newsletter diario prevenzione :: 9 maggio 2013 ::: vol.n° 70 :::


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9 maggio  2013   vol.n°  70

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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GENOVA: UNA TRAGEDIA CHE SI POTEVA PREVENIRE ?


La tragedia è  avvenuta nel Porto di Genova ove una nave in manovra, fuori controllo, ha urtato la base della torre di controllo abbattendola e procurando la morte dei controllori e dei piloti che si trovavano all’interno della stessa.

 Il dolore e il cordoglio per le vittime di questa tragedia non impedisce tuttavia a chi si occupa di sicurezza e prevenzione degli incidenti di formulare, in attesa dei risultati dell’indagine giudiziaria, alcuni quesiti.

Le cause e concause  di questa tragedia verosimilmente sono molteplici e solo un’indagine accurata potrà costruire il profilo degli eventi e dei fattori che hanno determinato questa tragedia.

Le manovre di navi sempre più grandi mettono in crisi le strutture logistiche e il layout di molti porti. La logica neoliberista tesa a ridurre i costi ha comportato la riduzione delle manutenzioni in molte situazioni, anche il trasporto marittimo è sottoposto a queste logiche ispirate al massimo ribasso anche rispetto alla gestione della sicurezza.

Una indagine  sui determinanti di questa tragedia verosimilmente va ben oltre la logica dell’indagine giudiziaria tesa a ricercare le responsabilità individuali riferite alla fase terminale dell’evento, al momento in cui il comandante e il pilota hanno perso il controllo della porta container.

E’ l’indagine di sistema che prende in considerazione le trasformazioni che sono avvenute nel mondo dei trasporti marittimi che può individuare i fondamentali che hanno “costruito” le premesse perchè la tragedia avvenisse.

Sono aumnentate le dimensioni delle navi, si sono compressi i tempi per le manovre. Sarà compito dei magistrati individuare quanto le logiche del massimo ribasso su tutti i costi hanno favorito questo evento tragico.

Sono note  peraltro le richieste degli armatori alla Commissione europea di “liberalizzare” le manovre in porto che, se fossero accolte le loro richieste , potrebbero essere effettuate dal personale di bordo della nave senza l’ausilio di piloti del porto.

Vi è poi un aspetto che pare essere trascurato nei resoconti dei giornali e dei media: la sicurezza passiva del layout del porto.

L’allocazione della torre di controllo in prossimità delle aree di manovra delle navi era stata valutata come sicura ?
I progettisti che hanno individuato il sito ove costruire la torre di controllo avevano svolto preventivamente una valutazione corretta dei rischi rispetto alla possibilità che una nave cargo fuori controllo  con la forza d’urto della grande massa in movimento colpisse la base d’appoggio della torre abbattendola ?

Questo evento tragico poteva essere prevenuto nella fase progettuale della scelta del sito ove è stata costruita la torre ?

Questo evento tragico è avvenuto in un porto in cui ogni anno arrivano e partono oltre 6000 navi ogni anno. A maggior ragione i progettisti del layout, a fronte dei grandi flussi di traffico di questo porto, avrebbero potuto simulare anche un caso di perdita di controllo di una grande nave e prevedere il rischio cui era esposta la torre di controllo e altre strutture di servizio del porto ?

Questi sono i quesiti che, lontani dal luogo dell’evento tragico, ci sentiamo di proporre. Il Porto, con questa tragedia, ha mostrato che vi sono delle gravi vulnerabilità:  appare molto superficiale l’attenzione dei media rivolta solo alle responsabilità del comandante e del pilota. Questo è un aspetto importante che i magistrati chiariranno con le loro indagini, resta tuttavia il quesito riguardante la responsabilità di coloro che hanno deciso il luogo ove è stata costruita la torre, un luogo vulnerabile e senza protezioni rispetto ad un evento drammatico come la perdita del controllo della nave porta container.

Per davvero inopportuna e fuori luogo   appare, a nostro parere,  quindi la dichiarazione del Presidente dell’Area Portuale così come riportata dalle Agenzie di stampa: ” Il porto di Genova e’ sicuro e la tragedia della nave portacontainer Jolly Nero e’ avvenuta in condizioni di sicurezza obiettivamente ottimali.” Lo ha dichiarato il presidente dell’Autorita’ portuale genovese Luigi Merlo.
Sarebbe bene invece che il Presidente si ponesse in una posizione di dubbio e facesse intraprendere ai suoi tecnici  una “ri-valutazione” dei rischi presenti nel layout  dell’area  portuale che presiede.

editor


11.29 09/05/2013


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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO


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La torre della morte
 
di Santo Della Volpe

Ora,per favore, non si parli di fatalità’ e non si cerchi di far cadere sotto una marea di parole inutili la tragedia di Genova, sperando che passi nelle pagine interne dei giornali in pochi giorni,prima di sparire nelle pagine locali della Liguria. Perché troppe sono le domande senza risposta, da chi in mare ci vive e da chi ha visto per anni quella bella torre del porto, lavorandoci e vivendoci 24 ore al giorno. Ora che è crollata come un castello di carta,ora che ha travolto e ucciso 9 persone,lavoratori del mare, quella torre nel cuore del porto di Genova ha un aspetto sinistro: un inutile ammasso di macerie. Eppure era l’orgoglio di Genova, uno dei tanti, perché questa città’ sul mare si raggomitola intorno a quel porto ed a chi ci lavora. Talmente vicino al mare da volere e trovare bellissima quella torre a picco sull’acqua: così vicina, troppo vicina al mare.

segue su fonte

http://www.articolo21.org/2013/05/la-torre-della-morte/


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Per l’incidente al porto di Genova indagati il comandante e il pilota della “Jolly Nero”



Il reato ipotizzato dalla procura, che ha acquisito la scatola nera della portacontainer, è omicidio colposo plurimo. All’origine del disastro, secondo quanto riferito alla Camera dal ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, possibili avarie o un errore nella manovra effettuata dalla nave, che era assistita da due rimorchiatori

ROMA – “Non si è ancora in grado di definire le cause del disastro. Non si possono però escludere allo stato diverse ragioni del sinistro: possibili avarie di propulsione della nave, eventuali problemi ai cavi di trazione dei rimorchiatori, eventuali difetti di accosto, velocità della manovra effettuata”. Lo ha spiegato oggi pomeriggio il ministro delle Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, riferendo alla Camera sul grave incidente avvenuto ieri sera nel porto di Genova.


http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3829&Itemid=53


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LE NOTIZIE DALL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE LAVORO


 N. 34 del 07/05/2013

7 Interpelli: Requisiti Coordinatori – Obblighi di PSC Rischi Stress e Stuntmen – Idoneità lav. autonomi – Visite stagisti minorenni – Servizi igienico assistenziali

News: Malattie professionali e Sostanze pericolose

Cassazione: Sentenza su Responsabilità di RSPP e Direttore Manutenzione, commento di Anna Guardavilla
 

>>>NEWS
Interpello:  Idoneità tecnico professionale lavoratori autonomi

Interpelli:  Valutazione Stress e Stuntmen

Interpelli:  Requisiti del Coordinatore e obbligo di PSC in casi di emergenza

Interpelli:  Visite stagisti minorenni e servizi igienico assistenziali

EU-OSHA: Malattie professionali: studi sulla prevenzione

EU-OSHA: Sostanze pericolose: migliorare la protezione dei lavoratori contro le esposizioni

Cassazione: Responsabilità D.Lgs. 231 dell’Ente e confisca denaro per evasione fiscale commessa dall’Amministratore

Fisco: Circolare omnibus n. 12/E dell’Agenzia delle Entrate.

Slow Fish  Si terrà a Genova, dal 9 al 12 maggio 2013

UNESCO-IUCN: In pericolo barriera corallina Australia

Mercedes:  Pubblicità unfair. Una vittoria dell’Associazione genitori antismog

>>>Vai all’elenco completo delle NEWS

http://www.amblav.it/vedi_newsletter.aspx?IDNewsletter={5ADDF798-C992-4EA8-9F90-877E4EC8E9EC}


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VIDEO : FALL PROTECTION CAN SAVE YOUR LIFE



http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3825&Itemid=2


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08/05/13 – LES VICTIMES VEULENT QUE L’AMIANTE CHRYSOTILE SOIT INSCRIT SUR LA LISTE DES PRODUITS DANGEREUX

Alors que s’ouvre à Genève la sixième conférence de la Convention de Rotterdam, l’Association nationale de défense des victimes de l’amiante (Andeva), l’Association italienne des victimes de l’amiante (Afeva) et Rotterdam Convention Alliance (Roca) appellent à manifester le 7 mai sur la place des Nations à Genève. Des délégations de victimes de l’amiante de divers pays ainsi que des associations locales et des syndicalistes de plusieurs régions de France sont attendus (Nord–Pas-de-Calais, Ile-de-France, Rhône- Alpes, Aquitaine, Lorraine …).

Pour les associations de victimes de l’amiante, l’enjeu est de taille. Il s’agit, après plusieurs échecs, de faire inscrire l’amiante chrysotile sur la liste des produits dangereux, lors de la conférence de la Convention de Rotterdam.

Placée sous l’égide des Nations unies, elle vise en effet à contrôler le commerce international des produits dangereux, non pas en les interdisant, mais en instaurant simplement l’obligation pour l’exportateur d’informer le pays acheteur des dangers de ces produits et d’obtenir son « consentement éclairé » au préalable.« La liste de ces produits comprend certains pesticides et toutes les variétés d’amiante, toutes… sauf l’amiante chrysotile qui représente 100 % du commerce mondial de l’amiante aujourd’hui et 95 % de l’amiante commercialisé depuis un siècle dans le monde ! », souligne l’Andeva. La faute au Canada, ex-grand exportateur d’amiante, qui par quatre fois depuis 2004 a bloqué les négociations, alors que l’inscription d’un produit sur la liste des produits dangereux requiert l’unanimité des participants.

Concrètement, cela signifie qu’il continue d’être commercialisé dans les pays qui ne disposent pas de législation particulière ou de moyens de contrôle efficaces. Ce sont pour l’essentiel des pays émergents.
Hier le Canada, aujourd’hui la Russie contre l’inscription de l’amiante chrysotile

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3824&Itemid=2


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27 maggio 2013 a Bologna

42° Seminario del Programma Interdisciplinare di Ricerca

Organization and Well-being


in collaborazione con
Dipartimento di Scienze Aziendali, Inchiesta, CGIL Emilia Romagna

Contro le “danze immobili” sulla prevenzione nei luoghi di lavoro


con
Francesco M. Barbini, Vittorio Capecchi, Andrea Caselli, Franco Focareta,
Michela Marchiori, Paolo Pascucci, Gino Rubini, Giovanni Rulli

PROGRAMMA LAVORI

http://www.diario-prevenzione.it/interim/42-SEM%20O&W.pdf


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X Rapporto Osservasalute 2012: tagli a sanità mettono a rischio sistema



(regioni.it) I tagli continui e a pioggia che ha subito il Servizio sanitario nazionale rischiano di mettere ”in pericolo” il sistema. Inoltre negli ultimi quattro anni aumentano ”del 20-30%” i suicidi dovuti a motivazioni economiche, mentre ”restano piccoli i numeri totali dei suicidi in Paesi come il nostro”. Lo ha sostenuto Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, presentando il rapporto Osservasalute 2012.
Ricciardi fa anche un appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per un’intesa tra Stato e Regioni per scongiurare il rischio che non regga il sistema sanitario nazionale.
Ricciardi ha sostenuto che “la contrapposizione che ci e’ stata negli ultimi anni tra Stato e Regioni porta a una chiusura del Servizio sanitario nazionale come e’ accaduto, per motivi diversi, in Portogallo, Grecia e in Spagna. Corriamo un serio rischio di insostenibilità”.
I tagli alla sanità si collegano anche all’ulteriore stretta imposta con la spending review, ”non giustificata” da una ”presunta dispendiosita’ del sistema”, visto che la spesa e’ cresciuta nel 2011 solo dello 0,1%, mantenendo l’Italia al di sotto della media Ue, ”potrebbe generare un impatto negativo di medio periodo sulle condizioni di salute della popolazione, con gravi conseguenze negative anche sul piano economico” se il contenimento dei costi viene perseguito riducendo i servizi.
Nel quadro che emerge dal Rapporto Osservasalute 2012 alla sua decima edizione si riflette quindi soprattutto sugli ”ulteriori sacrifici richiesti alla sanità pubblica”.

segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3822&Itemid=2


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17/04/13 – UN PROCESSO ALLA SIGARETTA ELETTRONICA: CHE DECISIONI PRENDERE SULLA BASE DELLE EVIDENZE DISPONIBILI?


Obiettivo generale

L’evento proposto intende:

    strutturare un percorso formativo che analizzi le tesi scientifiche e gli interessi in gioco;
    realizzare un contradditorio che, a partire dalle evidenze disponibili, veda un confronto tra “accusa” e “difesa” fino ad un giudizio conclusivo che possa indirizzare le decisioni degli operatori clinici e di sanità pubblica.

La finalità del processo non è arrivare ad un verdetto di assoluzione o condanna della sigaretta elettronica e dei suoi promotori/consumatori, bensì quella di raggiungere un consenso sul tema affrontato.

Obiettivi specifici

    valutare l’efficacia della sigaretta elettronica nel promuovere la cessazione a lungo termine;
    valutare l’efficacia nella riduzione nel numero di sigarette fumate e verificare potenziali effetti dannosi;
    produrre informazioni utili per indirizzare le decisioni degli operatori clinici e di sanità pubblica.

Destinatari

25 operatori dei Dipartimenti di Prevenzione e Patologie delle Dipendenze delle ASL del Piemonte.

segue su DORS.IT


http://www.dors.it/pag.php?idcm=4938


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IL  DECRETO SEMPLIFICAZIONI  ADEMPIMENTI INFORMAZIONE FORMAZIONE E SORVEGLIANZA SANITARIA IN AGRICOLTURA


il decreto del Ministro del Lavoro preso di concerto con il Ministro della Salute e con quello delle Politiche Agricole in materia di semplificazione degli adempimenti relativi all’informazione, formazione e sorveglianza saniaria, relativamente alle imprese medie e piccole operanti nel settore agricolo.

IL TESTO

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/DM%20SEMPLIFICAZIONI%20IN%20GU%2012%20APRILE%202013%20N%2086.pdf


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LA COMMISSIONE EUROPEA PRENDE TEMPO SULLA ELABORAZIONE DEL DOCUMENTO PER UNA STRATEGIA EUROPEA SALUTE SICUREZZA LAVORO 2013 2020


Pubblichiamo la lettera che la Segreteria della Confederazione dei Sindacati europei ha inviato al Presidente della Commissione Europea Barroso. Nella lettera si richiede che la Commissione Europea di redigere il testo definitivo del documento per una strategia salute sicurezza 2013 – 2020.
Non vi sono ragioni per questi ritardi: in seno al Comitato consultivo di Lussemburgo sulla salute e la sicurezza, le parti sociali e governi avevano già condiviso le linee fondamentali per una strategie europea salute e sicurezza e avevano chiesto alla Commissione di redigere il testo definitivo. Nel dicembre 2011, il Parlamento europeo aveva  chiesto la elaborazione di una nuova strategia europea. Le parti coinvolte hanno già espresso un parere secondo le procedure democratiche.
La proposta  da parte del Commissario Andor di lanciare una ulteriore consultazione via internet rivolta a generici cittadini europei appare come un escamotage per prendere tempo. Nel 2013, verosimilmente,  non ci sarà la versione finale del documento per una strategia europea salute e sicurezza sul lavoro, secondo i Commissari i lavoratori possono aspettare ….

IL TESTO DELLA LETTERA


http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/Barosso%20H&S%20strategy.pdf


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LA NEWSLETTER NUMERO 2  DEL CONSORZIO ELETTRA 2000


Numero 2 – Marzo 2013

 

Elenco articoli presentati

    Esposizione professionale ai campi magnetici statici: prospettive e problemi aperti

    Utilizzo di campi elettromagnetici pulsati nella riparazione della cartilagine articolare: il ruolo dell’ingegneria tissutale

    Esposizione di adolescenti a campi a radiofrequenza emessi da telefono cellulare: nessun aumento di sensibilità nell’attività cerebrale

    La percezione del rischio campi elettromagnetici: una problematica ancora attuale
 
Elettra 2000 affiliata ANFOS per la formazione in ambito di Sicurezza sul Lavoro

fonte http://www.elettra2000.it/it/servizi/185-elettra-informa/245-elettra-anfos.html


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Sensibilità Chimica Multipla (MCS) “Una vita che non è più vita”



Una vita che non è più vita. Per una malattia che la Regione Umbria non riconosce come tale, ma che rende impossibile non solo uscire di casa, anche starci dentro. E’ un vero inferno quello che sta vivendo Patrizia Mirti di Nocera Umbra, affetta da una malattia geneticamente rara, la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), una patologia che per alcuni esperti diventerà tra le più gravi del mondo negli anni a venire. Si tratta di una sindrome acquisita immunotossica, infiammatoria, multisistemica che colpisce vari organi e apparati. In pratica, il corpo si intossica quando entra a contatto con metalli pesanti, particolati fini e sostanze chimiche, tutte cose che si trovano in qualsiasi oggetto di uso quotidiano. E’ proprio la signora Patrizia a raccontare il suo calvario che va avanti da due anni, da quando ha iniziato a sentirsi male senza una ragione apparente che i medici associavano a problemi nervosi. Niente di più di un esaurimento, dicevano, mentre Patrizia non riusciva più a muoversi. “Svenivo, perdevo la voce, avevo attacchi d’asma e choc anafilattici, perdevo le forze. Mi capitava ogni volta che respiravo un profumo – racconta da dietro la sua maschera per evitare di entrare in contatto con odori di tipo chimico come quello di una crema o di un sapone – ma ai test allergici non emergeva niente, così mi dicevano di mettermi a dieta e riconducevano tutto a un esaurimento. Ma io sapevo di avere qualcosa di fisico, perchè il mio corpo si stava svuotando e certi giorni non riuscivo ad alzarmi dal letto”.
Così la signora Patrizia non si arrende e cerca su internet una risposta al suo stato di salute. “Digitando i miei sintomi ho scoperto questa malattia, la MCS, e ho contattato il dottor Genovesi all’Ospedale Umberto I di Roma”. Dopo la prima visita con l’esperto di Medicina sperimentale, fisiopatologia medica ed endocrinologia arrivano le analisi effettuate in laboratori inglesi e americani, perchè in Italia non c’è la strumentazione. “Le risposte hanno confermato la natura genetica della mia malattia così ho iniziato la terapia”. Una vera e propria cura non c’è.


http://nientebarriere.blogspot.it/2013/05/sensibilita-chimica-multipla-mcs-una.html?spref=tw


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08/05/13 – LES VICTIMES VEULENT QUE L’AMIANTE CHRYSOTILE SOIT INSCRIT SUR LA LISTE DES PRODUITS DANGEREUX


Alors que s’ouvre à Genève la sixième conférence de la Convention de Rotterdam, l’Association nationale de défense des victimes de l’amiante (Andeva), l’Association italienne des victimes de l’amiante (Afeva) et Rotterdam Convention Alliance (Roca) appellent à manifester le 7 mai sur la place des Nations à Genève. Des délégations de victimes de l’amiante de divers pays ainsi que des associations locales et des syndicalistes de plusieurs régions de France sont attendus (Nord–Pas-de-Calais, Ile-de-France, Rhône- Alpes, Aquitaine, Lorraine …).

Pour les associations de victimes de l’amiante, l’enjeu est de taille. Il s’agit, après plusieurs échecs, de faire inscrire l’amiante chrysotile sur la liste des produits dangereux, lors de la conférence de la Convention de Rotterdam.

Placée sous l’égide des Nations unies, elle vise en effet à contrôler le commerce international des produits dangereux, non pas en les interdisant, mais en instaurant simplement l’obligation pour l’exportateur d’informer le pays acheteur des dangers de ces produits et d’obtenir son « consentement éclairé » au préalable.« La liste de ces produits comprend certains pesticides et toutes les variétés d’amiante, toutes… sauf l’amiante chrysotile qui représente 100 % du commerce mondial de l’amiante aujourd’hui et 95 % de l’amiante commercialisé depuis un siècle dans le monde ! », souligne l’Andeva. La faute au Canada, ex-grand exportateur d’amiante, qui par quatre fois depuis 2004 a bloqué les négociations, alors que l’inscription d’un produit sur la liste des produits dangereux requiert l’unanimité des participants.

Concrètement, cela signifie qu’il continue d’être commercialisé dans les pays qui ne disposent pas de législation particulière ou de moyens de contrôle efficaces. Ce sont pour l’essentiel des pays émergents.
Hier le Canada, aujourd’hui la Russie contre l’inscription de l’amiante chrysotile

Mais aujourd’hui la situation a changé : le Canada, qui ne produit plus et n’exporte plus d’amiante, n’a plus d’intérêt commercial et a fait savoir qu’il ne s’opposerait plus à l’inscription. Toutefois tout laisse à penser que la Russie, premier producteur et exportateur mondial d’amiante, qui vient d’adhérer à la Convention de Rotterdam, fera obstacle à l’inscription de l’amiante chrysotile, avec l’appui du Zimbabwe qui souhaiterait rouvrir ses mines d’amiante.

« Alors que les plus hautes autorités scientifiques du monde entier s’accordent pour reconnaître que l’amiante sous toutes ses formes – y compris l’amiante chrysotile – provoque des maladies mortelles, l’industrie de l’amiante et les Etats qui la soutiennent s’obstinent à nier l’évidence et continuent de le répandre à travers le monde, particulièrement dans les pays émergents, souligne l’Andeva. […] Le respect de la vie humaine impose a minima l’information sur les dangers mortels d’un produit comme l’amiante chrysotile. S’opposer pour des raisons de business à son inscription sur la liste des produits dangereux serait une décision gravissime, ressentie comme une intolérable et incompréhensible marque de mépris pour la vie et la santé des peuples ».

Les associations présentes à Genève porteront aux participants à cette conférence un message de Romana Blasotti Pavesi, la présidente de l’Association des victimes de l’amiante italiennes, qui a perdu cinq membres de sa famille, tués par l’amiante.

Elle y rappelle qu’en février 2012,« un tribunal italien a condamné deux dirigeants d’Eternit à seize ans de prison pour leur comportement criminel ; ils ont été reconnus responsables d’avoir dissimulé les dangers de l’amiante, provoquant ainsi une catastrophe humaine et environnementale. Pourtant, aujourd’hui, l’industrie de l’amiante exporte le matériau vers les pays en développement et à revenu intermédiaire, tout en continuant à nier ses dangers. […] Nous, qui avons été témoins directs des terribles souffrances et des décès causés par l’amiante, nous lançons un appel urgent à tous les participants à la Convention pour qu’ils soutiennent l’inscription de l’amiante chrysotile sur la liste des substances dangereuses de la Convention ».
Les associations de victimes reçoivent un soutien international

Cet appel a reçu le soutien d’une trentaine d’associations de nombreux pays : France, Belgique, Espagne, Allemagne, Royaume-Uni, Etats-Unis, Brésil, Pérou, Canada, Corée, Inde, Japon, Hong Kong, Afrique du Sud, Australie…

L’Andeva, l’Afeva, Roca, les associations organisatrices de ce rassemblement, ont écrit à Magdalena Balicka, la présidente de cette sixième Conférence, pour lui demander de recevoir une délégation internationale qui portera la voix des victimes du monde entier.

fonte viva.fr
http://www.viva.presse.fr/les-victimes-veulent-que-amiante-chrysotile-soit-inscrit-sur-la-liste-des-produits-dangereux-167463


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APPUNTI PER UN PROGRAMMA D’INIZIATIVA SINDACALE SU SALUTE E SICUREZZA NEL LAVORO.


Autore : Gino Rubini

Questi appunti intendono essere un brogliaccio di lavoro ed un supporto per elaborare un programma d’iniziativa sindacale su salute e sicurezza.

L’articolo


http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/note_appunti_04_13.docx


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VIDEO DELL’INTERVENTO DI BERNARDETTE SEGOL ALLA CONFERENZA ETUI SU STRATEGIE PER SALUTE E SICUREZZA LAVORO



ETUC General Secretary Bernadette Ségol – ETUI Conference 27 March 2013

L’intervento della Segretaria generale  della Confederazione dei Sindacati Europei alla COnferenza Etui sul tema “Trade unions and civil society for a strong and ambitious EU strategy for health and safety at work 2013-2020.”
E’ molto interessante la presa di posizione critica di Bernrdette Ségol verso la Commissione Europea che vuole sostituire la consultazione delle parti sociali con la electronic consultation erga omnes. Bernadette Ségol critica la linea neo-populista della Commissione che si avvale della pseudodemocrazia della rete per evitare le udienze conoscitive con i sindacati dei lavoratori



http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3812&Itemid=2


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Commento “Un viaggio “dentro” l’automobile. Ergonomia e organizzazione del lavoro nel settore automotive in Europa”


Il rapporto “Un viaggio “dentro” l’automobile. Ergonomia e organizzazione del lavoro nel settore automotive in Europa”che qui pubblichiamo è una sintesi della ricerca di Francesco Tuccino, frutto di osservazioni diretta delle condizioni di lavoro nelle linee di produzione di automobili, di interviste e focus group con tecnici, lavoratori e delegati sindacali (120 ore di registrazioni) in 10 fabbriche d’auto in Spagna, Francia, Germania, Italia, Romania, Polonia e Slovacchia, promossa dalla FEM (Federazione europea dei metalmeccanici), su fondi della Comunità Europea…Continua a leggere scaricando i documenti allegati all’articolo.
Attachments:
Download this file (Introduzione-una-ricerca-per-agire.pdf)Introduzione-una-ricerca-per-agire.pdf    413 Kb
Download this file (un-viaggio-dentro-l’automobile-francesco-tuccino.pdf)un-viaggio-dentro-l’automobile-francesco-tuccino.pdf    310 Kb


fonte

http://www.snop.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:commento-un-viaggio-dentro-lautomobile-ergonomia-e-organizzazione-del-lavoro-nel-settore-automotive-in-europa&catid=39:notizie-prevenzione-e-lavoro

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Sulla responsabilità del preposto di fatto per un infortunio del lavoratore


Dirigere gli operai e impartire istruzioni sulle lavorazioni da eseguire individua una condotta che può essere correttamente collocata nel ruolo del preposto, con l’assunzione di una posizione di garanzia per la sicurezza dei lavoratori. Di G.Porreca.


http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/rubriche-C-98/sentenze-commentate-C-103/sulla-responsabilita-del-preposto-di-fatto-per-un-infortunio-del-lavoratore-AR-12811/

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NOTA PER I LETTORI E UTENTI DELLA NEWSLETTER


Gentili lettori e  lettrici, la newsletter ha ripreso le sue pubblicazioni regolari dopo una pausa di editor per viaggi per la cooperazione in latino america. Editor Vi invita  ad iscrivervi allo spazio twitter di diario prevenzione che gradualmente sostituirà la newsletter.
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end file

15.19 09/05/2013
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Cordiali saluti a tutt.*, grazie per l’attenzione

Gino Rubini, editor di www.diarioprevenzione.it
 

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per non sprecare risorse energetiche ed ambientali . grazie

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