Poletti: «Arriva Agenzia unica ispezioni imprese, andiamo a disturbare di meno l’azione dei nostri imprenditori»


Poletti: «Arriva Agenzia unica ispezioni imprese, andiamo a disturbare di meno l’azione dei nostri imprenditori»
 
LA NOTIZIA
 
Il ministro del Lavoro: «Operazione di semplificazione e risparmio»..
 
Un’operazione di semplificazione, efficienza e risparmio per dare una boccata d’ossigeno alle imprese. «Proporremo al parlamento l’istituzione di un’Agenzia unica per le ispezioni riferite a tutte le problematiche delle imprese, dalle norme lavoristiche a quelle su salute e sicurezza, di Inps, Inail, Asl e fisco». Lo ha annunciato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti in un videomessaggio all’assemblea della Confesercenti.
 
CONTROLLI IN UN’UNICA AGENZIA. 
 
«Crediamo che non si possa più andare avanti con situazioni nelle quali a un’impresa può accadere che nel giro di pochi giorni sisusseguano ispezioni del ministero del Lavoro, Inps, Inail, magari quella della Asl e poi anche quella del Fisco», ha ribadito Poletti. «In questa sistematica fila di controlli, se c’è qualcuno che si arrabbia ha molte ragioni per farlo», ha detto il ministro.
Si tratta, ha aggiunto «di una grande operazione di semplificazione e di risparmio unificando in un’unica agenzia tutti quei controlli». In questo modo «andiamo adisturbare di meno l’azione dei nostri imprenditori». Quindi «più efficienza e meno complicazioni», ha concluso il ministro.
 
 
 
 
IL COMMENTO
 
Un’altra “riforma” che rischia di essere una megabufala. E’ vero che bisogna razionalizzare il sistema delle ispezioni, ma la favola dell’Agenzia Unica che sarebbe il toccasana delle attuali criticità va in qualche misura disvelata e riportata al principio di realtà.
 
1) Non è vero che c’è una fila di ispettori di tutti i tipi che si presentano alle porte delle aziende. Per anni, dato il decrescente numero d’ispettori operativi derivante dai tagli della spesa, nel 95% delle aziende, per molti anni,  non si presenta proprio nessuno, nè la Dpl, nè la ASL, nè la Finanza.
 
2) Le imprese non vogliono nè le ispezioni in ordine sparso come avviene raramente oggi nè le ispezioni strutturate dell’Agenzia centralizzata che avverrano domani. 
 
Poletti lo sa bene perchè per anni, dirigente della Lega delle Cooperative al massimo livello,  in consonanza coi suoi colleghi delle altre centrali cooperative, ha spesso tuonato contro le ispezioni delle ASL. In particolare non erano (sono) graditi quei Servizi delle ASL   che prendevano (prendono) in castagna le cooperative di costruzione e industriali  rispetto alla gestione della sicurezza…
 
Il concetto che la semplificazione derivi dal compattamento in un’unica struttura di diversi controlli specialistici è ingenua e quantomeno superficiale. Il vero rischio è che si costruisca una megastruttura ( leggi carrozzone ) che serve più al potere politico e al governo che alla mission di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, cittadini portatori del bene salute tutelato dalla costituzione.
 
A quale Ministero sarà posta in capo l’Agenzia ? Rispondere a questa domanda vuol dire rispondere al quesito ” A chi va il potere di intervenire nelle aziende, mirando le ispezioni e modulandone frequenza, intensità e rilevanza delle sanzioni ? Un comando centralizzato sugli indirizzi di funzionamento dell’Agenzia concentra un potere enorme nelle mani di pochissime persone. 
 
Quale sarà l’autonomia tecnico scientifica dell’Agenzia e la possibilità di svolgere il proprio ruolo senza “guardare in faccia a nessuno”, senza condizionamenti dei politici e delle parti sociali , in particolare le associazioni  datoriali ?
 
Se l’obiettivo prioritario è quello proclamato dal Ministro Poletti: «andiamo a disturbare di meno l’azione dei nostri imprenditori» non c’è bisogno di fare molto, si tratta di smontare  il sistema di vigilanza delle ASL in alcune  regioni nelle quali continua nonostante tutto a funzionare e che ha dato spesso fastidio a qualche cooperativa disinvolta nella gestione della sicurezza nel lavoro…. 
 
Le azioni e le competenze delle DPL in materia di SSL sono residuali e inadeguate a costituire il nucleo della futura Agenzia…
 
3) Questa scelta di concentrare il comando unico della vigilanza e ispezione a livello nazionale, sottraendo al controllo sociale del territorio è allineata alle 
scelte europee della Commissione uscente di Barroso che con il Progetto Refit prevede una drastica riduzione dei vincoli alle imprese per quanto attiene alla gestione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e con il Progetto di privatizzazione commercializzazione delle funzioni del HSE britannico. (vedi articolo UNISON ) L’Agenzia dovrà produrre anche profitto ?  
Per le Regioni del Nord e dal Centro, nei fatti, la nascita dell’Agenzia nei termini più riduttivi per risorse e personale potrebbe rappresentare una regressione a livelli primitivi del funzionamento della PA in materia di SSL…
 
In buona sostanza la volontà del Governo di costruire l’Agenzia è palese e determinata. Proprio per questo motivo non si può lasciare nelle mani e nelle competenze di pochi alti burocrati del Ministero del Lavoro e di qualche altro Ministero la elaborazione del Progetto di Agenzia, delle sue modalità di funzionamento, del peso che dovranno avere le Regioni nella programmazione e negli indirizzi di funzionamento  della stessa.Quale spazio dovrà avere il controllo sociale sulle attività dell’agenzia? Quanto peso avranno i lavoratori, tramite le loro rappresentanze, Rls, Rlst, Rsu nel fare pervenire all’Agenzia le segnalazioni delle cose che non vanno nelle aziende ?

Non si può lasciare peraltro  al buontempone emiliano ministro Poletti che ha come mission per l’Agenzia il non disturbo dei “nostri impreditori” l’onere del Progetto di una macrostruttura che ha il compito di garantire ai cittadini italiani che vivono del proprio lavoro un lavoro regolare e sicuro….
 
L’apertura di un Forum nazionale con l’apporto di tutti coloro che operano come professionisti nel campo della Prevenzione per elaborare un Progetto di Agenzia che abbia autonomia dai poteri forti  e autorevolezza tecnico scientifica e sia controllabile dal territorio è in agenda, verifichiamo quanti sono disponibili a starci.
 
Gino Rubini, editor di diario prevenzione
 
 
 
 
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