SEMPLIFICAZIONI DEGLI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO, UN NUOVO “PORCELLUM”?


SEMPLIFICAZIONI DEGLI ADEMPIMENTI FORMALI IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO, UN NUOVO “PORCELLUM”?

Il primo quesito si pone sul titolo: andremo a verificare se corrisponda al vero che gli adempimenti “semplificati” o eliminati siano solo “formali”  (burocratici e inutili ) o se abbiano anche un contenuto sostanziale.
In altri termini con questa breve nota cercheremo , in base alla nostra esperienza e alle nostre conoscenze, di valutare gli effetti e le criticità di questa operazione che si vuole fare apparire senza costi per la Pubblica Amministrazioni e per le imprese.

Al contrario noi pensiamo che l’indebolimento di alcune procedure per la gestione della salute e della sicurezza rischiano di produrre in un tempo non lungo rilevanti costi economici e sociali  nel campo dell’assistenza sanitaria e sociali per il surplus di lavoratori che si ammaleranno…

Metodo di lavoro

Per ogni articolo del DdL semplificazioni per la specifica materia salute e sicureza distribuito ai Ministeri il giorno 11 giugno u.s. vi è una nostra nota di commento e di valutazione nostra ( il documento è scaricabile da questo indirizzo, clicca qui )


ART.6

Sotto l’apparente e legittima volontà di semplificare si introducono criteri che possono generare una gestione confusa della sorveglianza sanitaria e della formazione . Il criterio della durata delle 50 giornate lavorative non qualifica la rischiosità della esposizione. Facciamo alcuni esempi: vi sono microaziende o singoli che svolgono lavori molto rischiosi come entrare per riparazioni, pulizie e manutenzioni in reattori chimici con esposizioni molto intense.Questi lavori durano poco, a volte meno di 50 giorni anno,  ma sono molto rischiosi, che facciamo, lasciamo questi lavoratori scoperti ?
Vale la formazione svolta in precedenza, magari quando lavoravano, nella missione precedente, nella raccolta della frutta?

All’estensore della norma d’indirizzo vogliamo ricordare che molti dei lavoratori morti nella tragedia Mecnavi erano al “primo” giorno di lavoro e quel lavoro non sarebbe certamente durato 50 giornate…

Il lavoro “liquido” composto di tanti frammenti va tutelato con un provvedimento ad hoc che faccia sintesi della storia lavorativa del lavoratore ogni anno e le coperture della sorveglianza sanitaria e della formazione alla sicurezza vanno commisurate a proteggere questa tipologia di lavoratori presenti negli appalti di manutenzione, pulizie, in agricoltura, nella gestione e selezione rifiuti pericolosi, ecc

La scrittura del decreto nella attuale formulazione è inaccettabile perchè espone una massa di lavoratori precari ad una scopertura di fatto: nessuna azienda vorrà assumere l’onere della formazione e della sorveglianza sanitaria per loro….
In buona sostanza questi lavoratori saranno emarginati dal sistema di tutele: ” ma io pensavo che la formazione e la sorveglianza sanitaria l’avesse fatta il tuo datore di lavoro precedente….”


ART.7

Il problema della definizione del “basso rischio” cui applicare la semplificazione rispetto alla elaborazione del DUVRI è aperto a tutto campo. Come si definisce una situazione di più imprese che operano nello stesso spazio, cantiere, sito rispetto alla classificazione basso, medio , alto….

Prendiamo il caso dell’allestimento di una fiera, nello stesso sito operano decine di aziende che svolgono attività diverse, con diversi gradienti di rischio, dalla logistica , agli impianti elettrici , al montaggio degli stand, ecc.
Basta un preposto a tamponare eventuali errori di progettazione delle sequenze lavorative ? Nei fatti si dice che la gestione della sicurezza e l’individuazione delle sequenze dei diversi lavori per evitare le interferenze non viene più progettata e prevista ex ante con un cronogramma preciso e coordinato, ma viene lasciato ad un preposto che deve intervenire in tempo reale per impedire le interferenze….
Il solerte burocrate che ha compilato questo capolavoro, nella relazione ci rammenta che la semplificazione incide su di un costo di 390 milioni all’anno. Sono i Duvri che costano 390 milioni …?

Ma per favore!!  il DUVRI è solo l’espressione scritta della progettazione del lavoro in sicurezza che deve fare parte integrante del progetto attuativo dell’opera. Con  questi riferimenti il legislatore ci conferma che si vuole risparmiare sulla progettazione dei lavori di cantiere, sulle loro sequenze, affidando ad un semplice preposto un ruolo tampone rispetto a quella progettazione preventiva  della sicurezza che doveva  essere svolta nella fase progettuale dell’opera.
Purtroppo vi sono stato tecnici disonesti che hanno venduto alle imprese dei pseudo duvri che non avevano nessuna correlazione con il progetto dell’opera, ma questo è un altro problema che si risolve coi carabinieri…

Quanto costerà oltre i 390 milioni per il maggior numero d’incidenti  l’abbandono, di fatto,  della progettazione preventiva della sicurezza ?

ART.8

Facciamo rilevare che i piccoli cantieri e di breve durata non gestiti non sono meno pericolosi dei grandi cantieri gestiti


ART.9

Nei fatti, con la modifica del 1124,abrogazione dell’art.54,  si afferma che le ASL e le altre autorità preposte (Asl,  magistratura e i carabinieri )  non faranno più l’indagine immediata  a fronte di un incidente grave e mortale sulle eventuali  cause e sulle responsabilità che hanno determinato lo stesso incidente . Per essere informati dovranno accedere al  database dell’Inail . La magistratura sarà informata dall’Inail ? E gli ispettori senza benzina avranno un buon motivo per non fare l’indagine infortuni ?
Perchè gli UPG delle ASL non vengono menzionati ? Sono loro che svolgono con competenza queste funzioni .

Nei fatti con questo articolo si decide che le indagini sulle responsabilità dei datori di lavoro si faranno se  ci sono i soldi in cassa per farle. Per uno stato di diritto questo è un delirio ed una offesa alla dignità dei lavoratori che muoiono sul lavoro e per le loro famiglie. I lavoratori sopravissuti o i famigliari dei deceduti potranno richiedere che la DPL faccia l’indagine sulle cause che hanno generato l’incidente. La DPL ha quattro giorni per rispondere, salvo che abbia i funzionari per fare l’indagine…
In ogni caso in questo articolato si ignora la funzione vigilante della magistratura rispetto alla individuazione di eventuali reati.
Questo articolo viola verosimilmente molte norme del codice penale. Con questi criteri, la non tempestività dell’indagine nel caso d’incidenti gravi e mortali da modo ai responsabili di alterare le dinamiche e i luoghi ove si sono svolti gli eventi, nei fatti si opera per eliminare una ricerca oggettiva delle eventuali responsabilità del datore di lavoro  rispetto all’evento accaduto.

ART. DAL 10 AL 14

Alcune proposte sono ragionevoli e si può svolgere un confronto serrato per migliorare i testi e vigilare sui decreti attuativi


ART.15

Consultazioni dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Questo articolo disvela, per la furberia maldestra da bar sport, che nella scrittura del testo vi è stato un intervento forte di una “certa” Associazione datoriale.

All’art.18, comma 1 , lettera S, del decreto 9 aprile 2008 n.81 e successive modificazioni, dopo le parole “consultare” sono aggiunte “anche in via telematica”

Dove sta la furberia ? Sta nel fatto che i proponenti hanno in mente di trasformare “anche” in “solo e sempre”. Ridurre la consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ad un atto burocratico inutile.

Mentre le strategie d’impresa più avvedute utilizzano moltissimo il ruolo del RLS per comunicare coi lavoratori, per comprendere, a volte,  comportamenti e situazioni critiche che possono pregiudicare la gestione della sicurezza, il normatore sceglie di accogliere la versione aziendale più ottusa delle relazioni con il RLS.
Trasformare la consultazione preventiva sulla valutazione del rischio, sulla scelta del MC, come questioni da trattare con una mail vuol dire essere lontani mille miglia da una visione concreta e di prospettiva del ruolo della partecipazione dei lavoratori nella gestione della sicurezza.

Peraltro l’Italia, se dovesse passare questa logica di semplificazione, verosimilmente,  andrebbe in procedura d’infrazione per quanto attiene la sostanza dell’art.11 della Direttiva 391.89 ( partecipazione bilanciata tramite il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ).
La realtà in molte aziende anche PMI  è molto più avanti delle posizioni retrive dei funzionari delle associazioni datoriali e dei ministri che li ascoltano.


Prime e parziali conclusioni

Le semplificazioni sono operazioni serie e vanno fatte con persone competenti che salvaguardino il merito, la sostanza e gli obiettivi della norma che s’intende semplificare. In questo caso una sequenza di Ministri per caso hanno posto mano alla materia affidandosi ai rappresentanti delle associazioni impreditoriali per la scrittura dei loro desiderata negli obiettivi di semplificazione.
Questa è la ragione di questo nuovo “porcellum” riferito alla semplificazione in materia di norme per la tutela della salute dei lavoratori.

Continueremo la lettura integrale del provvedimento perchè è possibile che vi siano molte altre trappole disseminate contro i diritti dei cittadini, in nome della semplificazione.

Gino Rubini, editor di diario prevenzione

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