30/10/11 – CLAUSOLA SOCIALE: CATRICALÀ, GARANTE DELLA ‘CONCORRENZA’ SULLA PELLE DEI FERROVIERI


30/10/11 – CLAUSOLA SOCIALE: CATRICALÀ, GARANTE DELLA ‘CONCORRENZA’ SULLA PELLE DEI FERROVIERI

Con idee da signorotto medioevale sostiene che la norma sui contratti, pone ostacoli e introduce ambiguità nella liberalizzazione settore
Comportandosi come un ‘signorotto’ medievale che ignora di vivere in uno Stato unitario, Antonio Catricalà, garante della concorrenza e del mercato, vorrebbe un mondo del lavoro diviso per feudi in cui vince il più potente e prepotente.
Secondo questo campione di liberismo, infatti la norma contenuta nell’art.8 della manovra economica, in materia di contratti collettivi di lavoro nel settore ferroviario, «introduce elementi di ambiguità nella disciplina del settore che di per sé costituiscono un ostacolo al processo di liberalizzazione». Invece di chiedere al Parlamento di estendere il principio della parità contrattuale a parità di lavoro a tutti i settori,
Catricalà si accanisce contro un comparto, quello ferroviario, che non può essere soggetto al ricatto della ‘delocalizzazione’ per l’intrinseca inamovibilità della produzione. La ‘loro’ soluzione a questo ‘sgradevole inconveniente’ si risolverebbe con l’abbassamento delle tutele – in casa – aprendo la corsa al ribasso delle condizioni di lavoro. Quello che per tutti i lavoratori e le persone di buon senso, appare una conquista di civiltà e di stimolo per le imprese a fare meglio – cioè partire da condizioni contrattuali uguali per lavorazioni uguali e orientare così gli imprenditori verso innovazione e miglioramento dell’organizzazione e delle tecniche di produzione – per il nostro ‘garante’ al contrario, «applicare i contratti collettivi nazionali di settore anche con particolare riguardo alle condizioni di lavoro del personale» sarebbe una norma da abrogare «alla luce degli inconvenienti che la disposizione pone». Nella sua delirante visione socioeconomica, tutta rivolta agli interessi di padroni e padroncini, riesce addirittura a dire che «l’imposizione per legge di presunte maggiori tutele del lavoro, oltre a ostacolare la concorrenza, rischia di produrre l’effetto non voluto – minaccia Catricalà – di far perdere definitivamente il posto di lavoro a coloro che sono stati assunti dalle nuove imprese e impedisce di crearne di nuovi».

Non lo ha detto al bar dopo una bevuta con gli amici ma durante un’audizione alla commissione Trasporti della Camera. La nuova norma che fa riferimento – al singolare – ad un ‘contratto di settore’ per le imprese che viaggiano sulla rete Rfi, richiama ovviamente quello oggi applicato dalle FS, dominante per peso economico, industriale e numero di addetti poiché l’altro, quello degli autoferrotranvieri riguarderebbe solo una minoranza di lavoratori – addetti al trasporto locale, utilizzati sulla rete Rfi – e di produzione servizi.

La partita è aperta, questa norma è controcorrente – e per certi aspetti inspiegabile – data la politica estremamente anti operaia e iperliberista seguita da duetto Sacconi-Berlusconi. Sono anni che i sindacati perseguono questo obbiettivo per accompagnare la liberalizzazione del settore che altrimenti ci farebbe un salto all’indietro di oltre un secolo e ci riporterebbe ad una pericolosa giungla ferroviaria, sul piano sociale, sindacale e della sicurezza. Mettere tutti nelle stesse condizioni di partenza è la condizione per agevolare i migliori e non favorire i peggiori: una norma profondamente giusta che abbiamo il dovere di far rispettare perché contiene in sé un irrinunciabile principio di equità e giustizia sociale. fonte www.inmarcia.it

COMMENTO

Il Sig.Catricalà vuol mettere in discussione contratti e stipendi dei ferrovieri. Il Garante della Concorrenza, in un ruolo che non ha concorrenti, porta a casa la cifretta di 512.900 euri all’anno. Non lo abbiamo eletto ma lo paghiamo noi con le tasse.Fa parte della casta dei manager neoliberisti “servitori del pubblico” ma prima di tutto al servizio di se stessi . editor

vedi fonte lettera43

INTERVENTI AL CONVEGNO INAIL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO Sono disponibili alcuni interventi presentati al Convegno Inail del 12 ottobre 2011 “Strumenti per la gestione e l’implementazione della valutazione dello stress lavoro correlato” Dr.ssa Stavroula Leka – The PRIMAeT European Platform for Psychosocial Risk Management: A virtual learning environment for enterprises Dr. Sergio Iavicoli – la Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro-correlato: Dallo sviluppo all’implementazione Dr. Fulvio D’Orsi – Il ruolo della vigilanza nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato Dr. ssa Antonia Ballottin – le esperienze regionali nello sviluppo e nella sperimentazione del modello valutativo


INTERVENTI AL CONVEGNO INAIL SULLA GESTIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

Sono disponibili alcuni interventi presentati al Convegno Inail del 12 ottobre 2011 “Strumenti per la gestione e l’implementazione della valutazione dello stress lavoro correlato”

“MORE YEARS BETTER LIVES”, OVVERO RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO BASATO NON PIU’ SULL’ETA’ ANAGRAFICA MA SULLA EFFETTIVA CAPACITA’ DI LAVORARE DEL SOGGETTO


“MORE YEARS BETTER LIVE”, OVVERO RIFORMA DEL SISTEMA PENSIONISTICO BASATO NON PIU’ SULL’ETA’ ANAGRAFICA MA SULLA EFFETTIVA CAPACITA’ DI LAVORARE DEL SOGGETTO

Il Consiglio Competitività Ue ha ricevuto l’appoggio dei commissari europei in merito alla proposta di un programma congiunto finalizzato all’adeguamento del mondo del lavoro ai cambiamenti demografici della società. L’iniziativa, intitolata “More years, better lives – The challenges and opportunities of demographic change”, prevede la promozione di politiche a sostegno dell’invecchiamento attivo.
Il progetto, nato per andare incontro alle esigenze occupazionali e alle prospettive di vita nella società tecnologica e informatizzata del ventunesimo secolo, coinvolge 16 Stati membri (dei quali, 3 Paesi in qualità di osservatori) e usufruisce del contributo finanziario della Commissione europea per il coordinamento delle diverse iniziative.
Da Bruxelles ipotizzano che i primi risultati concreti dell’iniziativa giungeranno solo dopo il 2012. Tra questi, si prevede una nuova organizzazione del sistema pensionistico, non più basato sull’età anagrafica, ma sull’effettiva capacità di lavorare del soggetto in questione.  Ovvero se siete in buona salute …in pensione a 70 e più anni  🙂
francese

http://www.jp-demographic.eu/front-page-fr-fr-fr?set_language=fr

inglese

http://www.jp-demographic.eu/front-page?set_language=en

LAVORO NOTTURNO E LAVORO A TURNI PAUSE E NUTRIZIONE CONSIGLI PER I LAVORATORI.


Riteniamo di grande utilità i consigli che questa brochure di 11 pagine offre ai lavoratori turnisti.La brochure è stata elaborata da SECO -| Direzione del lavoro | Condizioni di lavoro Effingerstrasse 31–35 | 3003 Berna (Governo Federale Svizzero)

LAVORO NOTTURNO E LAVORO A TURNI PAUSE E NUTRIZIONE CONSIGLI PER I LAVORATORI. UNA BROCHURE DALLA SVIZZERA

P R E M E S S A
Lei è disposto a lavorare anche di notte. Questo significa vivere contro il Suo orologio biologico. Anche se fino ad un certo punto possiamo abituarci a vivere secondo un certo ritmo, nel nostro corpo ci sono meccanismi che non possiamo comandare con la nostra volontà.
Naturalmente non siamo tutti uguali: Qualcuno non fa alcuna fatica ad alzarsi presto, altri dormirebbero fino al pomeriggio se potessero; qualcuno ha bisogno di almeno otto ore di sonno, altri sono freschi e riposati
già dopo sei ore.
Il lavoro a turni ed il lavoro notturno comportano rischi per la Sua salute; rischi le cui conseguenze forse si manifesteranno soltanto dopo alcuni anni. Allora potrebbe essere troppo tardi, e la Sua salute potrebbe già essere fortemente compromessa.
Se introdurrà pause adeguate, e si nutrirà correttamente, potrà ridurre questi rischi. Solo chi concede sufficienti pause al proprio corpo ed al proprio spirito, e mangia e beve correttamente, lavora bene e mantiene la sua concentrazione;
e questo è indispensabile per evitare anche eventuali incidenti.

> Prenda sul serio queste informazioni.
Probabilmente non riuscirà a cambiare subito le Sue abitudini: si prenda il tempo necessario e ci riprovi ancora. Provi magari con piccoli passi come per es. sedendosi per la pausa, rinunciando ad un caffè, mangiando una mela.

I N D I C E
1. Considerazioni generali
2. Turno notturno
3. Presto
4. Tardi
5. Bevande
6. Bevande alcoliche e medicamenti
1 . C O N S I D E R A Z I O N I G E N E R A L I
Che Lei faccia il presto, il tardi o la notte, cerchi di consumare
i pasti possibilmente sempre agli stessi orari. In questo modo il Suo corpo assumerà un proprio ritmo. Potrà digerire i pasti più facilmente e si sentirà molto meglio.
Mangi ogni giorno tre pasti principali e due o tre spuntini. Così eviterà crisi di fame, non giungerà affamato ai pasti principali, che così non risulteranno troppo abbondanti, e non Le rimarranno sullo stomaco. Si risparmierà problemi di stomaco e d’intestino.

Dorma abbastanza. Si difenda contro ogni cosa che può disturbare il Suo sonno, e non lo accorci mai per altri impegni,specialmente quando deve dormire durante il giorno.

BROCHURE LAVORO NOTTURNO E LAVORO A TURNI. PAUSE E NUTRIZIONE.CONSIGLI PER I LAVORATORI. 11 PAGINE

UNA RICERCA SULLE INFEZIONI OSPEDALIERE PIÙ DEL 60 PER CENTO DELLE DIVISE INDOSSATE DAI MEDICI OSPEDALIERI E INFERMIERI SONO RISULTATI POSITIVI PER I BATTERI POTENZIALMENTE PERICOLOSI


UNA RICERCA SULLE INFEZIONI OSPEDALIERE PIÙ DEL 60 PER CENTO DELLE DIVISE INDOSSATE DAI MEDICI OSPEDALIERI E INFERMIERI SONO RISULTATI POSITIVI PER I BATTERI POTENZIALMENTE PERICOLOSI

Più del 60 per cento delle divise indossate dai medici ospedalieri e infermieri sono risultati positivi per i batteri potenzialmente pericolosi, secondo uno studio pubblicato sul numero di settembre dell’American Journal of di controllo delle infezioni, la pubblicazione ufficiale della APIC-Associazione dei Professionisti e controllo delle infezioni Epidemiologia.

Un team di ricercatori guidato da Yonit Wiener-Bene, MD, dal Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme, hanno raccolto campioni tampone da tre parti delle divise di 75 infermieri e 60 medici premendo standard di piastre di agar sangue nella zona addominale, maniche e tasche.

I ricercatori hanno  scoperto che esattamente la metà di tutte le culture prese, che rappresentano il 65 per cento delle uniformi RN e il 60 per cento delle uniformi MD, ospitava gli agenti patogeni. Di questi, 21 culture divise RN e sei culture divise MD contenute molti agenti patogeni resistenti ai farmaci, tra cui otto culture che sono cresciuti Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA). Anche se le stesse divise non possono rappresentare un rischio diretto di trasmissione di malattie, questi risultati indicano una prevalenza di ceppi resistenti agli antibiotici in prossimità di pazienti ospedalizzati.

“E ‘importante mettere questi risultati dello studio in prospettiva”, ha detto il Presidente APIC 2011 Russell Olmsted, MPH, CIC. “Qualsiasi abbigliamento che viene indossato dagli esseri umani saranno contaminati da microrganismi. La pietra angolare della prevenzione delle infezioni rimane l’uso delle mani per evitare il movimento di microbi da queste superfici per i pazienti. ”

FONTE OHSONLINE.IT

Contratti, passa la deroga all’Art.18 con l’intesa aziendale si potrà licenziare


IL FATTO

Contratti, passa la deroga all’Art.18 con l’intesa aziendale si potrà licenziare
La Commissione bilancio del Senato approva la Manovra e l’emendamento della maggioranza. L’accordo locale potrà “ignorare” le tutele dello Statuto dei lavoratori. Camusso (Cgil): “Il governo sta cancellando la Costituzione”.

ROMA – Le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare ai contratti ed alle leggi nazionali sul lavoro, incluso lo Statuto dei lavoratori, ed alle relative norme, comprese quelle sui licenziamenti. Tradotto in termini sostanziali, anche le aziende con più di 15 dipendenti potranno ricorrere più facilmente ai licenziamenti senza giusta causa – aggirando il divieto sancito dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – , potendo sfruttare misure di “indennizzo” alternative al reintegro del lavoratore, se questo potere sarà dato loro da un’intesa con i sindacati maggioritari in azienda. vedi repubblica.it

IL COMMENTO

Questo “capolavoro”  giuridico era atteso dai sindacalisti più critici verso l’accordo del 28 giugno us. La stessa Marcegaglia a Cernobbbio ha dichiarato che finalmente questo articolo 8 da vita materiale a quanto previsto dall’accordo del 28 giugno us. Una riflessione su quella firma apposta sotto quell’accordo da parte della Cgil dovrà in qualche misura essere fatta….

Questa norma voluta da Sacconi  apre una voragine nel diritto del lavoro e nel diritto più in generale. Con questa norma si attribuisce una delega in bianco ai rappresentanti sindacali a “licenziare” i propri compagni di lavoro.Scompare il diritto del lavoratore ad andare in causa qualora abbia subito un grave torto. Si moltiplicheranno i contenziosi legali verso un “erga omnes” improprio che potrebbe essere usato dall’impresa e da rappresentanti sindacali di comodo o “venduti” per sbarazzarsi dei compagni di lavoro “scomodi”.
Come la mettiamo poi con gli abusi che a livello aziendale possono accadere nelle crisi quando ci sono degli esuberi da far fuori per “salvare” l’azienda ? La barbarie della ratio di questa norma si tradurrà in relazioni alterate tra persone che svolgono lo stesso lavoro: è palese il livello di ricatto che si svilupperà a livello aziendale. La prima ondata di licenziamenti, in nome della ripresa,verosimilmente, sarà quella delle persone con più di 45- 50 anni non più “adatte” a reggere le performances richieste dalle aziende, le persone malate, ecc.
In altri casi potrebbe succedere che i delegati aziendali  del sindacato con un numero maggiore d’iscritti possa decidere di sacrificare i non iscritti o gli iscritti al sindacato di minoranza.Altrochè “coesione sociale”: solo un demente può ritenere che questa norma possa accrescere la “coesione sociale” e favorire il recupero di competitività. Solo un ministro portatore di un’ideologia distruttiva dei diritti, che odia i lavoratori in modo viscerale, può avere progettato questo dispositivo iniquo e stupido. E’ ora che questo governo che sta portando il paese sul baratro riconosca il suo fallimento e se ne vada…

Lo sciopero proclamato dalla Cgil per il giorno 6 settembre p.v. è il primo momento nel quale possiamo esprimere la protesta contro questa barbarie.