newsletter diario prevenzione 15 giugno 2017 – vol.n° 130


newsletter diario prevenzione


http://www.diario-prevenzione.it
15 giugno 2017 – vol.n° 130
notizie, documenti e link sui temi del governo
dell’ambiente, della salute della sicurezza
nel lavoro e sulla responsabilità sociale
d’impresa

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Notizie Salute Sicurezza
Lavoro Ambiente Giugno 2017

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Cosa sappiamo della salute disuguale in Italia?

Le  politiche di austerità hanno messo e stanno mettendo in crisi molte  le strutture del SSN. Da questo studio per ora non appaiono ancora in profondità i danni arrecati al patrimonio di salute della popolazione. E’ peggiorata la salute mentale in ragione della fatica di vivere in una società escludente per quanto attiene il lavoro e per le condizioni di precarietà diffusa in particolare tra i giovani. E’ altresì il Meridione ove si registrano le maggiori disuguaglianze di salute. Il mantenimento e il miglioramento del patrimonio di salute della popolazione dipende certo dalla possibilità di accesso alle cure , alle diagnosi precoci, all’alimentazione e più in generale alla prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. Determinanti fondamentali sono, alla pari,  le condizioni materiali di vita, dal salario alla qualità dell’abitazione alla stabilità di un reddito che consenta alle persone di progettare la propria vita. E’ con il linguaggio dei numeri e dei dati che il fascicolo curato dal Prof. Giuseppe Costa rappresenta lo stato dell’arte delle disuguaglianze di salute nel nostro paese.

Questo fascicolo informativo è stato curato dal Prof. Giuseppe Costa (Università di Torino, DORS e Servizio di Epidemiologia ASL TO3
del Piemonte, e INMP Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) con i contributi degli esperti INMP, ISS, AgeNas e ISTAT attivi nella Joint Action Europea sulle disuguaglianze di salute.

Cosa sappiamo della salute disuguale in Italia?
(17 pagine formato pdf )

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5355&Itemid=2

http://www.diario-prevenzione.it/doc17/Costa_Trento_2017.pdf

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IL DECRETO MADIA PUNISCE ANCHE I MALATI IN “TERAPIA SALVAVITA” 

“Dovete morire prima”, l’aspirazione, neanche più troppo nascosta, delle classi dominanti nel loro moderno dominio sulle nostre vite. La privatizzazione dei sistemi sanitari opera con il bisturi delle Leggi verso una società brutalmente gerarchizzata. Quindi meglio ridurre il capitale umano in eccesso, pieno di uomini e donne ingombranti, non più funzionali al sistema produttivo, persone che oggi vivono più a lungo di quanto sia utile al sistema dominante e che avanza richieste ed esigenze per mantenersi in vita nel modo migliore possibile
Per capire la vera logica di una “riforma” è sempre bene guardare ai casi limite, perché è lì che la propaganda smette di funzionare. Specie nel caso di una “riforma” molto complicata – ma non complessa – come quella della pubblica amministrazione.

Dopo anni o decenni di martellamento mediatico contro i “fannulloni” che lavorano per lo Stato o gli enti locali, di strette regolamentari in ogni posto di lavoro e di blocco del turnover, il risultato è chiaro: stipendi fermi, un sacco di precari sfruttati senza alcuna garanzia normativa (nello Stato si dovrebbe entrare per concorso), piante organiche ridotte all’osso o addirittura senza copertura dei posti previsti.

A questa situazione, il decreto Madia aggiunge qualche perla illuminante. Nello sforzo di bastonare ulteriormente i “fannulloni” che si mettono in malattia, il decreto prevede la fissazione di un tetto massimo dei giorni di malattia in un anno.
SEGUE SU FONTE

http://www.blog-lavoroesalute.org/il-decreto-madia-punisce-anche-i-malati-in-terapia-salvavita/

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Lotte e amianto: sofferenza, coinvolgimento, impegno. I video e la documentazione
fonte  afevaemiliaromagna

Il giorno 8 giugno 2017 si è tenuto il Convegno dal titolo “Lotte e amianto: sofferenza, coinvolgimento, impegno. Uno sguardo transnazionale.”L’iniziativa è stata organizzata da AFeVA Emilia Romagna, con il Patrocinio dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, da un’idea di Agata Mazzeo, giovane antropologa all’Università di Bologna e all’Università di San Paolo del Brasile.
PER LEGGERE LA DOCUMENTAZIONE E VEDERE I VIDEO DEGI INTERVENTI

https://afevaemiliaromagna.org/2017/06/13/lotte-e-amianto-sofferenza-coinvolgimento-impegno-i-video-e-la-documentazione/

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PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente
In questo numero:

Neuroni specchio: un contributo per la gestione della sicurezza e dell’emergenza

Telelavoro e smart work al servizio dell’azienda e della persona

L’approccio partecipativo come nuova risorsa nella creazione di un modello di sicurezza inclusiva

E’ disponibile online il numero 45 di giugno 2017

LA RIVISTA PDE N°45 – 2017
http://www.diario-prevenzione.it/riviste/PdEn45.pdf

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SALUTE E SICUREZZA NEI TRASPORTI: RAFFORZIAMO PREVENZIONE E TUTELE

Un importante appuntamento a Roma 26 e 27 giugno i materiali saranno pubblicati in forma monografica da FILT-CGIL.

Attachments:
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Download this file (Salute e Sicurezza nei trasporti 26-27 giugno.pdf)Salute e Sicurezza nei trasporti 26-27 giugno.pdf

https://www.snop.it/attachments/article/721/Salute%20e%20Sicurezza%20nei%20trasporti%2026-27%20giugno.pdf

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Inserito da Editor
giovedì 08 giugno 2017
FONTE ETUI.ORG
30 mai 2017

Les émissions des moteurs diesel actuellement utilisés en France sont cancérogènes pour l’homme

Dans une note publiée le 22 mai, l’Agence nationale française de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail (Anses) conclut sans équivoque que les émissions des véhicules routiers diesel circulant actuellement en France restent cancérogènes.

Cette affirmation se base sur des études épidémiologiques récentes indiquant des associations positives entre l’exposition à la pollution de l’air liée au trafic routier et la survenue de cancers du poumon.

Depuis le début des années 2000, de nouveaux moteurs diesel ont progressivement été mis sur le marché européen. Ils sont équipés de filtres à particules et de catalyseurs d’oxydation censés diminuer fortement les niveaux de polluants cancérogènes à l’échappement.

L’Anses a donc voulu étudier l’évolution des émissions des moteurs diesel et de leur cancérogénicité. L’organisme public français constate que les anciens moteurs diesel coexistent largement avec les nouveaux et que les émissions du parc roulant actuel de véhicules diesel se caractérisent toujours par la présence de composés cancérogènes (particules diesel, hydrocarbures aromatiques polycycliques, benzène, dioxines, formaldéhyde, etc.).

En ce qui concerne spécifiquement les émissions d’échappement des nouvelles technologies diesel, l’Anses estime que les connaissances sont actuellement trop limitées pour conclure à une absence de cancérogénicité.

Ces conclusions sont importantes car elles privent la Commission européenne de ses principaux arguments pour réfuter l’introduction d’une valeur limite d’exposition professionnelle contraignante (VLEPC) pour les émissions diesel dans la directive sur l’exposition à des agents cancérogènes au travail, en cours de révision. En janvier 2017, la Commission a en effet justifié son refus d’adopter une VLEPC par l’application de normes concernant les nouveaux moteurs diesel. Cette décision avait été sévèrement critiquée par la Confédération syndicale européenne (CES).

En Europe, plus de 3,6 millions de travailleurs sont exposés aux émissions d’échappement des moteurs diesel dans le cadre de leur travail.

Les gaz d’échappement des anciens moteurs diesel sont depuis 2012 classés parmi les cancérogènes avérés pour l’homme par le Centre international de recherche sur le cancer (CIRC).

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5342&Itemid=2

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In Gazzetta Ufficiale il testo del decreto sui vaccini

(fonte Regioni.it 3176 – 07/06/2017) “Come è noto, le Regioni avevano già iniziato a lavorare sull’obbligo delle vaccinazioni attraverso diverse leggi regionali, alcune già approvate, alcune ancora in fase di discussione”. Lo dichiara Antonio Saitta il Coordinatore della Commissione Salute per la Conferenza delle Regioni.
“Ritengo quindi assolutamente positivo che ci sia una norma nazionale sul tema, – dichiara Saitta – perché lo Stato ha il dovere di garantire la tutela della salute dei cittadini, sia salvaguardando l’individuo malato che necessita di cure sia tutelando l’individuo sano. Non si può infatti ignorare che l’introduzione delle vaccinazioni abbia consentito nel tempo di ridurre la diffusione di alcune malattie gravi e mortali. Ma proprio il successo delle vaccinazioni può aver indotto a pensare che non sia più necessario vaccinarsi e sta così determinando le condizioni per la ripresa e la diffusione delle malattie”.
“Nello specifico, – spiega il Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni – il fatto che il testo conceda alle famiglie nove mesi di tempo per mettersi in regola ci consente di superare i timori che avevamo sull’applicazione del decreto dal punto di vista organizzativo e sui problemi che avrebbe potuto creare. Nella fase di conversione del decreto le Regioni esprimeranno una valutazione complessiva e articolata del testo, ma chiedono già ora di essere sentite prima dell’emanazione della circolare applicativa, dato che hanno la responsabilità di organizzare il servizio sul territorio. La proposta che faremo è tesa a semplificare ulteriormente le procedure: la predisposizione di un modulo unico con cui le famiglie possano effettuare l’iscrizione a scuola e contestualmente la prenotazione delle vaccinazioni. Una modalità – conclude Saitta – che intende ridurre i disagi a carico delle famiglie ed eliminare un passaggio burocratico. A quel punto saranno infatti le aziende sanitarie, dopo aver acquisito le richieste dalle scuole, a chiamare le famiglie per le sedute vaccinali a seconda di quanto previsto dal piano nazionale”.

http://www.regioni.it/newsletter/n-3176/del-07-06-2017/

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Sicurezza ferroviaria e Commissione Interpelli. RLS scrivono al Presidente Mattarella

I Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del settore ferroviario in una lettera aperta, pubblicata qualche giorno fa su Il Manifesto, si sono rivolti al Presidente della Repubblica ​in merito alla paralisi istituzionale della Commissione Interpelli.

Di seguito la lettera.

Al Presidente delle Repubblica italiana, On. Sergio Mattarella ​

Oggetto: paralisi istituzionale della “Commissione per gli Interpelli” di cui all’articolo 12 del Decreto Legislativo 81/2008. ​

Egregio Presidente, ​Le scriviamo nella nostra qualità di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza del settore ferroviario per segnalarLe la paralisi della Commissione per gli Interpelli di cui all’articolo 12 del Decreto Legislativo 81/2008, meglio noto come Testo Unico sulla sicurezza del lavoro; Organismo istituito presso il ministero del lavoro e composto da rappresentanti dello stesso ministero, di quello della Salute nonché delle Regioni.
Esso svolge la delicatissima funzione di fornire agli Organismi di Vigilanza, Ispettori ALS e Ispettori del lavoro, indicazioni ed interpretazioni univoche su scala nazionale per l’applicazione omogenea delle leggi in materia di salute e sicurezza del lavoro. ​A differenza di altre Commissioni svolge un lavoro importantissimo con effetti diretti e concreti sul reale funzionamento e sull’efficacia dell’attività istituzionale relativa alla vigilanza nei luoghi di lavoro. ​La Commissione, pur avendo una grande mole di lavoro arretrato e istruttorie già completate, non si riunisce da circa sei mesi.
Ciò sembrerebbe legato, a seguito dell’adozione del Job act, all’istituzione del nuovo Ispettorato Nazionale del Lavoro il quale avrebbe assorbito tutto il personale già dipendente del Ministero del lavoro, titolare per legge a presiedere e gestire la Commissione per gli Interpelli. Il ministero, con un approccio freddamente burocratico, ad oggi non avrebbe né prorogato gli incarichi ai membri precedenti né nominato i nuovi componenti. Insomma, la causa di quello che a noi pare una sorta di ‘pasticcio burocratico’ risiederebbe, in origine nella mancata previsione da parte degli estensori della riforma, degli effetti pratici sui vari istituti giuridici già esistenti, e successivamente nel mancato intervento correttivo alle distorsioni prodotte dalla riforma da parte dei vertici ministeriali.
​Il nostro interesse al pieno funzionamento di questo Organismo non è limitato alla sola pratica “dell’Interpello” che ci riguarda da vicino, già istruita ed in via di definizione, sulla spinosa ed urgente questione del micidiale pedale a Uomo Morto in via di reintroduzione nelle cabine di guida dei treni ma – come lavoratori, RLS e cittadini – anche al suo buon funzionamento ed a quello della macchina amministrativa in generale. ​

Possiamo inoltre ipotizzare un analogo interesse alla ripresa delle attività della Commissione da parte delle Regioni, dei Sindacati, delle imprese e degli Ordini professionali, tutti soggetti legittimati a rivolgersi alla Commissione, presso la quale in effetti hanno depositato numerosi Interpelli rimasti inevasi. ​Per i motivi e le criticità esposte ci rivolgiamo a Lei, non prima di aver chiesto e sollecitato delle informazioni in merito ai responsabili del ministero del Lavoro, rimaste senza esito. ​
Poiché riteniamo l’organicità delle leggi e la tutela delle salute e sicurezza dei lavoratori temi e valori di rango costituzionale, siamo fiduciosi in un suo autorevole intervento quale garante della nostra Carta fondamentale su un tema così rilevante e di stringente attualità. ​

Siamo fortemente preoccupati per la paralisi di fatto di una importante funzione istituzionale e per questo confidiamo che vi sia – nell’ambito delle prerogative del Presidente, nei modi e nei tempi che Ella riterrà opportuni – la possibilità di un Suo legittimo interessamento, finalizzato a ripristinare al più presto l’operatività della Commissione.

Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, settore ferroviario

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5339&Itemid=2

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L’ENTREPRISE FACE AUX DÉFIS DU TÉLÉTRAVAIL GRIS (2/4)

Auteur : Grégoire Epitalon Dans Télétravail 13 jours avant 0

Cinq ans après la loi Warsmann, la France compte la même proportion de télétravailleurs que la moyenne européenne. Mais le télétravail reste informel dans au moins six cas sur dix, ce que l’on appelle le télétravail gris. Les confédérations syndicales s’inquiètent : comment expliquer ce décalage entre le cadre normatif et la réalité sur le terrain, et quelles solutions apporter ?  À l’occasion de l’ouverture de la concertation des partenaires sociaux sur le télétravail, nous publions, en 4 parties une étude de LBMG Worklabs. 2e partie : A quels risques est confronté un télétravailleur gris ?

VAI ALLA FONTE ZEVILLAGE.NET

http://zevillage.net/2017/05/defis-teletravail-gris-2/?PageSpeed=noscript%5C%27&PageSpeed=noscript%27

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ETUI conference on workers’ contribution to safer workplaces

In partnership with various ergonomics societies, the ETUI is organising a conference on how workers can contribute to the improvement of their working conditions. The conference will take place on 26 and 27 June 2017 in Brussels.

Entitled “Workers and creativity: How to improve working conditions by participative methods”, the conference will bring together ergonomists, experts in occupational safety and health and workers and safety reps from across Europe, to discuss how workers’ first-hand experience can enrich professionals’ knowledge and lead to better prevention.

This approach originates from the observation that workers develop operational procedures that enable them to cope with unforeseeable factors that occur in the workplace. How creative are workers in rectifying risky work situations? Could the creativity of workers as experts on their own working conditions contribute to an improvement in prevention in general? In the context of the “digitalization of the economy”, can participatory ergonomics provide answers to changes in the quality of work and the employment status?, are some of the issues that will be dealt with.

The conference is jointly organised by the ETUI, the Federation of European Ergonomics Societies (FEES), the Belgian Ergonomics Society (BES) and the Centre for Registration of European Ergonomists (CREE).
Interpretation will be provided from and into French and English.

Agenda (pdf – 679.70 Kb)
To register for the conference (free charge but mandatory)
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5337&Itemid=2

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Come si finanzia la salute globale.Uno studio
Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME)

Adriano Cattaneo

Nel presentare i loro risultati, gli autori dello studio sembrano dare per scontato che il finanziamento della salute debba crescere e lamentano il fatto che esso non cresca abbastanza nei paesi a reddito più basso, con il conseguente aumento del gap rispetto ai paesi a reddito maggiore. Ma crescere per cosa? E fino a quando? La crescita della spesa sanitaria nei paesi ricchi è strettamente associata al crescere del mercato della salute, con tutte le distorsioni e le conseguenze negative che ciò si porta dietro.

VAI A SALUTEINTERNAZIONALE.INFO

http://www.saluteinternazionale.info/2017/05/come-si-finanzia-la-salute-globale/

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LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO NEL COMPARTO DELL’ACCONCIATURA    
lunedì 05 giugno 2017

Informazioni per la valutazione dei rischi secondo il modello delle procedure standardizzate nel settore dell’acconciatura. Focus sul rischio chimico, sui risultati di alcuni studi e sulla prevenzione con riferimento anche all’uso di shampoo per capelli.

VAI A PUNTOSICURO.IT
https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischio-chimico-C-33/la-valutazione-del-rischio-chimico-nel-comparto-dell-acconciatura-AR-16898/

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Réforme du code du travail : les syndicats tentent de tempérer le président français

Le président français Emmanuel Macron a reçu le 23 mai l’ensemble des interlocuteurs sociaux en tête à tête pour évoquer la réforme du droit du travail, un de ses plus importants engagements de campagne. Ces entrevues ont permis de confirmer la volonté du nouveau président de décentraliser la négociation collective au niveau de l’entreprise et de plafonner les indemnités prudhommales après licenciement. Emmanuel Macron souhaiterait également renégocier avec les partenaires sociaux les critères de pénibilité sur lesquels reposent le « compte pénibilité ».

A l’issue de leurs entrevues individuelles avec le chef de l’Etat français, les leaders syndicaux ont confirmé sa volonté d’avancer rapidement mais peut-être moins rapidement que prévu.

« Le calendrier à l’air d’avoir bougé (…) L’échéance de fin août ou du 1er septembre à l’air plus floue », a déclaré à la presse Philippe Martinez, le secrétaire général de la CGT. Le leader de la CFDT semblait moins rassurant. « Je lui ai demandé que la méthode ne soit pas à la hussarde (…) c’est-à-dire qu’il n’y ait pas une forme de précipitation qui ferait qu’il y aurait d’ici fin août le sentiment qu’il faudrait avoir tout réglé. De mon point de vue, c’est juste impossible », a déclaré Laurent Berger à sa sortie de l’Elysée. Même insistance chez Force Ouvrière, Jean-Claude Mailly rappelant dans un communiqué la nécessité de ne « pas précipiter les choses ».

Les entretiens du président français avec les partenaires sociaux ont permis de confirmer ses intentions sur deux dossiers qui risquent de cabrer les syndicats : M. Macron veut étendre à de nouveaux sujets la primauté des accords d’entreprise sur les accords de branche (limitée aujourd’hui essentiellement au temps de travail) et le plafonnement des indemnités prud’homales en cas de licenciement « sans cause réelle et sérieuse ».Cette dernière mesure permettrait aux employeurs d’anticiper le coût de la rupture du contrat de travail.

Un autre dossier risque de compliquer encore un peu plus le dialogue avec les organisations de travailleurs. Il concerne l’application du « compte pénibilité » que le président souhaiterait également revoir. Emmanuel Macron aurait confirmé lors de son entretien avec un représentant du patronat (François Asselin, dirigeant de la Confédération des petites et moyennes entreprises), qu’il comptait organiser un “moratoire” sur l’application du compte pénibilité, dont les critères seraient “renégociés avec les partenaires sociaux”.

Le compte personnel de prévention de la pénibilité est un système qui permet aux salariés exerçant un travail pénible d’accumuler au cours de leur carrière des points pour financer une formation professionnelle, passer à temps partiel avec maintien de rémunération ou anticiper leur départ à la retraite par rapport à l’âge légal.

En savoir plus :

Déclarations de Laurent Berger (CFDT)
Communiqué de FO, 23 mai 2017

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5334&Itemid=2

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Segnalazione prodotti non alimentari  pericolosi per l’uso
Rapid Alert System – Weekly Report

The Rapid Alert System enables quick exchange of information between 31 European countries and the European Commission about dangerous non-food products posing a risk to health and safety of consumers.

LA SCHEDA SETTIMANALE
http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5333&Itemid=2

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IARC INIZIA A PRONUNCIARSI SU ALCUNI NANOMATERIALI.

Una segnalazione del Dott. Rinaldo Ghersi

IARC inizia a pronunciarsi su alcuni nanomateriali. Per semplicità si può leggere solo il summary in coda ai volumi per le 3 sostanze
http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol111/index.php

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Riduzione del rischio nelle attività di scavo

Nella nuova edizione viene messo a disposizione di datori di lavoro, responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, responsabili tecnici, committenti e addetti ai lavori uno strumento di semplice consultazione che, dopo una disamina delle principali caratteristiche dei terreni, dei problemi di instabilità, dei fattori organizzativi e ambientali, nonché delle possibili dinamiche infortunistiche, riporta pratiche soluzioni organizzative e istruzioni tecniche.

Immagine Riduzione del rischio nelle attività di scavo
Inoltre, si affronta il tema della sicurezza del cantiere stradale e i rischi di natura elettrica nell’attività di scavo.

Prodotto: Opuscolo
Edizioni: Inail – 2016
Disponibilità: Sì – Consultabile anche in rete
Info: dcpianificazione-comunicazione@inail.it

Riduzione del rischio nelle attività di scavo
(.pdf – 5,71 mb)

Contenuti multimediali correlati

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5319&Itemid=2

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 Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci alla prossima newsletter
Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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