newsletter diario prevenzione 2 luglio 2013 vol. n° 74


newsletter diario prevenzione
 
 
2 luglio  2013   vol.n°  74
 
notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa
 
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FATTI POSITIVI NONOSTANTE LA CRISI
 
 Bisogna avere il coraggio di rompere lo schema del negativo, dello stato d’animo depresso molto diffuso, di smettere di avere paura del futuro. Chi si occupa di prevenzione non può assumere lo stile dell’attesa ma quello dell’iniziativa per “vedere prima” e intervenire a proteggere la vita, l’ambiente , ciò che amiamo che rischia di venirci tolto ….
 
E’ con questo spirito che occorre muoversi, agire, rompere le rappresentazioni stereotipate che ci vengono propinate tramite i media per cloroformizzarci, per farci ingurgitare il frullato di c…a  quotidiano con l’intento di farci credere che sia una mousse di cioccolato.
 
Le tre cose positive di questa settimana.
 
La prima riguarda la  pubblicazione di una ricerca da parte dell’Ente di ricerca della Confederazione dei Sindacati europei : “Nouvelles générations à risque :
évolution du travail et impact sur la santé en Italie ” nella quale si dimostra che vi è una criticità nella percezione dei rischi da parte dei giovani che vivono le condizioni di lavoro precario.
 
E’ importante questa ricerca perchè riapre il discorso sulla qualità del lavoro, sulle condizioni di lavoro dal punto di vista dei giovani: sono loro gli attori che potranno decidere del loro destino. Il fatto che si faccia ricerca è positivo e rappresenta la possibilità d’innovazione dell’iniziativa sindacale: senza ricerca c’è declino, con la ricerca si possono aprire nuove possibilità d’iniziativa sindacale sulla qualità del lavoro.
 
La seconda riguarda la presa di posizione chiara e robusta di Cgil Cisl Uil sul D.L. 69 sulle semplificazioni in materia di salute e sicurezza, un decreto che , se rimanesse così, invece di portare “risparmi” potrebbe portare grossi guai in quanto rischia di sdoganare molte irresponsabilità in materia di gestione della sicurezza da parte dei datori di lavoro. Bene, era ora !
 
La terza riguarda la segnalazione del lavoro del Gruppo modenese che fa formazione sulla sicurezza  tramite l’interattività e la drammatizzazione teatrale.
 
Come al solito poi segnaliamo le notizie più importanti dell’ultima decina di giorni. Buona lettura e buon lavoro.EDITOR
 
 
 
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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO
 
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“Nouvelles générations à risque :évolution du travail et impact sur la santé en Italie “
 
Young people at risk: how changes in work are affecting young Italians’ health and safety
 
Publication date : 2013
 
Number of pages : 68
 
Edited by :
 
Daniele Di Nunzio (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali – IRES)
 
 
 
This report looks at the problems young people have getting a job in Italy, and the particularly poor employment and working conditions of those who do manage to get one. It is not a recent problem in Italy, but the crisis has made matters worse according to the figures collected by the report authors, researchers at the Italian Institute of Economic and Social Research (IRES). The participation rate of Italians aged 15-24 has fallen by 10% between 2000 and 2010, dropping to below 30% since 2008. This compares with an EU average for the same age group of more than 40%.
 
“The youngest workers have borne more of the brunt of the crisis even when in stable employment”, note the authors. The jobs available to young people are all insecure: agency work, fixed-term contracts, too low-paid to achieve financial independence, etc. The report includes the findings from a survey of 1,000 workers aged 15 to 34, principally on their working conditions. The plight of younger workers is not one to be envied: higher work accident rates, unsocial hours, excessively fast work paces, low job discretion, etc. It comes as no surprise therefore to find that a third of Italy’s youth would be willing to emigrate for a better life.
 
While the problem cuts across all categories of young workers (graduates/unskilled, white/blue collar, etc.), young people from the lowest socioeconomic groups seem more permanently beset by insecurity than those from more well-to-do backgrounds.
 
fonte ETUI 
 
 
 
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NOTA CGIL – CISL – UIL
Decreto Legge 69 “Decreto del fare”
Roma, 28 giugno 2013
 
PUBBLICHIAMO LA NOTA  CGIL CISL UIL SUL DECRETO “DEL FARE”  69/2013 IN MATERIA SALUTE SICUREZZA LAVORO
 
IL DOCUMENTO 
 
 
 
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“LABORIAMO IN SICUREZZA”, TEATRO IN FORUM
 
“Attivare” la percezione del rischio utilizzando validamente i nostri sensi (magari accompagnati da riflessioni) utilizzando l’esempio, il modello e l’abitudine che rendono “automatico” un comportamento non a rischio  rendendo meno probabile un incidente.Il tutto può essere riassunto come benessere psicofisico e “salvarsi la pelle” sia dall’incidente che dalla malattia. Le regole sono di vita e non solo di lavoro.
 
E’ con questa premessa che l’Associazione LABoriamo in sicurezza si presenta,  ricca di un’esperienza poliennale prevalentemente nel territorio della provincia di Modena. Molti sono stati gli interventi di questo gruppo straordinario di ” formattori ”  nella formazione dei lavoratori, di Rls, nelle scuole.
Operai, professori universitari, professionisti, un agente di PS, un RSPP, diversi  RLS, un regista professionista   formano questo gruppo autogestito straordinario che si è dato un compito, quello di fare vivere in profondità le emozioni di certe situazioni che precedono un incidente nel lavoro…
 
Hanno svolto la loro azione formattiva la settimana scorsa al Teatro Testoni di Bologna in conclusione del ciclo di corsi di aggiornamento cui hanno partecipato circa 300 Rls su scala regionale. Il Progetto, finanziato dalla Regione Emilia Romagna,  è stato promosso dalla Cgil Emilia Romagna e gestito con successo dall’Agenzia formativa IFOA.
 
Molti dei materiali e degli episodi hanno la loro origine dalle testimonianze dei partecipanti ai Corsi, e si basano su esperienze vissute in concreto.
 
I testi dei dialoghi sono molto spesso la testimonianza degli stereotipi che sono alla base dei comportamenti che generano condizioni di rischio e incidenti ” ho sempre fatto così, non mi è mai successo nulla …”, ” avanti, avanti, abbiamo le consegne che non aspettano, alla sicurezza ci penseremo dopo …”  ” si si, l’amianto è pericoloso, ma se si sa in giro  si rischia  il posto di lavoro…”
 
 
E’ proprio  con la drammatizzazione che gli stereotipi vengono smantellati, si mette in scena con la  partecipazione di tutti, il cambiamento dei comportamenti, si incentiva  la riflessione e la ricerca a lavorare i sicurezza.
 
La drammatizzazione svolta da questi formattori convinti del loro ruolo, guidati con sapienza dal regista , ha smosso qualcosa anche in me, vecchio del mestiere e refrattario rispetto alle emozioni facili….
 
Bravi questi formattori che immedesimati nel ruolo producono una rappresentazioni a forte impatto motivo. Un complimento particolare all’agente di PS che ha rappresentato la figura dell’immigrato albanese ….
 
Pochi giorni fa questo Gruppo si è registrato come Associazione: Buon Lavoro a loro e a tutti noi.
 
 
LABoriamo in sicurezza, teatro in forum  ( come lavora il gruppo )
 
 
 
 
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Un progetto pilota sulla attuazione della legislazione europea in materia di qualità dell’aria
 
Un nuovo report dell’Agenzia europea per l’ambiente analizza lo stato di attuazione dell’attuale legislazione comunitaria in materia di qualità dell’aria che mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dall’inquinamento.
Il rapporto Air Implementation Pilot – Lessons learnt from the implementation of air quality legislation at urban level è il risultato della collaborazione tra l’Agenzia, la Commissione europea e 12 città che hanno partecipato ad un progetto pilota che ha avuto l’obiettivo di studiare quello di cui le città europee hanno bisogno per attuare al meglio la normativa comunitaria sulla qualità dell’aria. Le conoscenze derivanti da questo progetto contribuiranno infatti alla revisione della politica europea in materia di qualità dell’aria.
Per partecipare al progetto sono state inizialmente selezionate, all’inizio del 2012, 8 città: Berlino (Germania), Dublino (Irlanda), Madrid (Spagna), Malmö (Svezia), Milano (Italia), Ploiesti (Romania), Praga (Repubblica ceca) e Vienna (Austria). Alla fine del 2012 è stata allargata la partecipazione ad altre quattro città: Anversa (Belgio), Parigi (Francia), Plovdiv (Bulgaria) e Vilnius (Lituania).
 
Il progetto parte dalla consapevolezza che diversi standard di qualità dell’aria sono ancora regolarmente superati in Europa, anche se alcuni di questi limiti sono stati istituiti più di un decennio fa. Gli inquinanti più problematici sono il PM10, gli ossidi di azoto e l’ozono, che ancora colpiscono la qualità delle persone e la durata di vita in molte aree.
 
segue su fonte sicurezzaonline.it 
 
 
 
 
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Prevenzione: quali risorse e per fare cosa
 
dal sito della SNOP.IT
 
Sicuramente la Regione Lombardia ha molti aspetti positivi : abolizione da molti anni di attività inutili e di non provata efficacia, sistema informativo gestionale funzionante, forte programmazione su priorità, iniziative su tematiche innovative, conti economici ( pur tra i mille scandali e in tempi di spending review) in ordine…ma occorre vigilare..Per continuare a leggere scarica i documenti in allegato.
 
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vai al sito 
 
 
 
 
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 01/07/13  – FRANCHI (CGIL): “VIAREGGIO: UNA STRAGE DIMENTICATA?”
 
 
VIAREGGIO. “Nessuno può dimenticare cosa avvenne a Viareggio  nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009. Ci fu  l’ennesima strage ferroviaria, con   15 morti immediati  e circa 30 feriti gravemente ustionati,  17 di loro ,moriranno successivamente  in modo atroce, portando il totale dei morti a 32?.
 
Lo scrive Umberto Franchi, componente del Direttivo Cgil della Provincia di Lucca.
 
“Sono oltre 100 gli incidenti  avvenuti sulle linee ferroviarie Italiane negli ultimi 20 anni . essi sono costati molti morti e feriti di lavoratori , utenti e semplici cittadini. Tutti incidenti che potevano essere evitati se da parte della direzione delle FF.SS.  si fosse proceduto ad effettuare la prevenzione alla fonte , sugli impianti e con la formazione, informazione e addestramento del personale impiegato.
 
Anche la strage  di Viareggio rientra in una strategia economica miope delle  ferrovie dello stato privatizzate. Una strage che  è il frutto di una politica ,ancora presente, che punta alla riduzione di tutti i costi del lavoro compreso quello della prevenzione.
 
Una politica che negli ultimi 20 anni ha visto ridurre  di due terzi il personale ferroviario (da 224.000 nel 1990 a 68.000 odierni). Tutto ciò ha comportato l’introduzione di un solo macchinista alla guida dei treni con grave compromissione della sicurezza,  il taglio della manutenzione, la chiusura di impianti di verifica e controllo, la cessione della medesima manutenzione a piccole ditte private spesso con scarsa professionalità. Tutto ciò in nome del profitto
 
Sono i processi di liberalizzazione , deregolamentazione del lavoro e privatizzazione della FF.SS. che hanno portato al decadimento ed all’insicurezza del trasporto ferroviario.
 
A ciò va aggiunto l’indebolimento del potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato che a causa della crisi e del lavoro sempre più precario , sono spesso costretti a subire il ricatto tra la scelta del lavoro a danno della sicurezza.
 
Come non vedere che oggi  Il soggetto più debole è soprattutto il  lavoratore precario o dipendente da piccole aziende che lavorano in appalto e subappalto per le ferrovie…, quello che non viene mai formato, addestrato, informato, sui rischi esistenti nel luogo di lavoro, finendo per svolgere il proprio lavoro spesso senza nemmeno i dispositivi di sicurezza individuali, la formazione professionale adeguata…  mettendo a rischio la propria  sicurezza e quella dei viaggiatori.?
 
Dopo la tragedia di Viareggio , sarebbe stato necessario un ruolo dello Stato e del Governo ben diverso da quello che c’è stato fino ad ora… ed invece prima  abbiamo avuto, un Ministro del Lavoro  Sacconi, che ha disposto e fatto approvare  ben 46 modifiche  sostanzialmente peggiorative al Testo Unico sulla Sicurezza, ed oggi il governo Letta  che sembra non capire  non si crea lavoro continuando con la flessibilità, il precariato, la riduzione dei diritti ed inutili incentivi alle imprese che non potranno mai assumere giovani se non hanno commesse!
 
Come fanno e datori di lavoro ed il governo  a non capire che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta ,e la prevenzione alla fonte e l’incremento dei redditi da lavoro e pensionati?
 
A cosa serve dare degli incentivi economici  alle imprese che assumano giovani, quando sappiamo che le imprese non hanno commesse e che tutto dipende dal fatto che chi lavora, i pensionati, i cittadini non c’è la fanno più ad arrivare a fine mese e quindi riducono i consumi , con la conseguenza di ridurre  anche le commesse alle imprese?
 
Purtroppo c’è ancora  da chiedersi: che governo abbiamo? che imprenditori abbiamo? In che mondo viviamo?”
 
 
 
 
 
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FADania’s Republic e 20 mila contatti
 
Ho atteso di raggiungere i 20 mila visitatori del mio blog prima di postare la mia ultima “sfuriata”. Questo mi ha aiutato ad essere un po’ più buono e, pertanto, prima di tutto: “grazie”!
 
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Un po’ di formazione a distanza (FAD) non la si nega a nessuno. Come volevasi dimostrare mentre si litiga e si fanno denunce-diffida e richieste di interventi a presidiare convegni, seminari, corsi, o come diavolo li volete definire, contro chi organizza e chi partecipa a iniziative di aggiornamento che prevedano la presenza in sala di più di 30 persone (nonostante nulla in tal senso sia  previsto dagli accordi di conferenza stato-regioni che regolamentano la materia), i rappresentanti delle regioni, chiamati a valutare e suggerire eventuali modifiche dell’accordo n. 2407/2006, quello su formazione e aggiornamento di aspp/rspp  richiamato all’art. 32 del T.U. , avrebbero deciso: FAD per tutto, FAD per tutti.
 
E avrebbero concordato inoltre di proporre il riconoscimento di crediti formativi solo in corsi con non più di 35 partecipanti ma contemporaneamente, nella misura pari ad 1/3 del monte ore globale, anche attraverso la partecipazione a seminari e convegni.
 
Siamo a livello di proposte, autorevoli, ma pur sempre proposte. Servirà infatti passaggio nei due coordinamenti nazionali (formazione e vigilanza) e poi sarà la Conferenza stato regioni a decidere.
 
segue sul Blog  di Franco Mugliari 
 
 
 
 
 
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Pubblichiamo in allegato il testo della lettera inviata dalle Segreterie di CGIL, CISL e UIL dell’Emilia Romagna al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani  in merito al Dl ‘fare’ in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
 
 
IL TESTO DELLA LETTERA  AL PRESIDENTE  ERRANI 
 
 
 
 
 
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La gestione dei rischi dei nanomateriali sul luogo di lavoro
 
Cosa sono e dove si trovano i nanomateriali? Quali sono i problemi di salute e di sicurezza associati ai nanomateriali? Come si verifica l’esposizione a nanomateriali sul luogo di lavoro?
 
SEGUE SU FONTE   PUNTOSICURO.IT
 
 
 
 
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 “Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
 
 
Quattro le raccomandazioni: “Partecipiamo alla lotta alla zanzara tigre. Evitiamo i ristagni d’acqua e usiamo i prodotti larvicidi. Proteggiamo noi stessi ed evitiamo di farci pungere. Informiamoci”. La nuova edizione della campagna di comunicazione regionale per la lotta alla zanzara tigre.
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4”. E’ lo slogan della campagna di comunicazione per la lotta alla zanzara tigre veicolo di trasmissione di malattie come la Chikungunya e della Dengue.
 
segue 
 
 
 
 
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27/06/13 – «Per eliminare la burocrazia si limita anche la sicurezza»
 
Fanno discutere le novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro contenute nel disegno di legge “Semplificazioni”, approvato dal Governo il 19 giugno e nel decreto legge “Fare”, entrato in vigore sabato scorso. A mettere in rilievo le criticità contenute nelle nuove norme è Marco Bazzoni, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Firenze e autore della denuncia che, caso unico in Europa, ha portato l’Unione Europea ad aprire una procedura d’infrazione (la 2010/4227) nei confronti dell’Italia.
 
Per quanto riguarda il ddl “Semplificazioni”, la norma più controversa è quella contenuta nell’articolo 12, che elimina l’obbligo per il datore di lavoro di inviare all’Inail le certificazioni mediche di infortunio sul lavoro, poiché, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «la comunicazione verrà fatta direttamente dal medico». Così facendo, sottolinea Bazzoni, si «toglie al datore di lavoro l’obbligo di denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni, anche quelli mortali o gravi».
 
segue su fonte AVVENIRE.IT
 
 
 
 
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INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
 
 
LEGGE SEVESO: 25 ANNI DOPO IL DPR 175/88
RISULTATI E PROSPETTIVE IN ITALIA E IN EUROPA
 
 
Aggiornamento Decreti Formazione e Antincendio
 
 
Milano, 9 luglio 2013 – d’intesa con FILCTEM-CGIL
 
 
Saranno illustrate le novità su “Legge Seveso” – “Decreti Formazione” e “Decreto Antincendio”
 
 
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Dl fare: D’Alia, norme non mettono in discussione sicurezza lavoro [ …. ci pare male informato Sig.Ministro  … ndr  ]
 
 
 ”Le norme contenute nel dl Fare, come quelle nel ddl Semplificazione, non mettono in alcun modo in discussione la sicurezza dei lavoratori: consapevoli della fondamentale importanza di questo tema, siamo intervenuti soltanto su adempimenti formali e oneri informativi, eliminando esclusivamente quelle carte inutili e costose consentendo di liberare risorse per una reale tutela della salute e prevenzione dei rischi sul posto di lavoro”.
 
[ Vorremmo fosse vero, ma non è così. Alcune procedure sono fondative di un metodo di lavoro per la gestione della sicurezza. La valutazione del rischio, la consultazione dei lavoratori tramite il RLS, non sono adempimenti burocratici ma una pratica di gestione sostanziale dei rischi. Le carte “inutili” sono poche per chi vuole gestire seriamente il problema. Sono tante per chi le compra a peso per dimostrare di avere adempiuto agli obblighi formali  senza la volontà di risolvere i problemi.
Scrivere quello che si fa e fare quello che si è scritto è alla base del risk management come della gestione della qualità.
 Mentre le aziende si adattano senza battere ciglio  a procedure costose per la certificazione della qualità ritengono insopportabili quelle per la gestione della sicurezza dei lavoratori.] 
 
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VIDEO Ergonomics for Truckers ( Ergonomia per i camionisti ) 
 
 
 
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Molte notizie su salute e sicurezza circolano anche su Twitter. Diario prevenzione ha un account twitter che “preleva” contenuti da 230 account specializzati in “Occupational health and safety”
 
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 02/07/2013
 
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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
 
Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it
 
 

 

newsletter diario prevenzione 1 febbraio 2013 – vol.n° 64


newsletter diario prevenzione

www.diario-prevenzione.it

1 febbraio 2013 – vol.n°  64

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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SETTIMANE DIFFICILI PER CHI VUOLE CONFRONTARSI SUI PROBLEMI VERI DEL LAVORO.

Sono settimane difficili per chi vuole confrontarsi sui problemi veri del lavoro, su quello che rimane e su quello che dovrà esserci.

Una campagna elettorale brutta, incattivita da scandali, risse fangose e reazioni rancorose tra candidati allontanano sempre più l’attenzione dai problemi materiali e concreti delle persone in carne ed ossa che debbono ogni giorno, ogni settimana,  realizzare il necessario per non sprofondare sotto la linea di non ritorno della povertà.

Diario Prevenzione esiste e  r/esiste, come tanti altri siti e blog ben più noti e frequentati, proprio per combattere questa deriva, con modestia e tenacia,  perchè i problemi veri di chi vive del proprio lavoro rimangano al centro dell’agenda, delle “agende” dei candidati.

Nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro, in forma sotterranea, stanno avvenendo cambiamenti pesanti: le aziende , anche quelle più forti e strutturate sono in affanno, la crisi sta durando troppo a lungo, oltre ogni ragionevole previsione.

Il malessere che si avverte in molte realtà di lavoro, anche in quelle ove prevalgono relazioni civili e un management rispettoso dei diritti e della dignità delle persone che lavorano,  è dato dalla incertezza e dalle preoccupazioni per il futuro; il piacere del lavoro ben fatto viene molto speso sommerso dalla preoccupazione che quel lavoro tra pochi giorni potrebbe non esserci più …” questa è l’ultima macchina  che stiamo terminando… per ora non ci sono altri ordini…” ci diceva  alcuni giorni fa, con aria preoccupata,  un tecnico di una importante azienda meccanica emiliana.

E’ questa cappa pesante di legittime preoccupazioni e paure che bisogna riuscire a rimuovere per tornare a respirare, ad immaginare il futuro.

Anche tra i giovani vi sono iniziative  tese a facilitare l’ingresso nel lavoro. Ci è stato riferito di  diversi casi di giovani che chiedono alle agenzie di formazione di partecipare a corsi di formazione a pagamento per la sicurezza per potere esibire poi nei propri CV gli attestati di partecipazione con la speranza che le aziende li assumano.
Dobbiamo dire per questi casi che l’investimento di denaro in  corsi generici non collegati ad un profilo di rischio specifico di un lavoro e di un luogo di lavoro concreto  potrebbe  risultare uno spreco di tempo e di soldi per chi già ne ha pochi.

Tuttavia deve essere valorizzata la volontà e la tenacia dei ragazzi che prendono queste iniziative. Perchè gli OOPP in accordo con la Regione non progettano un’attività sperimentale di formazione gratuita di base in questo campo mettendo in contatto poi i giovani in cerca di lavoro con eventuali aziende interessate ?

C’è bisogno di idee nuove e di voglia di sperimentare, mettendo in conto anche insuccessi ed errori, per uscire da questa gora.

Vorremmo per davvero una campagna elettorale nella quale candidati e forze politiche si misurassero con questi problemi, ma pare che questi temi siano troppo noiosi per i format televisi d’intrattenimento politico.

Abbiamo scelto di segnalare in questo numero della newsletter alcuni contributi importanti che tentano di suggerire anche qualche soluzione  come

– l’editoriale del Prof.Vittorio Capecchi all’ultimo numero della Rivista Inchiesta, “ILVA: CRISI DEL LAVORO, AMBIENTALE, SOCIALE”

– l’appello dell’Ing.  Mauro Rossato – Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre :”” BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO: DETASSIAMO LE AZIENDE CHE INVESTONO IN SICUREZZA.SERVONO PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI”,

– l’articolo di di Veronica Galster SVIZZERA.ORARI DEI NEGOZI. LA LIBERALIZZAZIONE FA MALE pubblicato sul settimanale online AREA7.CH

Buon Lavoro . Editor

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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01/02/2013 – SVIZZERA.ORARI DEI NEGOZI. LA LIBERALIZZAZIONE FA MALE
di Veronica Galster

Con questa modifica, che si inserisce in un progetto più ampio di liberalizzazione degli orari d’apertura dei negozi, si rischia infatti di spalancare le porte alla generalizzazione della giornata lavorativa di 24 ore. In gioco vi è la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, per un settore dove non c’è la necessità di offrire un servizio non-stop. È infatti dimostrato che il lavoro notturno può creare problemi di tipo fisico e psicologico, così come più in generale gli orari di lavoro diversi da quelli standard: i ritmi sociali vengono sfasati e questo ha un impatto negativo sia sulla salute sia sulla sicurezza dei lavoratori.

Per capire meglio e concretamente quali siano le conseguenze della liberalizzazione degli orari d’apertura dei commerci basta guardare alla vicina Unione Europea, dove il cambiamento è già in atto da alcuni anni e le condizioni di lavoro e di salute di chi è impiegato nella grande distribuzione sono notevolmente peggiorate. A confermarlo una serie di studi raccolti in un dossier apparso sul numero di dicembre di HesaMag, la rivista dell’Istituto sindacale europeo (Etui) che si occupa di salute e sicurezza sul lavoro.

Gli studi, condotti in vari paesi dell’Ue, hanno infatti rilevato un deterioramento progressivo delle condizioni di lavoro nel settore del commercio, con conseguenti problemi di salute legati principalmente agli orari e al ritmo di lavoro cui sono sottoposti i dipendenti. Secondo i dati raccolti nel dossier, tutte le categorie professionali impiegate nella grande distribuzione sono sottoposte ad uno stress crescente provocato da un’intensificazione dei ritmi in un contesto di fragilizzazione della qualità del lavoro. Quasi mai, infatti, il prolungamento degli orari d’apertura ha coinciso con un incremento di personale (in certi casi è addirittura stato ridotto), che resta quindi a livelli insufficenti per far fronte all’aumentato carico lavorativo. I dipendenti del settore, confrontati con orari irregolari e difficilmente pianificabili, con il lavoro su chiamata e con il tempo parziale obbligato, faticano ad organizzare la propria vita al di fuori dell’ambito professionale.

segue su fonte

http://area7.ch/La-liberalizzazione-fa-male-d761d900

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Ilva: crisi del lavoro, ambientale, sociale

di Vittorio Capecchi

Segnaliamo l’editoriale di Vittorio Capecchi per il numero di “Inchiesta” ottobre-dicembre 2012 Ilva: crisi del lavoro, ambientale, sociale.

I testi pubblicati in questo numero di Inchiesta sottolineano che la politica si trova di fronte a una crisi che è insieme del lavoro, ambientale e sociale. L’immagine in copertina dell’Ilva di Taranto su cui si abbatte una tromba d’aria è emblematica di questa situazione.

Come afferma Landini in una delle interviste sull’Ilva riportate in questo numero “Nessuno può più morire per le produzioni, non c’è dubbio. Ma non possiamo neanche perdere migliaia di posti di lavoro stando fermi a guardare”. I dati  che collegano l’Ilva alla città di Taranto sono drammatici.  Il dossier dell’Istituto superiore della Sanità realizzato insieme alla Organizzazione Mondiale della Sanità all’interno del progetto “Sentieri”  riferito al periodo 1995-2009 non lascia dubbi.

>>> segue su fonte

http://www.inchiestaonline.it/editoriali/ilva-crisi-del-lavoro-ambientale-sociale/

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Convegno Regionale “AGRICOLTURA SICURA”

Novità e indicazioni tecniche per la sicurezza e la salute degli operatori

Bergamo, 20 febbraio 2013
La partecipazione al convegno consente di acquisire
3 crediti formativi per gli RSPP
non datori di lavoro (ATECO 1 – Agricoltura) previa iscrizione

Programma Lavori

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Pieghevole%20Convegno%202013%20(1).pdf

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Riceviamo dall’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre:

” BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO: DETASSIAMO LE AZIENDE CHE INVESTONO IN SICUREZZA.
SERVONO PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI.

Intervento dell’ingegner Mauro Rossato – Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre

Stava lavorando. E’caduto da un’altezza di circa 10 metri ed è morto. Questa la tragica sorte toccata il 26 gennaio ad un lavoratore di 59 anni, residente in provincia di Brescia. Ha perso la vita mentre stava lavorando alla rimozione di lastre di amianto sul tetto di un capannone in una ex fonderia. E la stessa violenta fine è toccata il 29 gennaio ad un imprenditore edile siciliano di 43 anni: caduto dal ponteggio che la sua impresa aveva installato a Partinico.

Queste sono solo due delle vittime del lavoro del 2013 in un’epigrafe che sembra non voler conoscere una fine. Soprattutto in edilizia e, spesso, a causa di un inadeguato utilizzo di dispositivi di protezione anticaduta previsti dalle disposizioni legislative.
Tant’è che il 2012 parla chiaro nelle indagini statistiche effettuate dal nostro Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering: nel settore delle costruzioni è stato registrato il 23,6 per cento delle 509 vittime del lavoro del Paese. Mentre nel 2011 era il 22,2 per cento dei decessi e nel 2010 si superava il 28 per cento.
Contemporaneamente la caduta dall’alto è stata la prima causa di morte (24,6 per cento degli infortuni mortali verificatisi in Italia nel 2012). Era il 24,2 per cento nel 2011, il 27,8 per cento nel 2010.

Episodi gravissimi che pongono sotto i riflettori l’emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro e che rendono inaccettabile il disinteresse che spesso regna sovrano in alcuni cantieri o altri luoghi di lavoro in cui c’è chi rischia la vita quotidianamente svolgendo la propria attività professionale.

segue su fonte

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3686&Itemid=2

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31/01/13- PROROGHE E NUOVE SCADENZE PER LA CONFORMITÀ IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO NELLE PMI

Il Decreto legislativo 81/2008, l’unico strumento legalmente accettabile per stimare l’effettiva sicurezza aziendale ed emanato dal Ministero del Lavoro, otterrà piena validità a partire dal 5 febbraio 2013.

Oltre alla descrizione dei cicli produttivi e della struttura aziendale dedicata alla sicurezza, le procedure descrivono le fasi di identificazione dei rischi correnti in azienda, e i conseguenti provvedimenti da accogliere per limitare il pericolo di infortuni.

leggi  l’articolo alla fonte >>> SNOP

http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=233:proroghe-e-nuove-scadenze-per-la-conformita-in-materia-di-sicurezza-sul-lavoro-nelle-pmi&catid=39:notizie-prevenzione-e-lavoro

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Lymphoma risk and occupational exposure to pesticides: results of the Epilymph study

Abstract

Objectives We investigated the role of occupational exposure to specific groups of agrochemicals in the aetiology of lymphoma overall, B cell lymphoma and its most prevalent subtypes.

Methods In 1998–2003, 2348 incident lymphoma cases and 2462 controls were recruited to the EPILYMPH case-control study in six European countries. A detailed occupational history was collected in cases and controls. Job modules were applied for farm work including specific questions on type of crop, farm size, pests being treated, type and schedule of pesticide use. In each study centre, industrial hygienists and occupational experts assessed exposure to specific groups of pesticides and individual compounds with the aid of agronomists. We calculated the OR and its 95% CI associated with lymphoma and the most prevalent lymphoma subtypes with unconditional logistic regression, adjusting for age, gender, education and centre.

Results Risk of lymphoma overall, and B cell lymphoma was not elevated, and risk of chronic lymphocytic leukaemia (CLL) was elevated amongst those ever exposed to inorganic (OR=1.6, 95% CI 1.0 to 2.5) and organic pesticides (OR=1.5, 95% CI 1.0 to 2.1). CLL risk was highest amongst those ever exposed to organophosphates (OR=2.7, 95% CI 1.2 to 6.0). Restricting the analysis to subjects most likely exposed, no association was observed between pesticide use and risk of B cell lymphoma.

Conclusions Our results provide limited support to the hypothesis of an increase in risk of specific lymphoma subtypes associated with exposure to pesticides.

fonte OCCUPATIONAL AND ENVINRONMENTAL MEDICINE

http://oem.bmj.com/content/70/2/91.short?rss=1

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30/01/13 – IDONEITÀ LAVORATIVA: MEDICINA GENERALE E MEDICINA DEL LAVORO A CONFRONTO

Un convegno ha affrontato il tema della collaborazione tra medico competente e medico generico: le certificazioni di patologia e le ripercussioni sulla idoneità lavorativa specifica.

segue su fonte  puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/medico-competente-C-77/idoneita-lavorativa-medicina-generale-medicina-del-lavoro-a-confronto-AR-12532/

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UN VIDEO MOLTO EFFICACE

Raising awareness of occupational safety and health in garment manufacturing

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3682&Itemid=2

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30/01/13 – La funzione del Security manager

Una proposta per la Commissione Consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro: l’obbligo di valutare il rischio Security e assegnare ai Security Manager compiti di gestione e controllo delle fonti di rischio.

fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/valutazione-dei-rischi-C-59/la-funzione-del-security-manager-AR-12534/

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LE NOTIZIE DI AMBIENTE LAVORO – AMBLAV NEWS DEL 28/01/13

PER CONSULTARE TUTTE LE NOTIZIE DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO

VAI AL SITO AMBLAV.IT

http://www.amblav.it/news.aspx

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Buone prassi validate dalla Commissione Consultiva Permanente

• 23 gennao 2013

– Modulo risoluzione del rischio (formato .pdf 155,1 Kb)

– Gestione del traffico nel magazzino (formato .pdf 330 Kb)

– Valutazione dei rischi per attività di witness svolte presso terzi (formato .pdf 379,33 Kb)

– Ribaltatore Bobine (formato .pdf 764,77 K)

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3679&Itemid=2

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Quando i risultati della ricerca diventano “open”

di Luisella Gilardi, DoRS

L’articolo di Laakso e Björk fa il punto sulla diffusione dell’open access a livello internazionale in questi ultimi 10 anni.

Il movimento dell’“open access” (OA) ha esteso la possibilità di disseminare  i risultati delle ricerche di ogni singolo ricercatore e di accedere a quelli degli altri. Il termine “open access”, nel contesto delle pubblicazioni accademiche, è molto usato e si riferisce alla possibilità di poter leggere e scaricare sul proprio PC un articolo senza dover sottoscrivere alcun abbonamento. Molte riviste OA non richiedono alcun pagamento all’autore per la pubblicazione dell’articolo, una minoranza, attualmente in crescita, chiede all’autore il pagamento di una tariffa che si aggira in media attorno ai 900 dollari.

I principi che guidano questo movimento sono quelli per cui la scienza progredisce solo se si condividono i risultati  della ricerca. Lo stesso spirito anima anche strumenti come wikipedia o i software open presenti in internet, ma ciò che distingue le riviste da altri strumenti web è che il prestigio e l’impact factor  sono determinanti nel far sì che un autore decida o meno di pubblicare il suo lavoro su una determinata rivista.
Ci sono anche interessi legittimi che mirano a preservare lo stato attuale delle cose, con le case editrici più importanti che guardano all’open access come una minaccia potenziale per i loro profitti. I conflitti causati da questi e altri fattori possono spiegare il rallentamento nella diffusione dell’OA. Tuttavia, seguendo il percorso del National Institutes of Health degli Stati Uniti, anche il governo britannico ha stabilito di finanziare progetti i cui risultati saranno pubblicati su riviste OA.
E’ importante soprattutto per chi deve prendere decisioni sapere come si è diffuso l’OA, come è cresciuta la fetta di riviste in OA in questi ultimi anni e quale è la proporzione di articoli che attualmente è pubblicata su riviste OA.

>>> SEGUE SU FONTE >>> http://www.dors.it/pag.php?idcm=4828

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28/01/13 – NANOTECHNOLOGY REQUIRES NOVEL SAFETY RESEARCH

Industrially engineered synthetic nanoparticles offer abundant opportunities in several areas of technology. The safety of nanomaterials is essential for the success of this field. The International Congress on the Safety of Engineered Nanoparticles and Nanotechnologies, SENN2012, addresses the latest information on the development of nanotechnology, nanoresearch methods, and new uses of nanomaterials. Almost 250 of the field’s top experts from around the world have gathered in Helsinki to attend the congress.

Nanomaterials are used in thousands of products, such as cosmetics, textiles and communication devices, and nanotechnology opens up new opportunities in, for example, medicine and electronics. It is believed that nanotechnology-based production will grow rapidly in the near future. However, the uncertainty regarding the health effects of nanoparticles is slowing down the implementation of new applications.

segue su fonte FIOH

http://www.ttl.fi/en/press/Pages/pressrelease68_2012.aspx

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28/01/13 – RICONOSCIMENTO DELLE PATOLOGIE PSICHICHE CORRELATE AL LAVORO: CONFRONTO EUROPEO

Uno studio di Eurogip i cui risultati sono stati pubblicati nei giorni scorsi, ha analizzato le modalità di riconoscimento da parte degli Enti Nazionali Assicurativi, delle patologie psichiche correlate al lavoro in dieci paesi europei quali: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna,  Svezia, e Svizzera.

Lo studio si completa con la presentazione delle statistiche disponibili relative alle domande di riconoscimento ed ai casi riconosciuti sia come infortunio sul lavoro che come malattia professionale.
La fattispecie di riconoscimento dell’origine professionale  più semplice è quella in cui la patologia (disturbo psichico correlato al lavoro) è presente nelle tabelle delle malattie professionali. In tal modo la patologia beneficia di una presunzione di origine professionale (presunzione che è più o meno forte secondo le normative dei diversi paesi).

Uno solo dei paesi oggetto dell’indagine, la Danimarca,  ha inserito nel 2005 il “disturbo post-traumatico da stress” all’interno della tabella nazionale delle malattie professionali.
La maggior parte degli altri paesi pervengono al riconoscimento di tale fattispecie nell’ambito della normativa di tutela degli infortuni sul lavoro e non delle malattie professionali.

fonte INCA.IT

http://www.inca.it/Archivionews/DettaglioNotizia.aspx?guid={42D638B5-A716-4B85-8172-4C9DD0557269}&parentId=831

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28/01/13 – ACCORDO INAIL-SAPIENZA SU SALUTE E SICUREZZA IN LUOGHI DI LAVORO

Inail e Sapienza Università di Roma siglano un accordo quadro che rinnova e rafforza la collaborazione avviata in passato tra l’ateneo e l’Ispesl, l’ente di ricerca incorporato nell’Inail nel 2010. L’obiettivo è quello di sviluppare un modello di cooperazione tecnico-scientifica basato sull’integrazione di professionalità e sulla condivisione di strumentazione. Con l’accordo, che ha durata triennale, l’Inail e la Sapienza si impegnano a operare congiuntamente su temi e progetti in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, e di compatibilità ambientale in relazione alla presenza sul territorio di installazioni di produzione e di insediamenti antropici.

>>> SEGUE SU FONTE  ADNKRONOS.IT

http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Welfare/Accordo-Inail-Sapienza-su-salute-e-sicurezza-in-luoghi-di-lavoro_314114186554.html

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28/01/13 – SALUTE E SICUREZZA NELLE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO

Sempre più spesso le aziende esternalizzano le proprie attività e i propri processi. In che modo la crescente importanza delle catene di approvvigionamento incide sulle condizioni di lavoro? Un nuova relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) illustra il tema della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro (SSL) all’interno di queste complesse reti di fornitori e prestatori di servizi.

La relazione dal titolo “Promoting occupational safety and health through the supply chain” (Promuovere la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro attraverso la catena di approvvigionamento), analizza la letteratura esistente in materia, così come le politiche del governo e gli studi di casi, per fornire una panoramica di come la SSL possano essere gestite e promosse attraverso la catena di approvvigionamento e di quali incentivi e strumenti siano disponibili per le imprese onde favorire le buone pratiche in materia di SSL fra i loro fornitori e appaltatori.

Promuovere la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro attraverso le catene di approvvigionamento, il tema dell’attuale campagna dell’EU-OSHA “Ambienti di lavoro sani e sicuri”, è un buon esempio di come i lavoratori possano essere salvaguardati quando le organizzazioni cooperano.

SEGUE SU  FONTE >>>>  OSHA.EUROPA.EU

https://osha.europa.eu/it/press/press-releases/health-and-safety-in-supply-chains

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La trasparenza nelle sperimentazioni cliniche: il caso Tamiflu

“I risultati di tutti gli studi clinici condotti sui farmaci devono essere messi a disposizione della comunità scientifica per una valutazione indipendente”. Si tratta dell’appello lanciato nelle scorse settimane da Fiona Godlee, capo redattore del British Medical Journal (BMJ), dalle pagine dell’autorevole rivista scientifica britannica[1].

Il caso del Tamiflu

A finire sotto i riflettori della campagna, intrapresa dal BMJ, per rendere completamente pubblici i dati delle sperimentazioni cliniche condotte su farmaci e vaccini è Oseltamivir (nome commerciale Tamiflu, Roche), un farmaco antivirale utilizzato per la prevenzione e il trattemento dell’influenza. L’intricata storia di questo farmaco si intreccia con la controversa vicenda della pandemia influenzale del 2009: numerosi governi, in previsione di un evento di questo tipo, avevano accumulato ingenti scorte di Oseltamivir. I soli Stati Uniti avevano acquistato confezioni di questo antivirale per circa 1 miliardo e mezzo di dollari. Queste misure erano adottate in pieno accordo con il piano pandemico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ritiene Oseltamivir “intervento farmacologico chiave per la prevenzione dell’influenza nelle fasi precoci di un evento pandemico, quando non è ancora disponibile il vaccino”[2] e con il piano pandemico del Department of Health and Human Services (HHS) statunitense che dichiara il farmaco “efficace nel diminuire il rischio di polmonite, dimezzare le ospedalizzazioni e ridurre la mortalità per influenza”[3].

segue su fonte

http://www.saluteinternazionale.info/2012/12/la-trasparenza-nelle-sperimentazioni-cliniche-il-caso-tamiflu/#.UQmnLtma85M.twitter

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end file
1 febbraio 2013

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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newsletter diario prevenzione 27 marzo 2012 – vol.n°43


newsletter diario prevenzione


27 marzo  2012 – vol.n°43

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa


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LA SETTIMANA 

Preoccupazione e paura, questi paiono essere i sentimenti più diffusi tra lavoratori e lavoratrici, di questo si discute la sera a cena nelle famiglie, a mensa o nelle pause nei luoghi di lavoro.

Preoccupazioni e paure che vengono alimentate da una campagna mediatica ossessiva che non da tregua:”… se non si fa la riforma del mercato del lavoro si va di nuovo verso il baratro economico….”

L’uso sfrenato delle tecniche a effetto choc dei media vengono poi condite con un mare di balle e di dati falsi da giornalisti molto servili.

Si dice ad esempio che le tutele dell’art.18 della Legge 300 riguarderebbero la minoranza dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti.

 E’ vero, secondo lo studio della Cgia di Mestre, che le aziende con più di 15 dipendenti, interessate al reintegro di un lavoratore licenziato per ingiustificato motivo o ingiusta causa sono una minoranza, circa 156.000 su un totale di 5.250.000 imprese presenti in Italia. Ma è falso che questo diritto riguardi una minoranza di lavoratori:nelle aziende con più di 15 dipendenti sono occupati circa 7,8 milioni su 12 milioni di operai impiegati occupati stabilizzati nel settore privato. E’ il 65% dei lavoratori occupati. 

Il fatto di togliere diritti al 65% dei lavoratori e lavoratrici delle aziende con più di 15 dipendenti non porta  un maggiore benessere e sicurezza al restante 35% dei lavoratori delle piccole aziende… I giovani ora senza lavoro non troveranno particolare sollievo ad apprendere che in famiglia anche papà e/o mamma ultracinquantenni, ben lontani dalla pensione,  hanno perso o stanno per perdere  il lavoro per … fare spazio …. ai giovani.

L’aspetto più osceno e imperdonabile di questa campagna è la strumentalizzazione del dramma dei giovani e delle ragazze senza lavoro contro i padri “privilegiati” in quanto “protetti” dall’art.18 della Legge 300/70

Il tentativo d’indurre sensi colpa nei lavoratori anziani che,  in quanto “portatori di diritti”,  danneggerebbero i giovani, i propri figli,  è un’altra operazione crudele e stupida che disvela il sadismo di coloro che animano questa campagna. E’ facile per chi ha seguito i programmi televisivi individuare i personaggi del governo che hanno animato questa comunicazione malata e nociva.

Il governo Monti è un governo squisitamente politico che ha dilatato il perimetro del proprio mandato fino a porsi l’obiettivo ambizioso di “ridisegnare” la società italiana e le complesse relazioni che stanno alla base del vivere civile con una sequenza d’interventi lampo, dalle pensioni al mercato del lavoro. Il tentativo di “plasmare” secondo i dogmi del neoliberismo il sistema di relazioni sociali e di cancellare i diritti di base che supportano la coesione sociale è l’obiettivo politico,non tecnico, di questo governo d’emergenza.

Abbiamo affrontato questi aspetti di politiche generali del lavoro perchè hanno diretta attinenza con il tema della gestione dei rischi per la salute e la sicurezza nel lavoro.
Con quale spirito, con quale grado di libertà d’espressione i lavoratori e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza solleveranno obiezioni sul luogo di lavoro per richiedere un intervento di bonifica o un cambiamento di organizzazione del lavoro per eliminare un rischio quando sapranno che su di loro incomberà la minaccia di un licenziamento per ragioni economiche …. ?

Gli aspetti della salute della sicurezza e della qualità del lavoro non paiono essere nel catalogo delle priorità di questo governo.

Se questa “riforma” o meglio “controriforma”” dovesse passare nelle modalità disegnate dal presidente Monti e dalla ministro Fornero avremo luoghi di lavoro con lavoratori silenziosi e impauriti: non è con la paura e il conformismo che si realizza il lavoro e i prodotti di qualità..

Per questi motivi la protesta pacifica e democratica contro le misure del governo  è sacrosanta.


Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it


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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE 
SICUREZZA LAVORO &
DEMOCRAZIA

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26/03/12 – PREVENZIONE E RISCHI.RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA: INAIL DÀ ATTUAZIONE ALLE LINEE GUIDA

La Contarp ha promosso una giornata di formazione per condividere con i suoi professionisti le disposizioni della Uni Iso 26000, il documento che illustra i principi e le modalità applicative di questo importante ambito della prevenzione e che permetterà alle aziende ottemperanti una riduzione dei premi
ROMA – Dare concretezza alla responsabilità sociale d’impresa e riconoscere, in modo univoco le aziende che manifestano una particolare sensibilità verso questo tema essenziale per la diffusione di una più capillare cultura della sicurezza sul lavoro. Si è svolto di recente presso la Direzione generale dell’INAIL, a Roma, il  corso di formazione “La responsabilità sociale di impresa e le linee guida Uni Iso 26000: principi e modalità applicative”, un’occasione di confronto per illustrare e condividere con tutti i professionisti della Contarp (la Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione dell’Istituto) i concetti principali, i principi ispiratori e il percorso normativo che hanno portato alla pubblicazione di questo documento essenziale. segue su fonte inail.it 



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26/03/12 – SICUREZZA IN CANTIERE, SIGLATO ACCORDO A PISA


Siglato accordo a Pisa per la sicurezza nei cantieri
Formazione, convegni ed eventi per promuovere la sicurezza dei lavoratori edili: un progetto nato dall’accordo tra INAIL Pisa e altri enti territoriali.
Siglato un protocollo di intesa tra la sede INAIL di Pisa, , l’Ente Pisano Scuola Edile, il Comitato paritetico territoriale per la Provincia di Pisa, ANCE Pisa, feneal-Uil, Filca–Cisl e Fillea-Cgil, per promuovere la sicurezza sul lavoro, in particolare la sicurezza dei lavoratori in cantiere.

“La sicurezza del lavoro e la prevenzione nel cantiere: lavoriamoci insieme!”, questo il nome del progetto che nasce dall’accordo e che nei prossimi anni avrà l’obiettivo di fornire ai lavoratori l’adeguata preparazione circa la vigente normativa sulla sicurezza in cantiere, contenuta nel D.Lgs 81/08, in linea con il piano nazionale per l’edilizia ed un protocollo stipulato dalla Direzione Regionale INAIL per la Toscana.

Come verrà attuato il progetto? Attraverso incontri, convegni e seminari rivolti a lavoratori, datori di lavoro, liberi professionisti e studenti per favorire la sensibilizzazione sui rischi specifici e l’acquisizione dei corretti comportamenti preventivi.

>>> segue su pmi.it 



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26/03/12 – SCOPPIO IN FABBRICA, 5 OPERAI FERITI

Cinque operai stranieri sono rimasti feriti oggi (26 marzo) nello scoppio in una fabbrica della Lafumet, azenda che opera nel settore dell’ecologia. Lo riferiscono le agenzie di stampa. L’incidente è avvenuto a Villastellone, in provincia di Torino. A quanto si apprende, lo scoppio si è verificato nell’area di stoccaggio dei liquami, a questo è seguito anche un incendio. Secondo la prima ricostruzione, gli uomini stavano lavorando con macchinari per la compressione di fusti, forse contenenti liquido infiammabile, quando si è verificata l’esplosione.

segue su fonte rassegna.it




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POLITICHE SOCIALI E SANITARIE

26/03/12 – TUTTI AL PRONTO SOCCORSO DI GAVINO MACIOCCO

Nel mezzo della tempesta economica la politica sanitaria italiana naviga a vista senza un governo che abbia il potere e l’autorevolezza per mettere in sicurezza il sistema, con le regioni in ordine sparso, senza idee e strategie. Un ex ministro della sanità dice: “Non ci possiamo permettere un servizio sanitario nazionale”. E tutt’intorno il silenzio.

La questione dei Pronto Soccorso, ampiamente trattata e discussa nei post di Marco Geddes (che riproponiamo in questa newsletter), è stata l’ennesima occasione per mettere in luce tutti i limiti della politica sanitaria  italiana, senza un governo che abbia il potere e l’autorevolezza per gestire e mettere in sicurezza il sistema (anche dal punto di vista dei diritti dei cittadini) in un momento di così acuta crisi economico-finanziaria (dove altri diritti vengono seriamente messi in discussione, vedi la vicenda dell’art. 18) e con le regioni in ordine sparso, spesso con interessi contrapposti, con orizzonti limitati alle scadenze elettorali, con idee poche e confuse.

Idee poche e molto confuse, ad esempio, quelle della Regione Lazio che  ha deciso di avviare una sperimentazione che prevede la presenza di medici di famiglia all’interno degli ospedali, in locali adiacenti al Pronto Soccorso, per lo smaltimento dei casi di minore gravità (codici bianchi). Vedi articolo Messaggero.  Una soluzione strampalata e illogica, destinata ad aumentare l’offerta del Pronto Soccorso e quindi ad accrescere inevitabilmente l’attrazione del pubblico verso questa struttura, decretandone il probabile definitivo collasso (alla voce: eterogenesi dei fini). >>>> segue su fonte saluteinternazionale.info 




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Esposizione ad agenti chimici, presentate  le “Linee Guida” delle Arpa
giovedì 22 marzo 2012

 
Sperimentato in Basilicata il nuovo modello che analizza i potenziali rischi per i lavoratori esposti a sostanze potenzialmente pericolose. Il sistema è applicabile nei laboratori di analisi e agenziali  

Ha preso il via dalla Basilicata la sperimentazione di un modello per analizzare e classificare l’esposizione dei lavoratori che usano e manipolano sostanze potenzialmente pericolose. I ricercatori lucani dell’Arpab hanno avuto un ruolo di spicco per testare il sistema elaborato nell’ambito di un progetto, nato nel 2006, che  ha coinvolto le Arpa di Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Campania e Sicilia.

Il sistema è stato presentato oggi a Potenza al Teatro Stabile nel corso di un convegno sulle “Linee Guida per la Valutazione del Rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni”, alle quali dovranno uniformarsi i laboratori del sistema sanitario e agenziale dove i lavoratori vendono a contatto con sostanze potenzialmente pericolose.

Elaborate dal Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” di Ispra, le “Linee Guida” operano effettuando la valutazione del rischio chimico a partire dall’identificazione delle diverse sostanze.

Si tratta di un sistema che, partendo dall’analisi dalla realtà nella quale si trovano ad agire professionisti delle Arpa, può essere esportato ad ogni lavoratore che viene in contatto con sostanze potenzialmente chimiche. Obiettivo del Gruppo di Lavoro è, infatti, la concreta attuazione di un percorso per elaborare uno strumento originale che garantisca maggiore tutela della salute e del benessere dei lavoratori.

Utilizzando fogli di calcolo excel e semplici strumenti informatici, si cerca di individuare situazioni di rischio e di offrire buone pratiche e tecniche per affrontare eventuali criticità.

La conoscenza della pericolosità delle sostanze in uso e la loro quantificazione, mediante il calcolo dell’indice di rischio, rappresenta l’elemento fondamentale dello studio e consente di mettere in atto misure precauzionali per tutelare la salute del lavoratore sovraesposto a sostanze delle più svariate tipologie di pericolosità (tossiche, cancerogene, infiammabili, irritanti, sensibilizzanti, ecc.) presenti nei cicli produttivi anche se utilizzati in piccole e talvolta modeste quantità. 

 “La creazione di condizioni di lavoro sicure e sane rappresenta oggi una sfida. E’ necessario diffondere una nuova cultura che deve essere costruita congiuntamente da Governi, datori di lavoro e professionisti. Una cultura della salute e della sicurezza, in cui il diritto ad un ambiente di lavoro salutare viene rispettato a tutti i livelli, a cui tutti contribuiscono attivamente attraverso un sistema di responsabilità e doveri ben definiti e dove la prevenzione ricopre un ruolo prioritario”.

Lo ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vilma Mazzocco intervenendo al convegno.

SEGUE SU



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24/03/12 – SICUREZZA SUL LAVORO, GUARINIELLO: “BISOGNA DARE VITA A NUOVI COMPORTAMENTI”

Portare l’attenzione sul problema della sicurezza sul lavoro, che ogni anno, anche in Toscana, provoca morti e infortuni gravi. Questo l’obiettivo del seminario “Obblighi, deleghe e responsabilità in materia di sicurezza del lavoro”, che ha avuto luogo stamani al “Florence learning center Auditorium”, in via Perfetti Ricasoli, per iniziativa di Qu.In società toscana di formazione del settore sicurezza e ambiente e Interstudi società di ingegneria, con la collaborazione di Iposa. A parlare del tema Raffaele Guariniello, Capo Vicario della Procura della Repubblica di Torino, e autore del “Testo unico in materia di sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza”.
segue su fonte nove.firenze.it



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STRUMENTI DI LAVORO

MATERIALI DEL SEMINARIO SUI DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI

“Strumenti per la gestione dei rischi dei disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi e da movimentazione carichi, lo stato dell’arte. Il ruolo del Sindacato”.
Bologna 21 marzo 2012



Nei paesi industrializzati le patologie muscoloscheletriche degli arti superiori rappresentano, nel loro complesso, una delle più diffuse malattie da lavoro.
La loro origine lavorativa è stata dimostrata da innumerevoli studi.
Le attività lavorative in cui sono abitualmente richiesti movimenti ripetitivi e sforzi ripetuti rappresentano , in determinate condizioni, un potenziale rischio per queste patologie. Nella realtà produttiva emiliano romagnola moltissime sono le aziende manifatturiere ove è presente il rischio di disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi della mano e del braccio.
Le situazioni di maggior rischio sono presenti nei reparti di montaggio di serie delle aziende metalmeccaniche, nel settore dei lavori agricoli, della macellazione e lavorazione carni, nel confezionamento dei prodotti alimentari, nei settori della gomma plastica, del pulimento e del tessile-abbigliamento.
In molte  realtà si registra anche  il rischio da movimentazione carichi, in particolare nei settori della logistica e nel settore sanità e assistenza ( movimentazione pazienti…)

In questa fase di crisi vi è la maggiore possibilità che si allentino da parte delle aziende le misure di prevenzione, sia verso i rischi da movimenti ripetitivi, sia da movimentazione carichi; con l’effetto verosimile di un incremento delle patologie muscoloscheletriche. Si tenga presente che le patologie muscolo scheleteriche hanno un effetto invalidante che nel lungo periodo può portare alla inidoneità a molti lavori che richiedono manualità …con le prevedibili conseguenze.
Abbiamo scelto , per ragioni di spazio, di riprodurre come materiali le relazioni degli esperti

“Strumenti per la gestione dei rischi dei disturbi muscoloscheletrici da movimenti ripetitivi e da movimentazione carichi, lo stato dell’arte. Il ruolo del Sindacato”. Dott.Francesco Tuccino, Ergonomo

Presentazione diapositive della Relazione . file ppt


La registrazione audio della relazione ( 63 minuti) ASCOLTA




Intervento di Dirce Fantini  INCA Emilia Romagna sulle esperienze di tutela dei lavoratori

Testo Intervento


Registrazione audio della  Relazione ( Durata 23 minuti ) ASCOLTA


ALTRA BIBLIOGRAFIA DISPONIBILE DOSSIER
DISTURBI MUSCOLOSCHELETRICI



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23/03/12 – EMILIA ROMAGNA UN DATA BASE PER COMPRENDERE MEGLIO LA GIURISPRUDENZA IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO IN EDILIZIA.



Il documento propone elaborazioni e considerazioni sulle modalità di raccolta, classificazione ed analisi dei principi di diritto nelle sentenze della Corte di Cassazione. Si tratta di un materiale di lavoro prodotto nell’ambito della collaborazione fra Regione e forze sociali. Il documento è disponibile alla sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri”.
 
L’Area tematica “Sistema di osservazione” della sezione “Dati per conoscere il lavoro nei cantieri” è stata aggiornata con un documento che presenta un nuovo strumento al servizio degli operatori delle costruzioni. Il database è stato realizzato per facilitare la lettura delle sentenze e con l’ambizione di contribuire alla più ampia comprensione di uno strumento che possiede informazioni utili ad una platea molto più vasta di quella composta dai soli giuristi.
Il documento ne illustra gli obiettivi ed analizza statisticamente le informazioni ricavate. Alle prime 100 sentenze se ne aggiungeranno altrettante nel corso dell’anno.
E’ possibile richiedere informazioni e chiarimenti, nonché inviare suggerimenti per proporre miglioramenti dei servizi informativi offerti, all’indirizzo sicurezzaneiluoghidilavoro@nuovaquasco.it
 
per facilitare la consultazione del documento e delle SCHEDE delle sentenze esaminate, si allega l’indirizzo web di riferimento

 
 

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23/03/12 – L’individuazione del datore di lavoro “effettivo”

I criteri di individuazione del datore di lavoro nelle aziende: il principio di effettività, la responsabilità solidale degli amministratori, le deleghe e la possibilità di individuare più datori di lavoro. Di Rolando Dubini.

>> segue su fonte puntosicuro.it



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22/03/12 Il pm Guariniello indaga sui corsi di formazione

La Procura di Torino indaga su alcuni soggetti che erogano formazione per la sicurezza sul lavoro. L’obiettivo è accertare la violazione dell’obbligo dell’effettivo apprendimento. E l’inchiesta potrebbe allargarsi alla “finta Fad”. Di Enzo Di Frenna.

Il giudice Raffaele Guariniello sta indagando sui corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro. «Ho situazioni che sono sotto attenzione. Quindi non posso esprimermi nel dettaglio», conferma a PuntoSicuro il pm della Procura di Torino. Si apre dunque un filone d’inchiesta che potrebbe portare a interessanti sviluppi. Il magistrato vuole accertare se la galassia di sigle e società che erogano corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro abbia predisposto strumenti e metodologie che possano provare l’ avvenuto apprendimento da parte di imprenditori e lavoratori. Spiega Guariniello: «Ci stiamo occupando del problema perché ci sono state alcune sentenze della Cassazione dove si afferma che la formazione dei lavoratori e dei datori sia un’attività che abbia carattere effettivo, quindi è necessaria la verifica dell’apprendimento. Andremo dunque a controllare i risultati concreti di chi opera nel settore. Se la formazione non ha previsto un’effettiva verifica dell’apprendimento riteniamo che ci sia la violazione dell’obbligo prevista dalla normativa in vigore».


segue su fonte puntosicuro.it




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21/03/12 – AMIANTO, REGIONE PIEMONTE: NUOVA ORGANIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI SERVIZI


Torino – La Regione Piemonte riorganizza il sistema di gestione delle problematiche sanitarie, ambientali e di ricerca sull’amianto. Su proposta degli assessori alla Sanità, Paolo Monferino, e dell’Ambiente, Roberto Ravello, è stato istituito un Comitato di Direzione, con il compito di pianificare le attività gestionali. A supporto del Comitato sono stati creati altri due organi: la Consulta per le attività assistenziali, di ricerca biomedica ed ambientale, e il Comitato per la proposizione delle linee strategiche. 
Dal punto di vista operativo, viene incentivata l’attività integrata delle due strutture che operano in forma esclusiva sulle tematiche inerenti l’amianto: il Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, ovvero Centro Sanitario Amianto, e il Polo Amianto dell’Arpa, ossia Centro Ambientale Amianto.

La riorganizzazione investe il livello strategico, con l’istituzione del Comitato di Direzione, a cui spettano funzioni di coordinamento, strategiche, programmatorie e di governo. Il Comitato è composto dai responsabili del Centro Sanitario Amianto e del Centro Ambientale Amianto e da due delegati: uno della Direzione Sanità e l’altro della Direzione Ambiente della Regione Piemonte. Ottimizzare le risorse pubbliche, definire azioni integrate, quali la formazione, l’informazione e la comunicazione con i cittadini e con i lavoratori: queste le altre competenze del Comitato.

La Consulta per le attività assistenziali, di ricerca biomedica ed ambientale, o Consulta tecnico-scientifica, è un organo funzionale e consultivo, relativo a tematiche sia sanitarie che ambientali. Ha fiunzioni di supporto del Comitato di Direzione, le cui linee strategiche generali sono definite dalla Regione Piemonte. 
Il Comitato strategico è un organo propositivo, si relaziona direttamente con il Comitato di Direzione mediante apposite riunioni, convocate almeno due volte all’anno.
Al Centro Sanitario Amianto, con sede a Casale Monferrato, spettano le attività inerenti la gestione ordinaria e straordinaria dell’impatto sanitario correlato all’esposizione alle fibre di amianto, dalla sorveglianza epidemiologica della popolazione alla ricerca nel campo della diagnostica e della terapia. Il Centro è articolato in tre settori: l’Area Medica, cui compete la valutazione epidemiologica del rischio amianto e le misure da adottare, oltre alla gestione delle attività sanitarie, l’Area Tecnica e l’Area Amministrativa.
Il Centro Ambientale Amianto, o anche Polo Amianto di Arpa Piemonte, con sedi a Grugliasco e a Casale Monferrato, svolge attività di campionamento ed analisi, ma anche di formazione, documentazione e ricerca.




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ART 18 COME ARIETE – N.Cacace – economia & lavoro

L’articolo 18 è utilizzato come ariete per tenere sotto traccia altre verità scomode agli investitori. Pertanto è stata costruita un’aspettativa mediatica che assegna poteri taumaturgici inesistenti al ridimensionamento di questa importante norma. Nicola Cacace, come da sua antica prassi, elenca fatti e dati per mettere in evidenza che nel mercato globalizzato della finanza e delle merci tutti i Paesi, tranne l’Italia, hanno capito da tempo quel che c’era da fare e si sono mossi nelle direzioni obbligate: più fondi all’innovazione e alla ricerca, più istruzione per tutti, più formazione continua, cioè miglioramento della qualità, cioè dell’uomo che la produce. L’Italia ha puntando invece sulla precarietà dell’impiego e sul basso costo lavoro, purtroppo con la complicità attiva e passiva di troppi industriali, per ignoranza o nella illusione di lucrare qualche vantaggio. Come fanno anche oggi spingendo come un ariete l’articolo 18 bisognoso di manutenzione ma non problema centrale, invece di spingere sulle riforme necessarie al Lavoro e a loro stessi, qualità delle produzioni e quindi del lavoro.





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LE COSE NON DETTE – controinformazione – economia & lavoro

La crisi mondiale del lavoro è parente stretto dell’aspettativa dei mercati che vogliono rendimenti a breve qui per poi scappare là dove riaprire aspettative. L’aspettativa è una cosa seria se legata a progetti che si fondino su analisi e dati del reale per proiettarli nel futuro. L’aspettativa può essere anche un inganno sulla realtà che i media a loro volta sostengono e rilanciano. Come ad esempio il caso dell’articolo 18 in Italia. Il titolo “le cose non dette” può essere contestato per quanto più avanti esposto, ma notizie (vere) che durano lo spazio di un mattino a fronte del tambureggiamento ossessivo dei TG ( tutti) e dei media (notizie false o gravemente incomplete tali da indurre all’errore) fanno sì che le prime abbiano il peso delle “cose non dette”.

Un primo esempio. E’ opinione comune che l’articolo 18, per quanto importante, sia un diritto per una minoranza dei lavoratori. Lo hanno affermato autorevoli conduttori televisivi e giornalisti.

Vero o falso? E’ vero, secondo lo studio della Cgia di Mestre, che le aziende con più di 15 dipendenti, interessate al reintegro di un lavoratore licenziato per ingiustificato motivo o ingiusta causa sono una minoranza, circa 156.000 su un totale di 5.250.000 imprese presenti in Italia.

Altrettanto vero però che in quelle aziende con più di 15 dipendenti sono occupati circa 7,8 milioni su 12 milioni di operai impiegati occupati stabilizzati nel settore privato. E’ il 65% dei lavoratori occupati.

Un secondo esempio. E’ diventata opinione comune che l’articolo 18 sia causa di molti guai economici del nostro paese, il principale assillo delle nostre imprese e ancor più dell’Europa. Ma quale contenzioso non fisiologico ha mai generato?

Gli ultimi dati forniti dall’Istat, riferiti al 2006, dicono furono presentate, in primo grado, 8.651 controversie legate all’articolo 18 e il 44,8% di esse respinte. Di quelle giunte a sentenza e che decisero l’appello ben il 63,1% non furono accolte ( studio della Cgia di Mestre).

Un’altra stima è stata fatta dalla Cgil con una ricerca durata cinque anni dell’ufficio vertenze, da cui risulta un numero di vertenze con reintegro, gestite dalla Cgil, di 100 in cinque anni, una ventina l’anno. Questo numero è stato moltiplicato per tre per tener conto delle altre OO.SS. quindi si tratta di 60 reintegrati all’anno su milioni di occupati dipendenti. da articolo di N.Cacace) ”.

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21/03/12 – ESERCITAZIONE NELLA GALLERIA AV MA SENZA I DELEGATI PER LA SICUREZZA

Domani sera Trenitalia ha deciso di fare un’esercitazione antincendio nella galelria Firenze-Bologna, la più lunga d’Europa. Ma non sono stati invitati i responsabili della sicurezza. Perché?

Ma a che serve un’esercitazione antincendio, se alla stessa non partecipano né i responsabili dei lavoratori per la sicurezza, né gli organismi pubblici addetti all’emergenza (118, vigili del fuoco, protezione civile)?
E’ quello che succederà domani sera, quando nella galleria più lunga d’Europa – il traforo sulla linea ad Alta velocità tra Firenze e Bologna – si svolgerà una importante esercitazione per capire come intervenire in caso di un incendio dentro al “tubo” e per verificare che nel sistema tutto sia apposto. L’esercitazione serve per verificare il Pei -il piano di emergenza interno. Va testato periodicamente che in un “macroscenario” tutte le procedure funzionino: domani si osserverà che cosa succederebbe se un treno si incendia quando entra in galleria. Brutto scenario.
Ma certo serve a poco se non è permesso ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori di verificare che tutte le procedure effettivamente funzionino, né sia permesso – almeno a quanto risulta ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza – che all’esercitazione partecipino “osservatori pubblici” come la Protezione civile o i vigili del fuoco. I quali, stando sempre ai Rls, non sarebbero stati neanche avvertiti. Se le cose stanno così, allora Trenitalia se la canta e se a suona. A che scopo?
I delegati per la sicurezza hanno scritto una lettera per chiedere il coinvolgimento di tutti gli enti preposti alla sicurezza, e una procedura di massima trasparenza che renda “edotta” anche l’opinione pubblica.
Non si tratta di una mera richiesta sindacale. La super-galleria lunga 73 chilometri, considerata la più grande “opera pubblica” italiana, e fiore all’occhiello di Trenitalia ha sicuramente “accorciato” l’Italia, rendendo più veloci i collgamenti. Ma non bisogna dimenticare che polemiche sulla sua sicurezza ci sono sempre state (LEGGI), e quindi l’attenzione è massima.




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21/03/12 – RISCHIO CHIMICO: COME TUTELARE LA SALUTE NEI CANTIERI EDILI

 I fattori di rischio chimico correlati alle operazioni lavorative del comparto edile. Silice, amianto, fibre minerali artificiali, polvere di legno, cemento, fluidi disarmanti, bitumi, catrami e prodotti adesivi. I rischi e le misure di prevenzione. 

 fonte puntosicuro.it 



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20/03/12 – SANITA’: MANIFESTO SINDACATI MEDICI, PEGGIORANO CONDIZIONI LAVORO

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria lanciano a partire da oggi ”una campagna per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro, muovendo dalla considerazione che i recenti fatti di cronaca che hanno fatto esplodere la crisi dei pronto soccorso siano solo il sintomo della crisi generale del sistema sanitario”. E’ quanto si legge in un manifesto firmato da Anaao Assomed, Cimo-asmd, Aaroi-emac, Fp Cgil medici, Fvm, Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo, Ascoti-fials medici, Uil fpl medici, Sds snabi, Aupi, Fp cgil spta e Sinafo.

IL MANIFESTO

Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria lanciano a partire da oggi una campagna per denunciare il peggioramento delle condizioni di lavoro, muovendo dalla considerazione che i recenti fatti di cronaca che hanno fatto esplodere la crisi dei pronto soccorso siano solo il sintomo della crisi generale del sistema sanitario.
Denunciamo il peggioramento delle condizioni di lavoro, grazie al blocco del turn over ed all’esodo pensionistico, che determinano flessione del numero di medici a fronte di un aumento dell’attività, come dimostrano gli afflussi al Pronto soccorso.
Denunciamo che si sia fatta cassa con le nostre buste paga e con le nostre pensioni.
Denunciamo una minaccia alla libera professione intramoenia e agli istituti normativi ed economici contrattuali.
Denunciamo l’attacco alla nostra autonomia professionale,previdenziale e contrattuale.

Questi gli slogans che campeggiano sul manifesto e che rappresentano la sintesi delle battaglie condotte dall’intersindacale fino ad oggi, anche nei confronti delle direzioni aziendali e delle Regioni, che, con i tagli lineari dei costi fissi, rischiano di affondare il diritto alla salute dei cittadini insieme con le capacità dei professionisti.

ANAAO ASSOMED – CIMO-ASMD – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI – FVM – FASSID – CISL MEDICI – FESMED – ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI – UIL FPL MEDICI – SDS SNABI – AUPI – FP CGIL SPTA – SINAFO


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20/03/12 – UN VADEMECUM PER MIGLIORARE LA SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ CALZATURIERE


La Regione Lombardia approva il vademecum per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nelle attività calzaturiere. Le indicazioni operative per gli agenti chimici, l’esposizione alle polveri, gli agenti fisici e il rischio macchina.


segue su fonte puntosicuro.it 



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20/03/12 – SICUREZZA DELLA GUIDA USA. EVITARE L’USO DI DISPOSITIVI ELETTRONICI CHE POSSONO DISTRARRE IL GUIDATORE.

 La National Highway Traffic Safety Administration terrà un seminario tecnico il 23 marzo sulle sue linee guida volontarie proposte volte a scoraggiare i costruttori di veicoli di aggiungere “dispositivi che possono distrarre il guidatore” ai loro veicoli.

 segue su Fonte OHS  



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20/03/12 – TUMORE CEREBRALE E TELEFONO CELLULARE

Autore: Dott.Cristiano Ravalli, medico competente, Milano


E’ notizia di questi giorni che la Procura di Torino indaga su un sospetto tumore professionale (glioblastoma) la cui causa potrebbe risiedere nell’esposizione a radiofrequenze (telefono cellulare usato in modo massivo).

Si tratta di un autotrasportatore di 45 anni che ha utilizzato il cellulare, per telefonate, per almeno 7 ore al giorno per 20 anni. Così almeno riportano i quotidiani. La notizia positiva è che è stato sottoposto ad intervento chirurgico ed ora è in buona salute.
la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), già nel maggio 2011, aveva classificato le radiofrequenze come possibili cancerogeni per l’uomo (Classe 2B), sulla base di un limitato incremento di glioma e di neurinoma del nervo acustico negli utilizzatori “pesanti” di telefono cellulare. L’Agenzia ci fornisce anche un’indicazione di “utilizzatore pesante”: almeno 30 minuti al giorno per 10 anni (leggi un mio post precedente sull’argomento)

>>>>> SEGUE SU 



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19/03/12 – ANORESSIA, FINISCE IN PARLAMENTO. IL CASO DELLA BALLERINA LICENZIATA

Interrogazione del pdl Dima ai ministri Balduzzi, Fornero e Ornaghi sull’étoile Garritano,
allontanata dalla Scala dopo aver denunciato i fenomeni di anoressia nei corpi di ballo
Mariafrancesca Garritano

Approda in Parlamento il caso di Mariafrancesca Garritano, la ballerina licenziata dal teatro alla Scala di Milano dopo aver denunciato casi di anoressia nelle scuole e nei corpi di ballo. In una interrogazione ai ministri della Salute (Renato Balduzzi), del Lavoro (Elsa Fornero) e dei Beni e le attività culturali (Lorenzo Ornaghi) il deputato pdl Giovanni Dima chiede “quali iniziative i ministri interrogati intendano porre in essere per far si che nei corpi di ballo dei teatri italiani si seguano regole deontologiche ed etiche che privilegino e salvaguardino la salute della persona”.

Nell’interrogazione si chiede inoltre “quali iniziative si intendano assumere a tutela dell’artista Mariafrancesca Garritano, anche al fine di manifestare solidarietà a una donna che ha raccontato le sue sofferenze sull’anoressia, e per questo licenziata, mettendo in guardia quante frequentano le accademie di danza e i corpi di ballo dai rischi dei disturbi alimentari”. Dima ricorda quindi i dati di una statistica su scala mondiale secondo la quale una ballerina su cinque è anoressica. >>> segue su repubblica.it



Commento. E’ da qualche anno che i lavoratori di qualsiasi settore, dalle ferrovie al teatro, qualora decidano di  esprimere  il proprio pensiero critico su aspetti che riguardano il proprio  lavoro  rischiano o subiscono il licenziamento in ragione di un  “venir meno del rapporto di fiducia tra lavoratore e impresa…”
Dal macchinista DeAngelis che denunciò problemi di sicurezza nei treni eurostar   alla ballerina Garritano che ha raccontato l’esperienza di anoressia  vi  è una lunga sequenza di azioni intimidatorie per inibire ai lavoratori  l’espressione del proprio pensiero in merito alla sicurezza e alla salute correlate al lavoro. Questi episodi testimoniano l’aggressione autoritaria da parte del management del diritto dei lavoratori  ad esprimere un proprio punto di vista o a denunciare una situazione di rischio d’interesse pubblico.
Tra non molto nessuno parlerà più  per timore di rappresaglie: la libertà d’espressione garantita dall’art.21 della  Costituzione  pare come sospesa quando un lavoratore intende fare conoscere i problemi connessi al proprio lavoro.
L’art.18 della Legge 300 che la  saccente ministra Fornero intende amputare serve anche a questo scopo: a tutelare la libertà d’espressione e di denuncia di situazioni pericolose.
L’Italia del 2012 rischia  di assomigliare sempre di più ad un regime tipo DDR,  di marca neoliberista,  questo non è accettabile per chi crede nei valori della Costituzione a cominciare dall’art.21 

editor


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19/03/12 – UN BAGNO DI REALTA’ LA LETTERA UNITARIA DEI FERROVIERI AI MINISTRI FORNERO E PASSERA

Un bagno di realtà  per i ministri che hanno allungato l’età lavorativa a  categorie come i ferrovieri che svolgono attività ad elevato rischio per sè e per i viaggiatori.

LA LETTERA 



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Censis: un’indagine sullo stato della sanità nel Paese
16 marzo 2012

Più spesa privata meno qualità dei servizi in sanità. E’ uno degli aspetti che emerge da un’indagine del Censis condotta nel febbraio scorso. Ancora: il 57% circa degli italiani è per l’attribuzione di maggiori responsabilità alle Regioni in materia sanitaria. In aumento il numero di coloro che ritengono peggiorato negli ultimi anni il proprio sistema sanitario regionale. La notizia nella newsletter “Regioni.it”.

Roma, 16 marzo 2012 – Sono stati diffusi recentemente i risultati di un’indagine ad ampio spettro sulla sanità nel nostro Paese condotta dal Censis (Centro studi investimenti sociali).

Tra gli aspetti analizzati, quello delle risorse destinate alla sanità e agli effetti che la crisi e il conseguente contenimento dei budget pubblici ha prodotto nel rapporto che abbiamo con la nostra salute.

In particolare, dopo i tagli alle risorse, la spesa pubblica risulta essere sempre meno adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini che invece si rivolgono di più alla sanità privata.

Gli italiani – si legge nel rapporto – spendono di tasca propria 30,6 miliardi di euro (+8% rispetto al periodo 2007-2010). E ancora: per il 55,3% degli intervistati, il Servizio sanitario della propria regione è rimasto uguale negli ultimi due anni, per il 31,7% è peggiorato (erano il 21,7% nel 2009), mentre per il 13% è migliorato (erano il 20,3% nel 2009). Coloro che si esprimono nei termini di un peggioramento sono più numerosi nelle regioni del sud (38,5%).

Dall’indagine risulta inoltre che continua a riscuotere un sostegno maggioritario tra i cittadini italiani (pari al 57% circa), il fatto dell’attribuzione alle Regioni di maggiori responsabilità in materia di sanità. Quanto alle ragioni del sostegno al federalismo, il 36,6% degli italiani sostiene che esso consente di creare una sanità più vicina alle esigenze delle popolazioni locali ed il 16% che rappresenta un modo per responsabilizzare maggiormente gli attori del sistema.

Dalla ricerca emerge, inoltre, che per i cittadini italiani il futuro della sanità è segnato da due paure principali: quella di un’accentuazione delle differenze di qualità tra le sanità regionali (35,2%) e quella dell’interferenza della politica che può danneggiare in modo irreparabile la qualità della sanità (35%)   L’indagine del Censis (15 marzo 2012)


FONTE SALUTER.IT


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DOCUMENTI, RELAZIONI E INTERVISTE RELATIVE ALLE
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ROBOT ECOSENDER
01:19 27/03/2012

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Gino Rubini, editor di www.diario-prevenzione.it


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