newsletter diario prevenzione 30 dicembre 2014 – vol.n° 99


newsletter diario prevenzione

http://www.diario-prevenzione.it

30 dicembre 2014 – vol.n° 99

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente
della salute e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa


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2014 si chiude un anno difficile – Auguri per un 2015 migliore


Siamo alla fine di un anno difficile, speriamo che il 2015 sia migliore. In questo numero della newsletter di fine anno non facciamo il solito editoriale.
Il nostro punto di vista su ciò che sta avvenendo nel campo del lavoro, dei diritti dei lavoratori l’abbiamo già espresso più volte sia con articoli sia in voce con il podcast che segnaliamo nell’area notizie. Prendiamo un attimo fiato perchè la salita è ancora lunga. Per questo auguriamo alle lettrici e ai lettori di diario prevenzione un felice anno nuovo. Arrivederci a metà gennaio 2015. editor

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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Podcast Diario Prevenzione – Ambiente Lavoro Salute – 19 dicembre 2014 – puntata n° 23

In questa puntata:

– Scenari salute e sicurezza del lavoro in Italia e in Europa. Note e commenti rispetto al Seminario internazionale promosso da Ministero del Lavoro e Inail in occasione della conclusione della Presidenza italiana del Consiglio dei Ministri della UE il 4 e 5 dicembre a Roma.

– Il punto di vista dei sindacati europei: l’urgenza di rivitalizzare la politica comunitaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro

– Bruxelles, la crociata contro la burocrazia. Attenzione!

– La medicina del lavoro in Europa tra crisi e crescente dipendenza dai poteri forti. Il numero della Rivista HESAMAG sulla medicina del lavoro in Europa.

– Le “politiche di prevenzione” dell’Inail dai finanziamenti alle imprese alle verifiche sui risultati….

– Curiosità storiche: la Britihis Asbestos Company cita in giudizio il direttore del giornale il Progresso di Nole Canavese che aveva pubblicato un’inchiesta in cui si diceva che l’amianto era letale per i lavoratori di Nole…. Era il 1906 … Chi vinse la causa ?

– Auguri per il 2015

– Fritto misto e contorni

NOTIZIARIO AUDIO ( 32 MINUTI .WAV )

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4497&Itemid=127

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Newsletter Inca CGIL – Numero  49°/2014

Istat: i dati dell’indagine sui problemi di salute lavoro-correlati


Nelle scorse settimane l’ISTAT ha presentato, nell’ambito dell’Indagine Forze di lavoro, l’approfondimento  “Salute e Sicurezza sul lavoro” che ha indagato  i lavoratori che nel 2013 hanno dichiarato di aver subito un infortunio sul lavoro o aver accusato problemi di salute causati o aggravati dall’attività lavorativa.
Per quanto concerne gli infortuni secondo l’ISTAT sono 714 mila le persone che dichiarano, nel secondo trimestre del 2013, di aver subito nei dodici mesi precedenti l’intervista almeno un infortunio sul lavoro (compresi quelli in itinere). Essi costituiscono il 2,9% di coloro che svolgono o hanno svolto una attività lavorativa negli ultimi 12 mesi, di questi 531 mila hanno subito un infortunio sul luogo di lavoro e 193mila un infortunio nel tragitto casa-lavoro.
I dati amministrativi di fonte INAIL, per il 2013 riportano 695 mila infortuni.
Come si vede anche i dati ISTAT nel segnalare una riduzione degli infortuni sul lavoro, che resta significativa anche in relazione alla diminuzione delle ore lavorate, confermano un dato che meriterebbe ulteriori approfondimenti ed indagini, infatti a fronte di una riduzione degli infortuni “lievi” registriamo una costanza del numero degli infortuni gravi e mortali, cioè di quelli che giungono all’attenzione dei Pronto Soccorso con immediata segnalazione all’INAIL.
Circa un quarto degli infortunati è stato assente per un periodo compreso fra 4 giorni e le due settimane, il 20,8% ha avuto ripercussioni per un periodo più considerevole compreso fra 1 e 3 mesi, il 12,9% ha subito infortuni di lieve entità, che non hanno comportato giorni di assenza  ed infine , l’1,5% degli infortunati
non è più stato in grado di riprendere l’attività lavorativa a  causa dell’infortunio…… segue >>> su fonte

LA NEWSLETTER INCA CGIL n° 49 2014

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/Newsletter_%20Inca_%20n_%2049_%202014.pdf

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Il punto di vista dei sindacati europei: l’urgenza di rivitalizzare la politica comunitaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro  di Laurent Vogel

Ricercatore presso l’Istituto Sindacale Europeo Coordinatore del gruppo “lavoratori” presso il Comitato consultivo su salute e sicurezza

Questo è il testo scritto dell’intervento svolto da Laurent Vogel nel Seminario internazionale ” “Sostenere crescita e competitività delle imprese promuovendo salute e sicurezza sul lavoro in tempi di crisi”, promosso da Governo Italiano, Inail e Ministero del Lavoro nelle giornate 4 e 5 dicembre a Roma a conclusione del semestre di Presidenza italiana del Consiglio UE.
Ringraziamo Laurent per avere concesso a Diario Prevenzione  la pubblicazione.
Sui risultato di questo Seminario torneremo con altri articoli e saggi nei prossimi giorni.

Il testo  dell’intervento di Laurent Vogel (.pdf )

http://www.diario-prevenzione.it/articoli/Laurent_Vogel_04122014.pdf

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Jobs Act: Rivoluzione copernicana o formidabile bomba di stupidità che distruggerà definitivamente il tessuto industriale italiano?


La capacità del Presidente del Consiglio di formulare slogan per il rapido consumo nei media è fuori discussione.

Ci vuole poca fantasia e molta impudenza per scomodare l’astronomo polacco Nicolaus Copernicus che riuscì a confermare con calcoli matematici raffinati la teoria eliocentrica per validare la cosìdetta riforma delle regole del mercato del lavoro in Italia denominata, forse per provinciale pudore, Jobs Act.

Cosa c’entri la demolizione  delle regole del diritto del lavoro con Nicolaus Copernicus non è dato sapere. In ogni caso Copernico era un signore riservato  molto attento a non assumere atteggiamenti rivoluzionari, né con la sua condotta di vita, né nelle sue opere. Da buon umanista, ricercò nei testi dei filosofi antichi un nuovo metodo di calcolo per risolvere le incertezze degli astronomi. Copernico non era un uomo di potere ma uno studioso a volte molto spaventato rispetto alla possibilità di subire persecuzioni dalla Chiesa di Roma .  >>> segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4506&Itemid=53

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** Horaires atypiques
Travail en horaires décalés et vieillissement cognitif

Selon une récente étude franco-britannique publiée dans la revue
Occupational and Environmental Medicine, le travail en horaires décalés
et le travail de nuit auraient un effet accélérateur sur le
vieillissement cognitif. Sur le long terme, ces rythmes de travail
affecteraient la mémoire, l’attention et la vitesse de réaction des
salariés. Après dix ans d’exposition, les pertes cognitives sont
équivalentes à 6,5 années de vieillissement cognitif supplémentaires par
rapport aux salariés ayant eu des horaires standards. Les effets
observés sont toutefois réversibles : cinq ans après avoir repris un
rythme de vie normal complet, les fonctions cognitives retrouvent un
niveau équivalent à celui des groupes témoins. Ces travaux viennent
souligner une nouvelle fois l’impact des rythmes de travail sur la santé
humaine. Le travail de nuit et le travail posté favorisent en effet la
survenue de certaines pathologies (troubles digestifs, stress, syndromes
dépressifs, maladies cardiovasculaires) et augmenteraient les risques de
cancer.

Le résumé de l’étude
>> http://kiosque.inrs.fr/alyas/view/go/4083/1
L’étude (en anglais)
>> http://kiosque.inrs.fr/alyas/view/go/4084/1
Horaires décalés et travail de nuit
>> http://kiosque.inrs.fr/alyas/view/go/4085/1

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Amianto : Una sentenza del 1906

Una sentenza del 1906  pubblicata dalla Rivista Carmilla online conferma ancora una volta che la conoscenza della pericolosità dell’amianto risale all’inizio del secolo scorso.
Il giornale “il Progresso del Canavese ” uscì con una serie di articoli che denunciavano l’elevato numero di malattie e di morti tra gli  operai e le operaie che lavoravano l’amianto presso la  British Asbestos Company. L’azienda querelò il direttore del giornale per diffamazione.
La lettura della sentenza pubblicata dalla Rivista Carmilla offre un esempio di un buon esercizio della magistratura dell’epoca  che procede con indagini peritali e alla fine del dibattimento proscioglie il direttore del Progresso del Canavese dall’accusa di diffamazione e condanna la British Asbestoss Company al pagamento delle spese processuali.

L’ARTICOLO SU CARMILLA

http://www.carmillaonline.com/2014/12/02/amianto-1906/

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Travail en horaires décalés et vieillissement cognitif
Pubblicato: dicembre , 2014, 11:00pm

Selon une récente étude franco-britannique publiée dans la revue Occupational and Environmental Medicine, le travail en horaires décalés et le travail de nuit auraient un effet accélérateur sur le vieillissement cognitif. Sur le long terme, ces rythmes de travail affecteraient la mémoire, l’attention et la vitesse de réaction des salariés. Après dix ans d’exposition, les pertes cognitives sont équivalentes à 6,5 années de vieillissement cognitif supplémentaires par rapport aux salariés ayant eu des horaires standards. Les effets observés sont toutefois réversibles : cinq ans après avoir repris un rythme de vie normal complet, les fonctions cognitives retrouvent un niveau équivalent à celui des groupes témoins. Ces travaux viennent souligner une nouvelle fois l’impact des rythmes de travail sur la santé humaine. Le travail de nuit et le travail posté favorisent en effet la survenue de certaines pathologies (troubles digestifs, stress, syndromes dépressifs, maladies cardiovasculaires) et augmenteraient les risques de cancer.
Le résumé de l’étude
L’étude (en anglais)
Horaires décalés et travail de nuit

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4502&Itemid=2

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** Nanomatériaux
Prospective NANO 2030 da INRS.FR

Anticiper les conséquences possibles du développement des nanomatériaux
manufacturés sur la santé et la sécurité des travailleurs à l’horizon
2030, c’est l’objectif de l’exercice de prospective NANO 2030 initié par
l’INRS. Un groupe d’experts pluridisciplinaires de l’INRS et de ses
partenaires (ANSES, Ecole nationale des ponts et chaussées, InVS,
Université de Bretagne sud, Institut Jean-Lamour – Université de
Lorraine, SUVA et CARSAT Alsace-Moselle), a élaboré des hypothèses sur
l’évolution du développement des nanomatériaux en France avant de
déduire l’impact de chacun d’entre eux sur la prévention des risques
professionnels. Les résultats de cette approche inédite : 4 scénarios
qui permettent d’éclairer et d’explorer des futurs possibles.

Le communiqué de presse
>> http://kiosque.inrs.fr/alyas/view/go/4080/1
Nanomatériaux : quels risques ? Quelle prévention ?
>> http://kiosque.inrs.fr/alyas/view/go/4081/1

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Lettera di Chiamparino a Renzi in merito all’emendamento all’art. 30 del DDL di revisione costituzionale in materia di lavoro. In altri termini argomenti seri contro la scelta devastante di centralizzare i Servizi delle Asl per la vigilanza e la promozione della prevenzione a  livello territoriale …..
Da leggere con attenzione …..

LA LETTERA DEL COORDINAMENTO REGIONI

http://www.diario-prevenzione.it/documenti/lettera_chiamparino_renzi_211214.pdf

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Cadute dall’alto in edilizia: i quattro principali fattori di rischio

Sono quattro i fattori alla base del problema delle cadute dall’alto in edilizia: ponteggi fissi, assenza di protezione nelle aperture, fragilità delle coperture e ponti mobili. Ne parliamo con l’Ing. Giuseppe Semeraro, rappresentante del CTE Inail.

continua su fonte   puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/interviste-inchieste-C-117/cadute-dall-alto-in-edilizia-i-quattro-principali-fattori-di-rischio-AR-14436/

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Ascoli Piceno. Asur 5: protocollo d’intesa per la promozione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

Il giorno 13/12/2014, presso la Direzione ASUR Area Vasta 5, si sono incontrati il Direttore dell’Area Vasta 5, Dr. Massimo Del Moro, il Dr. Vincenzo Calvaresi, in qualità di Direttore del Dipartimento di Prevenzione e Direttore f.f. SPSAL della suddetta Area Vasta e le Segreterie Provinciali di Ascoli Piceno CGIL (Giancarlo Collina e Paola Giovannozzi), CISL (Antonio Angelini e Paola Federici) e UIL (Giuseppe Pacetti e Guido Bianchini) per definire un nuovo Protocollo d’intesa per la promozione della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro del territorio, indicando nuove strategie compatibili con le attuali risorse umane del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Area Vasta 5.

Scopo del rinnovato protocollo è valorizzare sia i risultati ottenuti con l’attività di vigilanza svolta in questo ultimo ventennio, sia i contenuti del precedente del 6 Giugno 200l “Protocollo d ‘intesa tra le ASL 11-12-13 e le 00.SS. confederali CGIL, CISL, UIL della Provincia di Ascoli Piceno per un miglior sistema di Prevenzione e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro”.

L’obiettivo comune è contribuire alla crescita della cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro nell’ambito del territorio di competenza.

Spesso la sicurezza nei luoghi di lavoro è vista come un “costo” aggiuntivo per le Aziende e ciò, in questa fase storica, può determinare una pericolosa flessione degli investimenti nel settore a danno di tutti gli operatori, dei lavoratori e in particolare dei giovani.

Tra l’altro le nuove esigenze di prevenzione e tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro determinate, a livello generale dall’introduzione di nuove leggi di non facile applicazione e a livello locale dal dato preoccupante d’infortuni sul lavoro e malattie professionali, impongono interventi e forti impegni da parte di tutti i soggetti istituzionalmente interessati.

Giova ricordare che tra i compiti istituzionali del Servizio PSAL si annoverano anche funzioni di pianificazione, programmazione, valutazione, controllo e coordinamento delle attività svolte così come indicato dalle linee guida dei dipartimenti di prevenzione (DGR 1287 del 16-09-2013) e dal P.S.R. 2012-2014, assicurando la necessaria uniformità degli interventi e delle procedure su tutto il territorio di competenza.

La sfida del Servizio PSAL è quella di essere capace di:

cogliere gli elementi di cambiamento e dotarsi di strumenti per analizzare i contesti territoriali, nella loro peculiarità e dinamicità, programmando di conseguenza risposte adeguate al territorio in cui operano;
responsabilizzare e coinvolgere il lavoratore per favorire scelte e stili di vita salutari;
produrre un’evoluzione dei servizi di prevenzione, che passino dall’autoreferenzialità e dalla perpetuazione di prassi consolidate, alla trasparenza delle scelte che determinano la programmazione della attività, con un approccio integrato, che ottimizzi le risorse disponibili e aumenti l’efficacia delle azioni di tutela di tutta la popolazione lavorativa del territorio facendo crescere figure e professionalità utili allo scopo.

Nel protocollo d’intesa sono stati quindi fissati 17 punti, quali azioni concrete per la realizzazione degli obiettivi prefissati, istituendo altresì un tavolo di confronto annuale allo scopo di verificare lo stato di attuazione del presente Protocollo. Il Protocollo d’Intesa avrà validità triennale ed è considerato dalla Direzione un passo fondamentale per il rafforzamento su tutto il territorio di competenza di quei principi basilari a fondamento del Dipartimento di Prevenzione in AV5 favorendo lo sviluppo della cultura della prevenzione.

IL TESTO DEL PROTOCOLLO

http://www.diario-prevenzione.it/documenti/protocollo_ascoli_p_prev_122014.pdf

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16 décembre 2014
Le gouvernement italien favorable à une révision urgente de la directive sur les agents cancérogènes

par Laurent Vogel

Les 4 et 5 décembre, la présidence italienne de l’Union européenne a organisé à Rome une conférence sur l’avenir de la politique de santé et sécurité au travail. Laurent Vogel, chercheur à l’ETUI, y a réclamé la révision de la directive européenne sur les cancérogènes et mutagènes sur le lieu de travail. Un appel soutenu par le représentant du gouvernement italien.

“100.000 personnes meurent chaque année dans l’Union européenne à cause des carences dans la prévention des cancers professionnels”, a déclaré Laurent Vogel devant quelque 300 personnes provenant d’une vingtaine de pays. Le chercheur de l’ETUI a soutenu la proposition de différents États membres – l’Allemagne, l’Autriche, la Belgique et les Pays-Bas – qui demandent de réviser sans retard la directive actuellement en vigueur. “Ce processus de révision a été lancé il y a dix ans, il est temps d’agir concrètement pour enfin réduire l’exposition des travailleurs à de nombreux agents cancérogènes, mutagènes et toxiques pour la reproduction”, a-t-il ajouté.

Paolo Onelli, directeur général en charge des politiques de santé au travail au sein du ministère italien du travail, a annoncé que l’Italie s’associait à ce groupe d’États de manière à élaborer un cadre législatif commun favorisant une prévention plus efficace. Cette déclaration a été un des acquis les plus importants de la conférence.

La campagne de réduction de l’impact de la législation européenne sur les entreprises figurait également au menu de la conférence. Pour mener ce programme à son terme, la Commission s’est entourée d’un groupe d’experts, surnommé groupe Stoiber en référence à son président, le conservateur bavarois Edmund Stoiber.

Heidi Rønne Møller, la seule représentante des syndicats au sein de ce groupe, dont le mandant a expiré le 31 octobre, a fourni une description vivante du travail de lobbying mené par la majorité de ce groupe pour remettre en cause la législation en santé et sécurité. Sur les 15 membres de ce groupe, 10 avaient été désignés personnellement par Edmund Stoiber. Il n’y avait que quatre représentants de la société civile (syndicats, associations pour l’environnement, la santé publique et les consommateurs). Les 40 milliards d’euros d’économie présentés par ce groupe comme le résultat à attendre de ses propositions de détricotage des législations communautaires reposent en fait sur un vague sondage d’opinion sans aucune valeur scientifique.

Pour sa part, la Commission n’a pris aucun engagement et s’est limitée à reconnaître que le cadre stratégique pourrait être revu dans le courant de l’année 2016. La Commission s’est contentée de présenter son “cadre stratégique pour la santé et la sécurité au travail pour la période 2014-2020”.

La prochaine étape se jouera en mars 2015 lors de la réunion du conseil des ministres de l’Union européenne qui adoptera une résolution sur la politique communautaire de santé au travail.

De nombreuses interventions ont illustré différents aspects des stratégies nationales de prévention pour la santé et la sécurité au travail. Elles ont aussi mis en avant les difficultés croissantes liées à la réduction des dépenses publiques dans ce domaine et aux pressions politiques en faveur d’une dérégulation. Des débats animés se sont déroulés sur la portée exacte des “simplifications” législatives en cours dans plusieurs pays. Des dirigeants des trois confédérations syndicales italiennes (CGIL, CISL et UIL) sont intervenus pour exprimer les préoccupations communes du mouvement syndical italien concernant un modèle de prévention affaibli par la précarisation du travail.

En savoir plus :
Le point de vue des syndicats européens : il est urgent de revitaliser la politice communautaire de santé et sécurité au travail, intervention de Laurent Vogel (pdf – 82,19 Ko)
Toutes les actualités

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4496&Itemid=2

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HesaMag
Current issue
Occupational health services on need of emergency care

Occupational doctors play a key role in preventive workplace health in most European countries. They are there to help the workers by seeing that their work does not harm their health. Their knowledge of the environment they work in also lets them press employers to improve it. Years of worsening conditions in which they provide their services pose a real threat to health and safety.
In this special report, the European Trade Union Institute looks to identify the main factors that are undermining occupational health services in Europe: shortage of specialists, overwork that undermines the quality of services, loss of direct contact with actual working conditions, feeling of being forsaken, commercialism of health and safety at work services, etc.

Date: 17/12/2014

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4495&Itemid=2

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Bruxelles, la crociata contro la burocrazia. Attenzione!

venerdì 19 dicembre 2014

Diffondiamo da http://www.sbilanciamoci.info del 9 dicembre 2014 questo intervento di Federica Martiny, Dottoranda di ricerca, responsabile Ufficio stampa GFE (Gioventù Federalista Europea)  presso l’Università di Pisa

E se la crociata della Commissione Europea contro la burocrazia di Bruxelles mascherasse solo l’intento di promuovere quella deregolamentazione auspicata dai grandi gruppi economici, capaci di fare lobby meglio di chiunque altro?

Si tratterebbe di una spinta neoliberista che, sotto la bandiera ingannevole del tentativo di salvaguardare la competitività e mettere un freno alla mostruosa macchina burocratica comunitaria, sarebbe pensata per indebolire la nuova legislazione e “rottamare” le norme europee esistenti, in materia soprattutto ambientale e di protezione sociale. Ce lo dicono il Corporate Europe Observatory (CEO), un’organizzazione no-profit che si propone di esporre gli effetti di lobbying aziendale sui processi decisionali dell’UE, e Friends of the Earth Europe (FoEE), una ONG internazionale che si occupa di tematiche ambientali, accesso e distribuzione delle risorse e giustizia ambientale nel report “La crociata contro la burocrazia”, pubblicato l’ottobre scorso.

La famigerata burocrazia di Bruxelles, un esercito di 60 mila persone, in realtà, ha praticamente lo stesso numero di dipendenti del Comune di Roma, tra i dipendenti diretti che sono 25 mila e i 32 mila delle aziende partecipate (fra Ama, Atac e Acea e altre) a cui sono state affidate le esternalizzazioni dei servizi. Questo dato da solo basta a porre un dubbio sulla grande importanza data alla lotta alla burocratizzazione comunitaria dalla Commissione Barroso prima e da quella Juncker oggi.

>>> SEGUE SU

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4493&Itemid=53

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Newsletter medico-legale INCA (Sordità: condizioni per la concessione dell’indennità di comunicazione) Numero  48°/2014

Sordità: condizioni per la concessione dell’indennità di comunicazione

Dalla newsletter legale dell’INCA nazionale curata dall’avvocato Maffei riprendiamo una sentenza della Corte di Cassazione che appare assai importante stante i comportamenti che nell’ultimo anno hanno caratterizzato numerose sedi INPS in tema di indennità di comunicazione per i sordi con revoca del diritto alla prestazione economica nel caso in cui il sordo recuperi con la logopedia una discreta capacità di linguaggio.

La Corte di Cassazione, richiamandosi ad una lontana pronuncia risalente al 2005, ha confermato che l’indennità di comunicazione, di cui all’art. 1 della legge 381/70 e successive modifiche, trova origine nella “sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia impedito, al menomato sensoriale dell’udito, il normale apprendimento del linguaggio parlato, mentre rimane irrilevante che tale apprendimento sia stato conseguito al momento di proposizione della domanda presentata dopo il compimento del 12° anno di età”. La Corte, ha riformato la sentenza della corte territoriale e , in accoglimento del ricorso per cassazione proposto dall’invalido, ha ribadito che è del tutto irrilevante se, al momento della domanda o dopo il compimento del 12° anno di età, il sordo abbia acquisito una buona capacità di comunicazione verbale.

Né ,per negare il presupposto per il diritto , è consentito valutare egli abbia acquisito una buona capacità di comunicazione verbale giacché il diritto trae origine dallo stesso stato di sordità che, insorta prima dell’apprendimento del linguaggio, ha reso difficoltoso il percorso di acquisizione del linguaggio parlato per le vie ordinarie.

LA NEWSLETTER

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/nws_inca_48_2014.doc

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UE: Juncker cancella le leggi ambientali

Juncker mostra subito il vero volto liberista tardo della nuova Commissione europea. Il presidente della Commissione ha cancellato un pacchetto di norme pro ambiente e salute dei cittadini europei con un colpo di spugna, ignorando il parere contrario del Parlamento europeo e di diversi ministri dell’ambiente di stati membri.
Il parere contrario dell’Assemblea  del PE e le prese di posizione dei ministri di diversi paesi europei sono stati ignorati.
A fronte di leggi per ridurre l’inquinamento dell’aria che produce ogni anno circa 400.000 morti il presidente della Commissione UE ha affermato che le priorità sono altre.Le norme cancellate da Junker prevedevano la riduzione di inquinanti come  anidride solforosa, particolato e ossidi d’azoto. Queste riduzioni avrebbero fatto diminuire di 58.000 decessi il tragico bilancio dello smog in Europa da qui al 2030.
Altre norme cancellate riguardano la raccolta differenziata e “l’economia circolare” ovvero il riciclaggio dei materiali, realtà fondamentale per lo sviluppo della green economy.

Questi sono i nuovi governanti della UE. A loro poco interessa della salute dei cittadini europei, hanno altre “sensibilità” : le pressioni delle lobbies della parte più arretrata del mondo industriale sono il loro riferimento.

fonti

Repubblica

UE: economia circolare a rischio

Qualità dell’aria: 11 Stati UE chiedono norme più severe

Per l’Europa l’aria che respiriamo non è più una priorità –

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4491&Itemid=53

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Tumori professionali, conferenza INRS (France)

Studi presentati nel corso della conferenza ”Tumori professionali: evitiamoli” hanno illustrato come sia modificata la modalità di esposizione a cancerogeni nei luoghi di lavoro. Non più un’esposizione massiva a un unico cancerogeno ma una esposizione a basse dosi di più cancerogeni contemporaneamente.
Dossier Ambiente n. 89 – Movimentazione Manuale dei Carichi
Il 27 e 28 novembre 2014 si è svolta a Bercy, organizzata dall’INRS (Institut National de Recherche et de Sécurité pour la prévention des accidents du travail et des maladies professionnelles) in collaborazione con altri sei istituti scientifici e di ricerca la conferenza ”Tumori professionali: evitiamoli”, evento che è stato concluso dal ministro del lavoro del governo Hollande.

La motivazione dell’organizzazione di questa conferenza è stata, come ha ricordato il presidente dell’INRS aprendo i lavori, la convinzione che i tumori professionali non siano una malattia di ieri ma bensì siano una attualità dovuta all’attuale diffusa esposizione a cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione .

Gli studi presentati nel corso della conferenza hanno confermato l’attualità del tema e dimostrato anche come sia modificatai la modalità di esposizione a cancerogeni da quella classica (esemplificata dall’amianto) di esposizione massiva a un unico cancerogeno ad una esposizione a basse dosi di più cancerogeni contemporaneamente.

L’indagine SUMER condotta fra 88.000 lavoratori, rappresentativi di una popolazione lavorativa di circa 22 milioni di lavoratori, ha rilevato che nel 2010 (anno di somministrazione dei questionari) il 10% dell’insieme dei lavoratori sono stati esposti ad almeno un prodotto chimico cancerogeno (di gruppo 1 e 2° IARC e/o di categoria europea 1 e 2) nel corso della ultima settimana lavorata.
Fonte: INCA

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Videoclip : Una campagna per tutelare i marittimi del Mar Nero



Il progetto del Mar Nero

Promuovere l’istruzione, la legislazione e la sindacalizzazione

La regione del Mar Nero è uno dei luoghi più pericolosi al mondo per essere un marittimo.
Molti armatori e agenti crewing hanno poco riguardo per i propri lavoratori, un numero significativo dei quali sono stati uccisi in incidenti spesso provocati da navi in gravi stati di degrado.

I maritti mi intorno ai porti della regione del Mar Nero sono anche soggetti a gravi abusi dei diritti umani e del lavoro.

Queste violazioni comprendono:

il mancato pagamento dei salari, con conseguente famiglie essere lasciato indigenti e l’equipaggio non essere in grado di tornare a casa
marittimi che vivono sulle navi lontano da casa senza acqua pulita e disposizioni
barche non adatte per le condizioni difficili che hanno arenata o affondate, causando lesioni e la morte
giovani marinai intimiditi dai marittimi lista nera e anziani restii a lamentarsi

Il Mar Nero della relazione vergogna

L’area del Mar Nero comprende Bulgaria, Georgia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina.

Nel giugno 2012, ITF affiliato sindacati compilate il Mar Nero della relazione vergogna come campanello d’allarme per gli attori marittimi della regione. Esso ha evidenziato la frequenza di incidenti gravi e dei poveri condizioni di vita e di lavoro subite dai marittimi della regione. Questa è stata seguita da un follow-up relazione 2014, che hanno trovato i problemi erano in corso.

Leggi la relazione del 2012 ITF: Mar Nero della vergogna

Leggere il seguito rapporto 2014.

Dal momento che il rapporto è stato compilato, poco è cambiato.

Qual è il progetto del Mar Nero di ITF?

Sindacati ITF-affiliati stanno lavorando insieme per affrontare le sfide che la gente di mare nella regione del Mar Nero. Hanno adottato tre strategie chiave:

regolamento
sindacalizzazione
educazione

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4488&Itemid=2

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci a metà gennaio 2015

Auguri per un migliore 2015

Gino Rubini, editor di http://www.diarioprevenzione.it

°°°°°°

Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

°°°°°°

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