newsletter diario prevenzione 1 ottobre 2014


newsletter diario prevenzione

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1 ottobre  2014 – vol.n° 94

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa


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Care lettrici e cari lettori, rieccoci di nuovo.

Renzi, Job Acts e la  produzione di manici di scopa…

Cerchiamo con precisione e senza essere pesanti di rappresentare ciò che sta avvenendo in Italia sul tema del lavoro, dei diritti dei lavoratori, sull’occupazione.
Il presidente del Consiglio dei Ministri del governo italiano, pervenuto a tale responsabilità legittimato solo dal voto delle primarie del suo partito, senza una elezione a suffragio diretto da parte dei cittadini, si propone di cambiare l’Italia cominciando dal taglio dei diritti dei lavoratori. Il suo governo ha  ricevuto il voto di fiducia da un  Parlamento che è stato eletto con una legge elettorale giudicata incostituzionale…

Secondo le teorie tardo liberiste di questo leader  la priorità per guarire da tutti i mali l’Italia sarebbe quella di cancellare lo Statuto dei lavoratori e riscrivere le norme del lavoro in modo tale da togliere tutti i lacci e lacciuoli che , a suo dire, impedirebbero la ripresa economica e il fluire degli investimenti verso nuove imprese.

L’insieme dei discorsi del Presidente del CdM e dei suoi ministri lasciano trasparire la scarsa conoscenza delle cose di cui sproloquiano.

L’obiettivo di attrarre investimenti e di mettere in moto nuove attività che creino occupazione è più che condivisibile. Ma sono petizioni di principio generiche. Nei loro discorsi non appare mai una riflessione seria e la  proposta di una vision e di una strategia su quale posizionamento dovrà occupare nei prossimi decenni l’Italia nella divisione internazionale del lavoro.

Non vi è nessuna idea su quali vie di sviluppo e in quali settori puntare tutte le energie e le forze per realizzare di nuovo l’eccellenza italiana sui mercati mondiali.
Vogliamo essere eccellenti nella fabbricazione di manici di scopa o nella costruzione di macchine sofisticate ad elevate tecnologie ? Queste scelte darebbero origine a strategie molto diverse sia per quanto attiene la formazione dei lavoratori, l’orientamento degli investimenti e le politiche d’incentivazione per quegli imprenditori che volessero mettersi in gioco.

E’ chiaro che la scelta di collocare l’Italia nelle eccellenze tra i fabbricanti mondiali di manici di scopa e di spazzolone non implicherebbe grandi discussioni sui diritti dei lavoratori. Sarebbe sufficiente ridurre salari e diritti al punto tale da rendere competitiva l’offerta di lavoro italiana con quella dei paesi asiatici più poveri.

Ben altre politiche industriali e di valorizzazione del lavoro richiederebbe la scelta di fare ritornare l’Italia competitiva sui mercati mondiali dell’alta tecnologia nella produzione di beni strumentali durevoli, software di elevata qualità, ecc. Sistema di formazione di alta qualità, fidelizzazione dei lavoratori da parte delle imprese, elezioni di rappresentanze autorevoli  dei lavoratori, sindacato forte e in grado di mantenere la parola data,  salari dignitosi e grande cura delle relazioni tra impresa e lavoratori…
Il governo Renzi va in direzione contraria a queste strategie di valorizzazione del lavoro necessarie per produrre prodotti ad alto valore aggiunto.

Le scelte del governo Renzi, con il job acts, la cancellazione dello Statuto dei lavoratori fanno presagire che la scelta sia quella  della ricerca dell’eccellenza nel campo della produzione dei manici di scopa e non di quella delle vie alte dello sviluppo. Si vuole un lavoratore impaurito, alla mercè degli umori del padroncino o del capo reparto che lo può licenziare “ad nutum”. Nessuno oserà più chiedere miglioramenti o denunciare le cose che non vanno bene, prevarranno forme diverse di comando controllo basate sulla cultura del biasimo ( blame culture ). Con questi modelli relazionali si possono produrre solo manici da scopa, rondelle e tappi a corona, e forse neppure quelli. Per dare un’idea su dove sia collocata l’Italia ora nella divisione internazionale del lavoro e delle produzioni tecnologiche, ho visto a IFA, grande fiera dell’elettronica di consumo, qua a Berlino, che nel campo della comunicazione e telefonia, erano presenti alcune aziende italiane,poche, produttrici di astucci e cover per smartphone.Per l’appunto produttrici di astucci, non di smartphone o di altre apparecchiature ad alto valore aggiunto.

Questo sito si occupa da quasi vent’anni del tema della salute e della sicurezza nel lavoro e ritiene, da sempre, suo dovere fare una battaglia di chiarezza sulle norme che regolano i diritti dei lavoratori perchè dalle condizioni più complessive di vita nel lavoro  dipendono la valutazione e gestione dei rischi in azienda. Le scelte del governo Renzi in materia di riduzione dei diritti dei lavoratori avranno un impatto gravissimo sulle condizioni di sicurezza nel lavoro. Questo governo farà arretrare le condizioni di lavoro e regredire a livelli primitivi le relazioni industriali  con danni enormi al patrimonio di salute fisica e psichica  della popolazione che vive del proprio lavoro. Gino Rubini

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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Umberto Romagnoli: La vertigine neoliberista. Il datore di lavoro è più uguale del suo dipendente. fonte INCHIESTAONLINE.IT

Un’autorevole storiografia attribuisce al diritto del lavoro un ruolo di pedagogia di massa sostenendo, non a torto, che avrebbe educato moltitudini di artigiani spiazzati dall’avvento della grande manifattura, e di contadini non più del tutto contadini, all’idea che la cosa più giudiziosa che si potesse fare era quella di smetterla di rincorrere il sentimento di giustizia offeso dalle forme di dipendenza imposte dal capitalismo moderno all’interno di luoghi di produzione estranei agli schemi cognitivi sedimentati nella memoria collettiva delle precedenti generazioni.

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4414&Itemid=2

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Invecchiamento della popolazione lavorativa e sicurezza: quali scenari per il futuro?

Come sta cambiando il mondo del lavoro? Quali scenari ci aspettano con l’innalzamento dell’età pensionabile? Quale futuro attende l’attuale forza lavoro, caratterizzata da una forbice in aumento, che vede sempre più spesso operare a braccetto lavoratori di 20 anni e ultrasessantenni con esigenze fisiologiche diverse?

Il mercato del lavoro si sta trasformando a causa dell’allungamento delle prospettive di vita: da proiezioni Isfol, infatti, in Italia nel 2015 saranno oltre 13 milioni gli over65 (pari al 21,4% del totale) e si stima che nel 2050 saranno quasi 21 milioni ovvero il 31,5% della popolazione.

Un trend in crescita, che nell’immediato futuro vedrà rimanere sul posto di lavoro, in virtù della nuova riforma del mercato del lavoro, anche le fasce più mature della popolazione e che inevitabilmente invita a interrogarsi sulle risposte che il nostro Paese dà, e dovrà sempre più dare, all’innalzamento dell’età pensionabile: “Nel secondo trimestre 2014, secondo le rilevazioni dell’Istat, ben il 45,8% degli italiani tra i 55 e i 64 anni è occupato attivamente, un +3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nel 2004 lo era il 30,5%.

Il progressivo invecchiamento della forza lavoro ha ricadute importanti anche sul fronte della sicurezza. Occorrerà prevedere nuove modalità con cui sensibilizzare e poi formare gli operatori, oltre ad implementare nuove politiche aziendali che tengano conto delle mutate esigenze dei loro addetti sia in fatto di sicurezza, che di benessere, che di welfare aziendale” sostiene Marilena Pavarelli, Project Manager di Ambiente Lavoro, il Salone dedicato alla sicurezza e alla salute nei luoghi di lavoro, che si terrà a Bologna dal 22 al 24 ottobre.

Su questo tema fortemente attuale ci si interrogherà durante la manifestazione, in occasione del convegno “Invecchiamento e lavoro: aggiornamenti, esperienze e proposte” organizzato, mercoledì 22 ottobre, dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) e da SIE – Società Italiana di Ergonomia.

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4413&Itemid=2

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CONVEGNO AMIANTO A REGGIO EMILIA

L’amianto e le sue conseguenze sulla vita e sulla salute delle persone

La sentenza di secondo grado del processo Eternit ci consegna la responsabilità di aggiungere alla richiesta di giustizia la capacità di soluzione del problema per avere un paese libero dalla schiavitù dell’ Amianto

La CGIL di Reggio Emilia attiva lo sportello Amianto e presenta questo servizio con un convegno di approfondimento Venerdì 3 ottobre 2014 alle ore 14.00

Il Programma dei Lavori

http://www.cdltre.it/allegati/INVITO_Convegno%20e%20presentazione%20Sportello%20AMIANTO%203%20ottobre%202014.pdf

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Logica e finalità dei decreti “semplificazioni” in edilizia

Considerazioni sui provvedimenti relativi alla sicurezza negli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e ai modelli semplificati in edilizia. L’utilizzo dei “modelli semplificati” non comporta alcuna deroga al decreto 81. Di Lorenzo Fantini.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/pos-psc-pss-C-67/logica-finalita-dei-decreti-semplificazioni-in-edilizia-AR-14200/

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Salute 2020 ora è disponibile in lingua italiana

Claudio Tortone e Elena Barbera, DoRS

L’ultima edizione di Health 2020 (OMS, 2013) è ora disponibile in lingua italiana. La traduzione è frutto di una collaborazione tra Ministero della Salute, Ufficio Europeo dell’OMS per gli Investimenti e lo Sviluppo di Venezia e DoRS. Si tratta di un documento di orientamento delle policy per la salute e il benessere delle persone e delle popolazione redatto dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS insieme ai 53 Stati che la compongono: una cornice condivisa di riferimento per realizzare politiche nazionali, regionali e locali che siano in armonia e in sinergia, tenendo conto delle specificità dei territori e dei contesti sociali.

segue su FONTE DORS.IT

http://www.dors.it/pag.php?idcm=5368

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Dal sito RS Ergonomia segnaliamo:
RSPP: Rassegna Stampa sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni da lavoro.

Work in progress RSPP

Download

http://www.rs-ergonomia.com/app/download/9480065396/anteprima+RSPP+n.46.pdf?t=1410939499

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European Economic, Employment and Social Policy
L’individualisation du rapport au travail : un défi pour le syndicalisme

Philippe Davezies

Date de publication : 2014

Nombre de pages : 6

Auteur(s) :

Philippe Davezies

PRESESENTAZIONE

La souffrance au travail n’est pas un phénomène nouveau. Mais, alors qu’elle était auparavant traditionnellement associée au travail ouvrier, ses manifestations se sont multipliées, sous des formes extrêmement individualisées, dans toutes les catégories professionnelles et dans tous les secteurs du monde du travail. Cette évolution témoigne de l’apparition, au sein des organisations du travail, de nouvelles contradictions qui génèrent de nouvelles difficultés, mais qui ouvrent aussi de nouvelles perspectives pour l’action. Dans les lignes qui suivent, nous envisagerons tout d’abord les transformations de l’organisation du travail et la façon dont elles induisent une individualisation du rapport au travail. Nous évoquerons, d’autre part, le fait que le salarié a d’autant plus de difficultés à exprimer les enjeux de son activité qu’il est plus isolé. Cela nous permettra de cerner les conséquences très négatives, au niveau individuel comme au niveau collectif, de la difficulté qu’éprouvent les salariés pour exprimer et défendre les normes et les valeurs qui sous-tendent leur engagement dans le travail. Nous terminerons avec les enseignements de plusieurs recherches-actions sur la contribution que peut apporter le syndicalisme pour reconstruire des capacités collectives d’expression et d’affirmation de l’autorité que confère l’expérience du travail.

IL TESTO INTEGRALE IN FRANCESE

http://www.etui.org/fr/content/download/16837/132360/file/Policy+Brief+2014-03+FR.pdf

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Storia dell’INAIL o storia della prevenzione?

Nei mesi estivi è uscito nella collana INAIL un volume dal titolo Storia della Prevenzione. Poi dal capitolo uno si ridimensiona il vasto titolo in una più ovvia Storia della prevenzione in INAIL … e così è. Abbiamo letto con interesse queste pagine ma abbiamo costantemente rilevato alcune inesattezze e parzialità. Per continuare a leggere.

FONTE SNOP.IT

http://www.snop.it/attachments/article/402/Storia%20INAIL%20o%20storia%20della%20prevenzione.pdf

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Dares
publication de la direction de l’animation de la recherche, des études et des statistiques
JUILLET 2014 • N° 049

Conditions de travail Reprise de l’intensification du travail chez les salariés
Entre 2005 et 2013, pour les salariés de France métropolitaine, les changements
organisationnels ont repris et les contraintes de rythme de travail se sont accrues,après la relative stabilisation enregistrée entre 1998 et 2005.

Cette intensification a été plus marquée dans la fonction publique que
dans le secteur privé. L’usage de l’informatique dans le travail poursuit sa progression à un rythme rapide. D’ailleurs, le contrôle
ou suivi informatisé du travail est la contrainte
de rythme qui s’est le plus diffusée.
Sur la même période, les marges de manœuvre tendent à se réduire pour toutes les catégories socioprofessionnelles, sauf pour les ouvriers non qualifiés. Les salariés signalent des possibilités de coopération plus impor

tantes avec leurs collègues ou leur hiérarchie, ce qui est susceptible d’atténuer les effets de l’intensification. Néanmoins les tensions sont plus fréquentes avec les collègues ou les clients et usagers. De même, les salariés sont plus
nombreux à vivre au travail des situations exigeantes sur le plan émotionnel
(être en contact avec des personnes en situation de détresse, devoir calmer des gens)

IL RAPPORTO DARES

http://travail-emploi.gouv.fr/IMG/pdf/2014-049.pdf

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MiXie France, nouvel outil INRS
De prise en compte des multi-expositions dans la prévention du risque chimique

En milieu professionnel, rares sont les situations où les travailleurs ne sont exposés qu’à une seule substance chimique. Pour permettre une évaluation des effets possibles liés aux multi-expositions, l’Institut National de Recherche et de Sécurité (INRS), en partenariat avec l’Université de Montréal et l’IRSST*, a mis au point MiXie France, un outil en ligne gratuit et simple à utiliser qui permet d’évaluer le potentiel additif des substances chimiques.

Il est très compliqué et très long de connaître, par le biais d’études toxicologiques ou épidémiologiques, les effets de l’ensemble des combinaisons possibles des substances chimiques. Lors de multi-expositions, les substances peuvent, entre autre, avoir un effet additif : leurs effets se conjuguent, augmentant les risques pour les salariés qui les manipulent.

C’est ce potentiel additif que Mixie France, nouvel outil en ligne de l’INRS, permet de mettre en évidence. Pour ce faire, il compile les effets des 118 substances soumises à une VLEP**, classées dans 32 classes d’effets toxiques (atteintes hépatiques ou atteintes rénales, par exemple).
Il suffit à l’utilisateur de renseigner les substances présentes dans son environnement de travail et d’en préciser les concentrations dans le logiciel. Si plusieurs substances présentent les mêmes classes d’effets toxiques, alors l’effet de ce cocktail chimique est considéré comme additif.
Par exemple, pour un salarié, atteindre 60 % d’une VLEP pour une substance et 50 % pour une autre présentant les mêmes effets revient à se situer à 110 % pour l’effet en question.

segue su

http://www.inrs.fr/accueil/footer/presse/cp-mixie.html

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Europe: from social model to social dumping?

Social dumping has become one of the most pressing political and social concerns in the EU as it exerts downward pressure on wages and working conditions. A new ETUI working paper provides a definition of social dumping, explores the mechanisms underlying these practices and demonstrates how the EU’s internal market policies and the enlargement process have provided market actors with new incentives and opportunities to circumvent social regulations.

The paper written by researcher Magdalena Bernaciak presents some of the conclusions of a broader ETUI research project ‘Social dumping in the enlarged EU: Concepts, challenges and policy options’.

Starting from a critique of popular and academic uses the term, Bernaciak defines social dumping as ‘the practice undertaken by self-interested market participants, of undermining or evading existing social regulations with the aim of getting a competitive advantage’.

Bernaciak then analyses social dumping in the context of the creation and completion of the EU’s internal market process and the EU’s enlargement to Southern (in the 1980s) and Central-Eastern countries (in the 2000s). Both processes have given market participants new strategic opportunities ‘to contest or ‘bend’ the existing social constraints’.

The paper also questions several common presumptions about social dumping found in the European public discourse. It shows that social dumping is ‘not an exclusive domain of actors coming from new EU member states’ Furthermore, it should not be viewed solely as a company strategy as indirectly also the role of workers in furthering the social dumping agenda need to be taken into account.

Finally, the working paper identifies the need for a ‘resolute’ policy response. ‘There is a need to curb deregulation and to provide adequate monitoring and enforcement of the existing norms’.

Social dumping will be one of the hot topics to be debated during the joint ETUC-ETUI Crossroads conference from 24-26 September. A special panel on social dumping will discuss the results of this ETUI research project and present other recent academic work on the issue.

fonte ETUI

http://www.inrs.fr/accueil/footer/presse/cp-mixie.html

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Il Grillo Microbiologo
di Gavino Maciocco

Ancora una volta Beppe Grillo si cimenta nel terreno delle malattie infettive. Questa volta è allarme tubercolosi a causa degli immigrati. Però – osserva un gruppo di esperti – quando si parla di malattie, soprattutto di tubercolosi, che evoca tristi ricordi, paure irrazionali, stigma bisogna stare attenti, perchè l’informazione deve essere scrupolosa, attenta e non fuorviante e purtroppo sono in molti a parlarne in modo maldestro.

Chissà da dove deriva la passione di Beppe Grillo per le malattie infettive?

Per anni è circolato – e tutt’ora circola – un video tratto da uno spettacolo del 2000 in cui il comico genovese sosteneva – riecheggiando tesi del tutto screditate – che l’AIDS era la bufala del secolo, che l’HIV non esisteva e che la terapia antiretrovirale era da evitare.

Quel video, visto e rivisto, ha fatto proseliti al punto che Alessandra Cerioli, presidente della Lila (Lega italiana per la lotta contro l’Aids), nel maggio 2012 sentì la necessità di rivolgersi al promotore del M5S: “Le scriviamo  perché crediamo che sia venuto il momento di chiedere una sua chiara, aggiornata e seria presa di posizione sul tema Hiv/Aids, dato che il suo nome viene molto sbandierato, grazie a un suo spettacolo di qualche anno fa, in innumerevoli e-mail che riceviamo e post che affollano siti e social network nostri e altrui, compreso il suo blog. Siamo perfettamente consapevoli che lo spettacolo teatrale di un comico, che si avvale di un particolare linguaggio, chiamiamolo iperbolico, non equivale a un programma politico. Altrettanto però non si può dire di parecchi suoi attuali estimatori, che quello spettacolo lo stanno usando contro di noi e contro il buonsenso. Quella, del resto, resta l’unica sua forte, esplicita, pubblica presa di posizione sull’argomento Hiv/Aids: in appoggio alle ipotesi negazioniste. Che oggi vengono riproposte, e con rinnovato vigore, anche facendosi forza della sua sottoscrizione”. Vedi anche due post di Saluteinternazionale.info.

L’AIDS negato da Grillo

La sanità secondo Beppe Grillo

Se il Grillo microbiologo gettava acqua sul fuoco sul problema AIDS, negandone persino l’esistenza, tutt’altro approccio viene tenuto nei confronti della tubercolosi: allarme, allarme e ancora allarme immigrazione: 50 mila poliziotti a rischio!!! Ecco cosa si legge nel suo blog:

“Il Passaparola di ieri con l’ingresso delle malattie infettive dall’Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla. Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi. Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico su chi arriva da chissà dove nel nostro Paese.
I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena.”

Ed ecco cosa rispondono i più importanti esperti del settore:

segue su fonte >>>> saluteinternazionale.info

http://www.saluteinternazionale.info/2014/09/il-grillo-microbiologo/

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DIABÈTE: Le stress au travail suffit à augmenter le risque de 45%

Actualité publiée il y a 2 jours
Psychosomatic Medicine

Un employé sur 5 subit un stress élevé au travail, selon cette étude allemande qui a suivi plus de 5.000 adultes actifs durant plus de 13 ans. Et chez ces 20% d’employés stressés, le risque de diabète de type 2 apparaît augmenté de 45%. De nouvelles données, publiées dans Psychosomatic Medicine qui non seulement confirment ce type de stress comme facteur de risque métabolique mais comme facteur indépendant des autres facteurs de risque classiques.

Ces scientifiques de la Helmholtz Zentrum Münich rappellent les multiples effets néfastes sur la santé du stress, et ici du stress au travail, sur le risque cardiaque notamment d’infarctus et apportent avec cette analyse sa confirmation comme facteur de risque de diabète de type 2. Un risque déjà suggéré, mais principalement chez les femmes par une récente étude canadienne.

L’étude a suivi durant plus de 13 ans 5.300 employés âgés de 29 à 66 ans, participant à la cohorte Monica Kora, au départ exempts de diabète. Au cours du sui…
Lire l’ensemble de l’article

vai alla fonte santelog.fr

http://www.santelog.com/news/diabete/diabete-le-stress-au-travail-suffit-a-augmenter-le-risque-de-45-_12727.htm

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Mario Agostinelli, Bruno Ravasio: Fermiamolo!

Fino all’attacco all’articolo 18 e agli insulti, non certo rivolti solo ai dirigenti della Cgil (sotto tiro sono soprattutto i lavoratori organizzati, colpevoli di essere “garantiti”!), la deviazione autoritaria imposta da Renzi, appariva una forzatura presuntuosa per riallineare il Paese ai canoni del decisionismo liberista. Ora è più evidente che nella strategia concordata con Berlusconi si configura un attacco specifico alla democrazia economico sociale in ogni suo punto. La nostra passata esperienza sindacale ci aveva da subito avvertito che depotenziare e screditare a colpi di annunci il lavoro – dotato dalla Costituzione non solo di diritti, ma anche di poteri – significava non prendere di petto le cause vere della crisi e cercare di affrontarla a dispetto dell’uguaglianza e della stessa libertà.

Ma questa volta l’ex-sindaco di Firenze è andato oltre ogni limite. Toccare la carne viva e la dignità del corpo sociale, in sintonia con quelle forze di destra che ora si ritrovano entusiaste nelle parole del presidente e che hanno sempre accusato il sindacato, e la Cgil in primo luogo, di opporsi alle “moderne” flessibilità, rende provocatoria e insopportabile la domanda, rivolta anche a noi: “dove eravate?”.

Soprattutto perché i più strenui oppositori delle libertà nei luoghi di lavoro e della democrazia nelle fabbriche e negli uffici hanno sempre cercato di attribuire l’aggravarsi della crisi e della disoccupazione all’autonomia del sindacato, sottraendosi alle proprie responsabilità.

Chi vuole rottamare l’art. 18 in nome dei giovani senza lavoro – che non sanno cosa siano gli 80 euro e che, se dovessero trovare un lavoro, oltre i tre anni di contratto a termine senza causale, non avrebbero comunque la certezza di un futuro –  deve sapere che ci sono molte persone che hanno scelto l’impegno sindacale senza altro privilegio che il consenso e la stima di quelli che hanno rappresentato. Che hanno provato, dopo essere stati eletti democraticamente e aver fatto esperienza di centinaia di assemblee conquistate con lo Statuto, a difendere al meglio la dignità di chi lavora, anche laddove, senza art. 18, molto più difficile è la presenza sindacale e molto più facile il ricatto e il non rispetto dei diritti.

Queste persone si sentono ora insultate da chi non ha mai lavorato in vita sua, se non brevemente e con una strana qualifica di “dirigente” nell’azienda di famiglia senza dipendenti fissi e, quindi, senza ombra di legge 300 da conoscere ed applicare. Da chi, oltretutto, in nome dell’antipolitica, ha sempre fatto politica nei partiti fin da giovanissimo, magari giovandosi del “distacco”, che proprio scioperi e lotte hanno legittimato.

Il problema è che questa deriva autoritaria e strafottente ha già fatto scuola, si è già trasferita dal centro alla periferia: sappiamo di atteggiamenti che copiano lo “stile renziano” e che si diffondono nelle aziende, con giovani capetti che insultano e umiliano lavoratori più anziani, padri di famiglia. E la frase irridente “ce ne faremo una ragione”, ripresa non a caso da Marchionne, sta intorbidando le relazioni sindacali in molte aziende.

Il disegno ha una sua chiarezza complessiva: togliere rappresentanza al sindacato e umiliarlo, come si è fatto con il Senato e si farà poi con la Camera dei Deputati, mera esecutrice dei decreti e disegni di legge del Governo. Il video di insulti alla Cgil è solo l’ultimo atto di una involuzione che transita dai diritti civili a quelli sociali. E’ un disegno che si fa forte del patto del Nazareno: ma neppure Berlusconi era arrivato a tanto.

Non si sottovaluti la strategia di Renzi! Lo fermino la Cgil e i sindacati confederali, fin qui troppo timidi nel contrastare atti che hanno già prodotto danni rilevanti. Lo fermi la Fiom di Landini, che ha una credibilità tale da non dover ricorrere a   comportamenti tattici nei confronti del premier. Lo fermino, se possibile, i parlamentari, rappresentanti di una Costituzione di democrazia sociale. Anche quelli del Pd, che sono stati eletti su un mandato che non prevede acquiescenza nè tantomeno complicità.

E fermiamolo anche noi, a suo tempo sindacalisti, ma ancora fieri di qualche nostra “ideologia”, difficile da rottamare a buon prezzo, perché la scuola dei lavoratori ci ha insegnato a non farci ingannare.

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci alla prossima settimana

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it


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per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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Notizie Ambiente Salute e Sicurezza Lavoro di Diario Prevenzione del giorno 10 febbraio 2014 – Podcast


Notizie Ambiente Salute e Sicurezza Lavoro di Diario Prevenzione del giorno 10 febbraio 2014 – Podcast 
a cura di Gino Rubini

file audio wav durata 29,32 minuti

In questo numero Segnalazioni di fatti, documenti, eventi e strumenti di lavoro.

IL NOTIZIARIO 

Un treno che attraversa la democrazia



Un treno che attraversa la democrazia
Generazione di un’opera, l’opera di una generazione
di Gianni Cascone

Quando il treno scorre sotto la galleria attraversando con rapidità  l’Appennino da Bologna a Firenze molti  sfogliano qualche giornale, sonnecchiano e difficilmente si interrogano su come e in che condizioni hanno lavorato migliaia di persone per realizzare questa opera.

All’inizio degli anni ‘90 la Regione Emilia-Romagna viene investita dalla costruzione dell’Alta Velocità. Agli amministratori pubblici si pone il problema di far fronte a una ‘grande opera’ che attraverserà il loro territorio coinvolgendo le popolazioni della pianura e dell’Appenino: i lavori dureranno anni e richiederanno l’accoglienza di migliaia di lavoratori esterni. Si tratta, proprio nell’Italia turbolenta e sfiduciata di Tangentopoli, di governare un fenomeno estremamente complesso.

Attraverso la voce dei protagonisti il libro racconta come l’amministrazione regionale ha cercato di governare l’impatto della grande opera e come una ASL di provincia, quella di San Lazzaro di Savena, – un piccolo David – si è confrontata con il gigante Golia della TAV per garantire, contro le più nefaste previsioni, la sicurezza sul lavoro ai minatori dei 73 km di gallerie della tratta appenninica Bologna-Firenze. Ma qui non si tratta solo di fare memoria (in un’Italia sempre più smemorata): raccontare la cultura che ha animato i preventori e i funzionari regionali spinge a riflettere su cosa significhi amministrare la cosa pubblica, in un confronto serrato con il presente.

Intervista Audio  all’Autore  (20 minuti)

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newsletter diario prevenzione 2 luglio 2013 vol. n° 74


newsletter diario prevenzione
 
 
2 luglio  2013   vol.n°  74
 
notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa
 
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FATTI POSITIVI NONOSTANTE LA CRISI
 
 Bisogna avere il coraggio di rompere lo schema del negativo, dello stato d’animo depresso molto diffuso, di smettere di avere paura del futuro. Chi si occupa di prevenzione non può assumere lo stile dell’attesa ma quello dell’iniziativa per “vedere prima” e intervenire a proteggere la vita, l’ambiente , ciò che amiamo che rischia di venirci tolto ….
 
E’ con questo spirito che occorre muoversi, agire, rompere le rappresentazioni stereotipate che ci vengono propinate tramite i media per cloroformizzarci, per farci ingurgitare il frullato di c…a  quotidiano con l’intento di farci credere che sia una mousse di cioccolato.
 
Le tre cose positive di questa settimana.
 
La prima riguarda la  pubblicazione di una ricerca da parte dell’Ente di ricerca della Confederazione dei Sindacati europei : “Nouvelles générations à risque :
évolution du travail et impact sur la santé en Italie ” nella quale si dimostra che vi è una criticità nella percezione dei rischi da parte dei giovani che vivono le condizioni di lavoro precario.
 
E’ importante questa ricerca perchè riapre il discorso sulla qualità del lavoro, sulle condizioni di lavoro dal punto di vista dei giovani: sono loro gli attori che potranno decidere del loro destino. Il fatto che si faccia ricerca è positivo e rappresenta la possibilità d’innovazione dell’iniziativa sindacale: senza ricerca c’è declino, con la ricerca si possono aprire nuove possibilità d’iniziativa sindacale sulla qualità del lavoro.
 
La seconda riguarda la presa di posizione chiara e robusta di Cgil Cisl Uil sul D.L. 69 sulle semplificazioni in materia di salute e sicurezza, un decreto che , se rimanesse così, invece di portare “risparmi” potrebbe portare grossi guai in quanto rischia di sdoganare molte irresponsabilità in materia di gestione della sicurezza da parte dei datori di lavoro. Bene, era ora !
 
La terza riguarda la segnalazione del lavoro del Gruppo modenese che fa formazione sulla sicurezza  tramite l’interattività e la drammatizzazione teatrale.
 
Come al solito poi segnaliamo le notizie più importanti dell’ultima decina di giorni. Buona lettura e buon lavoro.EDITOR
 
 
 
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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO
 
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“Nouvelles générations à risque :évolution du travail et impact sur la santé en Italie “
 
Young people at risk: how changes in work are affecting young Italians’ health and safety
 
Publication date : 2013
 
Number of pages : 68
 
Edited by :
 
Daniele Di Nunzio (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali – IRES)
 
 
 
This report looks at the problems young people have getting a job in Italy, and the particularly poor employment and working conditions of those who do manage to get one. It is not a recent problem in Italy, but the crisis has made matters worse according to the figures collected by the report authors, researchers at the Italian Institute of Economic and Social Research (IRES). The participation rate of Italians aged 15-24 has fallen by 10% between 2000 and 2010, dropping to below 30% since 2008. This compares with an EU average for the same age group of more than 40%.
 
“The youngest workers have borne more of the brunt of the crisis even when in stable employment”, note the authors. The jobs available to young people are all insecure: agency work, fixed-term contracts, too low-paid to achieve financial independence, etc. The report includes the findings from a survey of 1,000 workers aged 15 to 34, principally on their working conditions. The plight of younger workers is not one to be envied: higher work accident rates, unsocial hours, excessively fast work paces, low job discretion, etc. It comes as no surprise therefore to find that a third of Italy’s youth would be willing to emigrate for a better life.
 
While the problem cuts across all categories of young workers (graduates/unskilled, white/blue collar, etc.), young people from the lowest socioeconomic groups seem more permanently beset by insecurity than those from more well-to-do backgrounds.
 
fonte ETUI 
 
 
 
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NOTA CGIL – CISL – UIL
Decreto Legge 69 “Decreto del fare”
Roma, 28 giugno 2013
 
PUBBLICHIAMO LA NOTA  CGIL CISL UIL SUL DECRETO “DEL FARE”  69/2013 IN MATERIA SALUTE SICUREZZA LAVORO
 
IL DOCUMENTO 
 
 
 
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“LABORIAMO IN SICUREZZA”, TEATRO IN FORUM
 
“Attivare” la percezione del rischio utilizzando validamente i nostri sensi (magari accompagnati da riflessioni) utilizzando l’esempio, il modello e l’abitudine che rendono “automatico” un comportamento non a rischio  rendendo meno probabile un incidente.Il tutto può essere riassunto come benessere psicofisico e “salvarsi la pelle” sia dall’incidente che dalla malattia. Le regole sono di vita e non solo di lavoro.
 
E’ con questa premessa che l’Associazione LABoriamo in sicurezza si presenta,  ricca di un’esperienza poliennale prevalentemente nel territorio della provincia di Modena. Molti sono stati gli interventi di questo gruppo straordinario di ” formattori ”  nella formazione dei lavoratori, di Rls, nelle scuole.
Operai, professori universitari, professionisti, un agente di PS, un RSPP, diversi  RLS, un regista professionista   formano questo gruppo autogestito straordinario che si è dato un compito, quello di fare vivere in profondità le emozioni di certe situazioni che precedono un incidente nel lavoro…
 
Hanno svolto la loro azione formattiva la settimana scorsa al Teatro Testoni di Bologna in conclusione del ciclo di corsi di aggiornamento cui hanno partecipato circa 300 Rls su scala regionale. Il Progetto, finanziato dalla Regione Emilia Romagna,  è stato promosso dalla Cgil Emilia Romagna e gestito con successo dall’Agenzia formativa IFOA.
 
Molti dei materiali e degli episodi hanno la loro origine dalle testimonianze dei partecipanti ai Corsi, e si basano su esperienze vissute in concreto.
 
I testi dei dialoghi sono molto spesso la testimonianza degli stereotipi che sono alla base dei comportamenti che generano condizioni di rischio e incidenti ” ho sempre fatto così, non mi è mai successo nulla …”, ” avanti, avanti, abbiamo le consegne che non aspettano, alla sicurezza ci penseremo dopo …”  ” si si, l’amianto è pericoloso, ma se si sa in giro  si rischia  il posto di lavoro…”
 
 
E’ proprio  con la drammatizzazione che gli stereotipi vengono smantellati, si mette in scena con la  partecipazione di tutti, il cambiamento dei comportamenti, si incentiva  la riflessione e la ricerca a lavorare i sicurezza.
 
La drammatizzazione svolta da questi formattori convinti del loro ruolo, guidati con sapienza dal regista , ha smosso qualcosa anche in me, vecchio del mestiere e refrattario rispetto alle emozioni facili….
 
Bravi questi formattori che immedesimati nel ruolo producono una rappresentazioni a forte impatto motivo. Un complimento particolare all’agente di PS che ha rappresentato la figura dell’immigrato albanese ….
 
Pochi giorni fa questo Gruppo si è registrato come Associazione: Buon Lavoro a loro e a tutti noi.
 
 
LABoriamo in sicurezza, teatro in forum  ( come lavora il gruppo )
 
 
 
 
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Un progetto pilota sulla attuazione della legislazione europea in materia di qualità dell’aria
 
Un nuovo report dell’Agenzia europea per l’ambiente analizza lo stato di attuazione dell’attuale legislazione comunitaria in materia di qualità dell’aria che mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dall’inquinamento.
Il rapporto Air Implementation Pilot – Lessons learnt from the implementation of air quality legislation at urban level è il risultato della collaborazione tra l’Agenzia, la Commissione europea e 12 città che hanno partecipato ad un progetto pilota che ha avuto l’obiettivo di studiare quello di cui le città europee hanno bisogno per attuare al meglio la normativa comunitaria sulla qualità dell’aria. Le conoscenze derivanti da questo progetto contribuiranno infatti alla revisione della politica europea in materia di qualità dell’aria.
Per partecipare al progetto sono state inizialmente selezionate, all’inizio del 2012, 8 città: Berlino (Germania), Dublino (Irlanda), Madrid (Spagna), Malmö (Svezia), Milano (Italia), Ploiesti (Romania), Praga (Repubblica ceca) e Vienna (Austria). Alla fine del 2012 è stata allargata la partecipazione ad altre quattro città: Anversa (Belgio), Parigi (Francia), Plovdiv (Bulgaria) e Vilnius (Lituania).
 
Il progetto parte dalla consapevolezza che diversi standard di qualità dell’aria sono ancora regolarmente superati in Europa, anche se alcuni di questi limiti sono stati istituiti più di un decennio fa. Gli inquinanti più problematici sono il PM10, gli ossidi di azoto e l’ozono, che ancora colpiscono la qualità delle persone e la durata di vita in molte aree.
 
segue su fonte sicurezzaonline.it 
 
 
 
 
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Prevenzione: quali risorse e per fare cosa
 
dal sito della SNOP.IT
 
Sicuramente la Regione Lombardia ha molti aspetti positivi : abolizione da molti anni di attività inutili e di non provata efficacia, sistema informativo gestionale funzionante, forte programmazione su priorità, iniziative su tematiche innovative, conti economici ( pur tra i mille scandali e in tempi di spending review) in ordine…ma occorre vigilare..Per continuare a leggere scarica i documenti in allegato.
 
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vai al sito 
 
 
 
 
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 01/07/13  – FRANCHI (CGIL): “VIAREGGIO: UNA STRAGE DIMENTICATA?”
 
 
VIAREGGIO. “Nessuno può dimenticare cosa avvenne a Viareggio  nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009. Ci fu  l’ennesima strage ferroviaria, con   15 morti immediati  e circa 30 feriti gravemente ustionati,  17 di loro ,moriranno successivamente  in modo atroce, portando il totale dei morti a 32?.
 
Lo scrive Umberto Franchi, componente del Direttivo Cgil della Provincia di Lucca.
 
“Sono oltre 100 gli incidenti  avvenuti sulle linee ferroviarie Italiane negli ultimi 20 anni . essi sono costati molti morti e feriti di lavoratori , utenti e semplici cittadini. Tutti incidenti che potevano essere evitati se da parte della direzione delle FF.SS.  si fosse proceduto ad effettuare la prevenzione alla fonte , sugli impianti e con la formazione, informazione e addestramento del personale impiegato.
 
Anche la strage  di Viareggio rientra in una strategia economica miope delle  ferrovie dello stato privatizzate. Una strage che  è il frutto di una politica ,ancora presente, che punta alla riduzione di tutti i costi del lavoro compreso quello della prevenzione.
 
Una politica che negli ultimi 20 anni ha visto ridurre  di due terzi il personale ferroviario (da 224.000 nel 1990 a 68.000 odierni). Tutto ciò ha comportato l’introduzione di un solo macchinista alla guida dei treni con grave compromissione della sicurezza,  il taglio della manutenzione, la chiusura di impianti di verifica e controllo, la cessione della medesima manutenzione a piccole ditte private spesso con scarsa professionalità. Tutto ciò in nome del profitto
 
Sono i processi di liberalizzazione , deregolamentazione del lavoro e privatizzazione della FF.SS. che hanno portato al decadimento ed all’insicurezza del trasporto ferroviario.
 
A ciò va aggiunto l’indebolimento del potere di contrattazione dei lavoratori e del sindacato che a causa della crisi e del lavoro sempre più precario , sono spesso costretti a subire il ricatto tra la scelta del lavoro a danno della sicurezza.
 
Come non vedere che oggi  Il soggetto più debole è soprattutto il  lavoratore precario o dipendente da piccole aziende che lavorano in appalto e subappalto per le ferrovie…, quello che non viene mai formato, addestrato, informato, sui rischi esistenti nel luogo di lavoro, finendo per svolgere il proprio lavoro spesso senza nemmeno i dispositivi di sicurezza individuali, la formazione professionale adeguata…  mettendo a rischio la propria  sicurezza e quella dei viaggiatori.?
 
Dopo la tragedia di Viareggio , sarebbe stato necessario un ruolo dello Stato e del Governo ben diverso da quello che c’è stato fino ad ora… ed invece prima  abbiamo avuto, un Ministro del Lavoro  Sacconi, che ha disposto e fatto approvare  ben 46 modifiche  sostanzialmente peggiorative al Testo Unico sulla Sicurezza, ed oggi il governo Letta  che sembra non capire  non si crea lavoro continuando con la flessibilità, il precariato, la riduzione dei diritti ed inutili incentivi alle imprese che non potranno mai assumere giovani se non hanno commesse!
 
Come fanno e datori di lavoro ed il governo  a non capire che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta ,e la prevenzione alla fonte e l’incremento dei redditi da lavoro e pensionati?
 
A cosa serve dare degli incentivi economici  alle imprese che assumano giovani, quando sappiamo che le imprese non hanno commesse e che tutto dipende dal fatto che chi lavora, i pensionati, i cittadini non c’è la fanno più ad arrivare a fine mese e quindi riducono i consumi , con la conseguenza di ridurre  anche le commesse alle imprese?
 
Purtroppo c’è ancora  da chiedersi: che governo abbiamo? che imprenditori abbiamo? In che mondo viviamo?”
 
 
 
 
 
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FADania’s Republic e 20 mila contatti
 
Ho atteso di raggiungere i 20 mila visitatori del mio blog prima di postare la mia ultima “sfuriata”. Questo mi ha aiutato ad essere un po’ più buono e, pertanto, prima di tutto: “grazie”!
 
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Un po’ di formazione a distanza (FAD) non la si nega a nessuno. Come volevasi dimostrare mentre si litiga e si fanno denunce-diffida e richieste di interventi a presidiare convegni, seminari, corsi, o come diavolo li volete definire, contro chi organizza e chi partecipa a iniziative di aggiornamento che prevedano la presenza in sala di più di 30 persone (nonostante nulla in tal senso sia  previsto dagli accordi di conferenza stato-regioni che regolamentano la materia), i rappresentanti delle regioni, chiamati a valutare e suggerire eventuali modifiche dell’accordo n. 2407/2006, quello su formazione e aggiornamento di aspp/rspp  richiamato all’art. 32 del T.U. , avrebbero deciso: FAD per tutto, FAD per tutti.
 
E avrebbero concordato inoltre di proporre il riconoscimento di crediti formativi solo in corsi con non più di 35 partecipanti ma contemporaneamente, nella misura pari ad 1/3 del monte ore globale, anche attraverso la partecipazione a seminari e convegni.
 
Siamo a livello di proposte, autorevoli, ma pur sempre proposte. Servirà infatti passaggio nei due coordinamenti nazionali (formazione e vigilanza) e poi sarà la Conferenza stato regioni a decidere.
 
segue sul Blog  di Franco Mugliari 
 
 
 
 
 
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Pubblichiamo in allegato il testo della lettera inviata dalle Segreterie di CGIL, CISL e UIL dell’Emilia Romagna al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani  in merito al Dl ‘fare’ in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
 
 
IL TESTO DELLA LETTERA  AL PRESIDENTE  ERRANI 
 
 
 
 
 
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La gestione dei rischi dei nanomateriali sul luogo di lavoro
 
Cosa sono e dove si trovano i nanomateriali? Quali sono i problemi di salute e di sicurezza associati ai nanomateriali? Come si verifica l’esposizione a nanomateriali sul luogo di lavoro?
 
SEGUE SU FONTE   PUNTOSICURO.IT
 
 
 
 
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 “Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
 
 
Quattro le raccomandazioni: “Partecipiamo alla lotta alla zanzara tigre. Evitiamo i ristagni d’acqua e usiamo i prodotti larvicidi. Proteggiamo noi stessi ed evitiamo di farci pungere. Informiamoci”. La nuova edizione della campagna di comunicazione regionale per la lotta alla zanzara tigre.
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4” (2013)
 
 
“Contro la zanzara tigre, facciamoci in 4”. E’ lo slogan della campagna di comunicazione per la lotta alla zanzara tigre veicolo di trasmissione di malattie come la Chikungunya e della Dengue.
 
segue 
 
 
 
 
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27/06/13 – «Per eliminare la burocrazia si limita anche la sicurezza»
 
Fanno discutere le novità in materia di salute e sicurezza sul lavoro contenute nel disegno di legge “Semplificazioni”, approvato dal Governo il 19 giugno e nel decreto legge “Fare”, entrato in vigore sabato scorso. A mettere in rilievo le criticità contenute nelle nuove norme è Marco Bazzoni, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Firenze e autore della denuncia che, caso unico in Europa, ha portato l’Unione Europea ad aprire una procedura d’infrazione (la 2010/4227) nei confronti dell’Italia.
 
Per quanto riguarda il ddl “Semplificazioni”, la norma più controversa è quella contenuta nell’articolo 12, che elimina l’obbligo per il datore di lavoro di inviare all’Inail le certificazioni mediche di infortunio sul lavoro, poiché, si legge in una nota di Palazzo Chigi, «la comunicazione verrà fatta direttamente dal medico». Così facendo, sottolinea Bazzoni, si «toglie al datore di lavoro l’obbligo di denunciare alle autorità di pubblica sicurezza gli infortuni, anche quelli mortali o gravi».
 
segue su fonte AVVENIRE.IT
 
 
 
 
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INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO
 
 
LEGGE SEVESO: 25 ANNI DOPO IL DPR 175/88
RISULTATI E PROSPETTIVE IN ITALIA E IN EUROPA
 
 
Aggiornamento Decreti Formazione e Antincendio
 
 
Milano, 9 luglio 2013 – d’intesa con FILCTEM-CGIL
 
 
Saranno illustrate le novità su “Legge Seveso” – “Decreti Formazione” e “Decreto Antincendio”
 
 
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Dl fare: D’Alia, norme non mettono in discussione sicurezza lavoro [ …. ci pare male informato Sig.Ministro  … ndr  ]
 
 
 ”Le norme contenute nel dl Fare, come quelle nel ddl Semplificazione, non mettono in alcun modo in discussione la sicurezza dei lavoratori: consapevoli della fondamentale importanza di questo tema, siamo intervenuti soltanto su adempimenti formali e oneri informativi, eliminando esclusivamente quelle carte inutili e costose consentendo di liberare risorse per una reale tutela della salute e prevenzione dei rischi sul posto di lavoro”.
 
[ Vorremmo fosse vero, ma non è così. Alcune procedure sono fondative di un metodo di lavoro per la gestione della sicurezza. La valutazione del rischio, la consultazione dei lavoratori tramite il RLS, non sono adempimenti burocratici ma una pratica di gestione sostanziale dei rischi. Le carte “inutili” sono poche per chi vuole gestire seriamente il problema. Sono tante per chi le compra a peso per dimostrare di avere adempiuto agli obblighi formali  senza la volontà di risolvere i problemi.
Scrivere quello che si fa e fare quello che si è scritto è alla base del risk management come della gestione della qualità.
 Mentre le aziende si adattano senza battere ciglio  a procedure costose per la certificazione della qualità ritengono insopportabili quelle per la gestione della sicurezza dei lavoratori.] 
 
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VIDEO Ergonomics for Truckers ( Ergonomia per i camionisti ) 
 
 
 
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 02/07/2013
 
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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
 
Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it
 
 

 

Allarme rosso per i lavoratori esposti all’amianto di Roberto Riverso


Allarme rosso per i lavoratori esposti all’amianto

 

1.- Dando ulteriore prova di una risalente,  quasi  incoercibile, idiosincrasia nei confronti della normativa in materia previdenziale per i lavoratori esposti all’amianto, la nostra Corte di Cassazione (seguita a ruota da quasi tutta la giurisprudenza di merito) si è inventata di sana pianta l’istituto della c.d. decadenza tombale dall’azione, con perdita definitiva del diritto alla rivalutazione contributiva (e pesanti condanne alle spese per i lavoratori; in un ultimo esempio il caso è stato deciso addirittura con ordinanza  n. 1629/2012 ). Si tratta di un istituto giuridico che però non esiste nell’ordinamento, il quale conosce invece la decadenza dalla domanda processuale che non può mai seppellire però il diritto sostanziale!

Si tratta pure di una soluzione che comporta pesanti ed incongrue  conseguenze sui lavoratori esposti, soprattutto perché l’applicazione della normativa in materia previdenziale ha conosciuto sotto il profilo temporale  un recepimento assai differenziato a  seconda delle province italiane; e ciò principalmente per l’atteggiamento temporeggiatore messo in atto dagli istituti previdenziali con il noto palleggiamento delle responsabilità e delle pratiche da un istituto pubblico all’altro (dalla direzione provinciale per i curricula; all’INAIL per la certificazione; all’INPS per la maggiorazione contributiva).

Se poi si aggiunge l’enorme incertezza prodotta in materia dalle continue modifiche  normative e dalla contraddittorie pronunce della giurisprudenza (anche della Corte Cost.), si può capire che non pochi lavoratori siano rimasti spesso in balia degli eventi, ed abbiano più che altro subito in modo del tutto involontario il decorso del termine triennale di cui si discute, il cui spirare si rivela ora letale, secondo  la creativa (a dir poco) giurisprudenza in discussione.

2.- E’ difficile poter spiegare a tutti la bislacca questione, ma occorre provarci.

Vi è che l’ordinamento l’art. 47 DPR 639/1970 preveda anzitutto che per ottenere una prestazione previdenziale occorre agire in giudizio entro tre anni decorrenti dalla decisione sulla domanda amministrativa o sul ricorso amministrativo successivamente presentato.

Non potendo incidere, per superiore direttiva Costituzionale, sul diritto irrinunciabile ed imprescrittibile al conseguimento del trattamento, in materia previdenziale il decorso di detto termine  ha da sempre inciso soltanto sull’azione giudiziaria volta al conseguimento delle prestazione , che diviene  appunto inammissibile per decadenza a seguito del trascorrere del termine triennale; talchè il lavoratore ha sempre conservato la facoltà di ripresentare una domanda amministrativa per ottenere il diritto sostanziale; ed di ricorrente nuovamente in giudizio in caso di mancato accoglimento (ovviamente dovendo sempre e soltanto rispettare un nuovo termine di tre anni previsto per l’azione giudiziaria ed innescato a seguito della nuova domanda in sede amministrativa).

3.- A seguito di successive modifiche normative l’art. 47 del dpr 639/1970 è stato interpretato autenticamente, integrato e modificato (dall’art. 6 del D.L. 29 marzo 1991 n. 103, convertito nella legge 1 giugno 1991 n. 166, e dall’art. 4 del D.L. 19 settembre 1992 n. 384, convertito nella legge 14 novembre 1992 n. 438),  riconoscendosi pure che lo stesso decorso del termine triennale comporti  non solo la decadenza della domanda processuale ma anche la decadenza e con essa la perdita dei “ratei pregressi”, ossia delle somme maturate prima della domanda giudiziale che si perdono per sempre fermo restando ovviamente “i ratei successivi” ossia la facoltà di ottenere  la rate di pensione anche maggiorata conseguibile per effetto della nuova domanda amministrativa e quindi giudiziaria

Dunque la decadenza  per decorso del termine triennale dal 1992 ha effetti limitati alla azione svolta in giudizio ed ai ratei maturati prima della domanda; il lavoratore ha sempre conservato il diritto ad una nuova domanda processuale ed ai ratei futuri.

Ora con questo nuovo (e purtroppo già consolidato) corso giurisprudenziale, si sostiene in modo sostanzialmente immotivato che per i lavoratori esposti all’amianto non valga il diritto vigente, ma ne valga un altro speciale assai più restrittivo, con effetti  tombali non previsti dall’ordinamento. L’ordinamento non prevede infatti che un diritto previdenziale ( coma la contribuzione per esposizione ad amianto) si possa perdere per sempre senza esercitare effetti nemmeno per il futuro grazie al decorso di un termine che prevede soltanto la perdiata di una domanda.

Al contrario una simile soluzione appare in sicuro contrasto con la Costituzione italiana che tutela la posizione previdenziale dei lavoratori come diritto irrinunciabile, imprescrittibile e non suscettibile a decadenza alcuna.

 Ricordo a tutti che ad es.  la Corte Costituzionale (246/1992)  decidendo in materia di integrazione al minimo della pensione – pure esso una componente del diritto a pensione –  affermò  che la decadenza dall’azione possa determinare (lo dice la parola stessa) soltanto la perdita dei ratei pregressi e non del diritto alla pensione integrata al minimo per il futuro.

Il diritto a pensione, infatti, come si è accennato, è imprescrittibile (nè sottoponibile a decadenza) secondo una giurisprudenza non controversa, in conformità di un principio costituzionalmente garantito che non può comportare deroghe legislative. L’ossequio a tale principio si rinviene puntualmente nell’art. 6, primo comma, del d.l. n. 103 del 1991, avendo esso – nell’interpretare autenticamente l’art. 47 del d.P.R. n. 639 del 1970 – espressamente stabilito che la decadenza ivi prevista determina l’estinzione del diritto “ai ratei pregressi”.
5. Le considerazioni che precedono, in ordine all’interpretazione dell’art. 6, primo comma, del d.l. n. 103 del 1991, implicano la non fondatezza di tutte le questioni, proposte dai giudici remittenti sulla base dell’erroneo convincimento che la norma preveda l’estinzione – a seguito della decorrenza del termine decennale – non soltanto dei singoli ratei, ma dello stesso diritto a pensione

Sull’intangibilità del diritto a pensione si sono peraltro pronunciate anche C. cost. 26 febbraio 2010, n. 71;  C. cost. 22 luglio 1999, n. 345, la quale ultima  lo definisce «fondamentale, irrinunciabile e imprescrittibile» e C. cost. 15 luglio 1985, n. 203 (FI, 1985, I, 354),  secondo la quale si tratta di una <<situazione finale … attinente alla sopravvivenza della persona>>

La nuova giurisprudenza attraverso mille contorsioni e contraddizioni, sostenendo tutto ed il suo contrario (diritto autonomo – diritto accessorio- domanda sì- domanda no- incremento- conseguimento, etc.) ha reso anzitutto illeggibile una situazione assai chiara dal punto di vista normativo;  finendo per affossare  un diritto Costituzionale dei lavoratori (chè tale è la contribuzione per esposizione all’amianto, secondo la stessa Cassazione)  attraverso un istituto dedicato al processo (l’art.47 dpr 70) che prevede ed ha sempre previsto, al più, la perdita dei ratei pregressi (come conferma letteralmente l’art.6 della legge 166/1991).

Manca del tutto in queste sentenze che giocano formalisticamente con le parole,  come fanno i peggiori azzeccagarbugli, il fatto che qui stiamo a trattare con la dignità di persone a cui anche “un beneficio” (sic) previdenziale doveva serviva a restituire una dimensione soggettiva, di persone in carne ossa appunto, che per lungo tempo è stata loro negata e per colpa di tanti.

Si discute invece di queste questioni prevalentemente adoperando sofismi; così che istituti chiari possano venire piegati alla bisogna ad interpretazioni contorte, anche attraverso degli escamatoges; come quando si dice a seconda delle circostanze – ma sempre in modo contrario ai diritti dei lavoratori – che il diritto alla rivalutazione configuri ora un diritto autonomo, ora invece un diritto accessorio…

Quando invece configura tutte e due, a seconda della prospettiva in cui se ne discute. Chè infatti se si guarda ai contributi, l’aumento per amianto è un diritto autonomo (e diverso dalla contribuzione maturata in forza del lavoro svolto); se si guarda alla pensione si tratta del diritto all’aumento della pensione già liquidata o da liquidare (e quindi di un quid che accede al trattamento principale):

Il sospetto è comunque che la tesi liquidatoria adottata da larga parte della giurisprudenza, oltre che per la nota avversione nei confronti della normativa in materia previdenziale considerata da molte parti fin troppo generosa per i lavoratori esposti (!); risponda anche ad un interesse, per così dire, di ceto giudiziario: perché consente di liberarsi rapidamente ed affossare per sempre un contenzioso largamente diffuso in ogni tribunale italiano; e ciò soprattutto in ragione della larga inottemperanza al principio di legalità, ovvero  della disapplicazione perpetrata in sede amministrativa della legge della Repubblica (257/1992) che sancisce il diritto dei lavoratori alla rivalutazione contributiva.

E’ un esempio classico di come nel nostro Paese l’applicazione delle regole vive “in un modo a parte”,  fatto di sofismi; e di formalismi; e conduca spesso ad interpretazioni che appaiono dirette contro quelle stesse esigenze umane (non del ceto giudiziario) in funzione delle quali le leggi vengono pur sempre concepite; ed è proprio da questa mutazione che si generano i mostri di cui ci occupiamo.

Difficile ipotizzare ora ottimisticamente che in sede giudiziaria possa prima o poi prevalere la più scomoda e faticosa vittoria della ragione rispetto alla più “comoda” strada segnata dal formalismo prevalsa in Cassazione; e comunque è impossibile nel frattempo evitare i “morti e i feriti” ( addirittura l’insopportabile e vergognosa condanna alle spese! nei confronti dell’INPS vittorioso!  paradosso tra i paradossi) che intanto la disapplicazione delle regole produrrà sul campo delle cause giudiziarie perse.

Più proficuo allora pensare che chi abbia responsabilità legislative si attivi per intervenire e riparare al più presto a questo monstrum giuridico cui ci riferiamo; ovviamente insieme ai molti altri variegati ed auspicati interventi correttivi che la normativa in materia di amianto richiede, come ci ricorda da molto tempo l’On. Casson.

Anche per questo, per aver escluso una riflessione ampia e specifica sui temi giuridici, che sono invece prioritari, attraverso la previsione di apposita sessione ad hoc, ha fatto sì che la Conferenza governativa amianto del novembre scorso a Venezia, si rivelasse alle fin fine un’ulteriore occasione mancata.

Roberto Riverso

 

newsletter diario prevenzione 9 gennaio 2013 – vol.n° 62


newsletter diario prevenzione

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9 gennaio 2013 – vol.n°  62

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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EBBENE SI’,  SIAMO FIERI DI ESSERE “CONSERVATORI” !

Un anno tutto in salita per tanti che vivono del proprio lavoro o della pensione: rischiano di terminare l’anno più poveri di quanto non siano ora.

Le politiche neoliberiste stanno stremando una parte rilevante della popolazione. Il disagio sociale in quest’ultima fase  è divenuto dolore e senso di perdita della possibilità d’immaginarsi nel futuro per una moltitudine di persone, uomini e donne giovani che si vivono come “eccedenze”, stock di energie vitali messe al bando, parcheggiati sine limite  su di un binario morto.

I discorsi, i linguaggi, le parole  di diversi leader, in questo inizio di campagna elettorale, cadono come foglie morte sulle acque di un fiume di malessere in piena.

Non vi è un aggancio tra le parole di molti politici e la vita reale e questo è un problema serio e grave per la democrazia.

Si usa la crisi e il suo carico  d’insicurezza e precarietà come fattore di stress e deterrente  per paralizzare la capacità d’iniziativa democratica per contrastare lo smantellamento dello stato sociale.

E’ noto l’utilizzo sempre più frequente, da parte di chi detiene il potere, delle tecniche di schock economy per prendere decisioni in uno stato di sospensione del confronto democratico.(1)

Tutto ciò sta avvenendo non solo in Italia , ma in diversi paesi europei, sia pure con forme e modulazioni differenziate. L’obiettivo di lungo respiro  pare essere quello della trasformazione dei diritti in bisogni che si possono soddisfare solo se si dispone del denaro per acquistare le prestazioni sul mercato.

Il diritto alla salute e il diritto allo studio  sono il primo bersaglio di questa imponente operazione di restaurazione e di ad/domesticazione delle masse all’ideologia neoliberista.

Sia chiaro,  siamo consapevoli delle difficoltà dei bilanci pubblici derivanti dalla scarsità di risorse e dei sacrifici per mantenere in piedi la scuola e gli ospedali, ma i restauratori non intendono limitare la loro azione alla gestione amministrativa all’insegna della parsimonia, vogliono cancellare dalla testa delle persone l’idea che vi siano luoghi materiali dove si possano esigere prestazioni di cura e assistenza che siano alla portata di tutti.

Le stesse politiche di prevenzione vengono poste in coda alle priorità rispetto alle esigenze delle imprese di essere competitive. Dal nostro osservatorio, negli ultimi mesi abbiamo registrato un rilevante calo del flusso di notizie su iniziative e progetti in materia di miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nel lavoro anche nelle situazioni aziendali che vanno bene.

E’ in atto una potente decostruzione materiale e simbolica  del sistema dei diritti del cittadino che, tramite la mediazione dello stato, può accedere alle prestazioni di buona qualità  in campo sanitario e formativo, si vuole plasmare una nuova mentalità di massa: il fai da te e solo per te, in una cornice d’individualismo esasperato.

In questa prospettiva gli stessi sindacati realmente rappresentativi dei lavoratori divengono “conservazione” e il “vecchio” da rimuovere tramite la domesticazione e lo svuotamento della loro capacità di rappresentare i lavoratori.

Si vuole sostituire la collaborazione, il lavorare assieme per un obiettivo,con la concorrenza e la competizione tra lavoratori, l’uno contro l’altra/o, i lavoratori dell’impresa A contro i lavoratori della impresa B.

Queste sono le cosidette riforme che dovrebbero far “rinascere” il paese: ricette neoliberiste che sono già fallite da tempo, produttrici di movimenti populisti a sfondo razzista.

Vi sono segnali di speranza, sta sorgendo in Europa un movimento che va in direzione ostinata e contraria rispetto alle ricette dei neoliberisti: invitiamo i lettori a leggere il documento “BERLINO – CAMBIARE ROTTA CON SETTE PUNTI – IG METALL – GLOBAL APPELLO”. (2)
Vi è in questa risoluzione del forte sindacato dei metalmeccanici tedeschi un’altra rappresentazione di un mondo possibile, più vivibile ove il rispetto e  la dignità delle persone vengono prima dei diktat del mercato.

In questo senso il 2013 è un anno in salita nel quale occorre lavorare per uscire dalla crisi “conservando” ( con buona pace del professore bocconiano) i valori della solidarietà, di un  welfare che operi perchè si migliori  il patrimonio di salute, d’istruzione e di benessere sociale della popolazione, lottando contro le diseguaglianze sociali  intollerabili che il sistema  sta producendo, per il lavoro vero, remunerato giustamente, per le decisioni democratiche che debbono determinare le regole per l’economia..

Se battersi per questi obiettivi vuol dire essere “conservatori”, ebbene siamo fieri di essere “conservatori”.

(1) Naomi Klein . Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri. BUR

http://www.ibs.it/code/9788817023467/klein-naomi/shock-economy-ascesa.html

(2) “BERLINO – CAMBIARE ROTTA CON SETTE PUNTI – IG METALL – GLOBAL APPELLO”

http://www.sindacalmente.org/sites/www.sindacalmente.org/files/dichiarazione_di_berlino.doc

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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E’ disponibile il numero 27 della Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente

Sommario:
Editoriale pag. 1
Per la formazione degli addetti all’emergenza: una proposta. pag. 2
L’importanza della valutazione dello stress lavoro correlato pag. 5
L’importanza del colore pag. 8
L’importanza dell’accesso al lavoro per l’inclusione delle popolazioni rom e sinta Pag. 11
Convegno. I rom: esperienze di vita e di lavoro Pag. 14

LA RIVISTA

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/PdE%20n%2027.pdf

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09/01/13 – E’ SANZIONABILE LA MANCATA COLLABORAZIONE CON GLI ORGANISMI PARITETICI?

Articolo di Pietro Ferrari del Dipartimento Salute Sicurezza Ambiente della Camera del Lavoro di Brescia

L’ARTICOLO

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/ISO_885915_sanzionabilita_opp.pdf

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CASSAZIONE: NOLO A CALDO E SICUREZZA SUL LUOGO DI LAVORO

Con sentenza n. 37325 del 27 settembre 2012, la quarta sezione penale della Cassazione ha affermato che il noleggiatore “a caldo” di macchinari risponde delle conseguenze dannose derivanti dall’inosservanza delle norme antinfortunistiche relative all’utilizzo del macchinario oggetto di noleggio.

http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7921:cassazione-penale-sez-4-27-settembre-2012-n-37325-lavori-di-manutenzione-straordinaria-dellimpianto-di-illuminazione-e-scarica-elettrica-mortale-responsabilita-nei-contratti-di-appalto&catid=17:cassazione-penale&Itemid=60

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09/01/13 – LOMBARDIA: AMBROSOLI, NO AMIANTO NEI LUOGHI DI LAVORO

Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza di Regione Lombardia per il centrosinistra, ha incontrato ieri una delegazione del Copal – Comitato Prevenzione Amianto Lombardia, costituito da Cgil Lombardia, Inca-Cgil e Associazione Ambiente Lavoro, rappresentato da A. Pizzinato, F. Di Lauro, R. Pavanello, insieme al referente di varie associazioni territoriali contro l’amianto F. Aurora – per avviare una discussione e per predisporre piani di intervento, con particolare riferimento al territorio di Broni, che possano risolvere una problematica, come quella della presenza di amianto nelle abitazioni e nei siti industriali dismessi della Regione, di rilevante importanza per la salute pubblica.

“In Lombardia ancora oggi – commentano gli esponenti di Copal – è concentrato il 36 per cento della presenza di amianto di tutta l’Italia, e sono circa 300 ogni anno i casi di decessi per mesotelioma causati da esposizione prolungata all’amianto. Si pone quindi la necessità di un programma pluriennale certo di smaltimento dell’amianto dagli ambienti di vita e di lavoro di milioni di cittadini lombardi”.

L’obiettivo è arrivare all’annullamento della presenza dell’amianto sul territorio regionale entro il 2020, e alla nascita di sportelli sanitari specializzati.

“La salute dei cittadini – ha detto Ambrosoli – si persegue anche e soprattutto attraverso la prevenzione e le iniziative che possono rimuovere le cause dell’insorgenza di patologie come nel caso dell’amianto. E per questo l’impegno, quando sarò presidente, sarà quello di mettere in atto tutte le iniziative che possano portare alla completa eliminazione dell’amianto dalle case e dalle industrie lombarde”.

“È una necessità impellente e urgente – ha concluso il candidato alla presidenza della Regione Lombardia – perché ancora c’è molto da fare e queste tematiche devono essere affrontate in tempi che siano i più brevi possibile”.

fonte rassegna.it

http://www.rassegna.it/articoli/2013/01/08/95748/lombardia-ambrosoli-no-amianto-nei-luoghi-di-lavoro

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INAIL.PIÙ CHIAREZZA SUGLI INFORTUNI: LA BANCA DATI DELLE PROFESSIONI SI POTENZIA

8 gennaio 2013. Attivato dalla Consulenza statistico attuariale lo strumento che, nell’ambito del Sip, riconduce il patrimonio informativo dell’Istituto alla macro-nomenclatura di raggruppamenti dell’Istat: una risorsa di forte valenza operativa per comprendere i livelli di occupazione e di rischiosità del mondo del lavoro

ROMA – Uno strumento di forte valenza operativa, ancora più essenziale per comprendere i molteplici aspetti socio-economici del Paese e per evidenziare, nello specifico, i livelli di occupazione e di rischiosità del mercato del lavoro: la Banca dati delle professioni, online sul portale dell’Inail – nella sezione ‘Statistiche’ – acquisisce nuove e importanti potenzialità. Aggiornata al triennio 2009-2011 (ultimi dati disponibili), questa risorsa si colloca all’interno del Sip, il Sistema informativo sulle professioni, il progetto più ampio e articolato che vede alcuni significativi enti pubblici del Paese condividere i propri database al fine di renderne fruibili i contenuti al maggior numero di utenti.

segue alla fonte INAIL.IT

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Prodotti/News/2012/INAIL/info360298812.jsp

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08/01/13 – BERLINO – CAMBIARE ROTTA CON SETTE PUNTI – IG METALL – GLOBAL APPELLO

Cambiare rotta . Impedire la distruzione dei sistemi sociali e lo sfruttamento della natura! Nel dicembre 2012 persone provenienti da sindacati, il mondo accademico e della politica si sono incontrati a Berlino per possibili alternative per lo sviluppo sociale di oggi. Hanno riunito esperienza e conoscenza al fine di imparare l’uno dall’altro e di formulare le necessarie indicazioni per un cambiamento di rotta. Hanno definito un manifesto, una dichiarazione articolata in sette punti. Al primo punto stop al dominio dei mercati finanziari. Il documento è stato redatto dal sindacato metalmeccanici Ig Metall. Diffondiamolo e discutiamolo anche noi.

LEGGI IL DOCUMENTO IG METALL

DICHIARAZIONE DI BERLINO_IG METALL DICEMBRE 2012

http://www.sindacalmente.org/sites/www.sindacalmente.org/files/dichiarazione_di_berlino.doc

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Fattori motivanti per la promozione della salute nei luoghi di lavoro: analisi della letteratura 08/01/2013

Due nuove analisi dell’EU-OSHA si basano sull’esame dei fattori che inducono lavoratori e datori di lavoro a svolgere attività legate alla promozione della salute nei luoghi di lavoro (PSL), nonché a prendervi parte.

Dal momento che le persone dedicano molto tempo allo svolgimento della propria attività, i luoghi di lavoro possono costituire uno scenario importante per l’attuazione di programmi inerenti alla promozione della salute, a vantaggio di tutti – lavoratori, aziende e società.

Leggi le analisi della letteratura e le relative sintesi:

Motivo per cui i datori di lavoro attuano la PSL
Motivo per cui i lavoratori partecipano alla PSL

Studi di casi
Maggiori informazioni sulle buone prassi relative alla promozione della salute nei luoghi di lavoro

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3638&Itemid=2

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Fondazione Claudio Sabattini.

“C’è un futuro per il sindacato? Quale futuro?”

A dieci anni dalla scomparsa di Claudio Sabattini, la Fondazione in collaborazione con la Fiom-Cgil promuove la prima iniziativa, che si svolgerà a ROMA il 25 gennaio presso il centro congressi Frentani.

La prima iniziativa, è dedicata alla ricostruzione del quadro generale di crisi del sindacato, non solo nel nostro paese. Le iniziative successive sono previste come approfondimento su aspetti più specifici di articolazione sullo stesso tema, e si svolgeranno nelle città dove Claudio Sabattini ha svolto la sua attività di dirigente sindacale.

I contributi che Claudio Sabattini ci ha lasciato assumono oggi un particolare rilievo e interesse alla luce della situazione a cui siamo pervenuti. Lo vogliamo testimoniare anche mettendo a disposizione e allegando alcuni tra i suoi più significativi interventi svolti nell’ultima fase della sua vita. L’ insieme dei materiali riferiti alla sua lunga militanza sindacale sono disponibili presso l’archivio della Fondazione che porta il suo nome

FONTE  FIOM

http://www.fiom.cgil.it/fcs/iniziative/13_01_25-seminario.pdf

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08/01/13 – MOBBING: CASISTICA CLINICA, DIFFERENZE DI GENERE, ASPETTI MEDICO-LEGALI

Autori   [Indice]

Candura SM1, Dondi E1, Tonini S1, Lettini G1, Boeri R1, Giorgi I2, Mazzacane F3, Gentile E1, Scovazzi G1, Petracca M1, Scafa F1

1Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, Università degli Studi di Pavia & Unità Operativa di Medicina del Lavoro, IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri, Istituto Scientifico di Pavia
2Servizio di Psicologia & 3Consulente Psichiatra, IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri,
Istituto Scientifico di Pavia

Introduzione: La patologia da mobbing, conseguente a vessazioni reiterate in ambito occupazionale, richiede un accurato inquadramento diagnostico, indispensabile non solo ai fini prognostici e terapeutico-riabilitativi, ma anche a scopomedico-legale. Il rischio legato al lavoro femminile risulta scarsamente indagato.

Obiettivi: Valutare con approccio multidisciplinare (medico del lavoro, psicologo, psichiatra) la frequenza e le differenze di genere della patologia da mobbing (eda stress lavoro-correlato in genere) nella pratica clinica.

Metodi: Tra il 2001 e il 2011, sono state esaminate 474 persone (273 donne e 201 uomini), d’età compresa tra 21 e 61 anni (media:41,8), che riferivano problemi di salute connessia situazioni di mobbing (o comunque di disagio psicologico) in ambito lavorativo. Il percorso diagnostico prevedeva visita specialistica di medicina del lavoro, colloquio clinico-psicologico conintervista strutturata per DSM-IV (Diagnostical and Statistical Manual of Mental Disorders),test di personalità MMPI-2 (Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2) in forma intera,visita psichiatrica,accertamenti laboratoristici e strumentali ove indicati. Le valutazioni sono state in massima parte basate su quanto riferito dai pazienti, perl’impossibilità di verificare direttamente l’eventuale esistenza di un clima vessatorio nell’ambiente di lavoro. Le diagnosi di patologia da mobbing sono statequindi formulate in terminiprobabilistici.

segue su http://www.preventionandresearch.com/mobbing-casistica-clinica-differenze-di-genere-aspetti-medico-legali.html

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08/01/13 – Siti contaminati: sul web la banca dati Iss-Inail per l’analisi del rischio

Un prezioso strumento di lavoro per l’analisi di rischio sanitario ambientale, essenziale per la ‘gestione’ dei siti contaminati: è online la nuova Banca dati Iss-Inail. Elaborata dal Dipia – il dipartimento Insediamenti produttivi e interazione con l’ambiente dell’Inail e dal dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss – la banca dati riporta le proprietà chimico-fisiche e tossicologiche delle sostanze chimiche inquinanti elencate nel dlgs. 152/06 (e s.m.i). “L’importanza e l’utilità di questa banca dati consiste nel rendere uniformi a livello nazionale i valori dei parametri caratteristici di tali sostanze, necessari per l’applicazione della procedura di analisi di rischio – spiega Simona Berardi, ingegnere presso il Dipia Inail e coordinatrice Inail per il progetto – Questo strumento ha, quindi, permesso di superare il problema legato alla mancata uniformità delle banche dati implementate nei software comunemente utilizzati a livello nazionale, che spesso contengono valori dei parametri chimico-fisici e tossicologici molto diversi tra di loro. Inoltre, la sua precedente versione conteneva delle incongruenze relative alla classificazione di cancerogenicità delle sostanze che, con la presente edizione, si ritengono superate”.

segue su fonte INAIL.IT

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SALASTAMPA&nextPage=Prodotti/News/2012/Ricerca_e_tecnologie_della_sicurezza/info-1225589329.jsp

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amiantosettepropostezeroamiantosettepropostezeroamianto

SETTE PROPOSTE AMIANTO ZERO – BOLOGNA AULA MAGNA LICEO LAURA BASSI

venerdì 11 gennaio 2013 ore 15,00

aula magna liceo laura bassi

>>> segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3634&Itemid=2

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Notiziario della Associazione Ambiente Lavoro
N. 2 del 07/01/2013
Amblav-news

le notizie

http://www.amblav.it/vedi_newsletter.aspx?IDNewsletter={9602F8FA-C402-4E63-9623-4C51D35BA73E}

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08/01/13 – Carrelli semoventi: chiarimenti sui requisiti essenziali di sicurezza

Una circolare del Ministero del Lavoro si sofferma sulle problematiche di sicurezza dei carrelli semoventi a braccio telescopico con riferimento a quanto richiesto dalla Direttiva 2006/42/CE. I limitatori del momento e le norme EN 1459 e EN 15000. >>> segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/attrezzature-macchine-C-45/carrelli-semoventi-chiarimenti-sui-requisiti-essenziali-di-sicurezza-AR-12472/

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Lavorare peggio, un modello europeo

27/12/2012

Perché peggiorano le condizioni di lavoro in Europa. Un libro spiega come i modelli organizzativi, la regolazione di mercato e la mediazione istituzionale hanno chiuso gli spazi per democratizzare i rapporti di lavoro

Il libro collettaneo Workers, Citizens, Governance. Socio-Cultural Innovation at Work, curato da Garibaldo, Baglioni, Casey e Telljohannn, ha due obiettivi espliciti: da una parte ricostruire le caratteristiche salienti delle attuali condizioni di lavoro in Europa, dell’organizzazione della produzione che si è affermata e delle istituzioni europee di regolazione dei mercati e delwelfare state; dall’altra, indicare percorsi di innovazione in ambito organizzativo, manageriale e istituzionale che siano in grado di invertire la direzione dei processi socioeconomici del passato, ancora oggi largamente dominanti. Ciò che allo stesso tempo interessa gli autori dei saggi raccolti nel volume è lo stato di salute attuale, lo spazio d’azione a disposizione e le prospettive future delle organizzazioni dei lavoratori.

segue su fonte

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/Lavorare-peggio-un-modello-europeo-16108

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ESTRATTO AVVISO PUBBLICO 2012 PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO, art. 11, comma 1 lett. a) e comma 5 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i.

fonte INAIL

http://www.inail.it/Portale/appmanager/portale/desktop?_nfpb=true&_pageLabel=PAGE_SICUREZZA&nextPage=Finanziamenti_ISI_2012/index.jsp

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L’ISTITUTO CANADESE IRSST PUBBLICA UNA LISTA DELLE CONDIZIONI DI LAVORO ASSOCIATE AL RISCHIO CANCEROGENI

La liste des substances et des conditions de travail associées à un risque de cancer plus élevé est en augmentation. Plusieurs pays ont d’ailleurs produit des estimations du nombre de travailleurs exposés à des substances cancérogènes,dans le contexte d’une démarche de prévention des cancers d’origine professionnelle.
Au Québec, c’est l’équipe de France Labrèche, chercheure à l’IRSST, qui a dressé un premier portrait de la situation, issu de l’analyse de plusieurs sources de données applicables aux travailleurs d’ici..

IL TESTO

http://www.irsst.qc.ca/prevention-au-travail/media/documents/fr/prev/V25_04/22-25.pdf

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Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari

Pubblicata la bozza del Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e del modulo per la trasmissione di commenti ed osservazioni al testo.

Il PNA costituisce la bozza sulla cui base ha inizio una fase di consultazione – che terminerà il 31 dicembre 2012 – durante la quale tutti i portatori di interesse potranno esprimere le proprie osservazioni ed i propri suggerimenti di modifica al documento.

Per maggiori informazioni consulta Consultazione pubblica sul Piano d’azione nazionale (PAN)

Data pubblicazione: 13 dicembre 2012

fonte Ministero Salute

http://www.salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=2351&tipo=new

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NOTIZIE  DAL SITO AMBIENTE LAVORO

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3625&Itemid=2

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09 GENNAIO 2013
19,00
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Cordiali saluti a tutt.*

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it


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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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newsletter diario prevenzione 30 ottobre 2012 – vol.n°57


newsletter diario prevenzione

www.diario-prevenzione.it

30 ottobre  2012  – vol.n°57

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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LE INIZIATIVE DEL MESE DI NOVEMBRE

Nel mese di novembre, nonostante la crisi, si celebreranno diversi convegni importanti in materia di salute e sicurezza : nei giorni si svolgerà a Bologna il Convegno nazionale SNOP sul tema “I Servizi di Prevenzione: quale futuro ?” Su questa importante iniziativa abbiamo intervistato il Dott.Giorgio D Leone, Presidente della SNOP, una intervista audio che potete ascoltare da questo sito. (1)

A Roma il giorno 21 si celebrerà il Convegno “Un treno carico di stress” promosso da un coordinamento di Rls de macchinisti e dei capitreno, nel Corso del Convegno saranno illustrati i risultati di una importante ricerca svolta con la partecipazione attiva di centinaia di macchinisti e di ferrovieri.

Una ricerca complessa e impegnativa dalla progettazione alla elaborazione dei dati che ha richiesto un impegno molto forte  del Gruppo di Ricerca  composto da una  pluralità di soggetti  istituzionali, dal Dipartimento  di Prevenzione della Asl di Firenze e dalla Cattedra di Psicofisiologia della Facoltà di Psicologia dell’Università con il concorso di competenze multidisciplinari.

La peculiarità di questa ricerca è rappresentata dal lavoro di autoriflessione svolto dai macchinisti e dai capitreno tramite una griglia di analisi compilata ogni ora durante il lavoro sul proprio vissuto psicologico in relazione al lavoro svolto. I materiali risultati dalla ricerca sono interessanti e utili per progettare una organizzazione del lavoro più sicura e meno stressante per i macchinisti e i capitreno. La stessa metodologia sperimentata in questa ricerca partecipata potrà essere utilizzata in altri settori di lavoro. Diario Prevenzione pubblicherà ulteriori approfondimenti su questa iniziativa (2)

Nei giorni 22 e 24 novembre a Venezia si celebrerà la Conferenza nazionale sull’amianto promossa dal Ministero della Salute in collaborazione con i Ministeri del Lavoro e dell’Ambiente, un appuntamento molto importante per fare il punto sullo stato dell’arte della tragica questione amianto e per riprendere il governo di questo tema. La Conferenza fortemente voluta dalle Associazioni di rappresentanza degli esposti affronterà in tre sessioni parallele i temi della ricerca diagnostica e della cura, della epidemiologia e delle tecniche più adeguate per la rimozione e lo smaltimento in sicurezza dei materiali contenenti amianto. Lo sforzo delle Associazioni e delle OO.SS è quello di evitare di disperdere questa occasione e di uscire dalla Conferenza con impegni da parte dello stato per una gestione più efficace di questa tematica.

Un mese intenso di iniziative che vengono portate a compimento nonostante la grave crisi economica, sociale e politica. Queste iniziative, pure molto diverse tra loro testimoniano che vi è ancora un’attenzione ed una tensione alta per i problemi di salute e sicurezza negli ambienti di vita  e di lavoro. Occorre lavorare perchè queste sensibilità ed attenzioni non si depotenzino e affinchè la questione della salute e della sicurezza divenga il riferimento e il paradigma con il quale costruire la qualità e la solidità della ripresa economica. editor

(1) INTERVISTA AL DOTT. GIORGIO DI LEONE PRESIDENTE DELLA SNOP SUL TEMA : “I SERVIZI DI PREVENZIONE: QUALE FUTURO”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3551&Itemid=2

(2) UN TRENO CARICO DI STRESS
http://www.inmarcia.it/component/content/article/28-ultimora/221-un-treno-carico-di-stress

(3) II Conferenza Governativa sulle Patologie Asbesto-correlate

http://www.salute.gov.it/salaStampa/dettaglioEvento.jsp?id=150

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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30/10/12 -DDL semplificazioni: la CIIP difende la sicurezza

Presentate a Roma le proposte integrative e migliorative della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione al Decreto del Governo sulle semplificazioni. Di Rocco Vitale.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/ddl-semplificazioni-la-ciip-difende-la-sicurezza-art-12310/

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30/10/12 – ILVA, GIOVANE OPERAIO MUORE SCHIACCIATO

Un giovane operaio dell’Ilva, Claudio Marsella di 29 anni, locomotorista, è morto mentre era al lavoro nello stabilimento di Taranto. Il giovane è rimasto schiacciato durante le operazioni di aggancio della motrice ai vagoni, riportando lesioni al torace e la frattura del femore. A soccorrere il 29enne sono stati alcuni colleghi. Le sue condizioni erano già molto gravi all’arrivo dell’ambulanza del 118, che ha trasportato l’operaio in ospedale. Marsella è deceduto poco dopo il ricovero. Sciopero immediato in azienda – Uno sciopero immediato è stato proclamato dopo che si è diffusa la notizia della morte del giovane operaio. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm, con le Rappresentanze sindacali unitarie di stabilimento, hanno proclamato uno sciopero immediato. “Fim, Fiom e Uilm – è detto in una nota congiunta – chiedono a tutti gli enti preposti di fare chiarezza sull’ ennesimo infortunio mortale che ha coinvolto un altro giovane lavoratore”. Le organizzazioni sindacali esprimono inoltre “la propria vicinanza ai famigliari del lavoratore scomparso”.

Sciopero di 2 ore anche mercoledì in tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva “Vogliamo con ciò essere vicini nel dolore alla famiglia di Claudio e riaffermare che di lavoro non si può morire”, affermano i sindacati in una nota congiunta. Le modalità e l’articolazione delle 2 ore di sciopero saranno decise dalle Rsu dei singoli stabilimenti.

Sono in tutto 45 i morti all’Ilva – Con quella di Claudio Marsella, sono 45 le morti degli operai avvenute all’interno dell’Ilva di Taranto dal 1993. L’ultima disgrazia si era verificata l’11 dicembre del 2008 quando un lavoratore polacco, dipendente di un’azienda appaltatrice, cadde da un ponteggio dell’altoforno 4. Le morti bianche nel siderurgico tarantino sono state per le cause più disparate: molti operai sono deceduti in seguito a cadute da ponteggi di impianti, ad esplosioni di macchinari o al crollo di gru o perché colpiti, nel corso delle fasi delle varie lavorazioni, da pesanti bramme o schegge di materiali; altri operai sono morti per aver inalato gas nel corso di lavori di manutenzione.

Difficili da quantificare gli incidenti che, nel corso degli anni, hanno causato centinaia di feriti e ustionati. Da segnalare, infine, l’atroce fine del tarantino Saverio Paracolli, di 45 anni, morto il 10 aprile 2004 dopo sette giorni di agonia per un incidente avvenuto nel Tubificio 1: rimase incastrato fra un tubo e un’apparecchiatura usata per smussarlo.

>>> segue su tiscali.it

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/10/30/morto_operaio_ilva.html

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INTERVISTA AL DOTT. GIORGIO DI LEONE PRESIDENTE DELLA SNOP SUL TEMA : “I SERVIZI DI PREVENZIONE: QUALE FUTURO”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3551&Itemid=2

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Regioni bocciano riforma Titolo V Costituzione

Le Regioni hanno dato parere negativo, in Conferenza Unificata, al decreto sulla riforma del Titolo V della Costituzione. “Così non si affrontano i problemi reali – spiega il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine della seduta.  Se non c’e’ una Camera delle Autonomie i problemi non si risolvono. Ed anche la clausola di supremazia ha senso solo se c’è una Camera delle Autonomie.
Così come previsto, l’intervento e’ parziale e non risolve i problemi”.  Ai Presidenti delle Regioni non e’ poi piaciuto il metodo con il quale il Governo ha operato: ”l’intervento e’ stato unilaterale ed a scadenza di legislatura. La prossima dovrà essere una legislatura costituente per dare un equilibrato sistema di governance al Paese”, ha concluso Errani.
Abbiamo presentato le nostre considerazioni e valutazioni – ha spiegato il presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini – si tratta di una riforma radicale, nella quale le Regioni tornano, sul fronte del potere legislativo, subordinate allo Stato in tutte le materie. E’ insomma la fine del regionalismo ma, al tempo stesso, questa riforma non risolve le conflittualità ne’ prevede il Senato delle Regioni”.

segue >>>

regioni.it

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Sicurezza nei luoghi di lavoro: venerdì si ricorda Raffaele Rozzi

mercoledì 24 ottobre 2012
Convegno e premi a quattro scuole superiori

Venerdì, 26 ottobre, alle 10 la sala Muratori della biblioteca Classense ospita la terza edizione del convegno “La sicurezza nei luoghi di lavoro”, promosso da Università di Bologna, Fondazione Flaminia e Comune in memoria di Raffaele Rozzi, il giovane chimico ravennate morto a Bilbao nel settembre del 2007 per salvare due colleghi di lavoro.

Gli appuntamenti dedicati a Rozzi sono sempre stati accompagnati, per volontà del sindaco Fabrizio Matteucci, da iniziative di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare legate ai temi della formazione e della prevenzione. Sono stati promossi, in collaborazione con la Fondazione Flaminia, corsi di alta formazione per laureati e lavoratori, bandi per borse di studio dedicate ai ragazzi degli istituti superiori e a giovani laureati.

Nell’anno scolastico 2011-2012 si è passati a una formula nuova. A tutti gli istituti superiori della città sono stati proposti ed offerti dalla Fondazione Flaminia unitamente al Comune pacchetti formativi di quattro ore con docenti universitari ed esperti che affrontassero il tema della sicurezza dal punto di vista giuridico e chimico.

Al termine i ragazzi coinvolti (quelli di Itis Baldini, Ipsia Callegari, Liceo Classico Dante Alighieri e Itct Ginanni) in collaborazione con i docenti che hanno seguito le lezioni hanno elaborato in forma singola o collettiva elaborati scritti o multimediali che hanno poi concorso al bando promosso da Comune e Fondazione Flaminia (proposto a tutte le scuole superiori della città). Una commissione ha visionato quanto prodotto, assegnando quattro premi di 1.250 euro l’uno, che verranno consegnati nel corso del convegno dal sindaco Fabrizio Matteucci, dalla Fondazione Flaminia e dagli sponsor coinvolti (Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Confindustria Ravenna, Camera di Commercio di Ravenna, Sapir, Autorità Portuale, Deco Industrie).

Il convegno sarà aperto dal Sindaco e presieduto da Antonio Penso, direttore della Fondazione Flaminia; interverranno Andrea Lassandari, docente di diritto del lavoro alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, su “Il lavoro o la sicurezza?”, e Ferruccio Trifirò, docente di chimica industriale alla facoltà di Chimica industriale dell’Università di Bologna, su “Le etichette del pericolo chimico nella vita quotidiana”.

Saranno poi illustrati gli elaborati vincitori: si tratta di “Sicuramente Porto”, realizzato dalla classe quarta BS (attuale quinta BS) del Liceo Classico Dante Alighieri – Scienze Sociali; “Sicurezza e scuola”, lavoro individuale di Maria Vittoria Baravelli della quinta F (anno scolastico 2011 – 2012) del Liceo Scientifico Oriani; “Lavora bene senza rischi e in sicurezza” della quarta B Igea (attuale quinta B Igea) dell’Istituto tecnico commerciale Ginanni; “I sistemi elettrici e la sicurezza elettrica” delle classi quarte Tiel e Tim (attuali quinte) dell’Ipsia Callegari.

fonte ravennanotizie.it

http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&id_blog_post=59401

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REGIONE TOSCANA

LA SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO AL TEMPO DELLA CRISI

CONVEGNO REGIONALE DELLA RETE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DELLA SICUREZZA

LIVORNO 7 NOVEMBRE ORE 8,30 -17,00

AUDITORIUM ACCADEMIA NAVALE

VIALE ITALIA 72 , LIVORNO
ingresso Porta San Iacopo

programma lavori

http://www.diario-prevenzione.it/interim/CONVEGNO%20RLS%207%20NOVEMBRE.pdf

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25/10/12 – MEDICI COMPETENTI: LE NOVITÀ NELLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO

Le ricadute dei regolamenti europei sulla valutazione del rischio da agenti chimici con riferimento ai compiti di igienisti industriali e medici competenti. Scheda dati di sicurezza e scenari di esposizione. Il metodo delle congruenze organizzative.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-cat-3/medici-competenti-le-novita-nella-valutazione-del-rischio-chimico-art-12299/

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INTERVISTA AL DOTTOR RAFFAELE GUARINIELLO, COORDINATORE DEL GRUPPO SALUTE E SICUREZZA PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORINO

(da AMBIENTE LAVORO CONVENTION)

Il dottor Raffaele Guariniello, protagonista di importanti inchieste, tra cui quelle che hanno coinvolto le multinazionali Eternit e Thyssen Krupp, ha partecipato a Ambiente Lavoro Convention, intervenendo al convegno “RSPP e consulenti della sicurezza: compiti e responsabilità penali”.
Abbiamo colto l´occasione per rivolgergli alcune domande.

>>> SEGUE SUL SITO AMBIENTE LAVORO CONVENTION

http://www.ambientelavoro.it/SchedaComunicato.asp?Fieraid=122&ComunicatoId=1413

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QUEL EST LE COÛT DE LA PRÉVENTION DU STRESS ET DES RPS ?

Quand l’on parle de coût et de stress, on parle souvent du coût du stress. Quelle étrange idée finalement que celle de centrer son analyse sur le coût des conséquences d’un problème alors qu’il serait plus judicieux et constructif de porter son attention sur le coût nécessaire pour le prévenir. Cet effort semble par ailleurs d’autant plus légitime que si le calcul du coût du stress demeure difficile, le calcul des coûts pour le prévenir l’est moins.

Le coût de la prévention des risques sociaux en entreprise, dont le stress fait partie, est faible, modéré, important ou astronomique selon la manière dont on s’y prend et surtout de l’amplitude de ces risques au moment où l’on se décide à les traiter.

Le coût pour éteindre l’incendie c’est-à-dire résoudre là où les crises (RPS, stress, absentéisme, roulement du personnel, ATMP, dégradation du climat social etc.) est prohibitif lorsque ces risques se sont déjà enracinés et diffusés dans l’entreprise. Ceci parce que ces risques sont fondamentalement multifactoriels et contagieux et donc complexes et lents à résoudre une fois qu’ils sont apparus (la métaphore de l’incendie nous « éclaire » sur ce point).

En comparaison, le coût pour prévenir l’incendie et les crises sociales est somme toute modeste. C’est le coût de « l’entretien du terrain » par une petite équipe d’experts, un contrôleur de gestion sociale, un préventeur, un responsable de l’accompagnement managérial et un responsable bien-être.

Quatre postes à temps plein dans les grands groupes en sus d’un plan de formation habilement construit (et déjà financé). Quatre postes à temps partiel éventuellement recombinés en un poste à temps plein dans les entreprises de taille intermédiaire et PME. Coût total largement inférieur à 1 % de la masse salariale. Dérisoire au regard des enjeux sociaux et économiques que représentent ces risques sociaux.

Le coût de la prévention du stress est donc modeste en valeur absolue et quasi insignifiant en comparaison des coûts directs et indirects causés par les risques concernés. La plus grande difficulté est sans doute d’avoir l’ouverture et le courage de faire le premier pas, d’investir dans un projet de prévention avant qu’il ne soit trop tard. En matière de risques sociaux il vaut donc mieux, et de loin, prévenir que souffrir.

fonte Miroir Social

http://www.miroirsocial.com/actualite/quel-est-le-cout-de-la-prevention-du-stress-et-des-rps

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European Week calls for workers and managers to work together for risk prevention Oct 22, 2012

From 22 to 26 October, the 2012 European Week for Safety and Health at Work highlights the role of strong management leadership combined with active worker participation in making sure that Europe’s workplaces are safe, healthy and productive. Organised by the EU-OSHA and its partners, the week sees events organised across Europe in support of the Healthy Workplaces Campaign ‘Working together for risk prevention’.

Read the press release
Management leadership in OSH – a practical guide
Worker participation in OSH – a practical guide
Download the the iPad application for free
Campaign events and activities across Europe

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3543&Itemid=2

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La CES et d’autres parties prenantes expriment de vives inquiétudes au sujet du deuxième examen de la réglementation de la Commission

La CES s’est jointe aujourd’hui au BEE, au CIEL, à ClientEarth, au WECF, au BEUC, à l’ECOS, au BUND, à FOE Europe et à l’ANEC pour adresser un message clair à la Commission en réponse à son deuxième examen sur les nanotechnologies publié la semaine dernière. Les organisations signataires ont collectivement fait part de leurs sérieuses inquiétudes concernant la qualité de l’examen et la nécessité de garantir le principe de précaution ainsi que la santé et la sécurité des travailleurs.

Des arguments scientifiques fragiles forment la base de l’examen des nanomatériaux de la Commission. Il y a en outre de sérieuses incohérences entre le document de travail de la Commission présentant son analyse de la situation et les réponses réglementaires qui concernent la production et l’utilisation sans risque des nanomatériaux. Les schémas existants de collecte d’informations sont inadéquats et l’examen de la réglementation de la Commission ignore complètement les lacunes qui affectent le potentiel de REACH, la réglementation européenne phare pour la gestion des substances chimiques, en tant qu’outil efficace pour la collecte d’informations et la réglementation des nanomatériaux.

– Lien vers la lettre commune : http://www.etuc.org/IMG/pdf/Nanomaterials_joint_letter_23_10_2012_ETUC.pdf

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FUMUS PRODUCTIVITATIS E CLUP- competitività e produttività –

La produttività è come l’Aspirina, la si propone come soluzione tampone per tanti malesseri dell’economia e dello sviluppo economico. Chi vuole mettere in imbarazzo l’interlocutore con i numeri cita spesso il Clup (Costo del lavoro per unità di prodotto) che però non misura la produttività di un’impresa ma la competitività della stessa. Altri confondono la saturazione degli impianti ( flessibilità orari e turni), infine c’è chi semplifica il tutto con una “paccata” di orari straordinari da concedere alla gestione unilaterale dell’azienda, in barba al ruolo delle Rsu e delle norme contrattuali nazionali.

Circa 13 anni fa, nel 1999, il rapporto dell’Ocse indicava l’Italia tra i Paesi più competitivi dell’Unione europea, quasi “a pari merito” con gli Stati Uniti. Fatto 100 il Clup statunitense, secondo il Rapporto Ocse quello italiano era  pari a 101, quello inglese a 148, quello francese a 163 e quello tedesco a 166.

Alleghiamo l’articolo “Il Clup e la vera competitività di un paese” pubblicato da DC-Comunicazione nel 1999 che spiega cosa è il Clup e commenta il rapporto Ocsce.

In un recente articolo “Fumus productivitatis” di Rosita Donnini e Valerio Selan  inizia così: “ Il dibattito in corso su produttività e Clup (costo del lavoro per unità di prodotto) prosegue nel consueto caos informativo lamentato in un precedente articolo. Dati diversi vengono gettati in un frullatore, con un pò di olio antisindacale e di aceto neoliberista: ne vien fuori una maionese francamente immangiabile. Il tutto per concentrare l’attenzione sull’organizzazione del lavoro o addirittura sulla “neghittosità operaia” (termine coniato agli albori della rivoluzione industriale) consistente nel non essere entusiasti dei turni di notte e di dover andare alle toilettes alla velocità di un centometrista. In realtà la produttività del lavoro ed il Clup che ne rappresenta il risvolto quantitativo si prefigurano all’interno di un sistema a costi e ricavi congiunti. Conseguentemente i tentativi compiuti, anche dall’Istat, per “isolarla” non hanno dato risultati definitivi, perché la clausola del ceteris paribus  ( ndr. a parità di condizioni) rappresenta una astrazione algoritmica e, quindi, poco realistica”.

Gli autori proseguono analizzando il problema del Clup in tre ipotesi che potete leggere nell’allegato tratto dal sito www.eguaglianzaeliberta.it

http://www.sindacalmente.org/sites/www.sindacalmente.org/files/cose_il_clup_nel_1999.doc
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3541&Itemid=2

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24/10/12 – LA MEDICINA DEL LAVORO IN GRAN BRETAGNA – OTTOBRE 2012

da medicompetente.it

Il Dr. Roberto Ledda, Medico del Lavoro, MFOM, ci invia un resoconto del sistema britannico di Medicina del Lavoro (Occupational Health o Occupational Medicine), che pur essendo diverso in legislazione e tipo di offerta alle imprese è sostanzialmente una applicazione degli universali principi di quello che conosciamo nella Medicina del Lavoro. Il testo contiene qualche definizione in inglese (quando non c’è una appropriata traduzione) e qualche “web-link” per ulteriori chiarimenti. Le abbreviazioni più usate sono OH (Occupational Health), OHS (Occupational Health Service, in pratica una Società di Servizi o un istituto ospedaliero di Med Lav), OHP (Occupational Health Physician, il MdL!).

>>> segue su medicompetente.it

http://www.medicocompetente.it/mese/125/La-Medicina-del-Lavoro-in-Gran-Bretagna.htm

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RLS E RLST: ESPERIENZE, IDEE, PROBLEMI. L’Assemblea della pariteticità artigiana e Pmi di Modena

L’attuazione dell’Accordo artigiani, l’elezione e l’individuazione di Rls e Rlst, la costituzione della rete territoriale degli Organismi paritetici: questi i temi affrontati dall’Assemblea della pariteticità artigiana e Pmi organizzata da Cgil – Cisl – Uil, che si è tenuta a Modena il 12 ottobre scorso nell’ambito della Convention AmbienteLavoro. Il numero 11 di 2087rls, interamente dedicato a questo tema, fornisce un ampio resoconto dell’appuntamento unitario, dando spazio a tutti i suoi protagonisti.

Riportiamo in apertura i contributi dei tre segretari confederali responsabili di salute e sicurezza (Elena Lattuada – Cgil, Fulvio Giacomassi – Cisl, Paolo Carcassi – Uil) che hanno affrontato le principali questioni in campo, delineando anche le possibili linee di sviluppo per una maggiore sicurezza nel comparto.

Il cuore della rivista è costituito dagli interventi di Rls e Rlst (Attilio Rolfi – Cgil, Antonio Ingalinesi – Cisl, Matteo Morbidelli Uil, Andrea Marchetti – Cgil, Luciano Sacchetti – Cisl, Luciano Milan – Cgil, Aldo Porrelli – Uil, Daniele Morassut – Cisl, Fabio Ronzino – Uil): il racconto delle loro esperienze, il vissuto delle problematiche affrontate nello svolgersi della loro funzione, le idee di miglioramento e crescita professionale del loro ruolo, sono analizzati, messi a confronto, riportati nel dettaglio.

In conclusione, presentiamo una sintesi del convegno sul sistema di governo della prevenzione e sulla pariteticità artigiana che si è tenuto sempre a Modena il 12 ottobre, con interventi delle organizzazioni sindacali e datoriali e del ministero del Lavoro.

In uscita a novembre. Prezzo di copertina: 2,5 euro. Prezzo strutture sindacali e rls: 2 euro.
Abbonamento annuale (10 numeri): ordinario 25 euro, strutture sindacali e rls: 20 euro.

Stefania Parisi
06 44 888 207
s.parisi@rassegna.it

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23/10/12 – Posto virtuale, stress reale di Claudio Carrer  area7.ch

Apparecchi mobili come smartphone, tablets, computer portatili e una sempre maggiore disponibilità di connessioni WiFi aperte consentono oggi a molte persone di svolgere parzialmente o totalmente il loro lavoro lontano dall’ufficio: a casa propria, in treno, al bar e nei luoghi pubblici in generale, ovunque insomma. Questa flessibilità comporta sicuramente dei vantaggi per il salariato, ma anche tutta una serie di rischi per la sua salute soprattutto psichica.

Lo indicano i risultati di diversi studi effettuati negli ultimi anni in Svizzera, dove i lavoratori che hanno la possibilità di lavorare da casa sono circa il 23 per cento. Questo almeno il dato più recente disponibile (riferibile al 2010) che fornisce il “Barometro delle relazioni umane” dell’Università e del Politecnico federale di Zurigo. Rispetto al rilevamento precedente del 2002, si osserva una crescita del 6 per cento. E il potenziale di questa forma virtuale di lavoro non è sicuramente esaurito, se si pensa per esempio che negli Stati Uniti nel 2007 la praticavano già il 32 per cento dei lavoratori e in Germania sono addirittura il 38 per cento.
Lo sviluppo del “lavoro mobile”, reso possibile dalla diffusione delle nuove tecnologie, viene generalmente visto positivamente, come una sorta di liberazione dalle restrizioni imposte al dipendente dall’orario e dal luogo di lavoro, come la conquista della libertà di poter scegliere il momento, il posto e il dispositivo ideale per svolgere la propria attività professionale.
Ma c’è anche un altro lato della medaglia: l’esperienza sul terreno e vari studi dimostrano che questa forma di flessibilità può anche essere una fonte di stress.
A livello svizzero, il fenomeno è stato analizzato di recente dai professori Hartmut Schulze e Andreas Krause dell’Alta Scuola di psicologia applicata di Olten (sezione della Scuola universitaria professionale della Svizzera Nordoccidentale): nella primavera del 2011 hanno realizzato un’inchiesta tra 195 persone che praticano almeno un giorno a settimana il cosiddetto “Homeoffice” (cioè che dispongono di un ufficio a casa) dal quale sono emerse interessanti indicazioni, sia sul fronte dei vantaggi percepiti dal lavoratore sia su quello delle difficoltà vissute (vedi grafici).

Il 96 per cento degli interrogati (due terzi uomini, un terzo donne) esprime un giudizio positivo. Il fatto di risparmiare il tempo degli spostamenti è l’aspetto maggiormente apprezzato, ma è la possibilità di lavorare indisturbati che viene considerata come la principale potenzialità dell’homeoffice. Una condizione che a giudizio dei partecipanti alla ricerca ha effetti positivi anche sulla loro produttività.

Un ulteriore vantaggio è costituito dalla possibilità di meglio conciliare lavoro e vita privata grazie alla vicinanza con la famiglia. A questo proposito è però interessante osservare che la maggior parte degli interrogati lavora a casa quando il resto della famiglia non c’è e che il 50 per cento non ha figli. «Questo è un indizio l’homeoffice è considerato un mezzo per poter combinare la cura dei bambini e l’attività professionale in misura inferiore di quanto comunemente si ritiene», spiega il professor Hartmut Schulze. Solo il 10 per cento dice di essere confrontata con la necessità di stare a casa con bambini con meno di cinque anni che non frequentano ancora la scuola dell’infanzia. «L’homeoffice in Svizzera si sta affermando come una sorta di “rifugio per lavorare con tranquillità e in modo autonomo” e solo in minima parte come mezzo per conciliare lavoro e famiglia. Il che conferma risultati di altri studi sulla questione».

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3538&Itemid=2

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LA VALUTAZIONE OBIETTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATI: ESPERIENZE APPLICATIVE DEL METODO OSFA (OBJECTIVE STRESS FACTORS ANALYSIS)

I diversi interventi legislativi riguardanti lo stress lavorativo e la sua valutazione (D.Lgs. 81/2008, D.Lgs. 106/2009, Accordo Europeo dell’8 Ottobre 2004, Accordo Interconfederale dell’8 Giugno 2008, alcune norme ISO 10075), sottolineano l’importanza (o l’obbligo) di effettuare la valutazione del rischio stress cui sono esposti i lavoratori, ma non affrontano direttamente le questioni inerenti i metodi di valutazione e non suggeriscono un approccio condiviso (1).
La valutazione dello stress occupazionale è un processo complesso che può essere affrontato facendo ricorso a due approcci: soggettivo ed oggettivo (2).
L’approccio soggettivo indaga le percezioni dei lavoratori riguardo le caratteristiche e le condizioni del proprio lavoro. Si avvale di questionari self-report, generalmente anonimi, che vengono somministrati all’intera popolazione presa in esame o ad un campione significativo, nonostante siano stati più volte evidenziati limiti (finalità epidemiologiche, influenze dei tratti di personalità) che possono interferire con una corretta valutazione

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3537&Itemid=2

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31 ottobre 2012



Cordiali saluti a tutt.*

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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