newsletter diario prevenzione – 11 febbraio 2015 – vol. n° 101


newsletter diario prevenzione

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11 febbraio 2015 – vol.n° 101

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente
della salute e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa

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La grande prevenzione.

In queste ore l’Europa è in fibrillazione per il rischio che la guerra “a bassa intensità” che si sta consumando in Ucraina si trasformi in guerra globale che potrebbe coinvolgere l’intera Europa. La “grande prevenzione” sarà “smontare” le dinamiche che rischiano di portare al “punto di non ritorno” della guerra. La “grande prevenzione” è in mano ai leader del pianeta. Speriamo per davvero che le ragioni della ragione e della diplomazia mettano a tacere le armi.

La vita continua come ogni giorno coi problemi della fatica di tanti giovani e meno giovani, uomini e donne,  a  cercare e trovare un lavoro .Quelli che un lavoro ce l’hanno debbono invece misurarsi con il problema della fatica per governare l’ansia e la paura  di perderlo …

La nostra speranza e il punto di forza per guardare in avanti deriva dal fatto che nonostante il clima di depressione e di paura diffusi, migliaia di persone, professionisti, tecnici, lavoratori, uomini e donne, continuano a produrre progetti  e strumenti d’intervento per migliorare le condizioni di lavoro, di salute e sicurezza fatti su misura per tante situazioni diverse.

Questo grande sforzo di trasformare il mondo è ancora in atto senza l’ausilio delle utopie del passato ed  è rilevabile dalla ricchezza di ricerche ed elaborazioni sui temi della prevenzione che segnaliamo in questa newsletter.

Dal Seminario della Fondazione Don Gnocchi sul tema  ” DISABILITA’  E   ACCOMODAMENTO   RAGIONEVOLE:   DAGLI  AMBIENTI  DI  VITA   AI  LUOGHI DI LAVORO ” alle ricerche per riorganizzare il lavoro in modo da ridurre lo stress ( vedi il Progetto ‘Psychosocial risks in Europe: Prevalence and strategies for prevention’), alle ricerche sulle nuove modalità ergonomiche di organizzazione della produzione vi è ancora uno spazio da mantenere aperto pur sapendo che le difficoltà sono enormi.

Si tratta di sconfiggere una cultura pseudo efficientista che vede la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini come un impedimento ed un orpello del passato.Si tratta di sconfiggere  una cultura rozza che predilige la concorrenza senza limiti in cui “se non sei il primo non sei nessuno” e la pratica distruttiva “del fare le scarpe” ai colleghi come caratteristica da premiare. Questa ideologia neoliberista nemica della cooperazione tra umani che lavorano porta alla distruzione di enormi ricchezze professionali e umane.

Sconfiggere queste culture rozze e distruttive diventa sempre più una necessità perchè hanno costi sociali insostenibili. I movimenti emergenti in diversi paesi europei, alle prese con le politiche di austerità, interpretano il bisogno di voltare pagina riconsegnando valore alla partecipazione, alla cooperazione e alla redistribuzione delle ricchezza prodotta in forma di cultura, salute e benessere.

Speriamo che questi movimenti  non vengano travolti dai venti di guerra che vengono da est.

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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L’EMILIA ROMAGNA E LE MORTI BIANCHE.

UN TRAGICO BOLLETTINO DIETRO IL QUALE SI CELA L’IMMANE DOLORE PER LA PERDITA DI 93 LAVORATORI.
A BOLOGNA SONO 16 LE VITTIME REGISTRATE. SEGUONO: MODENA (13), REGGIO EMILIA (12), FERRARA E FORLI’ –CESENA (11), RAVENNA (9), PARMA (8), PIACENZA (7) E RIMINI (6).

QUASI LA META’ DEI LAVORATORI ERANO QUARANTENNI E CINQUANTENNI. IL SETTORE MANIFATTURIERO QUELLO PIU’ COLPITO. 15 LE DONNE MORTE SUL LAVORO. 19 I LAVORATORI STRANIERI COINVOLTI NEL DRAMMA.

E’ un bilancio drammatico quello delle morti sul lavoro registrate in Emilia Romagna che porta la regione al secondo posto a livello nazionale dopo la Lombardia per numero di lavoratori deceduti in occasione di lavoro con 68 vittime; un risultato terribile che arriva, purtroppo, a 93 contando i lavoratori che hanno perso la vita in itinere (25).

E’ questa la prima proiezione del fenomeno delle morti bianche da gennaio a novembre 2014 elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre sulla base di dati Inail.
Una mappatura drammatica che si rivela maggiormente sconfortante analizzando i dati della provincia di Bologna e dove i decessi registrati (compresi quelli in itinere) sono stati 16.
Ma non va meglio neppure a Modena, dove le vittime sono state 13 così come a Reggio Emilia con 12 decessi. Seguono: Ferrara e Forli’ –Cesena (11), Ravenna (9), Parma (8), Piacenza (7) E Rimini (6).

E, anche nella graduatoria nazionale che definisce il numero di vittime in ‘occasione di lavoro’ – escludendo quindi i decessi in itinere – le province dell’Emilia Romagna sono la più colpite dall’emergenza morti bianche nel nostro Paese. Modena e le sue 13 croci sul lavoro raggiungono infatti il settimo posto, come Milano, Lecce e Palermo. A Bologna, invece, sono 11 le morti rilevate in occasione di lavoro.

Per quanto riguarda l’età delle vittime in Emilia Romagna sono i quarantenni e i cinquantenni i lavoratori più coinvolti; sono 43 per la precisione i lavoratori deceduti che avevano un’età compresa tra i 40 e i 59 anni.
“Ancora una volta l’età media delle vittime diventa un’ulteriore conferma al fatto che la lunga esperienza nel mondo del lavoro non sia sufficiente ad esorcizzare gli infortuni – commenta Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering – Un dato che dovrebbe spingere ad una riflessione collettiva su quanto siano indispensabili la formazione e l’aggiornamento continui, per diffondere maggiormente la cultura della sicurezza e di conseguenza per migliorare anche la tutela del lavoratore, fornendo preziosi strumenti di prevenzione contro il rischio di infortuni gravi e talora mortali”.

Intanto, il settore maggiormente provato dalle morti bianche è quello delle attività manifatturiere dove si contano 14 vittime su 93; ed è seguito da quello dei trasporti e magazzinaggi (10 infortuni mortali) e dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (8).

Uno studio dettagliato del fenomeno delle morti bianche in Emilia Romagna, quello realizzato dagli esperti dell’Osservatorio Vega Engineering, in cui emerge nitido purtroppo un altro dato, ovvero quello delle morti sul lavoro che coinvolgono le donne. E sono 15 le lavoratrici che hanno perso la vita in Emilia Romagna da a gennaio a novembre 2014, 9 delle quali in itinere. In Italia le donne decedute in occasione di lavoro, invece, sono 40.

Altro risultato significativo riguarda poi i lavoratori stranieri. Da gennaio a novembre sono state registrate 19 vittime, il 20 per cento dei casi mortali.
Osservando infine l’incidenza di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa l’Emilia Romagna fa rilevare un indice di 35,1 contro una media nazionale di 30,4. Il giorno della settimana in cui è stato registrato il maggior numero di morti bianche è il martedì seguito dal mercoledì e dal giovedì.

In Italia sono state 919 gli infortuni mortali da gennaio a novembre: 682 gli infortuni mortali sul luogo di lavoro e 235 quelli in itinere (I dati completi sono disponibili sul sito http://www.vegaengineering.com).

http://www.vegaengineering.com/

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RSPP  Rassegna Stampa sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni da lavoro

E’ disponibile  la Rassegna Stampa sulla Prevenzione e Protezione dai rischi e danni da lavoro
Newsletter mensile contenente materiali su temi ergonomici e di prevenzione dei rischi e danni da lavoro, oltre una rassegna stampa di materiali pubblicati sui maggiori siti dedicati alla materia.

Rassegna stampa n. 50 – Febbraio 2015

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/RSPP+n.50.pdf

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Podcast Audio Diario Prevenzione – Ambiente Lavoro Salute – 10 febbraio 2015 – puntata n° 25

IL NOTIZIARIO AUDIO 33 MINUTI WAV

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4548&Itemid=127

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Gestione dei rifiuti contenenti amianto: in un libro l’attività di ricerca dell’Inail

Pericolo amianto

La pubblicazione – a cura degli esperti del Dit e da alcuni giorni online sul portale dell’Istituto – affronta le problematiche legate alla classificazione di questi materiali altamente pericolosi. L’obiettivo è quello di favorirne il corretto smaltimento e fornire indicazioni operative per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori

ROMA – Classificare i rifiuti contenenti amianto nel modo più appropriato per favorirne il corretto smaltimento e fornire indicazioni operative per tutelare la salute e la sicurezza dei soggetti coinvolti a vario titolo nella gestione di questi rifiuti. Sono i temi affrontati nel volume “Classificazione e gestione dei rifiuti contenenti amianto – Istruzioni operative Inail ai fini della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di vita” disponibile sul portale dell’Istituto e realizzato dai ricercatori del Gruppo amianto e aree ex-estrattive minerarie del dipartimento Innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici. Nel testo è consultabile anche una sezione allegati che raccoglie linee guida e banche dati sull’argomento e una sezione documentale con i principali articoli pubblicati dal Gruppo amianto.

>>> segue su fonte

http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2015/infcro201502/infcro20150210.htm

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Migranti. Il regolamento Dublino ‘sospeso’ dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

di Miriam Castaldo

Una recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo fa emergere – attraverso la storia di una singola famiglia, fatta di guerra, fughe e miseria – le contraddizioni politiche dei paesi europei che i freddi e austeri regolamenti comunitari non fanno altro che alimentare.

l’articolo segue su fonte saluteinternazionale.info

http://www.saluteinternazionale.info/2015/02/migranti-il-regolamento-dublino-sospeso-dalla-corte-europea-dei-diritti-delluomo/#more-10315

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FONDAZIONE DON CARLO GNOCCHI – ONLUS  IRCCS S. Maria Nascente


DISABILITA’  E   ACCOMODAMENTO   RAGIONEVOLE:   DAGLI  AMBIENTI  DI  VITA   AI  LUOGHI DI LAVORO
Convegno,  Milano, 6 marzo 2015

Presentazione del Convegno

Con l’affermazione e la diffusione del modello bio-psico-sociale nella legislazione e negli orientamenti   internazionali, la disabilità non è più considerata un “difetto” o una “menomazione”, ma viene vista come un normale aspetto della variabilità umana. Questo punto di vista parte dal presupposto che la maggior parte delle persone, nel corso dell’esistenza, vive e sperimenta una disabilità fisica, a carico dell’apparato locomotore, in qualche forma visibile o invisibile, temporanea o permanente; la disabilità viene comunemente ormai considerata parte della diversità connessa alla natura umana e può avere un impatto minimale o sostanziale sulla capacità di una persona e sulla sua potenzialità d’uso delle sue abilità.
Osserviamo oggi come l’invecchiamento della popolazione generale e lavorativa, l’aumento delle patologie cronico-degenerative a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, l’elevato incremento delle malattie professionali verificatosi negli ultimi anni, gli esiti permanenti di gravi traumi lavorativi ed extra-lavorativi, concorrano in varia misura alla limitazione delle abilità e delle capacità dell’individuo “normale” o “normodotato” e  influenzino negativamente la qualità della vita e ne riducano in vario modo l’autonomia.>>>

PRESENTAZIONE

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4541&Itemid=2

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

http://www.diario-prevenzione.it/interim/Brochure%20Convegno%20Accomodamento%20Ragionevole-6%20marzo%202015.pdf

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Il rischio chimico per i lavoratori nei siti contaminati
MANUALE OPERATIVO

Pubblicazione realizzata da INAIL

Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti e Insediamenti Antropici
Progetto: Gruppo di Lavoro INAIL su “Salute, ambiente e sicurezza nelle attività di bonifica dei siti contaminati”, Linea
di ricerca P18L03 “Salute e sicurezza nelle attività di bonifica dei siti contaminati” (Piano di attività 2013-2015)

Il rischio chimico per i lavoratorinei siti contaminati
MANUALE OPERATIVO 160 pagine .pdf

http://www.inail.it/internet_web/wcm/idc/groups/internet/documents/document/ucm_168126.pdf

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‘Psychosocial risks in Europe: Prevalence and strategies for prevention’ – Summary available in 25 languages

This executive summary is based on a joint report on psychosocial risks at work from EU-OSHA and Eurofound, targeting policy-makers and advisers, OSH professionals, and employers’ and workers’ representatives.
The report gives a broad overview on psychosocial risks at European workplaces and gives examples on the way forward at political as well as company level —all illustrated with real-life examples and case studies.

Read the summary (available in 25 languages)
Read the full report (in English)
Healthy Workplaces Manage Stress

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4544&Itemid=2

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I nanomateriali nei cicli produttivi: guida alla identificazione (1°)

Newsletter medico-legale INCA (I nanomateriali nei cicli produttivi: guida alla identificazione (1°)

n°4/2015

PREMESSA

Ad oggi non esiste una definizione  univoca di “nanomateriale”, secondo la Commissione Europea che nell’ottobre 2011 nell’ambito di una raccomandazione ha proposto una definizione. “un nanomateriale è un materiale naturale, formatosi casualmente o a seguito di un processo produttivo che contiene delle particelle libere, sotto forma di aggregato o di agglomerato, e in cui almeno il 50% di dette particelle , nella ripartizione numerica per dimensione, presentino una o più dimensioni esterne che si collocano fra 1 nm2 e 100 nm”.

La Commissione precisa altresì in questa raccomandazione, che qualsiasi materiale deve essere considerato come rientrante nella definizione  di nanomateriale soprariportata nel caso in cui presenti una superficie specifica superiore a 60m2/cm3.

Secondo l’ISO un nanomateriale è un materiale in cui una o più dimensioni  esterne si collochino nella scala nanometrica, cioè comprese approssimativamente fra 1 nm e 100 nm.

Vengono distinte due grandi famiglie di nanomateriali:

1) i nano-oggetti che possiedono una, due o tre dimensioni esterne nella scala nanometrica, Questi si possono presentare sotto forma di particelle, di fibre e di foglietti;

2) i materiali nanostrutturati che possiedono una struttura interna o di superficie nella scala nanometrica, quali ad esempio i nanocomposti, gli agglomerati e gli aggregati di nano-oggetti ed  i materiali nanoporosi.

I nanomateriali possono presentarsi sotto forma di polvere, di sospensione liquida, di gel o essere integrati in una matrice (una plastica ad esempio). Tutte le grandi famiglie di materiali sono interessate alla problematica nano dai metalli., alle ceramiche, ai polimeri, ai carboni ecc.

L’INRS in una recente pubblicazione ha individuato gli ambiti di uso dei nanomateriali e questo ci permette di capire in quali attività lavorative è possibile avere una esposizione dei lavoratori.

LEGGI LA NEWSLETTER COMPLETA

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/n%20%204%20%202015%20numero%20newsletter.pdf

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Il Governo francese ha presentato il “Terzo piano per la salute al lavoro” (PST3) per il  periodo 2015-2019.

In questo documento allegato i contenuti, a nostro parere molto interessanti che sono costitutivi del provvedimento.

Les orientations retenues par le groupe permanent d’orientation du COCT pour le troisième Plan Santé au Travail

http://www.diario-prevenzione.it/documenti/orientantions_gov_fr_2015.pdf

Segnaliamo inoltre il sito del Governo francese  Travailler mieux strumento pensato come sostegno alle azioni del PST3

http://travailler-mieux.gouv.fr/

Come dire? …. Francia 2 Italia 0    🙂

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30/01/15 – I giudizi di idoneità lavorativa: tra diritto alla salute e diritto al lavoro

Un convegno si sofferma sul concetto di idoneità ‘difficili’ del medico competente e sulla necessità di rispettare due diversi diritti del lavoratore: alla salute e al lavoro. Focus sul sistema di gestione dell’allocazione delle risorse.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/sorveglianza-sanitaria-malattie-professionali-C-60/i-giudizi-di-idoneita-lavorativa-tra-diritto-alla-salute-diritto-al-lavoro-AR-14532/

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RIVISTA AMBIENTE LAVORO

IL RISCHIO RAPINA: UN’EVOLUZIONE NELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

FOCUS

Il rischio rapina: un’evoluzione nella valutazione dei rischi
(M. Cicci)

Rapina e aspetti normativi: i rischi penalmente rilevanti
(F. Salmi)

Rapina: un modo possibile di valutare il rischio
(D. De Nuzzo)

Disturbi da stress post traumatico
(R. Borgato)

Il rischio rapina: quali implicazioni da un punto di vista medico
(M. Messina)

Interventi di supporto ai disturbi da stress post traumatico
(M. Donzelli)

Musicoterapia: applicazioni e potenzialità
(S. Cimminiello

APPROFONDIMENTI
Valutazione e gestione del rischio stress lavoro correlato in un CAAF CGIL
(D. Marcucci – V. Perrucci)
ESPERIENZE DI SUCCESSO
Il progetto SAFETY FIRST
(O.M. Cutrona)
GLI ESPERTI RISPONDONO
“Chi è il dirigente secondo il D.Lgs. 81/08 e secondo quali criteri va individuato?”
“Quale è lo spazio minimo che deve essere garantito per ogni lavoratore in un locale destinato ad ufficio?

LA RIVISTA AMBIENTE LAVORO N° 39/2015

http://www.amblav.it/download/Rivista_39.pdf

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DECRETO 18 novembre 2014, n. 201 – Regolamento in materia salute e sicurezza negli istituti di pena

Regolamento recante norme per l’applicazione, nell’ambito dell’amministrazione della giustizia, delle disposizioni in materia di sicurezza e salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. (15G00010) (GU Serie Generale n.15 del 20-1-2015)

IL TESTO

http://www.diario-prevenzione.it/decreti/DECRETO%2018%20novembre%202014%20TU%20nella%20giustizia.pdf

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci alla prossima settimana

Gino Rubini, editor di http://www.diarioprevenzione.it


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per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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