettaglioEvento.jsp?id=150

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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30/10/12 -DDL semplificazioni: la CIIP difende la sicurezza

Presentate a Roma le proposte integrative e migliorative della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione al Decreto del Governo sulle semplificazioni. Di Rocco Vitale.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/ddl-semplificazioni-la-ciip-difende-la-sicurezza-art-12310/

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30/10/12 – ILVA, GIOVANE OPERAIO MUORE SCHIACCIATO

Un giovane operaio dell’Ilva, Claudio Marsella di 29 anni, locomotorista, è morto mentre era al lavoro nello stabilimento di Taranto. Il giovane è rimasto schiacciato durante le operazioni di aggancio della motrice ai vagoni, riportando lesioni al torace e la frattura del femore. A soccorrere il 29enne sono stati alcuni colleghi. Le sue condizioni erano già molto gravi all’arrivo dell’ambulanza del 118, che ha trasportato l’operaio in ospedale. Marsella è deceduto poco dopo il ricovero. Sciopero immediato in azienda – Uno sciopero immediato è stato proclamato dopo che si è diffusa la notizia della morte del giovane operaio. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, con le Rappresentanze sindacali unitarie di stabilimento, hanno proclamato uno sciopero immediato. “Fim, Fiom e Uilm – è detto in una nota congiunta – chiedono a tutti gli enti preposti di fare chiarezza sull’ ennesimo infortunio mortale che ha coinvolto un altro giovane lavoratore”. Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre “la propria vicinanza ai famigliari del lavoratore scomparso”.

Sciopero di 2 ore anche mercoledì in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva “Vogliamo con ciò essere vicini nel dolore alla famiglia di Claudio e riaffermare che di lavoro non si può morire”, affermano i sindacati in una nota congiunta. Le modalità e l’articolazione delle 2 ore di sciopero saranno decise dalle Rsu dei singoli stabilimenti.

Sono in tutto 45 i morti all’Ilva – Con quella di Claudio Marsella, sono 45 le morti degli operai avvenute all’interno dell’Ilva di Taranto dal 1993. L’ultima disgrazia si era verificata l’11 dicembre del 2008 quando un lavoratore polacco, dipendente di un’azienda appaltatrice, cadde da un ponteggio dell’altoforno 4. Le morti bianche nel siderurgico tarantino sono state per le cause più disparate: molti operai sono deceduti in seguito a cadute da ponteggi di impianti, ad esplosioni di macchinari o al crollo di gru o perché colpiti, nel corso delle fasi delle varie lavorazioni, da pesanti bramme o schegge di materiali; altri operai sono morti per aver inalato gas nel corso di lavori di manutenzione.

Difficili da quantificare gli incidenti che, nel corso degli anni, hanno causato centinaia di feriti e ustionati. Da segnalare, infine, l’atroce fine del tarantino Saverio Paracolli, di 45 anni, morto il 10 aprile 2004 dopo sette giorni di agonia per un incidente avvenuto nel Tubificio 1: rimase incastrato fra un tubo e un’apparecchiatura usata per smussarlo.

>>> segue su tiscali.it

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/10/30/morto_operaio_ilva.html

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INTERVISTA AL DOTT. GIORGIO DI LEONE PRESIDENTE DELLA SNOP SUL TEMA : “I SERVIZI DI PREVENZIONE: QUALE FUTURO”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3551&Itemid=2

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Regioni bocciano riforma Titolo V Costituzione

Le Regioni hanno dato parere negativo, in Conferenza Unificata, al decreto sulla riforma del Titolo V della Costituzione. “Così non si affrontano i problemi reali – spiega il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della seduta.  Se non c’e’ una Camera delle Autonomie i problemi non si risolvono. Ed anche la clausola di supremazia ha senso solo se c’è una Camera delle Autonomie.
Così come previsto, l’intervento e’ parziale e non risolve i problemi”.  Ai Presidenti delle Regioni non e’ poi piaciuto il metodo con il quale il Governo ha operato: ”l’intervento e’ stato unilaterale ed a scadenza di legislatura. La prossima dovrà essere una legislatura costituente per dare un equilibrato sistema di governance al Paese”, ha concluso Errani.
Abbiamo presentato le nostre considerazioni e valutazioni – ha spiegato il presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini – si tratta di una riforma radicale, nella quale le Regioni tornano, sul fronte del potere legislativo, subordinate allo Stato in tutte le materie. E’ insomma la fine del regionalismo ma, al tempo stesso, questa riforma non risolve le conflittualità ne’ prevede il Senato delle Regioni”.

segue >>>

regioni.it

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Sicurezza nei luoghi di lavoro: venerdì si ricorda Raffaele Rozzi

mercoledì 24 ottobre 2012
Convegno e premi a quattro scuole superiori

Venerdì, 26 ottobre, alle 10 la sala Muratori della biblioteca Classense ospita la terza edizione del convegno “La sicurezza nei luoghi di lavoro”, promosso da Università di Bologna, Fondazione Flaminia e Comune in memoria di Raffaele Rozzi, il giovane chimico ravennate morto a Bilbao nel settembre del 2007 per salvare due colleghi di lavoro.

Gli appuntamenti dedicati a Rozzi sono sempre stati accompagnati, per volontà del sindaco Fabrizio Matteucci, da iniziative di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare legate ai temi della formazione e della prevenzione. Sono stati promossi, in collaborazione con la Fondazione Flaminia, corsi di alta formazione per laureati e lavoratori, bandi per borse di studio dedicate ai ragazzi degli istituti superiori e a giovani laureati.

Nell’anno scolastico 2011-2012 si è passati a una formula nuova. A tutti gli istituti superiori della città sono stati proposti ed offerti dalla Fondazione Flaminia unitamente al Comune pacchetti formativi di quattro ore con docenti universitari ed esperti che affrontassero il tema della sicurezza dal punto di vista giuridico e chimico.

Al termine i ragazzi coinvolti (quelli di Itis Baldini, Ipsia Callegari, Liceo Classico Dante Alighieri e Itct Ginanni) in collaborazione con i docenti che hanno seguito le lezioni hanno elaborato in forma singola o collettiva elaborati scritti o multimediali che hanno poi concorso al bando promosso da Comune e Fondazione Flaminia (proposto a tutte le scuole superiori della città). Una commissione ha visionato quanto prodotto, assegnando quattro premi di 1.250 euro l’uno, che verranno consegnati nel corso del convegno dal sindaco Fabrizio Matteucci, dalla Fondazione Flaminia e dagli sponsor coinvolti (Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Confindustria Ravenna, Camera di Commercio di Ravenna, Sapir, Autorità Portuale, Deco Industrie).

Il convegno sarà aperto dal Sindaco e presieduto da Antonio Penso, direttore della Fondazione Flaminia; interverranno Andrea Lassandari, docente di diritto del lavoro alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, su “Il lavoro o la sicurezza?”, e Ferruccio Trifirò, docente di chimica industriale alla facoltà di Chimica industriale dell’Università di Bologna, su “Le etichette del pericolo chimico nella vita quotidiana”.

Saranno poi illustrati gli elaborati vincitori: si tratta di “Sicuramente Porto”, realizzato dalla classe quarta BS (attuale quinta BS) del Liceo Classico Dante Alighieri – Scienze Sociali; “Sicurezza e scuola”, lavoro individuale di Maria Vittoria Baravelli della quinta F (anno scolastico 2011 – 2012) del Liceo Scientifico Oriani; “Lavora bene senza rischi e in sicurezza” della quarta B Igea (attuale quinta B Igea) dell’Istituto tecnico commerciale Ginanni; “I sistemi elettrici e la sicurezza elettrica” delle classi quarte Tiel e Tim (attuali quinte) dell’Ipsia Callegari.

fonte ravennanotizie.it

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=59401

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REGIONE TOSCANA

LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO AL TEMPO DELLA CRISI

CONVEGNO REGIONALE DELLA RETE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DELLA SICUREZZA

LIVORNO 7 NOVEMBRE ORE 8,30 -17,00

AUDITORIUM ACCADEMIA NAVALE

VIALE ITALIA 72 , LIVORNO
ingresso Porta San Iacopo

programma lavori

http://www.diario-prevenzione.it/interim/CONVEGNO%20RLS%207%20NOVEMBRE.pdf

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25/10/12 – MEDICI COMPETENTI: LE NOVITÀ NELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO

Le ricadute dei regolamenti europei sulla valutazione del rischio da agenti chimici con riferimento ai compiti di igienisti industriali e medici competenti. Scheda dati di sicurezza e scenari di esposizione. Il metodo delle congruenze organizzative.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/medici-competenti-le-novita-nella-valutazione-del-rischio-chimico-art-12299/

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INTERVISTA AL DOTTOR RAFFAELE GUARINIELLO, COORDINATORE DEL GRUPPO SALUTE E SICUREZZA PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO

(da AMBIENTE LAVORO CONVENTION)

Il dottor Raffaele Guariniello, protagonista di importanti inchieste, tra cui quelle che hanno coinvolto le multinazionali Eternit e Thyssen Krupp, ha partecipato a Ambiente Lavoro Convention, intervenendo al convegno “RSPP e consulenti della sicurezza: compiti e responsabilità penali”.
Abbiamo colto l´occasione per rivolgergli alcune domande.

>>> SEGUE SUL SITO AMBIENTE LAVORO CONVENTION

http://www.ambientelavoro.it/SchedaComunicato.asp?Fieraid=122&ComunicatoId=1413

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QUEL EST LE COÛT DE LA PRÉVENTION DU STRESS ET DES RPS ?

Quand l’on parle de coût et de stress, on parle souvent du coût du stress. Quelle étrange idée finalement que celle de centrer son analyse sur le coût des conséquences d’un problème alors qu’il serait plus judicieux et constructif de porter son attention sur le coût nécessaire pour le prévenir. Cet effort semble par ailleurs d’autant plus légitime que si le calcul du coût du stress demeure difficile, le calcul des coûts pour le prévenir l’est moins.

Le coût de la prévention des risques sociaux en entreprise, dont le stress fait partie, est faible, modéré, important ou astronomique selon la manière dont on s’y prend et surtout de l’amplitude de ces risques au moment où l’on se décide à les traiter.

Le coût pour éteindre l’incendie c’est-à-dire résoudre là où les crises (RPS, stress, absentéisme, roulement du personnel, ATMP, dégradation du climat social etc.) est prohibitif lorsque ces risques se sont déjà enracinés et diffusés dans l’entreprise. Ceci parce que ces risques sont fondamentalement multifactoriels et contagieux et donc complexes et lents à résoudre une fois qu’ils sont apparus (la métaphore de l’incendie nous « éclaire » sur ce point).

En comparaison, le coût pour prévenir l’incendie et les crises sociales est somme toute modeste. C’est le coût de « l’entretien du terrain » par une petite équipe d’experts, un contrôleur de gestion sociale, un préventeur, un responsable de l’accompagnement managérial et un responsable bien-être.

Quatre postes à temps plein dans les grands groupes en sus d’un plan de formation habilement construit (et déjà financé). Quatre postes à temps partiel éventuellement recombinés en un poste à temps plein dans les entreprises de taille intermédiaire et PME. Coût total largement inférieur à 1 % de la masse salariale. Dérisoire au regard des enjeux sociaux et économiques que représentent ces risques sociaux.

Le coût de la prévention du stress est donc modeste en valeur absolue et quasi insignifiant en comparaison des coûts directs et indirects causés par les risques concernés. La plus grande difficulté est sans doute d’avoir l’ouverture et le courage de faire le premier pas, d’investir dans un projet de prévention avant qu’il ne soit trop tard. En matière de risques sociaux il vaut donc mieux, et de loin, prévenir que souffrir.

fonte Miroir Social

http://www.miroirsocial.com/actualite/quel-est-le-cout-de-la-prevention-du-stress-et-des-rps

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European Week calls for workers and managers to work together for risk prevention Oct 22, 2012

From 22 to 26 October, the 2012 European Week for Safety and Health at Work highlights the role of strong management leadership combined with active worker participation in making sure that Europe’s workplaces are safe, healthy and productive. Organised by the EU-OSHA and its partners, the week sees events organised across Europe in support of the Healthy Workplaces Campaign ‘Working together for risk prevention’.

Read the press release
Management leadership in OSH – a practical guide
Worker participation in OSH – a practical guide
Download the the iPad application for free
Campaign events and activities across Europe

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3543&Itemid=2

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La CES et d’autres parties prenantes expriment de vives inquiétudes au sujet du deuxième examen de la réglementation de la Commission

La CES s’est jointe aujourd’hui au BEE, au CIEL, à ClientEarth, au WECF, au BEUC, à l’ECOS, au BUND, à FOE Europe et à l’ANEC pour adresser un message clair à la Commission en réponse à son deuxième examen sur les nanotechnologies publié la semaine dernière. Les organisations signataires ont collectivement fait part de leurs sérieuses inquiétudes concernant la qualité de l’examen et la nécessité de garantir le principe de précaution ainsi que la santé et la sécurité des travailleurs.

Des arguments scientifiques fragiles forment la base de l’examen des nanomatériaux de la Commission. Il y a en outre de sérieuses incohérences entre le document de travail de la Commission présentant son analyse de la situation et les réponses réglementaires qui concernent la production et l’utilisation sans risque des nanomatériaux. Les schémas existants de collecte d’informations sont inadéquats et l’examen de la réglementation de la Commission ignore complètement les lacunes qui affectent le potentiel de REACH, la réglementation européenne phare pour la gestion des substances chimiques, en tant qu’outil efficace pour la collecte d’informations et la réglementation des nanomatériaux.

– Lien vers la lettre commune : http://www.etuc.org/IMG/pdf/Nanomaterials_joint_letter_23_10_2012_ETUC.pdf

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FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –

La produttività è come l’Aspirina, la si propone come soluzione tampone per tanti malesseri dell’economia e dello sviluppo economico. Chi vuole mettere in imbarazzo l’interlocutore con i numeri cita spesso il Clup (Costo del lavoro per unità di prodotto) che però non misura la produttività di un’impresa ma la competitività della stessa. Altri confondono la saturazione degli impianti ( flessibilità orari e turni), infine c’è chi semplifica il tutto con una “paccata” di orari straordinari da concedere alla gestione unilaterale dell’azienda, in barba al ruolo delle Rsu e delle norme contrattuali nazionali.

Circa 13 anni fa, nel 1999, il rapporto dell’Ocse indicava l’Italia tra i Paesi più competitivi dell’Unione europea, quasi “a pari merito” con gli Stati Uniti. Fatto 100 il Clup statunitense, secondo il Rapporto Ocse quello italiano era  pari a 101, quello inglese a 148, quello francese a 163 e quello tedesco a 166.

Alleghiamo l’articolo “Il Clup e la vera competitività di un paese” pubblicato da DC-Comunicazione nel 1999 che spiega cosa è il Clup e commenta il rapporto Ocsce.

In un recente articolo “Fumus productivitatis” di Rosita Donnini e Valerio Selan  inizia così: “ Il dibattito in corso su produttività e Clup (costo del lavoro per unità di prodotto) prosegue nel consueto caos informativo lamentato in un precedente articolo. Dati diversi vengono gettati in un frullatore, con un pò di olio antisindacale e di aceto neoliberista: ne vien fuori una maionese francamente immangiabile. Il tutto per concentrare l’attenzione sull’organizzazione del lavoro o addirittura sulla “neghittosità operaia” (termine coniato agli albori della rivoluzione industriale) consistente nel non essere entusiasti dei turni di notte e di dover andare alle toilettes alla velocità di un centometrista. In realtà la produttività del lavoro ed il Clup che ne rappresenta il risvolto quantitativo si prefigurano all’interno di un sistema a costi e ricavi congiunti. Conseguentemente i tentativi compiuti, anche dall’Istat, per “isolarla” non hanno dato risultati definitivi, perché la clausola del ceteris paribus  ( ndr. a parità di condizioni) rappresenta una astrazione algoritmica e, quindi, poco realistica”.

Gli autori proseguono analizzando il problema del Clup in tre ipotesi che potete leggere nell’allegato tratto dal sito www.eguaglianzaeliberta.it

http://www.sindacalmente.org/sites/www.sindacalmente.org/files/cose_il_clup_nel_1999.doc
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3541&Itemid=2

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24/10/12 – LA MEDICINA DEL LAVORO IN GRAN BRETAGNA – OTTOBRE 2012

da medicompetente.it

Il Dr. Roberto Ledda, Medico del Lavoro, MFOM, ci invia un resoconto del sistema britannico di Medicina del Lavoro (Occupational Health o Occupational Medicine), che pur essendo diverso in legislazione e tipo di offerta alle imprese è sostanzialmente una applicazione degli universali principi di quello che conosciamo nella Medicina del Lavoro. Il testo contiene qualche definizione in inglese (quando non c’è una appropriata traduzione) e qualche “web-link” per ulteriori chiarimenti. Le abbreviazioni più usate sono OH (Occupational Health), OHS (Occupational Health Service, in pratica una Società di Servizi o un istituto ospedaliero di Med Lav), OHP (Occupational Health Physician, il MdL!).

>>> segue su medicompetente.it

http://www.medicocompetente.it/mese/125/La-Medicina-del-Lavoro-in-Gran-Bretagna.htm

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RLS E RLST: ESPERIENZE, IDEE, PROBLEMI. L’Assemblea della pariteticità artigiana e Pmi di Modena

L’attuazione dell’Accordo artigiani, l’elezione e l’individuazione di Rls e Rlst, la costituzione della rete territoriale degli Organismi paritetici: questi i temi affrontati dall’Assemblea della pariteticità artigiana e Pmi organizzata da Cgil – Cisl – Uil, che si è tenuta a Modena il 12 ottobre scorso nell’ambito della Convention AmbienteLavoro. Il numero 11 di 2087rls, interamente dedicato a questo tema, fornisce un ampio resoconto dell’appuntamento unitario, dando spazio a tutti i suoi protagonisti.

Riportiamo in apertura i contributi dei tre segretari confederali responsabili di salute e sicurezza (Elena Lattuada – Cgil, Fulvio Giacomassi – Cisl, Paolo Carcassi – Uil) che hanno affrontato le principali questioni in campo, delineando anche le possibili linee di sviluppo per una maggiore sicurezza nel comparto.

Il cuore della rivista è costituito dagli interventi di Rls e Rlst (Attilio Rolfi – Cgil, Antonio Ingalinesi – Cisl, Matteo Morbidelli Uil, Andrea Marchetti – Cgil, Luciano Sacchetti – Cisl, Luciano Milan – Cgil, Aldo Porrelli – Uil, Daniele Morassut – Cisl, Fabio Ronzino – Uil): il racconto delle loro esperienze, il vissuto delle problematiche affrontate nello svolgersi della loro funzione, le idee di miglioramento e crescita professionale del loro ruolo, sono analizzati, messi a confronto, riportati nel dettaglio.

In conclusione, presentiamo una sintesi del convegno sul sistema di governo della prevenzione e sulla pariteticità artigiana che si è tenuto sempre a Modena il 12 ottobre, con interventi delle organizzazioni sindacali e datoriali e del ministero del Lavoro.

In uscita a novembre. Prezzo di copertina: 2,5 euro. Prezzo strutture sindacali e rls: 2 euro.
Abbonamento annuale (10 numeri): ordinario 25 euro, strutture sindacali e rls: 20 euro.

Stefania Parisi
06 44 888 207
s.parisi@rassegna.it

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23/10/12 – Posto virtuale, stress reale di Claudio Carrer  area7.ch

Apparecchi mobili come smartphone, tablets, computer portatili e una sempre maggiore disponibilità di connessioni WiFi aperte consentono oggi a molte persone di svolgere parzialmente o totalmente il loro lavoro lontano dall’ufficio: a casa propria, in treno, al bar e nei luoghi pubblici in generale, ovunque insomma. Questa flessibilità comporta sicuramente dei vantaggi per il salariato, ma anche tutta una serie di rischi per la sua salute soprattutto psichica.

Lo indicano i risultati di diversi studi effettuati negli ultimi anni in Svizzera, dove i lavoratori che hanno la possibilità di lavorare da casa sono circa il 23 per cento. Questo almeno il dato più recente disponibile (riferibile al 2010) che fornisce il “Barometro delle relazioni umane” dell’Università e del Politecnico federale di Zurigo. Rispetto al rilevamento precedente del 2002, si osserva una crescita del 6 per cento. E il potenziale di questa forma virtuale di lavoro non è sicuramente esaurito, se si pensa per esempio che negli Stati Uniti nel 2007 la praticavano già il 32 per cento dei lavoratori e in Germania sono addirittura il 38 per cento.
Lo sviluppo del “lavoro mobile”, reso possibile dalla diffusione delle nuove tecnologie, viene generalmente visto positivamente, come una sorta di liberazione dalle restrizioni imposte al dipendente dall’orario e dal luogo di lavoro, come la conquista della libertà di poter scegliere il momento, il posto e il dispositivo ideale per svolgere la propria attività professionale.
Ma c’è anche un altro lato della medaglia: l’esperienza sul terreno e vari studi dimostrano che questa forma di flessibilità può anche essere una fonte di stress.
A livello svizzero, il fenomeno è stato analizzato di recente dai professori Hartmut Schulze e Andreas Krause dell’Alta Scuola di psicologia applicata di Olten (sezione della Scuola universitaria professionale della Svizzera Nordoccidentale): nella primavera del 2011 hanno realizzato un’inchiesta tra 195 persone che praticano almeno un giorno a settimana il cosiddetto “Homeoffice” (cioè che dispongono di un ufficio a casa) dal quale sono emerse interessanti indicazioni, sia sul fronte dei vantaggi percepiti dal lavoratore sia su quello delle difficoltà vissute (vedi grafici).

Il 96 per cento degli interrogati (due terzi uomini, un terzo donne) esprime un giudizio positivo. Il fatto di risparmiare il tempo degli spostamenti è l’aspetto maggiormente apprezzato, ma è la possibilità di lavorare indisturbati che viene considerata come la principale potenzialità dell’homeoffice. Una condizione che a giudizio dei partecipanti alla ricerca ha effetti positivi anche sulla loro produttività.

Un ulteriore vantaggio è costituito dalla possibilità di meglio conciliare lavoro e vita privata grazie alla vicinanza con la famiglia. A questo proposito è però interessante osservare che la maggior parte degli interrogati lavora a casa quando il resto della famiglia non c’è e che il 50 per cento non ha figli. «Questo è un indizio l’homeoffice è considerato un mezzo per poter combinare la cura dei bambini e l’attività professionale in misura inferiore di quanto comunemente si ritiene», spiega il professor Hartmut Schulze. Solo il 10 per cento dice di essere confrontata con la necessità di stare a casa con bambini con meno di cinque anni che non frequentano ancora la scuola dell’infanzia. «L’homeoffice in Svizzera si sta affermando come una sorta di “rifugio per lavorare con tranquillità e in modo autonomo” e solo in minima parte come mezzo per conciliare lavoro e famiglia. Il che conferma risultati di altri studi sulla questione».

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3538&Itemid=2

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LA VALUTAZIONE OBIETTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATI: ESPERIENZE APPLICATIVE DEL METODO OSFA (OBJECTIVE STRESS FACTORS ANALYSIS)

I diversi interventi legislativi riguardanti lo stress lavorativo e la sua valutazione (D.Lgs. 81/2008, D.Lgs. 106/2009, Accordo Europeo dell’8 Ottobre 2004, Accordo Interconfederale dell’8 Giugno 2008, alcune norme ISO 10075), sottolineano l’importanza (o l’obbligo) di effettuare la valutazione del rischio stress cui sono esposti i lavoratori, ma non affrontano direttamente le questioni inerenti i metodi di valutazione e non suggeriscono un approccio condiviso (1).
La valutazione dello stress occupazionale è un processo complesso che può essere affrontato facendo ricorso a due approcci: soggettivo ed oggettivo (2).
L’approccio soggettivo indaga le percezioni dei lavoratori riguardo le caratteristiche e le condizioni del proprio lavoro. Si avvale di questionari self-report, generalmente anonimi, che vengono somministrati all’intera popolazione presa in esame o ad un campione significativo, nonostante siano stati più volte evidenziati limiti (finalità epidemiologiche, influenze dei tratti di personalità) che possono interferire con una corretta valutazione

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3537&Itemid=2

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31 ottobre 2012



Cordiali saluti a tutt.*

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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newsletter diario prevenzione 02 ottobre 2012 – vol.n°55


 
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02 ottobre  2012  – vol.n°55

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e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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LA SETTIMANA

Nei giorni 14 e 15 novembre si celebrerà a Bologna il Convegno Nazionale della SNOP ( Società Nazionale Operatori della Prevenzione).
Il tema trattato : “I Servizi di Prevenzione: quale futuro? ” è di straordinaria importanza proprio in questa fase di crisi.(1)

La prevenzione non gode buona salute in quest’epoca di recessione economica e occupazionale. Vi sono molte spinte per ridurre ai minimi termini ( pardon, semplificare ) le pratiche aziendali in materia di gestione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. E’ vero, nel tempo dal d.lgs 626.94 in poi si è assistito ad uno svilimento degli strumenti di base per la valutazione e gestione dei rischi, dal DVR al DUVRI.

Molto spesso le PMI si sono affidate a consulenti più attenti all’importo delle fatture da emettere che alla reale utilità dei malloppi di carte prodotti con grande spreco di fotocopie infarcite di dati inutili e di strafalcioni.La qualificazione della consulenza è un altro dei grandi temi negletti da affrontare con serietà e con la responsabilizzazione civile e penale dei consulenti.

E’ prevalsa nel tempo la pratica della gestione “difensiva” dei rischi ( molto simile al fenomeno della medicina difensiva ), ove l’ipertrofia degli adempimenti burocratici ha soffocato la concreta gestione quotidiana dei rischi con la partecipazione attiva e attenta dei lavoratori.

Queste forme di gestione dei rischi burocratiche e difensive, oltre ad essere poco efficaci, hanno fatto lievitare i costi e hanno alimentato un movimento di rifiuto tra le imprese.

Le misure di semplificazione proposte dal governo in molti punti hanno la caratteristica del taglio delle procedure, anche di quelle necessarie e rispondono alla domanda populista che viene da molti settori di piccola impreditoria di fare tabula rasa di qualsiasi metodo di gestione della sicurezza sul lavoro con l’invocazione ad un “fai da te” che potrebbe a breve produrre risultati disastrosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Le affermazioni dell’allora ministro Tremonti :  “La 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) è un lusso che non possiamo permetterci”. “Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili: siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato” stanno trovando ora nel governo dei tecnici la pratica realizzazione tramite una radicale deregulation poco ragionata e poco ragionevole.

Per coloro che operano nella prevenzione con scienza e coscienza s’impone uno scatto d’orgoglio e di dignità professionale: alcune misure cosìdette semplificatrici rischiano di mettere in serio pericolo la salute dei lavoratori più deboli e meno organizzati.
Ci riferiamo, per fare un esempio,  alla deregolazione  delle prestazioni di breve durata:

– prestazioni lavorative di breve durata: con D.M. si prevederanno misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria applicabili alle prestazioni che implichino una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento;

Chi  ha scritto questa idiozia forse non sa che  molti lavori in agricoltura, anche molto pericolosi durano poche settimane così come lavori di pulizia e manutenzione d’impianti come quelli chimici, oppure lo sa,  ma ritiene che vi siano alcune categorie di lavoratori così poco importanti che si possono trattare come “vuoti a perdere”.

La durata della prestazione non ha alcun valore per definire la qualità e l’intensità della esposizione a rischio…

Vi sono poi pulsioni per centralizzare il sistema dei servizi ora in capo alle Regioni e alle USL al Ministero del Lavoro… ma su questi aspetti torneremo prossimamente.
Il tam tam di ogni giorno dei media  sul perdurare della crisi, i rumori di fondo che vengono dal travaglio di forze politiche che non riescono a definire una propria ragione d’essere stanno occultando lo scempio che si sta facendo dei diritti di chi vive del proprio lavoro.
Per questi motivi l’iniziativa della SNOP appare come un evento importante, un riferimento per chi crede ancora nella sanità pubblica e nella prevenzione.

Gino Rubini, editor di www.diario-prevenzione.it

(1) Società Nazionale Operatori della Prevenzione
Convegno Nazionale
I Servizi di Prevenzione: quale futuro?
14 e 15 novembre 2012 – Sala A Conferenze Terza Torre Regione Emilia Romagna
BOLOGNA

ISCRIZIONE E PROGRAMMA LAVORI

http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=215:convegno-nazionale-snop-14-15-novembre-2012-secondo-annuncio&catid=38:soci-snop

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/Presentazione%20Convegno%20SNOP%202012-1.pdf

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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CGIL, NO A SEMPLIFICAZIONI IMPROPRIE SU SICUREZZA LAVORO.

“No a semplificazioni improprie sulla sicurezza del lavoro”. E’ quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, in merito ad alcune possibili norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori contenute nel pacchetto semplificazioni al vaglio del governo e “che se approvate vanificherebbero di fatto le più importanti acquisizioni del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”.

Nel merito, osserva il dirigente sindacale, “penso soprattutto all’obbligatorietà della formazione e della valutazione dei rischi nelle piccole e piccolissime imprese, alla redazione del ‘Documento Unico per la Valutazione Rischi da Interferenze’ e ad alcune importanti previsioni per il settore edile”. Per questi motivi Solari chiede al governo “che convochi anche le organizzazioni sindacali, che sono impegnate ogni giorno nella tutela dei lavoratori e nel dialogo con le imprese, prima di varare provvedimenti che potrebbero essere pericolosi o controproducenti”.

fonte cgil.it

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vedi anche

(1)  UE : 17 milioni di euro spesi  per una ricerca per smantellare le norme per la sicurezza sul lavoro.

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1367&Itemid=2

(2)  “PROPOSTE DI SEMPLIFICAZIONI DELLE NORME  IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA: INTELLIGENZA E OTTUSITA’ DEI CRITERI”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3486&Itemid=53

(3) IL DOCUMENTO CGIL CISL UIL EMILIA ROMAGNA CONSEGNATO ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE INFORTUNI LAVORO

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/doc_sindacati170912.pdf

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01/10/12 – LA REPUBBLICA FONDATA SULLE SEMPLIFICAZIONI

La parola semplificazione mi fa pensare ad un’espressione algebrica da risolvere  con i numeri primi.  Il Governo vuole risolvere la crisi economica con il minor numero possibile di imprese e lavoratori. Ormai per le prime la scrematura si è compiuta senza: defiscalizzare, pagamenti certi e accesso al credito. Oggi, i tecnici sono convinti che per risollevare le aziende basti eliminare i costi sulla sicurezza. In questo periodo di recessione i piccoli imprenditori non possono permettersi di pagare esperti per garantire la sicurezza e la salute nelle loro imprese. Le grandi aziende invece hanno sempre avuto la possibilità di ometterle perché possono permettersi bravi avvocati (ad esempio per la morte sul lavoro di Antonio D’Amico morto nello stabilimento Fiat di Pomigliano il reato si è prescritto) Il Governo dei professori e banchieri ha inserito una serie di modifiche in materia di sicurezza sul lavoro nel pacchetto semplificazione da approvare nei prossimi giorni:

-riduzione della formazione e della sorveglianza sanitaria per i lavori “brevi”

-Eliminazione dell’obbligo di elaborare i dati aggregati sanitari di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.

-Eliminazione del DUVRI e del coordinamento per lavori brevi

-Eliminazione del Documento di Valutazione dei rischi (DVR) per le piccole aziende e per quelle a basso rischio.
-Snaturamento del piano operativo di sicurezza e coordinamento per cantieri.

-Eliminazione degli obblighi relativi ai cantieri  per “piccoli” scavi.

-Eliminazione dell’obbligo di comunicazione degli infortuni alle autorità di pubblica sicurezza

-Eliminazione delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza e della Procura della Repubblica in caso di infortuni

-Eliminazione da parte dell’Organo di Vigilanza di richiedere prescrizioni per nuovi luoghi di lavoro o di ristrutturazione di quelli esistenti.

-Deresponsabilizzazione dell’obbligo di notifica

SEGUE SU FONTE

http://sdp80.wordpress.com/2012/09/25/la-repubblica-fondata-sulle-semplificazioni/

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01/10/12 – ALLARME ONU: IL MONDO INVECCHIA, IL WELFARE DEVE CAMBIARE

Circa l’80% degli anziani nel 2050 vivrà nei paesi in via di sviluppo. Già oggi soffrono per la disoccupazione, la vulnerabilità, le discriminazioni e le violenze sul lavoro. L’appello ai governi: mettere fine a queste pratiche distruttive
Allarme Onu: il mondo invecchia, il welfare deve cambiare
I governi devono attuare politiche adattate a società che stanno invecchiando. Lo sottolinea un rapporto dell’agenzia Onu a Tokyo. Lo studio, realizzato dal Fondo per la popolazione dell’Onu (Unfpa) e l’associazione internazionale HelpAge, esorta gli stati a migliorare i loro sistemi sanitari rivolti agli anziani. Il dossier, che coincide con la giornata internazionale delle persone anziane, indica che sono circa 7 miliardi e 893 milioni di persone sopra i 60 anni, il 12,8 per cento.

Entro un decennio questo segmento della popolazione aumenterà ancora di 200 milioni di persone e supererà di gran lunga il miliardo: tutto questo avrà ovviamente un peso sui sistemi sanitari e sociali. Il documento è stato presentato in concomitanza con un simposio sull’invecchiamento della popolazione giapponese, che detiene il record del mondo in materia e dove oltre il 30 per cento della popolazione ha 60 anni o di più.

Secondo l’Onu, circa l’80 per cento degli anziani vivrà nel 2050 nei Paesi in via di sviluppo che, a causa della giovinezza della loro popolazione, non hanno sviluppato politiche rivolte alla terza età. Denunciando disoccupazione, vulnerabilità, discriminazioni, violenze sul lavoro e a casa delle quali soffrono le persone anziane, Unfpa e HelpAge International rivolgono in conclusione un appello ai governi a mettere fine “a queste pratiche distruttive e investire al contrario sugli anziani”.

fonte rassegna.it

http://www.rassegna.it/articoli/2012/10/01/92340/allarme-onu-il-mondo-invecchia-il-welfare-deve-cambiare

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SIETE SODDISFATTI DEI SERVIZI INAIL ?

DIREZIONE REGIONALE EMILIA-ROMAGNA

COMUNICATO STAMPA

Siete soddisfatti dei servizi INAIL?

Anche quest’anno l’INAIL, nella settimana dall’1 al 5 ottobre, svolgerà un’indagine di Customer Satisfaction. La rilevazione interesserà tutte le Sedi che erogano servizi all’utenza e, per la prima volta, anche le Unità operative territoriali di certificazione verifica e ricerca (Dipartimenti ex ISPESL).

Bologna – L’indagine sul gradimento dei principali servizi erogati dalla Sede INAIL si inserisce in un percorso che l’Istituto ha intrapreso da alcuni anni per il miglioramento continuo dei servizi, orientato alle aspettative dei propri utenti.

L’obiettivo della rilevazione è misurare il grado di soddisfazione dell’utenza riguardo ai servizi in generale e, in particolare, alle prestazioni sanitarie ed economiche per i lavoratori, oltre che ai servizi erogati alle aziende.

Chi può compilare il questionario?

Per quanto riguarda gli utenti “Lavoratori”: l’infortunato, chi è affetto da malattia professionale, il titolare di rendita e i Funzionari di Patronato.

Per quanto riguarda gli utenti “Aziende”: il datore di lavoro, il consulente, l’incaricato delle Associazioni di categoria.

La compilazione del questionario richiederà pochi minuti con l’eventuale supporto del personale INAIL incaricato.

I risultati, consultabili sul sito www.inail.it, saranno utilizzati dall’INAIL per individuare, attraverso le risposte dei propri utenti, le possibili iniziative per il miglioramento dei servizi.

Oltre che presso le Strutture Inail sarà possibile esprimere il giudizio sui servizi resi:

via mail per gli utenti “Aziende” che dialogano telematicamente con l’Inail;

tramite Contact Center (telefono): saranno effettuate interviste telefoniche agli utenti “Lavoratori” da parte di operatori incaricati.

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2012
Lieux de travail verts – Guide à l’usage des délégués syndicaux
GREEN WORKPLACES A GUIDE FOR UNION REPRESENTATIVES

Questa guida promossa dalla Confederazione dei Sindacati Europei si prefigge lo scopo di offrire ai delegati sindacali una serie di strumenti utili per analizzare gli aspetti critici dal punto di vista ambientale sui quali svolgere un’iniziativa per il miglioramento della gestione degli aspetti ecologoci della produzione. Uno strumento interessante e utile per le realtà delle PMI

LA GUIDA NELLE LINGUE FRANCESE E INGLESE

http://www.etuc.org/a/10377

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VIDEO: GRINDERS: WHAT’S THE RIGHT EYE PROTECTION?

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3505&Itemid=2

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30/09/12 – CINA, 80 MILA MORTI SUL LAVORO E OLTRE UN MILIONE DI FERITI

Ottantamila decessi e oltre un milione di feriti per cause relative ad attività lavorative. E’ questo il bilancio annuale della Cina che in termini di salute e sicurezza sul posto di lavoro sembra avere ancora molta strada da percorrere. Secondo il China Labour Bulletin (Clb), che ha recentemente pubblicato un’analisi sull’argomento, non solo è necessario migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro ma è anche opportuno assicurarsi che tutte le vittime siano adeguatamente compensate.
Determinare l’entità delle compensazioni è però un processo particolarmente complicato in Cina. Le procedure sono, in teoria, piuttosto semplici ma si deve tener conto delle complicazioni di una burocrazia oppressiva che, fra le sue strette maglie, è capace di lasciare molto spazio all’arbitrio di zelanti funzionari pubblici. In un sistema così complesso, è quindi molto facile scontrarsi con procedimenti dai tempi lunghissimi che, in molti casi, conducono direttamente al rigetto delle richieste dei lavoratori. I casi di corruzione, in questo campo, sarebbero innumerevoli secondo il Clb che cita l’esempio di alcune fabbriche del Guangdong che pagavano i medici locali per redigere diagnosi favorevoli ai datori di lavoro. L’ottenimento delle compensazioni è inoltre reso ancora più difficile dai processi di precarizzazione che prevedono l’interposizione delle agenzie del lavoro.

>>> segue su fonte Conquiste del Lavoro

http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it/Archivio_notizie/2012/Settembre/info-149521883.htm

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I LAVORATORI DOVRANNO SACRIFICARE SE STESSI. PACCHETTO SEMPLIFICAZIONI: SUL LAVORO SI RISCHIERÀ MOLTO DI PIÙ

Il motto “produci consuma crepa” è caratteristico del governo Monti, come lo era di quello Berlusconi. Anche in questo senso la continuità tra i due governi è palese. L’Europa ci chiede di intervenire in materia di lavoro, di cancellare diritti, di aumentare la produttività, di alzare in sostanza il livello di sfruttamento dei lavoratori ed ecco fatto: il governo tira su le maniche e si mette al lavoro per manomettere l’articolo 18, per rendere pressoché inefficace su molti punti lo Statuto dei Lavoratori ed ora, ancora una volta, tenta di porre un freno alle necessità di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Si diceva “ancora una volta”, perché nella sua breve vita questo governo ha già tentato due volte di “semplificare” gli adempimenti a carico delle imprese, in materia di sicurezza sul lavoro, mostrando una sostanziale indifferenza nei riguardi della tutela della salute e dell’incolumità di chi lavora. Già nel decreto semplificazioni dello scorso febbraio, il governo aveva tentato di azzerare i controlli nelle aziende; poi aveva provato a derogare le aziende dall’obbligo di valutare i rischi sul lavoro nei primi due anni di attività. Ma in questo modo i lavoratori sono soggetti a grave rischio.

Il governo quindi torna alla carica, ancora con un pacchetto semplificazioni. Senza entrarvi tecnicamente nel merito (lo ha fatto bene Marco Spezia nel documento che riporto in basso che io, anche da collega, condivido assolutamente in tutte le considerazioni), si deve sottolineare che le semplificazioni proposte prevedono deroghe per adempimenti in carico alle aziende fondamentali per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Tra questi vi è l’obbligo di valutare i rischi aziendali (inderogabile obbligo dei datori di lavoro); quello di documentare la valutazione dei rischi dovuti alle interferenze causate dalla contemporanea presenza di più imprese in uno stesso luogo di lavoro, attraverso il cosiddetto Duvri (si tratta di rischi molto insidiosi, perché non dipendono direttamente dalle attività di ciascuna impresa e quindi meno palesi); fino all’obbligo di formare ed informare i lavoratori. È vero che – bontà loro! – sono escluse dalle “semplificazioni” citate (ma non da altre pure importanti) alcune tipologie di attività molto pericolose (ad esempio quelle a rischio di incidente rilevante o le centrali termoelettriche. Ma ad usufruirne saranno comunque la grande maggioranza delle imprese che impiegano complessivamente milioni di lavoratori, alle quali si vuol concedere la possibilità a fare un po’ come pare loro in materia di sicurezza lavoro. Come a dire che il diritto alla salute ed all’integrità fisica dei lavoratori è in mano alla discrezionalità del datore di lavoro.

SEGUE SU FONTE

http://www.reset-italia.net/2012/09/28/i-lavoratori-dovranno-sacrificare-se-stessi-pacchetto-semplificazioni-sul-lavoro-si-rischiera-molto-di-piu/#.UGdW1VH62KI

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30/09/12 – “DUE INCIDENTI SUL LAVORO IN MENO DI 24 ORE: NON ABBASSIAMO LA GUARDIA!”

La riflessione di Salvatore Minardi, Dipartimento Salute e Sicurezza – Cgil Varese, a seguito di due infortuni sul lavoro in Provincia di Varese

Due gravi infortuni in meno di un giorno, uno grave e l’altro gravissimo. Il primo è avvenuto alla Goglio S.p.A. di Daverio, dove un lavoratore ha subito lo schiacciamento della mano tra i rulli di un macchinario, riportando lesioni severe e rischia ora di perdere un dito. Il secondo è accaduto a un dipendente della ditta Fratelli Sai di Luino, caduto da 7 metri di altezza per lo sfondamento della copertura del capannone sul quale stava effettuando alcuni controlli. Il lavoratore ha riportato molteplici traumi causati dal violento impatto con il suolo ed è ora in prognosi riservata all’Ospedale di Circolo di Varese.
Le circostanze che hanno determinato gli infortuni, pur nella diversità delle situazioni e delle dinamiche, sono simili: da un lato, la sottovalutazione dei rischi e l’assenza di misure di prevenzione e protezione messe in opera dal datore di lavoro, dall’altro l’inadeguata percezione del rischio da parte dei lavoratori coinvolti.
segue su fonte varesenews.it

http://www3.varesenews.it/lavoro/articolo.php?id=244117

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28/09/12 – LICENZIAMENTO DE ANGELIS. LUNEDÌ UDIENZA IN CORTE D’APPELLO SU RICORSO TRENITALIA   
Scritto da Alessandra Valentini
Venerdì 28 Settembre 2012 13:06

Dopo alcuni rinvii, lunedì 1 ottobre si terrà l’udienza conclusiva sul ricorso presentato da Trenitalia, presso la Corte d’appello di Roma, contro la sentenza del Tribunale di Roma che il 26 ottobre 2009 ha reintegrato il macchinista Dante De Angelis al suo posto di lavoro, dopo il clamoroso licenziamento di ferragosto del 2008.

Il licenziamento avvenne dopo che De Angelis, Rls, parlò di sicurezza all’indomani degli spezzamenti di alcuni Eurostar, avvenuti nel luglio 2008 e poi ripetutesi successivamente, con le stesse modalità. De Angelis, in qualità di Rls, espresse preoccupazione per quegli incidenti, ipotizzando possibili cause e chiedendo all’azienda opportune verifiche. Secondo le Ferrovie gli allarmi lanciati dal macchinista non rispondevano al vero e danneggiavano l’azienda, da qui il provvedimento del licenziamento.

Nonostante la sentenza di primo grado di reintegra del macchinista al suo posto di lavoro, l’azienda ha presentato ricorso. Lunedì 1 ottobre davanti al giudice De Angelis si presenterà con una proposta di transazione, accogliendo in tal modo le indicazioni del giudice. Per ripercorrere brevemente la vicenda di questo licenziamento, ricordiamo che dopo gli spezzamenti di luglio e dopo il licenziamento di De Angelis, ci fu un altro episodio del tutto analogo che riguardò lo spezzamento dell’Eurostar ES 9456 ad Anagni, solo per caso e per fortuna nessuno transitava tra la 6° e la 7° carrozza. Ripartendo dal posto di manovra il treno “subiva la rottura del tenditore tra la sesta e la settima carrozza, con conseguente spezzamento del treno in due tronconi” (Relazione ministero dei trasporti). In questa occasione la rottura avvenne con 170 viaggiatori a bordo.

SEGUE SU FONTE

http://www.dirittidistorti.it/articoli/12-lavoro/1170-fslicenziamento-de-angelis-lunedi-udienza-in-corte-dappello-su-ricorso-trenitalia.html

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28/09/12 -IL CASO DELL’ILVA DI TARANTO

Tutti conosceranno il caso dell’Ilva di Taranto. La più grande acciaieria d’Europa fondata nel 1961 appartenente al Gruppo Riva, controllata dall’omonima famiglia dal 1995 e da tempo al centro di un dibattito per il forte impatto ambientale. Nel gennaio 2012 il fondatore del gruppo Emilio riva, il figlio Nicola, Luigi Capogrosso direttore dello stabilimento, Ivan Di Maggio dirigente capo area del reparto cokerie e Angelo Cavallo capo area del reparto agglomerato sono stati indagati con l’accusa di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.

In quell’ambito sono state depositate presso la Procura della Repubblica di Taranto due perizie, una chimica e l’altra epidemiologica. Nella perizia sulle emissioni si legge che nel 2010 l’Ilva ha emesso nell’aria quantità considerevoli di sostanze dannose all’organismo e per l’ambiente tra cui ricordiamo, senza voler considerare tutte le sostanze disperse in modo incontrollato, polveri, diossido di azoto, anidride solforosa, acido cloridrico, benzene e diossine; quest’ultima una classe di composti a cui appartengono cancerogeni riconosciuti per l’uomo e tra i più potenti composti tossici conosciuti. La diossina ha reso inoltre impossibile il pascolo sui terreni nel raggio di 20 km dall’impianto, il che diviene un serio ostacolo per la crescita agricola della zona. Sulla perizia epidemiologica, nei sette anni presi in considerazione, si legge un totale di 11.550 morti per cause cardiovascolari e respiratorie e un totale di 26.999 ricoveri per cause cardiache, respiratorie e cerebrovascolari. La perizia si conclude così: «l’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte».

Il gip di Taranto Patrizia Todisco nel luglio 2012 ha disposto il sequestro di sei impianti dell’area a caldo dell’Ilva e gli arresti dei nuovi vertici dell’impianto siderurgico scrivendo nell’ordinanza che l’impianto è stato ed è tuttora causa di «malattia e morte» e che «chi gestiva e gestisce l’ILVA ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza». La questione è che la produzione per adesso non è stata fermata poiché le procedure di spegnimento di un impianto siderurgico richiederebbero settimane di lavori sotto stretta sorveglianza per non violare nessuna norma di sicurezza. Per adesso quindi le ipotesi sono due: o la progressiva fermata degli impianti o un intervento per consentire il risanamento ambientale senza fermare gli altiforni.

fonte snop.it

http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=218:il-caso-dellilva-di-taranto&catid=60:attualita-la-prevenzione-a-tutto-campo-&Itemid=68

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28/09/12 – IMPARARE DAGLI ERRORI: L’IMPORTANZA DEGLI OCCHIALI DI PROTEZIONE

Esempi tratti dall’archivio Infor.mo.: incidenti in vari ambiti lavorativi in assenza di occhiali di protezione. Lavorazioni meccaniche, realizzazione di reti fognarie e di travi per prefabbricati. Occhiali protettivi e schermi per la protezione del viso.

>>> SEGUE SU FONTE PUNTOSICURO.IT

http://www.puntosicuro.it/imparare-dagli-errori-cat-41/imparare-dagli-errori-l-importanza-degli-occhiali-di-protezione-art-12214/

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“Il Sistema MALPROF e le reti di rilevazione delle malattie professionali” organizzato da INAIL – Ricerca,  Dipartimento Processi Organizzativi.
Si svolgerà a Roma in data 9 novembre 2012 presso l’Auditorium INAIL di Piazzale Pastore 6  il Convegno Nazionale: “Il Sistema MALPROF e le reti di rilevazione delle malattie professionali” organizzato da INAIL – Ricerca,  Dipartimento Processi Organizzativi.

La partecipazione al Convegno è gratuita, l’evento non è accreditato ECM, e la sala ha una capienza di circa 270 posti.

Per maggiori informazioni, e per procedere all’iscrizione on line collegarsi al link

www.ispesl.it/malprof2012

LOCANDINA PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Bozza_programma_9_nov_2012.pdf

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ARPA EMILIA ROMAGNA

Workshop

Sicurezza sul lavoro
e certificazioni ambientali:
lo scenario delle responsabilità

16 ottobre 2012
Sala A Terza Torre – RER
Viale della Fiera, 8 – Bologna

Presentazione e destinatari

Il workshop, in due sessioni, ha l’obiettivo di chiarire il quadro delle
responsabilità in tema di sicurezza e igiene del lavoro e in tema ambientale e di
sensibilizzare in tal senso i diversi soggetti coinvolti. La sessione del mattino,
rivolta ai Datori di lavoro, Dirigenti, figure previste dal D.Lgs 81/2008 (RSPP, RLS,
Medici competenti, Esperti qualificati, Medici autorizzati), rappresentanti delle
Direzioni amministrative e degli Uffici tecnici del Sistema delle Agenzie
ambientali, è finalizzata ad approfondire il tema sulla matrice delle
responsabilità e l’articolata rete di figure indicate nel Testo unico sulla Sicurezza
fino alla Sorveglianza sanitaria ed alla complessità delle azioni per la
cooperazione e il coordinamento nella gestione degli appalti.

La sessione pomeridiana, oltre che al Sistema delle Agenzie, è rivolta agli interlocutori del
mondo di impresa ed agli organismi di certificazione, in un contesto in cui la
semplificazione delle attività d’impresa si esprime tramite certificazioni
volontarie vicarie dell’attività di vigilanza e/o del rilascio di nullaosta su temi
estremamente delicati, quale quello ambientale. Sono pertanto previsti
interventi dei rappresentanti dei principali enti/istituzioni coinvolti e una Tavola
rotonda su temi di attualità e in divenire, quali l’applicazione del modello del
D.Lgs 231/2001 ai reati ambientali, le prospettive e i vincoli derivanti dal
Decreto semplificazioni e sviluppo (art. 14 del DL 5/2012 come convertito da L.
35/2012).
La partecipazione al workshop è gratuita, per motivi organizzativi si prega di
confermare l’adesione via e-mail alla Segreteria Organizzativa possibilmente entro il 5
ottobre.

LA LOCANDINA

http://www.diario-prevenzione.it/interim/volantino16102012_sic_amb_def.pdf

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ANCORA INCIDENTI SUI PASSAGGI A LIVELLO: CON GLI INVESTIMENTI NEL CEMENTO DELL’AV SI SAREBBERO POTUTI ELIMINARE IN TUTTA ITALIA.

Scontro mortale per il macchinista del treno freccia argento 9351, Roma-Lecce all’altezza della località di Cisternino, in provincia di Brindisi.

Gravissimo incidente ad un passaggio a livello tra Pozzo Faceto e Torre Canne, alla periferia di Cisternino, dove un camion ha indebitamente attraversato il passaggio a livello sulla Strada Provinciale 7, mentre le sbarre erano in chiusura. La vittima è il nostro compagno di lavoro Giuseppe Campanella, 51 anni, che era alla condotta dell’ETR485. Il treno, partito da Roma Termini alle 8,45 e atteso a Lecce alle 14,15, a seguito dell’urto è deragliato proseguendo la marcia per alcune centinaia di metri fuori dai binari. Giuseppe, rimasto intrappolato e schiacciato nella fragile cabina di guida dell’ETR 485, priva di qualsiasi protezione dagli urti, come tutti gli altri mezzi di trazione, non ha avuto scampo. Si sono registrati anche numerosi feriti e contusi tra i viaggiatori, alcuni dei quali sono stati ricoverati negli ospedali della zona, nessuno però in condizioni gravi. L’autista del Tir ha prima tentato di attraversare i binari e poi si è inspiegabilmente fermato al centro del passaggio a livello abbandonando il camion proprio mentre sopraggiungeva il treno. In serata è stato arrestato.

segue su inmarcia.it

http://www.inmarcia.it/home/28-ultimora/557-incidente-mortale-a-cisternino

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FRANCESCO MEDURI, WIND GE: “SICUREZZA NEL SETTORE EOLICO, BUONI RISULTATI MA GUAI AD ABBASSARE LA GUARDIA!”

Lo scorso anno intervistammo Francesco Meduri, Service Area Manager Wind di GE in Italia, per parlare della di una spettacolare simulazione pratica di recupero, da una altezza di 80 m, svoltasi nel Parco eolico di Sa Turrina Manna in provincia di Sassari. A distanza di un anno ci siamo incontrati di nuovo per chiedere gli aggiornamenti sullo stato di salute dell’eolico in Italia e sulla situazione della sicurezza sul lavoro in questo settore.

“Secondo gli ultimi dati disponibili diffusi dall’ANEV (dicembre 2011)”, esordisce Meduri, “la situazione attuale del settore eolico in Italia parla di una potenza installata di 6.878 MW con una crescita, rispetto al 2010, di un gigawatt, il che sembrerebbe indicare un buon risultato”.

segue su ingegnieri.cc

http://www.ingegneri.cc/articolo/16058/Francesco-Meduri-Wind-GE-Sicurezza-nel-settore-eolico-buoni-risultati-ma-guai-ad-abbassare-la-guardia

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24/09/12 – DIECI REGOLE VITALI PER LA SICUREZZA DEI COSTRUTTORI IN LEGNO

I principi salvavita di Suva relativi alle attività dei costruttori in legno. Le aperture nel vuoto, i ponteggi, le misure di protezione per il montaggio, l’imbracatura dei carichi, le attrezzature, l’amianto e i dispositivi di protezione individuale.

fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/dieci-regole-vitali-per-la-sicurezza-dei-costruttori-in-legno-art-12202/

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PdE RIVISTA DI PSICOLOGIA APPLICATA ALL’EMERGENZA, ALLA SICUREZZA E ALL’AMBIENTE N° 26

In questo numero segnaliamo in particolare l’articolo di Attilio Pagano

UNA COSA NON NUOVA, MA CARICA DI NOVITÀ DI ATTILIO PAGANO
Quest’estate è stata costituita e ha iniziato a operare l’Associazione Italiana Non Technical Skill (AiNTS) che punta a promuovere lo sviluppo delle competenze non tecniche nella prevenzione e gestione dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, superando i limiti dell’approccio tecnico normativo.

scarica la Rivista PdE numero 26 – 12 pagine pdf

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/PdE%20n%2026.pdf

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2 ottobre 2012

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Cordiali saluti a tutt.*

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

°°°°°°

Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

°°°°°°

newsletter diario prevenzione 27 marzo 2012 – vol.n°43


newsletter diario prevenzione


27 marzo  2012 – vol.n°43

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa


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LA SETTIMANA 

Preoccupazione e paura, questi paiono essere i sentimenti più diffusi tra lavoratori e lavoratrici, di questo si discute la sera a cena nelle famiglie, a mensa o nelle pause nei luoghi di lavoro.

Preoccupazioni e paure che vengono alimentate da una campagna mediatica ossessiva che non da tregua:”… se non si fa la riforma del mercato del lavoro si va di nuovo verso il baratro economico….”

L’uso sfrenato delle tecniche a effetto choc dei media vengono poi condite con un mare di balle e di dati falsi da giornalisti molto servili.

Si dice ad esempio che le tutele dell’art.18 della Legge 300 riguarderebbero la minoranza dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti.

 E’ vero, secondo lo studio della Cgia di Mestre, che le aziende con più di 15 dipendenti, interessate al reintegro di un lavoratore licenziato per ingiustificato motivo o ingiusta causa sono una minoranza, circa 156.000 su un totale di 5.250.000 imprese presenti in Italia. Ma è falso che questo diritto riguardi una minoranza di lavoratori:nelle aziende con più di 15 dipendenti sono occupati circa 7,8 milioni su 12 milioni di operai impiegati occupati stabilizzati nel settore privato. E’ il 65% dei lavoratori occupati. 

Il fatto di togliere diritti al 65% dei lavoratori e lavoratrici delle aziende con più di 15 dipendenti non porta  un maggiore benessere e sicurezza al restante 35% dei lavoratori delle piccole aziende… I giovani ora senza lavoro non troveranno particolare sollievo ad apprendere che in famiglia anche papà e/o mamma ultracinquantenni, ben lontani dalla pensione,  hanno perso o stanno per perdere  il lavoro per … fare spazio …. ai giovani.

L’aspetto più osceno e imperdonabile di questa campagna è la strumentalizzazione del dramma dei giovani e delle ragazze senza lavoro contro i padri “privilegiati” in quanto “protetti” dall’art.18 della Legge 300/70

Il tentativo d’indurre sensi colpa nei lavoratori anziani che,  in quanto “portatori di diritti”,  danneggerebbero i giovani, i propri figli,  è un’altra operazione crudele e stupida che disvela il sadismo di coloro che animano questa campagna. E’ facile per chi ha seguito i programmi televisivi individuare i personaggi del governo che hanno animato questa comunicazione malata e nociva.

Il governo Monti è un governo squisitamente politico che ha dilatato il perimetro del proprio mandato fino a porsi l’obiettivo ambizioso di “ridisegnare” la società italiana e le complesse relazioni che stanno alla base del vivere civile con una sequenza d’interventi lampo, dalle pensioni al mercato del lavoro. Il tentativo di “plasmare” secondo i dogmi del neoliberismo il sistema di relazioni sociali e di cancellare i diritti di base che supportano la coesione sociale è l’obiettivo politico,non tecnico, di questo governo d’emergenza.

Abbiamo affrontato questi aspetti di politiche generali del lavoro perchè hanno diretta attinenza con il tema della gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nel lavoro.
Con quale spirito, con quale grado di libertà d’espressione i lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza solleveranno obiezioni sul luogo di lavoro per richiedere un intervento di bonifica o un cambiamento di organizzazione del lavoro per eliminare un rischio quando sapranno che su di loro incomberà la minaccia di un licenziamento per ragioni economiche …. ?

Gli aspetti della salute della sicurezza e della qualità del lavoro non paiono essere nel catalogo delle priorità di questo governo.

Se questa “riforma” o meglio “controriforma”” dovesse passare nelle modalità disegnate dal presidente Monti e dalla ministro Fornero avremo luoghi di lavoro con lavoratori silenziosi e impauriti: non è con la paura e il conformismo che si realizza il lavoro e i prodotti di qualità..

Per questi motivi la protesta pacifica e democratica contro le misure del governo  è sacrosanta.


Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it


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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE 
SICUREZZA LAVORO &
DEMOCRAZIA

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26/03/12 – PREVENZIONE E RISCHI.RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA: INAIL DÀ ATTUAZIONE ALLE LINEE GUIDA

La Contarp ha promosso una giornata di formazione per condividere con i suoi professionisti le disposizioni della Uni Iso 26000, il documento che illustra i principi e le modalità applicative di questo importante ambito della prevenzione e che permetterà alle aziende ottemperanti una riduzione dei premi
ROMA – Dare concretezza alla responsabilità sociale d’impresa e riconoscere, in modo univoco le aziende che manifestano una particolare sensibilità verso questo tema essenziale per la diffusione di una più capillare cultura della sicurezza sul lavoro. Si è svolto di recente presso la Direzione generale dell’INAIL, a Roma, il  corso di formazione “La responsabilità sociale di impresa e le linee guida Uni Iso 26000: principi e modalità applicative”, un’occasione di confronto per illustrare e condividere con tutti i professionisti della Contarp (la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione dell’Istituto) i concetti principali, i principi ispiratori e il percorso normativo che hanno portato alla pubblicazione di questo documento essenziale. segue su fonte inail.it 



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26/03/12 – SICUREZZA IN CANTIERE, SIGLATO ACCORDO A PISA


Siglato accordo a Pisa per la sicurezza nei cantieri
Formazione, convegni ed eventi per promuovere la sicurezza dei lavoratori edili: un progetto nato dall’accordo tra INAIL Pisa e altri enti territoriali.
Siglato un protocollo di intesa tra la sede INAIL di Pisa, , l’Ente Pisano Scuola Edile, il Comitato paritetico territoriale per la Provincia di Pisa, ANCE Pisa, feneal-Uil, Filca–Cisl e Fillea-Cgil, per promuovere la sicurezza sul lavoro, in particolare la sicurezza dei lavoratori in cantiere.

“La sicurezza del lavoro e la prevenzione nel cantiere: lavoriamoci insieme!”, questo il nome del progetto che nasce dall’accordo e che nei prossimi anni avrà l’obiettivo di fornire ai lavoratori l’adeguata preparazione circa la vigente normativa sulla sicurezza in cantiere, contenuta nel D.Lgs 81/08, in linea con il piano nazionale per l’edilizia ed un protocollo stipulato dalla Direzione Regionale INAIL per la Toscana.

Come verrà attuato il progetto? Attraverso incontri, convegni e seminari rivolti a lavoratori, datori di lavoro, liberi professionisti e studenti per favorire la sensibilizzazione sui rischi specifici e l’acquisizione dei corretti comportamenti preventivi.

>>> segue su pmi.it 



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26/03/12 – SCOPPIO IN FABBRICA, 5 OPERAI FERITI

Cinque operai stranieri sono rimasti feriti oggi (26 marzo) nello scoppio in una fabbrica della Lafumet, azenda che opera nel settore dell’ecologia. Lo riferiscono le agenzie di stampa. L’incidente è avvenuto a Villastellone, in provincia di Torino. A quanto si apprende, lo scoppio si è verificato nell’area di stoccaggio dei liquami, a questo è seguito anche un incendio. Secondo la prima ricostruzione, gli uomini stavano lavorando con macchinari per la compressione di fusti, forse contenenti liquido infiammabile, quando si è verificata l’esplosione.

segue su fonte rassegna.it




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POLITICHE SOCIALI E SANITARIE

26/03/12 – TUTTI AL PRONTO SOCCORSO DI GAVINO MACIOCCO

Nel mezzo della tempesta economica la politica sanitaria italiana naviga a vista senza un governo che abbia il potere e l’autorevolezza per mettere in sicurezza il sistema, con le regioni in ordine sparso, senza idee e strategie. Un ex ministro della sanità dice: “Non ci possiamo permettere un servizio sanitario nazionale”. E tutt’intorno il silenzio.

La questione dei Pronto Soccorso, ampiamente trattata e discussa nei post di Marco Geddes (che riproponiamo in questa newsletter), è stata l’ennesima occasione per mettere in luce tutti i limiti della politica sanitaria  italiana, senza un governo che abbia il potere e l’autorevolezza per gestire e mettere in sicurezza il sistema (anche dal punto di vista dei diritti dei cittadini) in un momento di così acuta crisi economico-finanziaria (dove altri diritti vengono seriamente messi in discussione, vedi la vicenda dell’art. 18) e con le regioni in ordine sparso, spesso con interessi contrapposti, con orizzonti limitati alle scadenze elettorali, con idee poche e confuse.

Idee poche e molto confuse, ad esempio, quelle della Regione Lazio che  ha deciso di avviare una sperimentazione che prevede la presenza di medici di famiglia all’interno degli ospedali, in locali adiacenti al Pronto Soccorso, per lo smaltimento dei casi di minore gravità (codici bianchi). Vedi articolo Messaggero.  Una soluzione strampalata e illogica, destinata ad aumentare l’offerta del Pronto Soccorso e quindi ad accrescere inevitabilmente l’attrazione del pubblico verso questa struttura, decretandone il probabile definitivo collasso (alla voce: eterogenesi dei fini). >>>> segue su fonte saluteinternazionale.info 




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Esposizione ad agenti chimici, presentate  le “Linee Guida” delle Arpa
giovedì 22 marzo 2012

 
Sperimentato in Basilicata il nuovo modello che analizza i potenziali rischi per i lavoratori esposti a sostanze potenzialmente pericolose. Il sistema è applicabile nei laboratori di analisi e agenziali  

Ha preso il via dalla Basilicata la sperimentazione di un modello per analizzare e classificare l’esposizione dei lavoratori che usano e manipolano sostanze potenzialmente pericolose. I ricercatori lucani dell’Arpab hanno avuto un ruolo di spicco per testare il sistema elaborato nell’ambito di un progetto, nato nel 2006, che  ha coinvolto le Arpa di Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Campania e Sicilia.

Il sistema è stato presentato oggi a Potenza al Teatro Stabile nel corso di un convegno sulle “Linee Guida per la Valutazione del Rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni”, alle quali dovranno uniformarsi i laboratori del sistema sanitario e agenziale dove i lavoratori vendono a contatto con sostanze potenzialmente pericolose.

Elaborate dal Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” di Ispra, le “Linee Guida” operano effettuando la valutazione del rischio chimico a partire dall’identificazione delle diverse sostanze.

Si tratta di un sistema che, partendo dall’analisi dalla realtà nella quale si trovano ad agire professionisti delle Arpa, può essere esportato ad ogni lavoratore che viene in contatto con sostanze potenzialmente chimiche. Obiettivo del Gruppo di Lavoro è, infatti, la concreta attuazione di un percorso per elaborare uno strumento originale che garantisca maggiore tutela della salute e del benessere dei lavoratori.

Utilizzando fogli di calcolo excel e semplici strumenti informatici, si cerca di individuare situazioni di rischio e di offrire buone pratiche e tecniche per affrontare eventuali criticità.

La conoscenza della pericolosità delle sostanze in uso e la loro quantificazione, mediante il calcolo dell’indice di rischio, rappresenta l’elemento fondamentale dello studio e consente di mettere in atto misure precauzionali per tutelare la salute del lavoratore sovraesposto a sostanze delle più svariate tipologie di pericolosità (tossiche, cancerogene, infiammabili, irritanti, sensibilizzanti, ecc.) presenti nei cicli produttivi anche se utilizzati in piccole e talvolta modeste quantità. 

 “La creazione di condizioni di lavoro sicure e sane rappresenta oggi una sfida. E’ necessario diffondere una nuova cultura che deve essere costruita congiuntamente da Governi, datori di lavoro e professionisti. Una cultura della salute e della sicurezza, in cui il diritto ad un ambiente di lavoro salutare viene rispettato a tutti i livelli, a cui tutti contribuiscono attivamente attraverso un sistema di responsabilità e doveri ben definiti e dove la prevenzione ricopre un ruolo prioritario”.

Lo ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vilma Mazzocco intervenendo al convegno.

SEGUE SU



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24/03/12 – SICUREZZA SUL LAVORO, GUARINIELLO: “BISOGNA DARE VITA A NUOVI COMPORTAMENTI”

Portare l’attenzione sul problema della sicurezza sul lavoro, che ogni anno, anche in Toscana, provoca morti e infortuni gravi. Questo l’obiettivo del seminario “Obblighi, deleghe e responsabilità in materia di sicurezza del lavoro”, che ha avuto luogo stamani al “Florence learning center Auditorium”, in via Perfetti Ricasoli, per iniziativa di Qu.In società toscana di formazione del settore sicurezza e ambiente e Interstudi società di ingegneria, con la collaborazione di Iposa. A parlare del tema Raffaele Guariniello, Capo Vicario della Procura della Repubblica di Torino, e autore del “Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza”.
segue su fonte nove.firenze.it



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STRUMENTI DI LAVORO

MATERIALI DEL SEMINARIO SUI DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI

“Strumenti per la gestione dei rischi dei disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi e da movimentazione carichi, lo stato dell’arte. Il ruolo del Sindacato”.
Bologna 21 marzo 2012



Nei paesi industrializzati le patologie muscoloscheletriche degli arti superiori rappresentano, nel loro complesso, una delle più diffuse malattie da lavoro.
La loro origine lavorativa è stata dimostrata da innumerevoli studi.
Le attività lavorative in cui sono abitualmente richiesti movimenti ripetitivi e sforzi ripetuti rappresentano , in determinate condizioni, un potenziale rischio per queste patologie. Nella realtà produttiva emiliano romagnola moltissime sono le aziende manifatturiere ove è presente il rischio di disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi della mano e del braccio.
Le situazioni di maggior rischio sono presenti nei reparti di montaggio di serie delle aziende metalmeccaniche, nel settore dei lavori agricoli, della macellazione e lavorazione carni, nel confezionamento dei prodotti alimentari, nei settori della gomma plastica, del pulimento e del tessile-abbigliamento.
In molte  realtà si registra anche  il rischio da movimentazione carichi, in particolare nei settori della logistica e nel settore sanità e assistenza ( movimentazione pazienti…)

In questa fase di crisi vi è la maggiore possibilità che si allentino da parte delle aziende le misure di prevenzione, sia verso i rischi da movimenti ripetitivi, sia da movimentazione carichi; con l’effetto verosimile di un incremento delle patologie muscoloscheletriche. Si tenga presente che le patologie muscolo scheleteriche hanno un effetto invalidante che nel lungo periodo può portare alla inidoneità a molti lavori che richiedono manualità …con le prevedibili conseguenze.
Abbiamo scelto , per ragioni di spazio, di riprodurre come materiali le relazioni degli esperti

“Strumenti per la gestione dei rischi dei disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi e da movimentazione carichi, lo stato dell’arte. Il ruolo del Sindacato”. Dott.Francesco Tuccino, Ergonomo

Presentazione diapositive della Relazione . file ppt


La registrazione audio della relazione ( 63 minuti) ASCOLTA




Intervento di Dirce Fantini  INCA Emilia Romagna sulle esperienze di tutela dei lavoratori

Testo Intervento


Registrazione audio della  Relazione ( Durata 23 minuti ) ASCOLTA


ALTRA BIBLIOGRAFIA DISPONIBILE DOSSIER
DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI



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23/03/12 – EMILIA ROMAGNA UN DATA BASE PER COMPRENDERE MEGLIO LA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO IN EDILIZIA.



Il documento propone elaborazioni e considerazioni sulle modalità di raccolta, classificazione ed analisi dei principi di diritto nelle sentenze della Corte di Cassazione. Si tratta di un materiale di lavoro prodotto nell’ambito della collaborazione fra Regione e forze sociali. Il documento è disponibile alla sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri”.
 
L’Area tematica “Sistema di osservazione” della sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri” è stata aggiornata con un documento che presenta un nuovo strumento al servizio degli operatori delle costruzioni. Il database è stato realizzato per facilitare la lettura delle sentenze e con l’ambizione di contribuire alla più ampia comprensione di uno strumento che possiede informazioni utili ad una platea molto più vasta di quella composta dai soli giuristi.
Il documento ne illustra gli obiettivi ed analizza statisticamente le informazioni ricavate. Alle prime 100 sentenze se ne aggiungeranno altrettante nel corso dell’anno.
E’ possibile richiedere informazioni e chiarimenti, nonché inviare suggerimenti per proporre miglioramenti dei servizi informativi offerti, all’indirizzo sicurezzaneiluoghidilavoro@nuovaquasco.it
 
per facilitare la consultazione del documento e delle SCHEDE delle sentenze esaminate, si allega l’indirizzo web di riferimento

 
 

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23/03/12 – L’individuazione del datore di lavoro “effettivo”

I criteri di individuazione del datore di lavoro nelle aziende: il principio di effettività, la responsabilità solidale degli amministratori, le deleghe e la possibilità di individuare più datori di lavoro. Di Rolando Dubini.

>> segue su fonte puntosicuro.it



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22/03/12 Il pm Guariniello indaga sui corsi di formazione

La Procura di Torino indaga su alcuni soggetti che erogano formazione per la sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è accertare la violazione dell’obbligo dell’effettivo apprendimento. E l’inchiesta potrebbe allargarsi alla “finta Fad”. Di Enzo Di Frenna.

Il giudice Raffaele Guariniello sta indagando sui corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro. «Ho situazioni che sono sotto attenzione. Quindi non posso esprimermi nel dettaglio», conferma a PuntoSicuro il pm della Procura di Torino. Si apre dunque un filone d’inchiesta che potrebbe portare a interessanti sviluppi. Il magistrato vuole accertare se la galassia di sigle e società che erogano corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro abbia predisposto strumenti e metodologie che possano provare l’ avvenuto apprendimento da parte di imprenditori e lavoratori. Spiega Guariniello: «Ci stiamo occupando del problema perché ci sono state alcune sentenze della Cassazione dove si afferma che la formazione dei lavoratori e dei datori sia un’attività che abbia carattere effettivo, quindi è necessaria la verifica dell’apprendimento. Andremo dunque a controllare i risultati concreti di chi opera nel settore. Se la formazione non ha previsto un’effettiva verifica dell’apprendimento riteniamo che ci sia la violazione dell’obbligo prevista dalla normativa in vigore».


segue su fonte puntosicuro.it




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21/03/12 – AMIANTO, REGIONE PIEMONTE: NUOVA ORGANIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI SERVIZI


Torino – La Regione Piemonte riorganizza il sistema di gestione delle problematiche sanitarie, ambientali e di ricerca sull’amianto. Su proposta degli assessori alla Sanità, Paolo Monferino, e dell’Ambiente, Roberto Ravello, è stato istituito un Comitato di Direzione, con il compito di pianificare le attività gestionali. A supporto del Comitato sono stati creati altri due organi: la Consulta per le attività assistenziali, di ricerca biomedica ed ambientale, e il Comitato per la proposizione delle linee strategiche. 
Dal punto di vista operativo, viene incentivata l’attività integrata delle due strutture che operano in forma esclusiva sulle tematiche inerenti l’amianto: il Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, ovvero Centro Sanitario Amianto, e il Polo Amianto dell’Arpa, ossia Centro Ambientale Amianto.

La riorganizzazione investe il livello strategico, con l’istituzione del Comitato di Direzione, a cui spettano funzioni di coordinamento, strategiche, programmatorie e di governo. Il Comitato è composto dai responsabili del Centro Sanitario Amianto e del Centro Ambientale Amianto e da due delegati: uno della Direzione Sanità e l’altro della Direzione Ambiente della Regione Piemonte. Ottimizzare le risorse pubbliche, definire azioni integrate, quali la formazione, l’informazione e la comunicazione con i cittadini e con i lavoratori: queste le altre competenze del Comitato.

La Consulta per le attività assistenziali, di ricerca biomedica ed ambientale, o Consulta tecnico-scientifica, è un organo funzionale e consultivo, relativo a tematiche sia sanitarie che ambientali. Ha fiunzioni di supporto del Comitato di Direzione, le cui linee strategiche generali sono definite dalla Regione Piemonte. 
Il Comitato strategico è un organo propositivo, si relaziona direttamente con il Comitato di Direzione mediante apposite riunioni, convocate almeno due volte all’anno.
Al Centro Sanitario Amianto, con sede a Casale Monferrato, spettano le attività inerenti la gestione ordinaria e straordinaria dell’impatto sanitario correlato all’esposizione alle fibre di amianto, dalla sorveglianza epidemiologica della popolazione alla ricerca nel campo della diagnostica e della terapia. Il Centro è articolato in tre settori: l’Area Medica, cui compete la valutazione epidemiologica del rischio amianto e le misure da adottare, oltre alla gestione delle attività sanitarie, l’Area Tecnica e l’Area Amministrativa.
Il Centro Ambientale Amianto, o anche Polo Amianto di Arpa Piemonte, con sedi a Grugliasco e a Casale Monferrato, svolge attività di campionamento ed analisi, ma anche di formazione, documentazione e ricerca.




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ART 18 COME ARIETE – N.Cacace – economia & lavoro

L’articolo 18 è utilizzato come ariete per tenere sotto traccia altre verità scomode agli investitori. Pertanto è stata costruita un’aspettativa mediatica che assegna poteri taumaturgici inesistenti al ridimensionamento di questa importante norma. Nicola Cacace, come da sua antica prassi, elenca fatti e dati per mettere in evidenza che nel mercato globalizzato della finanza e delle merci tutti i Paesi, tranne l’Italia, hanno capito da tempo quel che c’era da fare e si sono mossi nelle direzioni obbligate: più fondi all’innovazione e alla ricerca, più istruzione per tutti, più formazione continua, cioè miglioramento della qualità, cioè dell’uomo che la produce. L’Italia ha puntando invece sulla precarietà dell’impiego e sul basso costo lavoro, purtroppo con la complicità attiva e passiva di troppi industriali, per ignoranza o nella illusione di lucrare qualche vantaggio. Come fanno anche oggi spingendo come un ariete l’articolo 18 bisognoso di manutenzione ma non problema centrale, invece di spingere sulle riforme necessarie al Lavoro e a loro stessi, qualità delle produzioni e quindi del lavoro.





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LE COSE NON DETTE – controinformazione – economia & lavoro

La crisi mondiale del lavoro è parente stretto dell’aspettativa dei mercati che vogliono rendimenti a breve qui per poi scappare là dove riaprire aspettative. L’aspettativa è una cosa seria se legata a progetti che si fondino su analisi e dati del reale per proiettarli nel futuro. L’aspettativa può essere anche un inganno sulla realtà che i media a loro volta sostengono e rilanciano. Come ad esempio il caso dell’articolo 18 in Italia. Il titolo “le cose non dette” può essere contestato per quanto più avanti esposto, ma notizie (vere) che durano lo spazio di un mattino a fronte del tambureggiamento ossessivo dei TG ( tutti) e dei media (notizie false o gravemente incomplete tali da indurre all’errore) fanno sì che le prime abbiano il peso delle “cose non dette”.

Un primo esempio. E’ opinione comune che l’articolo 18, per quanto importante, sia un diritto per una minoranza dei lavoratori. Lo hanno affermato autorevoli conduttori televisivi e giornalisti.

Vero o falso? E’ vero, secondo lo studio della Cgia di Mestre, che le aziende con più di 15 dipendenti, interessate al reintegro di un lavoratore licenziato per ingiustificato motivo o ingiusta causa sono una minoranza, circa 156.000 su un totale di 5.250.000 imprese presenti in Italia.

Altrettanto vero però che in quelle aziende con più di 15 dipendenti sono occupati circa 7,8 milioni su 12 milioni di operai impiegati occupati stabilizzati nel settore privato. E’ il 65% dei lavoratori occupati.

Un secondo esempio. E’ diventata opinione comune che l’articolo 18 sia causa di molti guai economici del nostro paese, il principale assillo delle nostre imprese e ancor più dell’Europa. Ma quale contenzioso non fisiologico ha mai generato?

Gli ultimi dati forniti dall’Istat, riferiti al 2006, dicono furono presentate, in primo grado, 8.651 controversie legate all’articolo 18 e il 44,8% di esse respinte. Di quelle giunte a sentenza e che decisero l’appello ben il 63,1% non furono accolte ( studio della Cgia di Mestre).

Un’altra stima è stata fatta dalla Cgil con una ricerca durata cinque anni dell’ufficio vertenze, da cui risulta un numero di vertenze con reintegro, gestite dalla Cgil, di 100 in cinque anni, una ventina l’anno. Questo numero è stato moltiplicato per tre per tener conto delle altre OO.SS. quindi si tratta di 60 reintegrati all’anno su milioni di occupati dipendenti. da articolo di N.Cacace) ”.

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21/03/12 – ESERCITAZIONE NELLA GALLERIA AV MA SENZA I DELEGATI PER LA SICUREZZA

Domani sera Trenitalia ha deciso di fare un’esercitazione antincendio nella galelria Firenze-Bologna, la più lunga d’Europa. Ma non sono stati invitati i responsabili della sicurezza. Perché?

Ma a che serve un’esercitazione antincendio, se alla stessa non partecipano né i responsabili dei lavoratori per la sicurezza, né gli organismi pubblici addetti all’emergenza (118, vigili del fuoco, protezione civile)?
E’ quello che succederà domani sera, quando nella galleria più lunga d’Europa – il traforo sulla linea ad Alta velocità tra Firenze e Bologna – si svolgerà una importante esercitazione per capire come intervenire in caso di un incendio dentro al “tubo” e per verificare che nel sistema tutto sia apposto. L’esercitazione serve per verificare il Pei -il piano di emergenza interno. Va testato periodicamente che in un “macroscenario” tutte le procedure funzionino: domani si osserverà che cosa succederebbe se un treno si incendia quando entra in galleria. Brutto scenario.
Ma certo serve a poco se non è permesso ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori di verificare che tutte le procedure effettivamente funzionino, né sia permesso – almeno a quanto risulta ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza – che all’esercitazione partecipino “osservatori pubblici” come la Protezione civile o i vigili del fuoco. I quali, stando sempre ai Rls, non sarebbero stati neanche avvertiti. Se le cose stanno così, allora Trenitalia se la canta e se a suona. A che scopo?
I delegati per la sicurezza hanno scritto una lettera per chiedere il coinvolgimento di tutti gli enti preposti alla sicurezza, e una procedura di massima trasparenza che renda “edotta” anche l’opinione pubblica.
Non si tratta di una mera richiesta sindacale. La super-galleria lunga 73 chilometri, considerata la più grande “opera pubblica” italiana, e fiore all’occhiello di Trenitalia ha sicuramente “accorciato” l’Italia, rendendo più veloci i collgamenti. Ma non bisogna dimenticare che polemiche sulla sua sicurezza ci sono sempre state (LEGGI), e quindi l’attenzione è massima.




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21/03/12 – RISCHIO CHIMICO: COME TUTELARE LA SALUTE NEI CANTIERI EDILI

 I fattori di rischio chimico correlati alle operazioni lavorative del comparto edile. Silice, amianto, fibre minerali artificiali, polvere di legno, cemento, fluidi disarmanti, bitumi, catrami e prodotti adesivi. I rischi e le misure di prevenzione. 

 fonte puntosicuro.it 



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20/03/12 – SANITA’: MANIFESTO SINDACATI MEDICI, PEGGIORANO CONDIZIONI LAVORO

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria lanciano a partire da oggi ”una campagna per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro, muovendo dalla considerazione che i recenti fatti di cronaca che hanno fatto esplodere la crisi dei pronto soccorso siano solo il sintomo della crisi generale del sistema sanitario”. E’ quanto si legge in un manifesto firmato da Anaao Assomed, Cimo-asmd, Aaroi-emac, Fp Cgil medici, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo, Ascoti-fials medici, Uil fpl medici, Sds snabi, Aupi, Fp cgil spta e Sinafo.

IL MANIFESTO

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria lanciano a partire da oggi una campagna per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro, muovendo dalla considerazione che i recenti fatti di cronaca che hanno fatto esplodere la crisi dei pronto soccorso siano solo il sintomo della crisi generale del sistema sanitario.
Denunciamo il peggioramento delle condizioni di lavoro, grazie al blocco del turn over ed all’esodo pensionistico, che determinano flessione del numero di medici a fronte di un aumento dell’attività, come dimostrano gli afflussi al Pronto soccorso.
Denunciamo che si sia fatta cassa con le nostre buste paga e con le nostre pensioni.
Denunciamo una minaccia alla libera professione intramoenia e agli istituti normativi ed economici contrattuali.
Denunciamo l’attacco alla nostra autonomia professionale,previdenziale e contrattuale.

Questi gli slogans che campeggiano sul manifesto e che rappresentano la sintesi delle battaglie condotte dall’intersindacale fino ad oggi, anche nei confronti delle direzioni aziendali e delle Regioni, che, con i tagli lineari dei costi fissi, rischiano di affondare il diritto alla salute dei cittadini insieme con le capacità dei professionisti.

ANAAO ASSOMED – CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FVM – FASSID – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL MEDICI – SDS SNABI – AUPI – FP CGIL SPTA – SINAFO


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20/03/12 – UN VADEMECUM PER MIGLIORARE LA SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ CALZATURIERE


La Regione Lombardia approva il vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività calzaturiere. Le indicazioni operative per gli agenti chimici, l’esposizione alle polveri, gli agenti fisici e il rischio macchina.


segue su fonte puntosicuro.it 



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20/03/12 – SICUREZZA DELLA GUIDA USA. EVITARE L’USO DI DISPOSITIVI ELETTRONICI CHE POSSONO DISTRARRE IL GUIDATORE.

 La National Highway Traffic Safety Administration terrà un seminario tecnico il 23 marzo sulle sue linee guida volontarie proposte volte a scoraggiare i costruttori di veicoli di aggiungere “dispositivi che possono distrarre il guidatore” ai loro veicoli.

 segue su Fonte OHS  



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20/03/12 – TUMORE CEREBRALE E TELEFONO CELLULARE

Autore: Dott.Cristiano Ravalli, medico competente, Milano


E’ notizia di questi giorni che la Procura di Torino indaga su un sospetto tumore professionale (glioblastoma) la cui causa potrebbe risiedere nell’esposizione a radiofrequenze (telefono cellulare usato in modo massivo).

Si tratta di un autotrasportatore di 45 anni che ha utilizzato il cellulare, per telefonate, per almeno 7 ore al giorno per 20 anni. Così almeno riportano i quotidiani. La notizia positiva è che è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed ora è in buona salute.
la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), già nel maggio 2011, aveva classificato le radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo (Classe 2B), sulla base di un limitato incremento di glioma e di neurinoma del nervo acustico negli utilizzatori “pesanti” di telefono cellulare. L’Agenzia ci fornisce anche un’indicazione di “utilizzatore pesante”: almeno 30 minuti al giorno per 10 anni (leggi un mio post precedente sull’argomento)

>>>>> SEGUE SU 



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19/03/12 – ANORESSIA, FINISCE IN PARLAMENTO. IL CASO DELLA BALLERINA LICENZIATA

Interrogazione del pdl Dima ai ministri Balduzzi, Fornero e Ornaghi sull’étoile Garritano,
allontanata dalla Scala dopo aver denunciato i fenomeni di anoressia nei corpi di ballo
Mariafrancesca Garritano

Approda in Parlamento il caso di Mariafrancesca Garritano, la ballerina licenziata dal teatro alla Scala di Milano dopo aver denunciato casi di anoressia nelle scuole e nei corpi di ballo. In una interrogazione ai ministri della Salute (Renato Balduzzi), del Lavoro (Elsa Fornero) e dei Beni e le attività culturali (Lorenzo Ornaghi) il deputato pdl Giovanni Dima chiede “quali iniziative i ministri interrogati intendano porre in essere per far si che nei corpi di ballo dei teatri italiani si seguano regole deontologiche ed etiche che privilegino e salvaguardino la salute della persona”.

Nell’interrogazione si chiede inoltre “quali iniziative si intendano assumere a tutela dell’artista Mariafrancesca Garritano, anche al fine di manifestare solidarietà a una donna che ha raccontato le sue sofferenze sull’anoressia, e per questo licenziata, mettendo in guardia quante frequentano le accademie di danza e i corpi di ballo dai rischi dei disturbi alimentari”. Dima ricorda quindi i dati di una statistica su scala mondiale secondo la quale una ballerina su cinque è anoressica. >>> segue su repubblica.it



Commento. E’ da qualche anno che i lavoratori di qualsiasi settore, dalle ferrovie al teatro, qualora decidano di  esprimere  il proprio pensiero critico su aspetti che riguardano il proprio  lavoro  rischiano o subiscono il licenziamento in ragione di un  “venir meno del rapporto di fiducia tra lavoratore e impresa…”
Dal macchinista DeAngelis che denunciò problemi di sicurezza nei treni eurostar   alla ballerina Garritano che ha raccontato l’esperienza di anoressia  vi  è una lunga sequenza di azioni intimidatorie per inibire ai lavoratori  l’espressione del proprio pensiero in merito alla sicurezza e alla salute correlate al lavoro. Questi episodi testimoniano l’aggressione autoritaria da parte del management del diritto dei lavoratori  ad esprimere un proprio punto di vista o a denunciare una situazione di rischio d’interesse pubblico.
Tra non molto nessuno parlerà più  per timore di rappresaglie: la libertà d’espressione garantita dall’art.21 della  Costituzione  pare come sospesa quando un lavoratore intende fare conoscere i problemi connessi al proprio lavoro.
L’art.18 della Legge 300 che la  saccente ministra Fornero intende amputare serve anche a questo scopo: a tutelare la libertà d’espressione e di denuncia di situazioni pericolose.
L’Italia del 2012 rischia  di assomigliare sempre di più ad un regime tipo DDR,  di marca neoliberista,  questo non è accettabile per chi crede nei valori della Costituzione a cominciare dall’art.21 

editor


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19/03/12 – UN BAGNO DI REALTA’ LA LETTERA UNITARIA DEI FERROVIERI AI MINISTRI FORNERO E PASSERA

Un bagno di realtà  per i ministri che hanno allungato l’età lavorativa a  categorie come i ferrovieri che svolgono attività ad elevato rischio per sè e per i viaggiatori.

LA LETTERA 



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Censis: un’indagine sullo stato della sanità nel Paese
16 marzo 2012

Più spesa privata meno qualità dei servizi in sanità. E’ uno degli aspetti che emerge da un’indagine del Censis condotta nel febbraio scorso. Ancora: il 57% circa degli italiani è per l’attribuzione di maggiori responsabilità alle Regioni in materia sanitaria. In aumento il numero di coloro che ritengono peggiorato negli ultimi anni il proprio sistema sanitario regionale. La notizia nella newsletter “Regioni.it”.

Roma, 16 marzo 2012 – Sono stati diffusi recentemente i risultati di un’indagine ad ampio spettro sulla sanità nel nostro Paese condotta dal Censis (Centro studi investimenti sociali).

Tra gli aspetti analizzati, quello delle risorse destinate alla sanità e agli effetti che la crisi e il conseguente contenimento dei budget pubblici ha prodotto nel rapporto che abbiamo con la nostra salute.

In particolare, dopo i tagli alle risorse, la spesa pubblica risulta essere sempre meno adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini che invece si rivolgono di più alla sanità privata.

Gli italiani – si legge nel rapporto – spendono di tasca propria 30,6 miliardi di euro (+8% rispetto al periodo 2007-2010). E ancora: per il 55,3% degli intervistati, il Servizio sanitario della propria regione è rimasto uguale negli ultimi due anni, per il 31,7% è peggiorato (erano il 21,7% nel 2009), mentre per il 13% è migliorato (erano il 20,3% nel 2009). Coloro che si esprimono nei termini di un peggioramento sono più numerosi nelle regioni del sud (38,5%).

Dall’indagine risulta inoltre che continua a riscuotere un sostegno maggioritario tra i cittadini italiani (pari al 57% circa), il fatto dell’attribuzione alle Regioni di maggiori responsabilità in materia di sanità. Quanto alle ragioni del sostegno al federalismo, il 36,6% degli italiani sostiene che esso consente di creare una sanità più vicina alle esigenze delle popolazioni locali ed il 16% che rappresenta un modo per responsabilizzare maggiormente gli attori del sistema.

Dalla ricerca emerge, inoltre, che per i cittadini italiani il futuro della sanità è segnato da due paure principali: quella di un’accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%) e quella dell’interferenza della politica che può danneggiare in modo irreparabile la qualità della sanità (35%)   L’indagine del Censis (15 marzo 2012)


FONTE SALUTER.IT


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