newsletter diario prevenzione 1 agosto 2014 – vol. n° 93


newsletter diario prevenzione

http://www.diario-prevenzione.it

1 agosto  2014 – vol.n° 93

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro e sulla responsabilità sociale d’impresa

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Ripartire dal lavoro e dai lavoratori

In questa estate bizzarra molti operatori che si occupano di prevenzione e in fattispecie di salute e sicurezza sul lavoro vivono una fase d’incertezze e provvisorietà della propria professione che ha origine sia dalla crisi sia dai “rumors” rispetto ai cambiamenti istituzionali promessi dal ministro del lavoro Poletti che ha preannunciato la nascita dell’Agenzia unica per le ispezioni.

Dopo un primo annuncio roboante sulla creazione di ” un’agenzia unica dei controlli che non disturbi gli imprenditori ” il ministro non ha più fatto altre dichiarazioni in merito. Non sappiamo se il silenzio del ministro abbia origine da una scelta tattica di posticipare l’adozione di questo progetto al momento in cui proporrà la riforma del mercato del lavoro denominata JOBS ACT  o se, viste le reazioni, abbia preso un pò di tempo per elaborare una proposta più articolata e meno improvvisata.

Per coloro che si occupano professionalmente di prevenzione, salute e sicurezza sul lavoro questo è il momento per avviare una autoriflessione sul proprio lavoro, sulla qualità delle esperienze maturate e interrogarsi su come si possa migliorare la propria professionalità e la qualità del proprio operare.

Si deve comprendere che è terminata l’epoca nella quale era facile fare quattrini spacciando Documenti di valutazione dei rischi patacca, fotocopiando manualetti e consegnando alla piccola impresa scartoffie inutili, redatte senza neppure fare una visita ai reparti di produzione.

E’ terminata l’epoca in cui qualche medico competente poco scrupoloso predisponeva programmi di ASP senza una accurata visita del luogo di lavoro, delle postazioni e delle modalità con le quali i lavoratori si trovavano ad operare.

La logica della produzione di scartoffie e certificazioni tesa a dimostrare l’assolvimento formale  degli adempimenti burocratici sta volgendo al termine perchè le aziende che stanno lottando per la sopravvivenza alla crisi non hanno più risorse da spendere con leggerezza. Ogni euro che viene speso deve essere un investimento concreto per il miglioramento della qualità anche per quanto attiene il risk assessmente e il risk management.

Questi cambiamenti che stanno avvenendo da parte delle aziende dovrebbero produrre una selezione di qualità nel mercato della consulenza per troppo tempo inquinato dalla concorrenza sleale di una parte di  consulenti poco professionali che hanno svenduto scartoffie dannose per le aziende e per gli stessi lavoratori.

L’ipotesi dell’Agenzia unica delle ispezioni, come abbiamo scritto più volte, non convince perchè rappresenterebbe una regressione ad un modello primitivo di uso della vigilanza che rafforzerebbe la logica della rincorsa alla produzione  di  scartoffie (DVR fotocopia) usati dall’impresa come prova rispetto all’assolvimento  degli adempimenti burocratici, senza per questo stimolare pratiche positive di problem solving e di un migliore risk management…

D’altra parte non sarebbe  sufficiente mantenere l’attuale situazione dei Servizi SPSAL delle USL che vivono una marginalità all’interno delle USL, in molti casi sottodotati di risorse, uomini e mezzi. Occorre rimotivare, nelle regioni in cui hanno fatto un buon lavoro ( Emilia Romagna, Toscana , Veneto, Lombardia, FVG, ecc ) questi professionisti della prevenzione il cui lavoro molto spesso non è adeguatamente valorizzato.

La rete dei Servizi delle USL che si è occupata di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori, in questi anni ha prodotto molti risultati positivi, cultura della prevenzione, metodologie operative pluridisciplinari che non devono essere cancellate con un colpo di spugna come si propone di fare il ministro Poletti.

Per fare prevenzione seriamente in quest’epoca occorre mettere in discussione le conoscenze acquisite, occorre conoscere in profondità i cambiamenti che sono avvenuti e che stanno avvenendo nel lavoro. Senza ricerca sul campo non c’è innovazione e soluzione dei problemi. Questa capacità di collegarsi alle situazioni concrete di rischio per la salute la  possono avere e praticare solo stutture pluridisciplinari che stanno nel territorio, che coevolvono con le trasformazioni che avvengono nel territorio.
Per quanto riguarda salute e sicurezza nel lavoro sono efficaci le strutture con operatori che sono in grado di comunicare con il lavoro che cambia, ascoltare e interagire con i lavoratori. L’Agenzia proposta da Poletti va in direzione contraria, verso il centro, verso un sistema comando controllo già rottamato quarant’anni fa perchè fallimentare. Ripartire dalla conoscenza del lavoro che cambia, comunicare con i lavoratori, questa è la via maestra, il resto è fuffa.

Gino Rubini, editor di diario prevenzione

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NOTIZIE AMBIENTE
SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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I 90 ANNI DI GIOVANNI BERLINGUER

La SNOP scrive una lettera di auguri per i 90 anni a Giovanni Berlinguer:

” Abbiamo scritto come SNOP (Società Nazionale Operatori della Prevenzione) questa lettera dedicata a Giovanni Berlinguer nel suo 90° compleanno. Sappiamo che non potrà apprezzarla, ma vogliamo pubblicamente rendergli il giusto omaggio e ribadire, in momenti oscuri come quelli che stiamo vivendo, che aveva ragione e che se gli italiani godono di condizioni di salute migliori di quasi tutti gli altri popoli della terra questo è in parte non piccola dovuto anche a quanto fu messo in movimento da quella legge della quale Giovanni fu artefice principale.”

Diario Prevenzione si associa e condivide questo omaggio al Maestro.

La lettera

http://www.snop.it/attachments/article/397/Lettera%20a%20Berlinguer.pdf

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Il numero 44 della  rassegna stampa, RSPP, è  disponibile online

Il numero di agosto contiene:
– Interpello n. 12/2014 formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro, verifica finale dei corsi erogati in modalità e-learning;
– Lavoratori Stranieri, Il Ramadan: Indicazioni Operative per il Datore di Lavoro;
– Lista di controllo Elettricità statica Rischi di esplosione dovuti alla manipolazione di liquidi infiammabili;
– Lista di Controllo: Postura Corretta durante il Lavoro;
– Rischi e sorveglianza degli addetti alle attività lavorative in quota;
– Mariantonietta Martinelli, L’individuazione e le responsabilità del lavoratore in materia di sicurezza sul lavoro, I WORKING PAPERS DI OLYMPUS N. 37/2014;

La Newsletter RSPP numero 44

http://www.diario-prevenzione.it/newsletter/RSPP%20n.44.pdf

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Stress lavoro-correlato: calcolo dei costi

Lo stress lavoro-correlato costa più di quanto si possa pensare.

I costi non gravano solo sulle aziende sotto forma di assenteismo e calo della produttività, ma anche sui singoli, in termini di deterioramento delle condizioni di salute e della qualità della vita. In ultima analisi, sono l’economia nazionale e la società a pagarne il prezzo.

Analizzando i costi dello stress lavoro-correlato, una nuova relazione dell’EU-OSHA evidenzia come, contrariamente a quanto si crede, ignorare lo stress è molto più costoso che affrontarlo.

Scarica la relazione Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali: un calcolo dei costi (in inglese)
Visita il nostro sito dedicato “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”

fonte OSHA.EU

https://osha.europa.eu/en/teaser/calculating-the-cost-of-work-related-stress?sourceid=rss&utm_source=home&utm_medium=rss&utm_campaign=rssfeeds

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Sicurezza sul lavoro. Cisl contro Regione ER: grave errore sulle linee vita

“Rimandare l’obbligo di installare sui tetti delle case dei nostri territori le “linee vita”, ovvero i dispositivi permanenti di ancoraggio che prevengono la caduta dall’alto dei muratori e di tutti i lavoratori che operano sui tetti (lattonieri, antennisti …), vuol dire mettere a rischio molte vite. Un rischio che non ci possiamo permettere”.
E’ quanto ha dichiarato Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale della Cisl con delega alla salute e sicurezza sul lavoro, dopo che l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, con una norma nella legge finanziaria regionale inserita all’ultimo minuto della legislatura, ha rimandato l’obbligo di installare sui tetti delle case i dispositivi permanenti di ancoraggio e sicurezza.
Il provvedimento sarebbe dovuto entrare in vigore già lo scorso 15 luglio, invece è stato spostato al 31 gennaio 2015 alla chetichella, senza alcuna consultazione dei sindacati dei lavoratori. Un’ulteriore ritardo che va a sommarsi a quelli già accumulati, visto che la nostra regione non è certamente all’avanguardia rispetto a questa importante misura di salute e sicurezza sul lavoro: l’obbligo di installare la “linea vita” è già in vigore in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria e Veneto (per gli installatori dei pannelli fotovoltaici). Difatti, la normativa precedente già prevedeva un periodo transitorio di sei mesi, nel corso del quale i Comuni avrebbero dovuto formare i tecnici con lo scopo di promuovere la misura presso gli amministratori condominiali, le imprese, i cittadini e i lavoratori.

segue su fonte modena2000.it

http://www.modena2000.it/2014/07/31/sicurezza-sul-lavoro-cisl-contro-regione-er-grave-errore-sulle-linee-vita/

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“Lettera aperta al popolo di Gaza”. Vietato criticare Israele

La Palestina è un grido di dolore dell’umanità. Pubblicare la “Lettera aperta al popolo di Gaza” su una rivista come il Lancet è segno di grande coraggio che indica come essere fedeli alla responsabilità sociale del professionista della salute comporti scelte difficili.

http://www.saluteinternazionale.info/2014/07/lettera-aperta-al-popolo-di-gaza-vietato-criticare-israele/#.U9ns6W8lLo8.twitter

An open letter for the people in Gaza

Paola Manduca a, Iain Chalmers b, Derek Summerfield c, Mads Gilbert d, Swee Ang e, on behalf of 24 signatories

We are doctors and scientists, who spend our lives developing means to care and protect health and lives. We are also informed people; we teach the ethics of our professions, together with the knowledge and practice of it. We all have worked in and known the situation of Gaza for years.
On the basis of our ethics and practice, we are denouncing what we witness in the aggression of Gaza by Israel.
We ask our colleagues, old and young professionals, to denounce this Israeli aggression. We challenge the perversity of a propaganda that justifies the creation of an emergency to masquerade a massacre, a so-called “defensive aggression”. In reality it is a ruthless assault of unlimited duration, extent, and intensity. We wish to report the facts as we see them and their implications on the lives of the people.
We are appalled by the military onslaught on civilians in Gaza under the guise of punishing terrorists. This is the third large scale military assault on Gaza since 2008. Each time the death toll is borne mainly by innocent people in Gaza, especially women and children under the unacceptable pretext of Israel eradicating political parties and resistance to the occupation and siege they impose.
This action also terrifies those who are not directly hit, and wounds the soul, mind, and resilience of the young generation. Our condemnation and disgust are further compounded by the denial and prohibition for Gaza to receive external help and supplies to alleviate the dire circumstances.
The blockade on Gaza has tightened further since last year and this has worsened the toll on Gaza’s population. In Gaza, people suffer from hunger, thirst, pollution, shortage of medicines, electricity, and any means to get an income, not only by being bombed and shelled. Power crisis, gasoline shortage, water and food scarcity, sewage outflow and ever decreasing resources are disasters caused directly and indirectly by the siege.1

segue su

http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(14)61044-8/fulltext

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SNOP: SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO: RIFLESSIONI SULL’ASSETTO ISTITUZIONALE  

Inserito da Editor
mercoledì 30 luglio 2014
Pubblichiamo il Comunicato del Direttivo della Società  nazionale degli Operatori della Prevenzione in merito
alle modifiche dell’assetto istituzionale ventilate dal governo in materi di salute e  sicurezza sul lavoro.

IL COMUNICATO SNOP

http://www.diario-prevenzione.it/agenzia/Per%20il%20futuro%20della%20salute%20e%20sicurezza%20sul%20lavoro.pdf

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Incultura scientifica debolezza del nostro paese

Carlo Rovelli, vincitore del premio Merck dedicato al “confronto tra scienza e letteratura” riflette sul ruolo della cultura classica e scientifica in Italia (Una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata su La Repubblica)
Penso che la scuola italiana sia fra le migliori del mondo. Paradossalmente, penso lo sia sopratutto per chi vuole dedicarsi alla scienza, come ho fatto io. Non per caso giovani italiani brillano in tutti i migliori centri di ricerca del mondo. Hanno qualcosa che altri paesi fanno fatica a offrire: non solo fantasia e creatività, ma soprattutto un’ampia, solida e profonda cultura. Sono convinto che studiare Alceo, Kant e Michelangelo offra a uno scienziato strumenti di pensiero più acuminati che non passare ore a calcolare integrali, come fanno i ragazzi delle scuole d’élite di Parigi. Sapere, conoscenza, intelligenza, formano un vasto complesso dove ogni parte si nutre di ogni altra. La nostra intelligenza del mondo si basa su tutto ciò insieme. Questo insieme è la cultura.
Non voglio dire che per fare buona scienza sia strettamente necessario avere tradotto versi di Omero dal greco, o leggere Shakespeare, però penso che aiuti molto. Mi sono trovato spesso a lavorare con colleghi di estrazione assai diversa. Uno dei miei collaboratori (e amici) più stretti ha studiato nei college libertari dove si fuma marijuana e poi nelle top università degli Stati Uniti: non sa chi è Virgilio, ma ha una capacità di pensiero critico che io non ho. Un altro viene dal quell’amalgama di civiltà asiatica antica ed educazione inglese che è la scuola indiana, e ha una sottigliezza di pensiero analitico che io non avrò mai. Ma la capacità di guardare lontano e individuare i problemi chiave è venuta alla nostra collaborazione dalla scuola italiana, dall’ampiezza della sua prospettiva storica e culturale.

segue su fonte

http://www.roars.it/online/incultura-scientifica-debolezza-del-nostro-paese/

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VIDEO: USO DEL CORDINO PER LA PREVENZIONE CADUTE DALL’ALTO

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4377&Itemid=1

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Podcast  Notizie Salute Sicurezza Lavoro Diario Prevenzione puntata 19   24/07/14

In questa 19a puntata

– Poletti non parla più di Agenzia delle Ispezioni, l’hanno silenziato perchè non faccia danni ?

– Firmato dal ministro del lavoro il Decreto che rinnova la Commissione consultiva nazionale ex art.6 dl dlgs 81/08

– Le condizioni di lavoro dei netturbini nella Rivista 2087 giugno 2014

– Riflessioni sul Paper di Mariantonietta Martinelli “L’individuazione e le responsabilità del lavoratore in materia di sicurezza sul lavoro”

– Frittura mista

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4376&Itemid=127

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Segnaliamo il Progetto Dors “Dall’inchiesta alla storia: costruzione di un repertorio di storie di infortunio sul lavoro  da DORS.IT

Volevo essere a casa per Natale

Il progetto “Dall’inchiesta alla storia: costruzione di un repertorio di storie di infortunio sul lavoro”, iniziato nel2012 in collaborazione con Servizio di Epidemiologia ASL TO3 e con gli operatori dei servizi PreSAL delle ASL del Piemonte, continua con la raccolta di nuove storie di infortunio.

Sono previsti miglioramenti e novità sul sito Dors, con l’aumento dell’interattività e la possibilità di creare gruppi di discussione sulle storie, con l’ambizione di contribuire a costituire una comunità di pratica avente l’obiettivo di produrre conoscenza organizzata e di qualità, cui ogni membro abbia libero accesso.

“La narrazione delle storie è la componente qualitativa e personalizzante delle epidemiologie: quella che rende abitate le tabelle, invita/obbliga a guardare al di là dei numeri, ri-stabilisce un rapporto personale e responsabile tra le conoscenze basate sulla evidence-based medicine (EBM) e le persone che [non] ne possono essere destinatarie, fa degli operatori non più solo degli spettatori esecutori, ma coloro che si prendono cura. Raccontare significa infatti non accontentarsi di descrivere una realtà, ma farla propria, e comunicabile, scambiabile al di là delle cerchie professionali, capace di divenire parte di un linguaggio comune, che può appartenere a tutti.” [G. Tognoni, 2005]

http://www.dors.it/pag.php?idcm=5345

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19/07/14 – Interpello: l’applicazione del D.Lgs. 81/2008 alla Pubblica Sicurezza

L’applicabilità del Decreto 81 al Dipartimento della Pubblica Sicurezza: come affrontare valutazione dei rischi, formazione dei lavoratori, individuazione del RLS, delega di funzioni in mancanza di un decreto attuativo.

segue su fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-contenuto-C-6/interpelli-C-114/interpello-l-applicazione-del-d.lgs.-81/2008-alla-pubblica-sicurezza-AR-14044/

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Preoccupazione per i nuovi rischi nel settore dell’energia elettrica 17/07/2014

La rapida evoluzione dell’innovazione tecnologica sta generando nuovi rischi per i lavoratori nel settore dell’energia elettrica. Un recente workshop a cura del comitato di dialogo sociale settoriale sull’energia elettrica dell’UE ha sviluppato degli scenari al fine di identificare i potenziali problemi futuri in termini di salute e sicurezza sul lavoro (SSL) e le relative soluzioni possibili.

Tra le future problematiche della SSL in questo settore sono stati citati aspetti quali la rapida evoluzione tecnologica, i materiali sconosciuti e il deficit delle competenze.

Maggiori informazioni sul workshop
Leggi la sintesi (in inglese)

fonte EU-OSHA

https://osha.europa.eu/it/teaser/new-risks-spark-concern-in-the-electricity-sector

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AGENZIA UNICA DELLE ISPEZIONI: UNA PROPOSTA PER LA SICUREZZA SUL LAVORO… AD UNA STELLA

Il governo, con la proposta d’istituzione dell’Agenzia unica delle ispezioni e il conseguente smantellamento dei Dipartimenti di Prevenzione delle USL, nei fatti sta predisponendo una regressione del sistema di prevenzione nazionale a modalità primitive di funzionamento.
L’alleanza di fatto del governo con il movimento 5  stelle per realizzare una struttura della Pubblica Amministrazione burocratica, centralizzata, inadeguata ad affrontare la complessità della gestione dei rischi per la salute a livello territoriale appare alquanto singolare.

Il ministro della salute  Lorenzin, verosimilmente inconsapevole dello scempio che si sta compiendo, tace e pare consentire a questa mutilazione che renderà il SSN impotente a  comprendere e conoscere le realtà per intervenire nella riduzione dei rischi per la salute  correlati al lavoro.

Mentre crescono le denunce  per malattie professionali, in particolare per disturbi muscolo scheletrici  , mentre cresce il consumo di psicofarmaci assunti per silenziare il profondo malessere che vivono nel lavoro moltitudini di lavoratori e lavoratrici,  nel Piano per la salute si ignorano le correlazioni tra le attuali condizioni di lavoro e l’impatto che questo sta producendo sulo stato di salute di una parte rilevante della popolazione .

L’operazione in atto è quella di estraniare la questione salute e sicurezza nel lavoro dal Piano per la Salute: l’obiettivo è quello di occultare e incistare  in un sottosistema chiuso e autarchico ( l’Agenzia unica per le ispezioni ) una tematica rilevante per le politiche di promozione della salute che sono proprie del SSN.

Quello che si viene a proporre e a realizzare è un apparato rozzo basato non sul lavoro interdisciplinare ai fini della prevenzione che la complessità dei contesti lavorativi oggi richiede per sviluppare azioni preventive che vanno dalla vigilanza all’assistenza dei soggetti in campo ( imprese, lavoratori, organizzazioni datoriali e sindacali) ma ad una enfatizzazione generica della funzione di vigilanza aspecifica e, di fatto,  non competente, affidata ad una figura “tuttofare”  individuata nell’ispettore unico. Un ispettore unico onnisciente dovrebbe essere in grado di valutare regolarità dei contratti di lavoro, regolarità contributiva e assicurativa, valutazione della congruità delle misure adottate dal datore di lavoro  rispetto ai rischi per la salute e la sicurezza, dall’ergonomia alla tossicologia industriale.

Non conosciamo il modello formativo previsto per questa figura professionale , ci incuriosisce molto su come questi operatori riusciranno con un fardello di norme che vanno dalla regolarità alla sicurezza sul lavoro a gestire il loro ruolo in modo equilibrato e competente.

In buona sostanza si vuole un ispettore unico  che sia avvocato, fiscalista, ergonomo, ingegnere e chimico e organizzativista  in grado di valutare la sicurezza impianti e sistemi di gestione salute e sicurezza. Un ispettore che come mandrake o nembo kid entra in un luogo di lavoro e con un colpo d’occhio individua criticità, reati e omissioni e con un colpo di verbale illumina il cammino radioso dell’impresa verso la sicurezza.

In questa cosìdetta  modernizzazione vi è un sapore antico e stantìo della vecchia cultura paraministeriale  degli anni ‘ 50 quando le competenze in materia di salute e sicurezza erano in capo all’Ispettorato del Lavoro e il governo del sistema di vigilanza era agito tramite circolari insindacabili emesse da oscuri funzionari ministeriali. Aziende molto importanti furono ostili,  a quell’epoca, a questa cultura della vigilanza che aveva come mission la ricerca dei reati e delle omissioni  e non delle soluzioni per rendere il lavoro più sicuro.

Il lavorìo in atto da parte del Ministro Poletti e di una piccola ma influente lobby proveniente  dall’area degli ispettori per dare vita a questa struttura a “ad una  stella”, come una sgraziata macchina del tempo ci vuole riportare ad un passato già sconfitto e fallimentare degli anni che hanno preceduto la riforma sanitaria quando i morti sul lavoro ogni anno erano più di quattromila persone….
Anche i bravi ragazzi del movimento 5 stelle  da quanto ci viene riferito paiono appoggiare con forza questo progetto per la costruzione di un apparato burocratico  cui potremmo attribuire una o  al massimo, ad essere generosi, due stelle scarse…. Una proposta in buona sostanza da cassare per chi pensa all’efficacia e alla congruità degli strumenti della P.A per la salute e la sicurezza nel lavoro come pratica effettiva e non burocratica.

Per quanto abbiamo detto sopra condividamo pienamente il documento della SNOP ” LA PREVENZIONE DIMENTICATA E ATTACCATA:DALLE PROPOSTE DI AGENZIA UNICA PER LE ISPEZIONI AL SILENZIO NEL PATTO 2014-2016 ATTRAVERSO LO SMANTELLAMENTO DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE ”

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4372&Itemid=53

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10/07/14 FRANCIA – IL CONFLITTO TRA MEDICI DEL LAVORO E IMPRESE

Riassunto dell’articolo  “Médecine du travail : un blâme annulé” da POLITIS.FR

La Camera disciplinare dell’Ordine dei Medici nazionale francese ha annullato un provvedimento disciplinare inflitto nel 2012 alla dottoressa Elisabeth Delpuech,medico del lavoro in seguito ad una querela di un imprenditore presso l’Ordine dei medici locale.

Il giudizio della Camera disciplinare nazionale dei medici, reso pubblico il 26 giugno u.s. è una nuova tappa nella lunga battaglia giudiziaria promossa dai medici del lavoro attaccati dagli imprenditori in merito alla redazione di certificati nei quali i medici costatano le correlazioni la correlazione tra organizzazione del lavoro ed effetti sulla salute psichica dei lavoratori.
La Camera disciplinare nazionale ha deciso di annullare il provvedimento disciplinare inflitto nel dicembre del 2012 a Elisabeth Delpuech dalla camera disciplinare di prima istanza de Rhones Alpes dopo la querela  di un notaio che l’accusava della redazione di “certificati litigiosi” e le contestava la sua “competenza a pronunciarsi sull’origine professionale di una patologia”.

La dottoressa aveva ricevuto in consultazione, fuori dalla visita annuale,tre impiegate di uno studio notarile che l’avevano portata ad una diagnosi di patologia attribuibile al lavoro e a redigere certificati medici. Questi certificati erano stati utilizzati nel quadro di una causa di lavoro per licenziamento dalle impiegate.
A seguito di questa azione giudiziaria il datore di lavoro aveva inviato la querela disciplinare al consiglio dell’ordine dei medici.
Altri due medici del lavoro avevano subito azioni disciplinari per episodi analoghi.
In ragione di queste azioni disciplinari è stata lanciata una petizione firmata da circa 10.000 medici del lavoro, medici ispettori del lavoro, infermieri specializzati in salute del lavoro, ispettori e direttori degli ispettorati.

L’annullamento di un provvedimento disciplinare a livello della camera disciplinare nazionale è una prima tappa per i medici del lavoro attaccati dagli imprenditori.Tuttavia, la sentenza di annullamento indica con finezza che la dottoressa Delpuech non si è limitata a fare proprie le indicazioni delle impiegate ma si è fondata sulla conoscenza personale che essa aveva acquisito delle condizioni di lavoro nello studio notarile e dalle visite mediche dispensate ad altre salariate dello stesso studio. Le sue costatazioni l’avevano portata ad allertare il titolare e a richiedere l’ispezione del lavoro.

Nell’articolo della Rivista Politis che abbiamo sintetizzato traspare tuttavia una certa insoddisfazione da parte dei medici del lavoro rispetto al dispositivo della sentenza di annullamento del provvedimento disciplinare nei confronti della dottoressa.
Nei fatti se è vero che la dottoressa è stata scagionata dall’accusa di essere venuta meno al suo dovere professionale, rimane il fatto che non viene contestata dal punto di vista giuridico la pratica degli imprenditori d’inviare querele ingiuste all’ordine dei medici e di usare questo mezzo per intimidire i professionisti per evitare la certificazione di correlazione tra organizzazione del lavoro e salute dei lavoratori. La battaglia giuridica per rendere irricevibili da parte delle commissioni disciplinari queste querele pretestuose, affermano i dirigenti delle associazioni dei medici del lavoro, deve continuare.
Il tutto nasce da una modifica di una norma tramite un decreto del 2007 che in modo confuso “apre” agli imprenditori la possibilità di inviare querele alle camere disciplinari dell’ordine dei medici francese. La ministra della salute non ha ancora risposto alle interrogazioni delle associazioni dei medici del lavoro.

http://www.politis.fr/Medecine-du-travail-un-blame,27573.html

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Una guida applicativa per migliorare la sicurezza delle macchine

Un documento riporta utili informazioni per aiutare i costruttori di macchine e gli utenti finali a garantire la sicurezza dei lavoratori con macchine sicure, a norma ed efficienti. Focus sull’analisi, identificazione e riduzione dei rischi.

vai a fonte puntosicuro.it

http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/attrezzature-macchine-C-45/una-guida-applicativa-per-migliorare-la-sicurezza-delle-macchine-AR-14004/

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CONVEGNO NAZIONALE

DBA Incontri 2014

Agenti Fisici nei luoghi di lavoro:
aggiornamenti, approfondimenti, esperienze

Modena     17/09/2014
Camera di Commercio di Modena – Sala Leonelli – Via Ganaceto, 134

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/eventi/dba14_modena.pdf

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Dying on the job is not the destiny of mine workers!

Jul 30, 2014
The Soma mine disaster in Turkey in May this year brought the daily horrors of mine workers toiling deep into the belly of the earth to keep the wheels of modern day life turning into sharp focus.
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http://www.industriall-union.org/dying-on-the-job-is-not-the-destiny-of-mine-workers

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MOLTE NOTIZIE DA TWITTER

https://twitter.com/dprevenzione

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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione
arrivederci a settembre

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it

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Per favore non stampare questa newsletter
per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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