newsletter diario prevenzione 10 aprile 2013 vol.n° 69


newsletter diario prevenzione

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10 aprile 2013   vol.n°  69

notizie, documenti e link sui temi del governo dell’ambiente, della salute
e della sicurezza nel lavoro
e sulla responsabilità sociale d’impresa

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FLUSSI DI NOTIZIE SU SALUTE E SICUREZZA NEL LAVORO

In queste settimane abbiamo cercato di capire quanto abbia inciso la crisi nelle attività di prevenzione in particolare per quanto riguarda i temi della salute e della sicurezza nel lavoro.

E’ovvio che con la chiusura di migliaia di piccole imprese il volume delle attività di prevenzione sia fisiologicamente diminuito. Nella scala delle priorità la tematica salute e sicurezza nel lavoro pare essere scivolata in basso, la fame di lavoro e di occupazione è ora la priorità in assoluto più presente nelle conversazioni, nei pensieri di una moltitudine di persone, ragazzi e ragazze, persone di tutte le età che stanno vivendo le ansie e le insicurezze di quest’epoca.

Questi stati d’animo coinvolgono sia le persone che non hanno un’occupazione sia coloro che per il momento ce l’hanno ma temono di perderlo.

Il bisogno immediato di avere un lavoro, di essere occupati, di realizzare un salario prevale sul desiderio di potere lavorare in qualità, di essere impegnati in un lavoro regolare, sicuro e di qualità. Questa condizione riguarda una moltitudine di persone impegnate nella frenetica ricerca di frammenti di lavoro quale che ne sia la qualità.

Il monitoraggio che facciamo, con motori di ricerca programmati con parole chiave mirate alla salute e sicurezza sul lavoro, ogni settimana, sui flussi di notizie che circolano in rete,  ci conferma che  da alcuni mesi è in atto  un drastico calo delle iniziative, delle pubblicazioni in materia di prevenzione, salute e sicurezza sul lavoro.

I tagli lineari e trasversali nella pubblica amministrazione  hanno ridotto le iniziative promosse dalle istituzioni pubbliche sui temi più generali del lavoro e sulla qualità del lavoro, solo in alcuni casi si registra una maggiore selezione delle iniziative, questo avrebbe potuto essere un fatto positivo se si fossero mantenuti fondi di ricerca decenti.

Ciò che appare più grave, in questa fase, è  proprio la drastica diminuzione dei rapporti di ricerca in materia di condizioni di lavoro, di innovazioni per rendere il lavoro più sicuro, la scomparsa di rapporti su esperienze di soluzioni di problemi riguardanti il benessere organizzativo.

In poche parole non si studia quasi più il lavoro, non si ricercano più le modalità per rendere il lavoro meno gravoso e più produttivo e più sicuro.

Non siamo nostalgici del vecchio ISPESL, però dobbiamo dire che il Rapporto annuale delle ricerche di qualche anno fa dell’ISPESL era una miniera d’oro rispetto al vuoto spinto, al silenzio,  della funzione di ricerca “affogata” all’interno di INAIL ….

Come insegnava un autorevole maestro,il Prof.Antonio Grieco:  senza ricerca non c’è innovazione, non c’è sviluppo, non si risolvono i problemi per realizzare  un lavoro regolare e sicuro che produca autostima e ricchezza  per le imprese e per i lavoratori …

E’ da questa condizione di stallo che bisogna uscire rapidamente. In altri paesi europei, come la Francia, nonostante la crisi, le università e le istituzioni come INRS continuano, sia pure tra molte difficoltà, a promuovere ricerche sul lavoro e sulle modalità organizzative per migliorare qualità e condizioni di vita… (1)

Occorre uscire da questa fredda primavera, ove prevalgono l’indecisione e un populismo infantile e inconcludente,  con la proposta  un progetto di rivitalizzazione delle forze produttive, con un rafforzamento delle potenzialità di conoscenza e creative di questo paese che ancora esistono:  si può fare.

editor

(1) Francia- INRS – Come integrare la valutazione dei rischi psicosociali nel documento unico.
L’esperienza francese nella gestione dei rischi psicosociali. vedi notizia completa più avanti

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NOTIZIE AMBIENTE SALUTE
SICUREZZA LAVORO

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Francia- INRS – Come integrare la valutazione dei rischi psicosociali nel documento unico.
L’esperienza francese nella gestione dei rischi psicosociali.

Comment intégrer les RPS au document unique ?

Pubblicato: aprile , 2013, 12:00am CEST

Chaque entreprise a l’obligation de rédiger un document unique (DU) afin de formaliser l’évaluation de l’ensemble des risques professionnels. Elle doit également préciser un plan d’actions et les moyens à mettre en œuvre. L’évaluation des risques psychosociaux (RPS) peut parfois s’avérer complexe. L’INRS publie deux nouvelles brochures pour aider les entreprises à intégrer ces risques dans leur DU. La première, intitulée « Risques psychosociaux et document unique : vos questions, nos réponses », propose de répondre aux interrogations les plus courantes sur le sujet. La seconde, « Évaluer les facteurs de risques psychosociaux : l’outil RPS-DU », est un guide méthodologique qui permet à l’entreprise de repérer les RPS et de les évaluer.
En savoir plus
Risques psychosociaux et document unique : vos questions, nos réponses
Évaluer les facteurs de risques psychosociaux : l’outil RPS-DU

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3806&Itemid=2

http://www.inrs.fr/accueil/footer/presse/cp-RPS-document-unique.html

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09/04/13 – AMIANTO, UNA STRATEGIA NAZIONALE PER FRONTEGGIARE L’EMERGENZA

Presentato nella città-simbolo di Casale Monferrato il piano elaborato dai ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro per la lotta alla fibra killer, che a più di vent’anni dalla messa al bando continua a rappresentare una grave minaccia. Balduzzi: “Risposta operativa a una vicenda sulla quale era sceso l’oblio”

CASALE MONFERRATO – A più di vent’anni dalla messa al bando dell’amianto, in Italia sono ancora presenti diversi milioni di tonnellate di beni e materiali che lo contengono e il picco di casi per il principale tumore causato dall’esposizione alla fibra killer, il mesotelioma maligno pleurico, è atteso entro il 2020 o 2025 con 800-1.000 morti l’anno tra gli uomini, mentre mancano o sono imprecise le stime relative alle donne, agli altri organi colpiti dal mesotelioma e alle altre malattie causate dall’amianto.

“Necessaria una svolta”. A ricordare i dati più drammatici dell’emergenza amianto è il piano nazionale elaborato dai ministeri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro, che oggi è stato presentato ufficialmente a Casale Monferrato, la città della provincia di Alessandria teatro del caso Eternit. “Negli ultimi decenni non si sono fatti molti passi avanti nella lotta alle malattie asbesto-correlate e occorre una svolta – ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi – Ma per arrivare al risultato bisogna far lavorare insieme tutti coloro che sono competenti in materia, naturalmente non solo a livello nazionale ma anche internazionale, attraverso più approfondite ricerche di prospettiva sia per quanto riguarda la diagnosi, sia per quanto riguarda la terapia”.

segue su salastampa.inail.it

http://salastampa.inail.it/internet/salastampa/SalastampaContent/PeriGiornalisti/news/p/dettaglioNews/index.html?wlpnewPage_contentDataFile=UCM_077756&_windowLabel=newPage&dDocName=UCM_077756

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THE WORLD DAY FOR SAFETY AND HEALTH AT WORK IN 2013 FOCUSES ON THE PREVENTION OF OCCUPATIONAL DISEASES

Worldwide, occupational diseases continue to be the leading cause of work-related deaths. According to ILO estimates, out of 2.34 million occupational fatalities every year, only 321,000 are due to accidents. The remaining 2.02 million deaths are caused by various types of work-related diseases, which correspond to a daily average of more than 5,500 deaths. This is an unacceptable Decent Work deficit.

segue su ILO.ORG

http://www.ilo.org/safework/events/meetings/WCMS_204594/lang–en/index.htm

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09/04/13 – L’INPS AI MEDICI: TAGLIATE I GIORNI DI MALATTIA

Circolare per ridurre del 3% le assenze dei lavoratori.
Visite fiscali più rigide: rivolta dei medici di famiglia

Una visita dal medico (Fotogramma)Una visita dal medico (Fotogramma)
ROMA – È l’epoca dei tagli, d’accordo. Ma, per risparmiare, le forbici della crisi fanno rotta anche sui giorni di malattia dei lavoratori. Quest’anno i permessi devono essere ridotti del 3% rispetto al 2012, dice una circolare dell’Inps. E per raggiungere questo obiettivo il modo è semplice: le visite fiscali devono essere più fiscali. Il documento dell’Istituto nazionale di previdenza è del 16 gennaio scorso, serve per la «programmazione e il budget delle strutture territoriali nel 2013». Una lista degli obiettivi fissati per quest’anno. Si parla di tante cose in quelle 34 pagine, anche di «miglioramento dell’economicità delle visite di controllo», cioè le visite fiscali. E come si migliora questa economicità? Con «l’incremento del 3% degli importi recuperati per effetto della riduzione della prognosi». Riduzione della prognosi, cioè meno giorni di malattia: il nodo è proprio questo.

Le visite fiscali servono a controllare che il certificato firmato dal medico di famiglia non sia troppo generoso o addirittura falso. Il medico fiscale può ridurre o addirittura cancellare il permesso dal lavoro se il malato (e il certificato) sono immaginari. Non capita spesso ma a volte sì. E quando capita l’Inps risparmia: dal quarto giorno di malattia in poi è proprio l’istituto di previdenza a pagare stipendio e contributi al posto del datore di lavoro. Cancellare qualche giorno di permesso, quindi, vuol dire per l’Inps limare una voce di spesa che vale ogni anno 2 miliardi di euro. La metà di quello che ci è costata l’Imu sulla prima casa, tanto per pesare all’ingrosso la questione. Giusto che l’Inps voglia risparmiare, anche perché lo farebbe sulla pelle dei furbetti del certificato. Ma è giusto pure fissare quell’obiettivo prima delle visite di controllo, un 3% a prescindere, come fosse il rapporto deficit Pil secondo Bruxelles o le spese da ridurre a insindacabile giudizio del ragioniere d’azienda?

segue su corriere.it

http://www.corriere.it/salute/13_aprile_08/inps-ai-medici-tagliate-giorni-di-malattia-salvia_ddb72282-a01e-11e2-b85a-0540f7c490c5.shtml

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08/04/13 – BALDUZZI: AMIANTO EMERGENZA NAZIONALE

Al via la presentazione del Piano per contrastare la fibra killer. In allegato il documento integrale e la fotogallery del convegno

“Abbiamo risollevato la questione dei danni dell’amianto da un certo oblio, mentre dobbiamo tenere sempre alta l’attenzione per vincere una battaglia molto difficile come quella della ricerca”. Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, introducendo questa mattina l’incontro di presentazione del Piano nazionale amianto, a Casale.
“Negli ultimi vent’anni – ha detto Balduzzi – non erano stati fatti molti passi avanti e abbiamo voluto dare una svolta, consentendo a tutti gli specialisti, non solo a livello nazionale, di lavorare insieme. Per questo abbiamo posto il problema a livello europeo e l’Italia è diventata il punto di riferimento del cammino europeo su questi temi, avendo avuto il mandato di organizzare la rete europea dei centri nazionali di riferimento per quanto riguarda la cura e la ricerca sul mesotelioma pleurico”.
Il ministro ha anche messo in evidenza la “disinformazione” che “nel mondo” sta ancora caratterizzando il tema, specificando che “tutto l’amianto è considerato dalla comunità scientifica internazionale come pericoloso” e che “non esistono un amianto ‘buono’ e uno ‘cattivo'”.

“Abbiamo coinvolto l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro di Lione e l’Organizzazione mondiale della Sanità – ha concluso Balduzzi – perché non dobbiamo farci strumentalizzare”.

Il Piano nazionale amianto è diviso in tre macroaree che riguardano tutela della salute, tutela ambientale, sicurezza del lavoro e tutela previdenziale.

In particolare i settori di intervento della macroarea tutela della salute hanno come obiettivi quello di migliorare la conoscenza epidemiologica dei fenomeni e delle loro dimensione sul territorio nazionale, anche coinvolgendo gli altri Paesi dell’Unione europea. Altri obiettivi sono quelli di migliorare la qualità di valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria, quello di migliorare la conoscenza della suscettibilità individuale alle diverse patologie asbestosi correlate e le capacità di diagnosi precoce anche con la costituzione di banche di campioni biologici e l’identificazione di marcatori biologici di diagnosi precoce, mettendo sempre in rete le risorse scientifiche disponibili nei diversi stati membri. Il piano, in questo settore, prevede inoltre, l’attivazione di percorsi di cura e riabilitazione anche mirati al sostegno psicologico.

fonte LASTAMPA.IT

http://edizioni.lastampa.it/alessandria/articolo/lstp/39378/

IL PIANO AMIANTO DOCUMENTO INTEGRALE

http://www.diario-prevenzione.it/docbiblio/amianto.pdf

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Ringraziamo la Dott. Annamaria Bacchin di Vega Engineering di Mestre per il lavoro d’informazione che provvediamo a fare conoscere ai lettori di diario prevenzione. editor

IL LAVORO IN QUOTA CONTINUA AD UCCIDERE. UN’ALTRA VITTIMA IN VENETO. ERA IL CUSTODE DEL CAMPO DI RUGBY DEL BENETTON TREVISO.
PER LIMITARE IL NUMERO DELLE TRAGEDIE SERVONO PIÙ FORMAZIONE E CONTROLLI.
Intervento dell’ingegner Mauro Rossato – Presidente dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre

Aveva 58 anni ed è morto a causa del rovesciamento della cesta posizionata su una gru sulla quale stava operando all’interno dello stadio di rugby di Monigo in provincia di Treviso. Stando alla ricostruzione della polizia, sarebbe caduto da un’altezza di alcuni metri. Questa la tragica fine del custode dello stadio del Benetton Treviso, Vinicio Artuso, che ha perso la vita mercoledì pomeriggio. Un’altra esistenza spezzata sul lavoro che si aggiunge alle 74 rilevate in Italia nei primi tre mesi del 2013 dal nostro Osservatorio. Cinque le vittime registrate in Veneto da gennaio a marzo di quest’anno, che risulta tra le regioni più colpite dal dramma dopo l ’Emilia Romagna, la Lombardia, il Piemonte, la Sicilia e la Calabria.

Una drammatica realtà che nel nostro Paese, purtroppo, è una sconfortante quotidianità. E’ una narrazione continua di morti ed è anche una costante allusione – più o meno esplicita – alle gravi lacune nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ma quel che più inquieta e fa inorridire è il disinteresse che regna sovrano in alcuni cantieri o altri luoghi di lavoro dove c’è chi rischia la vita quotidianamente svolgendo la propria attività professionale.
Il problema della prevenzione è gravissimo nel nostro Paese, specialmente quando si tratta di misure preventive da adottare nei lavori in quota; perché non devono mai essere sottovalutate, neppure quando si tratta di attività svolte ad altezze contenute. Anzi, spesso, queste sono le situazioni che risultano più critiche da svolgere in sicurezza, complice proprio la sottovalutazione del rischio.

>>> segue su

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3804&Itemid=53

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SPERIMENTAZIONE FORMAZIONE SALUTE E SICUREZZA NEL LAVORO IN MODALITA’ E-LEARNING: OCCORRE  EVITARE LE PATACCHE…

In questa settimana vogliamo affrontare un tema molto rilevante: la formazione in materia di salute e sicurezza dopo l’Accordo Stato Regioni.

L’accordo Stato-Regioni in tema di salute e sicurezza dei lavoratori del 21 dicembre 2011 ha incrementato il numero di ore nei corsi di formazione obbligatoria  che devono essere  programmati per i  lavoratori.

Il numero di ore si differenzia per il ruolo svolto in azienda e in riferimento al profilo di rischio cui i lavoratori stessi sono esposti.

Le aziende italiane dovranno predisporre  un programma formativo adeguato che sia conforme  alle prescrizioni previste  dalla legge.

Per molte  imprese si registreranno delle difficoltà  derivanti dal numero dei dipendenti da sottoporre a formazione e dalla loro dislocazione sul territorio  e talvolta occupati in unità produttive dislocate all’estero.

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07/04/13 – TROPPE DISTRAZIONI CAUSA DI ERRORI IN OSPEDALE

Molti incidenti ospedalieri sono determinati da errori causati da distrazioni che, a loro volta, possono essere dovute a stimoli interni o esterni, quali interruzioni (spesso telefonate, sempre più frequenti con la diffusione degli smartphone, ma anche semplici “chiacchiere” tra colleghi) o uso di sistemi di informatica medica.

Sono dati contenuti nel rapporto di Michelle Fil, analista dell’Autorità per la sicurezza del paziente della Pennsylvania, secondo cui, tra gli incidenti ospedalieri segnalati nello stato Usa tra il 2010 e il 2011, più di 1.000 erano per l’appunto dovuti a errori causati da distrazioni o interruzioni. Nella maggior parte dei casi, tali incidenti non hanno comportato danni ai pazienti, ma in 13 occasioni si sono determinate lesioni temporanee o permanenti. Nel 60% si è trattato di errori di somministrazione dei farmaci e nel 28% di errori chirurgici o di imaging, come l’esame di un sito anatomico sbagliato.

«Alti livelli di distrazione nelle strutture sanitarie rappresentano una minaccia costante per la sicurezza del paziente e le nuove tecnologie hanno aumentato il numero e il tipo di distrazioni che si verificano nel setting ospedaliero» scrive Feil, ricordando che «la definizione di “distrazione” è quella di “dirigere l’attenzione verso direzioni o oggetti diversi allo stesso tempo” e ciò è particolarmente dannoso per il funzionamento umano in situazioni che richiedono un trattamento cognitivo di grandi quantità di informazioni complesse e in rapida trasformazione, tipiche degli ambienti sanitari».

Quali contromisure? Nella ricerca vengono proposte alcune soluzioni, tra le quali educare i medici circa la distrazione e il suo potenziale effetto negativo sulla sicurezza del paziente, evitare la comunicazione di informazioni irrilevanti, quando possibile, ma soprattutto quando si eseguono attività di alto impegno cognitivo, e predisporre procedure di routine che non prevedano interruzioni nell’attività professionale e predispongano metodi di inoltro di chiamate ai colleghi da parte del personale.
Feil M. Distractions and their impact on patient safety. Pa Paziente Saf Advis, 2013;10(1):1-10 (Doctornews 28/3/2013)

Autore : a cura del Dott. Mariano Innocenzi

fonte preventionandresearch.it

http://www.preventionandresearch.com/fatti-e-sentenze-06-04-2013.html

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07/04/13 – LA CARTA DI TORONTO AL CORSO GIROLAMO MERCURIALE. BOLOGNA, 9 E 10 APRILE

BOLOGNA
9-10 Aprile 2013
ZANHOTEL EUROPA
Via Boldrini,
11

http://www.dors.it/pag.php?idcm=4899

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COMUNICATO STAMPA

Rigassificatore Trieste: I PRIMI RISULTATI DELL’AZIONE PARLAMENTARE DI SEL

L’azione parlamentare promossa dall’On Serena Pellegrino (SEL), basata sul contributo di alcuni Professori del Tavolo Tecnico Rigassificatori Trieste, ha dato i suoi frutti.

Il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha sospeso la valutazione di impatto ambientale (Via) per 180 giorni e ha chiesto di individuare un nuovo sito per il rigassificatore.

Per la prima volta dall’elezione del nuovo parlamento le due azioni, ferme e concrete (una mozione e un’interpellanza), promosse da Sinistra Ecologia Libertà con il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, hanno messo a nudo le problematiche del rigassificatore di Trieste.

Ora rimane da verificare se un simile rigassificatore sia davvero necessario a Trieste e chiederemo al futuro governo un piano energetico nazionale che  faccia il punto sulle vere necessità energetiche del Paese.

Serena Pellegrino
Deputata del Friuli Venezia Giulia per Sinistra Ecologia Libertà

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07/04/13 – SICUREZZA LAVORO: ENEL AVVIA A L’AQUILA “SAFETY COACHING 2013”

Enel avvia il progetto “Safety Coaching” 2013: la nuova edizione dell’iniziativa si rivolge a titolari e dipendenti di imprese appaltatrici che lavorano con Enel per l’attivita’ di taglio delle piante finalizzato a garantire il corretto funzionamento della rete elettrica di Lazio, Abruzzo e Molise.

L’obiettivo e’ fornire, grazie all’esperienza Enel, strumenti di miglioramento delle performance in termini di sicurezza e qualita’ del lavoro, oltre a consolidare e rendere maggiormente efficaci le interazioni tra azienda e imprese e ad accrescere negli imprenditori la consapevolezza di quanto sia importante la sicurezza sul lavoro.

L’evento si e’ svolto oggi presso la sede del Centro di Addestramento Enel dell’Aquila, alla presenza del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e, per Enel Distribuzione, di Anna Brogi, Responsabile Qualita’, Sicurezza e Ambiente, Nicola Severino, Responsabile Unita’ Sicurezza e Ambiente, Gianluigi Fioriti, Responsabile Macro Area Centro e Alfonso Sturchio, Responsabile Lazio, Abruzzo e Molise.

Le attivita’ formative prevedono simulazioni sul campo delle principali attivita’ e successivi momenti di analisi e condivisione delle evidenze emerse attraverso un gruppo di esperti misto di Enel e Imprese.

L’incontro odierno ha rappresentato la chiusura ufficiale della edizione 2012, con la quale e’ stata completata la formazione di tutte le imprese che lavorano per Enel Distribuzione Lazio, Abruzzo e Molise, escluse quelle specializzate nel taglio piante.

L’iniziativa, avviata nel 2011 presso il Centro di Addestramento Operativo Enel dell’Aquila, vera e propria scuola di formazione dell’azienda elettrica, ha permesso nelle precedenti edizioni di formare oltre 500 lavoratori delle 22 imprese gia’ coinvolte, impegnate nelle attivita’ di costruzione e manutenzione degli impianti, delle linee elettriche e della pubblica illuminazione.

FONTE abruzzo24ore.it

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Sicurezza-lavoro-Enel-avvia-a-L-Aquila-Safety-Coaching-2013/115729.htm

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Inégalités et conditions de travail : l'”épuisement du travail”

Philippe Askenazy

Les inégalités croissantes en Europe ne doivent pas seulement être analysées sous l’angle de la pression sur les revenus mais également en termes de détérioration des conditions de travail. La flexibilité, l’insatisfaction au travail et la perte d’autonomie sont des indicateurs de l'”épuisement” du modèle productif actuel, estime l’économiste français Philippe Askenazy.

Le professeur Askenazy était le troisième éminent universitaire à s’exprimer dans le cadre du cycle de l’ETUI consacré au thème “la crise et les inégalités”. Lors de sa présentation du 20 mars dernier, il a analysé la crise financière et économique à partir des conditions de travail dans les entreprises. De nombreuses données statistiques montrent que la détérioration des conditions de travail conduit à de nouvelles inégalités, observe Philippe Askenazy. L’économiste français interprète ces tendances comme la preuve que le modèle productif est à bout de souffle. Il qualifie ce phénomène d'”épuisement du travail”.

Son analyse repose principalement sur les données de l’enquête quinquennale sur les conditions de travail en Europe de la Fondation européenne pour l’amélioration des conditions de vie et de travail, installée à Dublin. Ces statistiques montrent que l’intensification du travail (moins d’autonomie, des délais de plus en plus serrés et la multiplication des problèmes de santé et de sécurité) a atteint un plafond. L’économiste estime qu’en dépit de réformes structurelles permanentes, il ne faut plus s’attendre à de nouveaux gains de productivité via le durcissement des conditions de travail. Ce processus de stagnation de la productivité s’est enclenché en 2004 et a encouragé les investisseurs à se détourner de l’économie réelle pour placer leur argent dans des produits financiers à risques.

“Nous sommes passés d’une simple intensification du travail à l’avilissement des travailleurs. Cela pose la question de la soutenabilité générale de nos modèles sociaux. Le travail est de plus en plus destructeur. Notre modèle productif est au bout du rouleau”, constate Askenazy. Il estime qu’un nouveau modèle productif centré sur un niveau élevé de qualité au travail est nécessaire, ce qui impliquerait de rompre la tendance aux salaires toujours plus bas, au travail peu qualifié et à l’abaissement de la qualité au travail.

Agnès Parent-Thirion, de la Fondation de Dublin, estime également que la qualité des conditions de travail “est un des moyens de promouvoir un nouveau modèle productif”. “L”épuisement du travail’ occasionne à chacun des coûts très élevés. Des alternatives sont possibles et elles existent déjà dans certains secteurs”, a-t-elle conclu.

Józef Niemiec, secrétaire général adjoint à la Confédération européenne des syndicats (CES), a dressé le bilan des actions menées par son organisation contre cet “épuisement du travail”. Il s’est montré très critique sur la réponse proposée par l’UE pour lutter contre la crise : “le coût du travail est la seule ‘variable d’ajustement’ défendue par les institutions européennes. Les autres aspects sont totalement négligés”, a-t-il déclaré. “Tous les éléments du cadre de protection de la qualité au travail sont connotés négativement quand il est question de croissance économique”, s’est insurgé Józef Niemiec.

En savoir plus :

Intervention de Philippe Askenazy : vidéo complète – courte interview
Présentation

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3798&Itemid=2

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La vecchia Europa fa il check-up

28 marzo 2013 – A 3 anni di distanza dal precedente, è stato pubblicato il rapporto 2012 dell’Oms Europa, The European health report 2012. Charting the way to well-being, un documento che rappresenta ormai un punto di riferimento sulla salute (e sul benessere, secondo l’accezione più ampia di salute auspicata dall’Oms) del vecchio continente. Come sottolinea nella prefazione Zsuzsanna Jakab, direttore della Regione europea dell’Oms, conoscere periodicamente e con un buon dettaglio lo stato di salute dei quasi 900 milioni di cittadini dell’Oms Europa consente ai decisori politici di impostare politiche sanitarie corrette per stabilire obiettivi strategici e priorità; di individuare i determinanti sociali, economici e ambientali di salute; di programmare a lungo termine un’agenda collaborativa, proiettando nel decennio futuro una serie di traguardi misurabili.

Il rapporto 2012

La peculiarità del rapporto 2012 sta nel fatto che, oltre a fare il punto sulla salute degli europei con una particolare attenzione alle situazioni di disuguaglianza, il documento guarda alle prospettive future ed è chiaramente orientato a disegnare uno scenario in grado di garantire a tutti i cittadini europei adeguati standard di salute. Leggi in proposito anche l’approfondimento “Una nuova Europa” a cura di Silvia Declich e Flavia Riccardo (reparto Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps-Iss). Per ribadire questo preciso orientamento in avanti, alla ricerca della salute e del benessere è stata scelta l’immagine di copertina di un girasole, la cui crescita viene monitorata su una scala numerica.

l’articolo segue su epicentro

http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/EuropeanHealthReport2012.asp

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E’ uscita “Inchiesta” gennaio-marzo 2013

Prima di presentare il sommario ricordiamo: ABBONATEVI E FATE ABBONARE PER IL 2013 AL TRIMESTRALE “INCHIESTA”  DEDALO BARI.  Fate abbonare il Comune in cui abitate, le scuole che conoscete, le biblioteche comunali, gli istituti e le biblioteche universitarie della vostra città, organizzazioni politiche e sindacali, associazioni e centri culturali, centri sociali, cooperative sociali, amici, insegnanti, operatori  sociali e culturali.
Sommario Inchiesta gennaio-marzo 2013.
La copertina è stata realizzata da Massimo Paganini dello Studio Massimo Paganini, S. Lazzaro di Savena (Bologna)

L’editoriale

Vittorio Capecchi: Pulcinella senza frontiere e il dopo elezioni

Le diagnosi

Tiziano Rinaldini :Sulla crisi della democrazia e della rappresentanza

Marco Revelli : Perché finale di partito

Bruno Giorgini: Le elezioni: caos o nuovo ordine?

Annaflavia Bianchi, Paolo Pini : Post elezioni: che fare? .. Evidente Mission (im)possible !!!

Andrea Bagni 😛 erché sarebbe una cosa rivoluzionaria parlare di un altro modo di essere uomini

Gli interventi

Gino Rubini: Il servizio sanitario nazionale e la crisi

Emilio Rebecchi : Un vecchio in ospedale: morire nel freddo

Roberto Musacchio: Il reddito e il lavoro

Stefania Scarponi: Il lavoro delle donne e le recenti riforme legislative

Riccardo Terzi: Pasolini e gli anni sessanta

Amina Crisma: Omaggio a Confucio in occasione del capodanno cinese

INDEX SEGUE

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3806&Itemid=2

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05/04/13 – BENESSERE LAVORATIVO IN UN CENTRO DI RIABILITAZIONE

Forcella L, Battisti U, Cortini M, Boscolo P

Autori   [Indice]

Forcella L1,2, Battisti U3, Cortini M2, Boscolo P1

1Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
2Dipartimento di Scienze Psicologiche, Umanistiche e Territoriali, Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
3INAIL, Regione Abruzzo

Citation: Forcella L, Battisti U, Cortini M, Boscolo P. Well-being at work in a center for rehabilitation. Prevent Res 2013; 3 (2): 60-69. Available from: http://www.preventionandresearch.com/

Parole chiave: benessere lavorativo, staff sanitario, stress lavorativo, riabilitazione

Abstract   [Indice]

Introduzione: Il benessere organizzativo in ambito socio-sanitario costituisce un tema di particolare interesse in quanto vi sono stretti rapporti tra la qualità dei processi organizzativi e quella dell’assistenza erogata. Studi eseguiti in paesi Europei, negli Stati Uniti ed in Asia hanno dimostrato che gli operatori in strutture sanitarie possono presentare insoddisfazione  lavorativa e “burnout” con abbandono anticipato della professione. Per questo motivo abbiamo condotto un’indagine sul personale di  una struttura riabilitativa Abruzzese che poteva essere soggetto a rischio di stress lavorativo.

SEGUE SU

http://www.preventionandresearch.com/benessere-lavorativo-in-un-centro-di-riabilitazione.html

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Strage Viareggio: 120 parti civili, da 3 giugno udienza nel vivo

04 Aprile 2013 – 17:52

(ASCA) – Lucca, 4 apr – Sono 120 le parti civili ammesse nell’udienza preliminare sulla Strage di Viareggio, che il prossimo 3 giugno entrera’ nel vivo.

Lo ha deciso il Gup di Lucca Alessandro Dal Torrione, che ha ammesso come parti civili tutti i soggetti che avevano presentato domanda tranne tre: il comitato dei familiari delle vittime ‘Il mondo che vorrei’, l’associazione dei ferrovieri ‘In marcia’, la compagnia di assicurazioni Axa.

Oltre a familiari delle vittime e soggetti colpiti direttamente dall’incidente, saranno parti civili gli enti locali (Comune di Viareggio, Provincia di Lucca, Regione Toscana), Cgil, Orsa, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Medicina democratica, Inail, Codacons.

Non sono al momento parti civili la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i ministeri dell’Ambiente, degli Interni e delle Infrastrutture, che pure figurano tra le parti offese. ”La Presidenza del Consiglio dei Ministri non ha ancora presentato la richiesta di costituzione parte civile nel procedimento sulla strage di Viareggio ma comunque e’ ben presente – spiega Gianni Cortigiani dell’Avvocatura dello Stato -. C’e’ una trattativa in corso con le assicurazioni, e’ stata fatta un’offerta sostanziosa e sara’ fatta una valutazione. Comunque c’e’ tempo per costituirsi parte civile fino al dibattimento. Pero’ lo Stato e’ ben presente in questo procedimento”.

”Tutto sommato – afferma Daniela Rombi, presidente del comitato ‘Il mondo che vorrei’ e madre di Emanuela, morta nel rogo di via Ponchielli – e’ andata bene. Il Comitato ‘Il mondo che vorrei’ e’ stato escluso perche’ si e’ costituito dopo la strage e lo sapevamo. Ma politicamente e’ una vittoria perche’ in quanto parti offese potremo presentare memorie in tutte le fasi del processo. Va bene cosi’.

L’importante e’ che le parti civili sono moltissime e che quella di oggi e’ una sconfitta per gli avvocati delle Ferrovie”. I legali di alcuni degli imputati, infatti, avevano chiesto che la costituzione parte civile fosse accordata solo a familiari di vittime e persone direttamente toccate dall’incidente.

Adesso l’udienza riprendera’ il prossimo 3 giugno, entrando nel vivo della discussione. L’obiettivo del Gup e’ quello di avviare un dibattito serrato, per chiudere prima della pausa estiva. Non e’ escluso, come spiega l’avvocato Tiziano Nicoletti, legale dei familiari di alcune vittime, che in quella occasione alcuni dei 32 imputati chiedano il rito abbreviato, una formula che prevede la riduzione di un terzo della pena.

Nell’ordinanza con cui ha motivato la decisione sulle parti civili, tra l’altro, il Gup ha scritto, riportando la richiesta di costituzione di molti RLS, che ”puo’ parlarsi in ipotesi di ”un rischio generalizzato per tutti i ferrovieri italiani (…) non circoscrivibile alla sola area geografica dove il disastro ha avuto luogo”. Nell’ordinanza il giudice rileva anche come l’incidente abbia provocato ”dolore” e ”sofferenze non ancora rimarginate”.

afe/mau/ss

fonte ASCA.IT

http://www.asca.it/news-Strage_Viareggio__120_parti_civili__da_3_giugno_udienza_nel_vivo-1264403-BRK.html

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CRESCONO LE FATTORIE SOCIALI. AMBIENTE, SOLIDARIETÀ ED ETICA GLI INGREDIENTI BASE

Secondo una recente indagine dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) nel triennio 2007-2010 l’incidenza nel settore agricolo, privato e cooperativo, delle realtà che praticano l’agricoltura sociale è passata dal 24,3% a circa il 33% del totale

segue su fonte ADN KRONOS

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/World_in_Progress/Crescono-le-fattorie-sociali-Ambiente-solidarieta-ed-etica-gli-ingredienti-base_3247137418.html

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04/04/13  -TORINO: PROCESSO ETERNIT, LA DIFESA SI APPELLA A SENTENZA ENEL

Colpo di scena oggi, alla ripresa del processo Eternit nelle maxi aule del Palazzo di Giustizia subalpino, la difesa si affida a una sentenza della Corte d’appello di Torino per smontare, in tutto o in parte, la tesi dell’accusa. La sentenza in questione e’ quella che lo scorso novembre ha assolto tre dirigenti dell’Enel di Chivasso dall’imputazione di omicidio colposo per il decesso, dovuto al contatto con l’amianto, di alcuni lavoratori.

“I contenuti di quella sentenza – ha commentato il procuratore Raffaele Guariniello – ci sono noti e li abbiamo già in parte esposti nella requisitoria. La Corte torinese si era basata su una decisione della Cassazione risalente al 2010 ma ormai sconfessata da sei sentenze successive”.

FONTE TORINOOGGI.IT

http://www.torinoggi.it/cronaca/11675-torino-processo-eternit-la-difesa-si-appella-a-sentenza-enel.html

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SIGARETTE ELETTRONICHE, STOP AI MINORI: SALE A 18 ANNI IL LIMITE PER LA VENDITA

Il ministro della Salute ha firmato un’ordinanza che proibisce di vendere le apparecchiature che contengono nicotina ai giovanissimi.Richiesto all’Istituto Superiore di Sanità un parere in merito alla valutazione del rischio per la salute. Per i trasgressori sanzioni da 250 a 2.000 euro

>>> SEGUE SU FONTE REPUBBLICA.IT

http://www.repubblica.it/salute/2013/04/02/news/sigarette_elettroniche_vietate_a_minori-55809236/

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Rilascio di nichel: nuovo riferimento normativo per chi produce e vende oggetti di oreficeria e bigiotteria
Chi vende oggetti di oreficeria e bigiotteria da lunedì 1° aprile ha ufficialmente una nuova norma di riferimento per quanto riguarda i metodi di prova per la misurazione del rilascio di nichel.
Dal 1° aprile 2013 è entrata infatti in vigore la UNI EN 1811:2011 come norma armonizzata ai sensi del Regolamento REACH, il provvedimento comunitario che disciplina la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.
Pensato con l’obiettivo di ridurre al minimo gli effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente derivanti dall’utilizzo delle sostanze chimiche, il Regolamento (CE) N. 1907/2006, meglio conosciuto come REACH (Registration, Evaluation and Authorization of Chemicals), ha riordinato la normativa comunitaria prevendendo, tra l’altro, precisi limiti di rilascio per diverse tipologie di sostanze.
In particolare l’allegato XVII, punto 27, fa riferimento al nichel (e ai suoi composti), prevedendone precise restrizioni nell’utilizzo. Esso non può infatti essere adoperato “in tutti gli oggetti metallici che vengono inseriti negli orecchi perforati e in altre parti perforate del corpo umano, a meno che il tasso di cessione” – il cosiddetto limite di migrazione – “sia inferiore a 0,2 ?g/cm2/settimana”. Inoltre non può essere utilizzato “in articoli destinati ad entrare in contatto diretto e prolungato con la pelle” (quali ad esempio orecchini, collane, bracciali e catenelle, braccialetti da caviglia, anelli, orologi da polso, cinturini, bottoni automatici ecc…) se il tasso di cessione è superiore a 0,5 ?/cm2/settimana.
La norma UNI EN 1811 pubblicata nell’aprile 2011, che è andata a sostituire – restringendone il campo di applicazione – la precedente edizione del 2008, specifica un metodo per simulare il rilascio di nichel, proprio al fine di determinare se gli articoli sottoposti al test sono conformi al sopra citato allegato XVII, punto 27 del regolamento REACH.
Citata come norma armonizzata, la norma UNI EN 1811:2011 entra ora ufficialmente in vigore.
A far data quindi dal 1° aprile 2013 – data in cui ai sensi del regolamento europeo la UNI EN 1811:2008 esce di scena per far posto alla nuova UNI EN 1811:2011 – tutti gli oggetti di oreficeria e bigiotteria che hanno “limiti di migrazione” superiori a quelli previsti non potranno più essere posti in vendita.
Queste restrizioni valgono non solo per gli oggetti prodotti dal 1° aprile, ma anche per le giacenze attualmente esistenti tanto presso i produttori quanto presso i commercianti.

Fonte: UNI

FONTE SICUREZZAONLINE.IT

http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2013/infcro201304/infcro20130403.htm

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Stili di vita e salute.

Riportiamo da SNOP.IT questo articolo

Vedi documenti in allegato. Nella parte grandi temi troverete una prima scelta tra i tanti materiali e documenti disponibili sul tema “Stili di vita e salute “, al centro di tanti progetti lanciati dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità, colti e sviluppati da numerosi Dipartimenti di prevenzione e oggetto di quotidiani articolo sulla grande stampa. Sul nostro sito troverete il link http://www.epicentro.iss.it dove sono aggiornati tutti i progetti base ( PASSI, OKKIO alla salute, Guadagnare salute, etc). Sul sito SNOP vorremmo non ripetere le cose ma mettere alcuni documenti particolari su temi meno trattati. Iniziamo ad esempio da alcuni materiali emiliani sulla questione della mobilità amica, della utilità del camminare e degli incidenti stradali tratti anche dal recentissimo Convegno di Bologna “Muoversi a piedi, per una mobilità amica della salute e dell’ambiente “, un Decreto della Regione Lombardia ed un documento della Regione Lazio sulla questione “stili di vita in azienda “….tema nuovo della medicina del lavoro.

Campagna “Siamo tutti pedoni”

Aderite e fate aderire alla campagna “Siamo tutti pedoni”, organizzata dal Centro Antartide di Bologna ed a cui hanno gia’ aderito molte citta’ in diverse Regioni, l’iniziativa e’ coerente con lo spirito del Piano Nazionale di Prevenzione, per un ambiente di vita favorevole a stili di vita salutari e per la sicurezza degli utenti deboli della strada.

SEGUE SU

http://www.diario-prevenzione.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3785&Itemid=2

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La création hâtive d’un compte personnel formation pourrait précipiter la formation dans le chaos

avr 08 2013

Thèmes: Emplois & compétences, Formation
En ce début avril 2013, l’assemblée nationale embrayant le pas aux partenaires sociaux a décidé de liquider le droit individuel à la formation (DIF)

Paris, 4 avril 2013 (AFP) – Le compte personnel de formation devra être mis en œuvre au plus tard début 2014, a décidé jeudi l’Assemblée nationale, qui a aussi adopté plusieurs amendements précisant les contours de ce dispositif. Les délais et les contours de ce dispositif négocié par les partenaires sociaux et prenant la suite du droit individuel à la formation (DIF), peu utilisé, ont été précisés par une série d’amendements émanant du gouvernement et des députés socialistes adoptés en début de soirée. Le compte personnel, réceptacle des droits détenus par le salarié au titre du DIF et utilisable pour une formation individuelle, sera comptabilisé en heures pour pouvoir être totalement transféré. Une concertation devra être engagée avant le 1er juillet 2013 entre l’État, les régions et les organisations syndicales et patronales sur la mise en œuvre du compte personnel de formation, prévoit l’un de ces amendements. Les droits liés à ce compte devront être entrés en vigueur au plus tard au 1er janvier 2014, ont aussi voté les députés.

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