PROPOSTE DI SEMPLIFICAZIONI DELLE NORME IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA: INTELLIGENZA E OTTUSITA’ DEI CRITERI


PROPOSTE DI SEMPLIFICAZIONI DELLE NORME  IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA: INTELLIGENZA E OTTUSITA’ DEI CRITERI

E’ indubbio che una serie di procedure normative siano a volte lo specchio della ottusità burocratica  che obbliga ad azioni che poco hanno a che fare con il buon senso e il valore d’uso delle stesse. Vi è poi dall’altra parte la frenesia iconoclastica dei semplificatori ottusi che distruggono , a volte consapevoli, altre volte senza rendersene conto,  strumenti di lavoro di grande importanza nel lavoro preventivo.
Il governo sta affrontando il tema della semplificazione del d.lgs 81/08 e smi. Il rischio più serio è che i cosidetti tecnici al governo attuino le semplificazioni sotto dettatura di alcune associazioni datoriali senza rendersi conto di cosa stanno facendo. Oppure, come afferma qualche malizioso, rendendosene pienamente conto…

Alcuni esempi per argomento sui temi sui quali s’intendono operare le semplificazioni :

– prestazioni lavorative di breve durata: con D.M. si prevederanno misure di semplificazione degli adempimenti relativi alla informazione, formazione e sorveglianza sanitaria applicabili alle prestazioni che implichino una permanenza del lavoratore in azienda per un periodo non superiore a cinquanta giornate lavorative nell’anno solare di riferimento;

Commento : la permanenza in azienda  del lavoratore per meno di 50 giorni all’anno non può e non deve essere l’unico criterio di riferimento per ridurre la formazione e l’informazione e la sorveglianza sanitaria. Vi sono lavori temporanei ad elevatissimo rischio come la manutenzione dei reattori chimici, impianti di produzione, depurazione , in ambienti confinati che durano poche settimane durante le quali la mancanza di un’adeguata informazione e formazione può mettere il lavoratore a rischio di ammalarsi o di morire….

– sorveglianza sanitaria e rapporti tra medico competente e servizio sanitario nazionale: si prevede la soppressione di obblighi quali l’invio telematico – da parte del medico competente – ai servizi competenti per territorio delle informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza sanitaria; informazioni che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono aggregate dalle aziende sanitarie locali, all’ISPESL. Inoltre, si rimanda – secondo criteri di semplicità e comprensibilità – alla fine del 2013 la definizione dei contenuti dell’Allegato 3A (di cui al TU) relativo alla cartella sanitaria di rischio;

Commento: Addio SINP, art.8 del d.lgs 81/08 smi, per accontentare la lobbie dei medici competenti e delle associazioni datoriali si tagliano le reti informative di base necessarie per costruire il Sistema informativo per la Prevenzione. In questo caso si tratta di una vera aggressione alla  possibilità di programmare le attività di prevenzione.

– documento di valutazione dei rischi da interferenza delle lavorazioni: si intende apportare modifiche all’attuale impianto dell’art. 26 TU sul DUVRI. L’obbligo di redazione del c.d. “documento unico di valutazione delle interferenze” potrà essere sostituito dalla individuazione, a carico del datore di lavoro committente, di un responsabile che sovraintenda e vigili sulle attività appaltate o affidate a lavoratori autonomi; di tale individuazione deve esser data evidenza nel contratto di appalto o opera. Inoltre, saranno esenti dall’obbligo del DUVRI i servizi di natura intellettuale, le mere forniture di materiali o attrezzature, i lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all’allegato XI del TU, nonché i casi in cui i documenti di valutazione dei rischi del datore di lavoro committente e dell’impresa appaltatrice considerano tutti i rischi dovuti a eventuali interferenze;

Commento: Su quale base opererà il responsabile che dovrà sovraintendere e vigilare sulle attività appaltate se non disporrà di una qualche valutazione dei rischi preventivamente elaborata prima di iniziare i lavori….? Ancora una volta si semplifica all’italiana affidando alla pratica informale di un “responsabile” la gestione dei rischi interferenziali. Vedremo il dispositivo quando sarà definito.

– documento di valutazione dei rischi: con D.M. si intende individuare i settori di attività a “basso rischio infortunistico”. Nelle aziende fino a 10 lavoratori e nelle aziende che operano nei settori cosi’ individuati che non hanno avuto infortuni che comportano l’assenza dal lavoro per un periodo superiore ai tre giorni e nelle quali non siano state denunciate malattie professionali nei due anni precedenti, i datori di lavoro potranno attestare di avere effettuato la valutazione dei rischi sulla base di dichiarazioni redatte in forma semplificata utilizzando il modello all’uopo predisposto dal Legislatore. Quanto precede si applica anche ai datori di lavoro che occupano fino a 50 lavoratori, ad eccezione delle aziende individuate dalla legge e caratterizzate da particolari attività/rischi, e che hanno ottenuto o sono nelle condizioni di ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa ai sensi delle vigenti disposizioni. Infine, le imprese di nuova costituzione che operano nei settori di attività come sopra individuati, effettuano la valutazione dei rischi sulla base delle procedure standardizzate (approvate dalla Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro – il relativo decreto è in fase finale di perfezionamento), nei due anni successivi alla data di costituzione. Per il periodo successivo al biennio, si possono applicare la procedure semplificate appena descritte;

Commento: Tutta la vicenda del DVR va trattata con intelligenza. In primis occorre porre molta attenzione alle definizioni. L’appartenenza ad una fascia riconosciuta di “basso rischio infortunistico” richiede, comunque, questo è il paradosso, una valutazione preliminare dei rischi. L’attestazione non formalizzata della avvenuta valutazione del rischio è, per certi versi, un escamotage un pò grottesco. Vedremo cosa scaturirà dalle procedure standardizzate: i DVR farraginosi e fotocopiati in serie non servivano a nulla, l’importante è che non vengano sostituiti da procedure standardizzate a tal punto da non servire ancora a nulla. La personalizzazione della valutazione del rischio rispetto alla specifica struttura aziendale è ancora l’obiettivo da perseguire….

– adempimenti in materia di sicurezza nei cantieri: saranno individuati con D.M. modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza nonche’ modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del piano di sicurezza e coordinamento;

Commento Si può semplificare ma i cantieri non saranno mai attività ” a basso rischio infortunistico ” per cui tutta la materia dovrà essere sorvegliata molto strettamente;


– comunicazioni e notifiche:

a. denuncia di infortunio a carico del datore di lavoro: dalla data in cui sarà operativo il sistema di denuncia telematica degli infortuni sui luoghi di lavoro superiori ad un giorno il datore di lavoro non avrà piu’ l’obbligo di denuncia alle autorità locali di pubblica sicurezza e alle autorità portuali o consolari (denunce di infortuni sul lavoro mortali e con prognosi superiore ai trenta giorni)

b. notifica agli organi di vigilanza dei nuovi insediamenti produttivi: l’idea, per il futuro, è quella di procedere o con la DIA o con la SCIA evitando così la duplicazione di comunicazioni in capo al medesimo soggetto (il datore di lavoro). Sarà elaborato un modello – unico per il territorio nazionale – da utilizzare per le relative comunicazioni

c. comunicazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro; si prevede che potranno essere effettuate in via telematica, anche per mezzo di organismi paritetici o organizzazioni sindacali dei datori di lavoro;

– verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro: viene riconosciuto che attualmente la procedura contenuta nel TU Sicurezza, in ordine alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro – volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza, con la frequenza stabilita per legge – è particolarmente onerosa e complessa e dunque si intende portare avanti significative modifiche di semplificazione che riducano tempi e costi. In tale ambito saranno altresì equiparati soggetti pubblici e privati;

– misure in materia di prevenzione incendi: si pensa a modificare l’art. 33 del D.P.R. N. 151/2011 con l’intento di completare, sulla base della prima esperienza applicativa, la disciplina dettata con le nuove norme di semplificazione in materia di prevenzione incendi. Ipotizzata una apposita disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi per le attività a rischio di incidente rilevante.

Commento : Sulle comunicazioni  e notifiche vale il principio del sistema. E’ importante che l’azienda dia la comunicazione ad un solo gate di accesso, poi dovrà esistere un SINP vero che dirama e fa pervenire le informazioni di gestione e di governo ai diversi livelli istituzionali della PA che svolgono funzioni di vigilanza e di programmazione delle attività di prevenzione e di gestione del territorio.Per il vero  le semplificazioni proposte dal governo paiono essere quelle suggerite dalla Commissione Stoiber (*) tese solo a ridurre i costi della prevenzione e non a migliorare l’organizzazione della gestione dei rischi a livello aziendale e territoriale.

(*) UE : 17 milioni di euro spesi  per una ricerca per smantellare le norme per la sicurezza sul lavoro

Gino Rubini, editor di http://www.diario-prevenzione.it

 

 

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2 thoughts on “PROPOSTE DI SEMPLIFICAZIONI DELLE NORME IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA: INTELLIGENZA E OTTUSITA’ DEI CRITERI

  1. Pingback: newsletter diario prevenzione – 20 settembre 2012 ::: vol. n° 54 « diario prevenzione news

  2. Mi sono stancato, di subire ingiustizie e prepotenze da parte del datore di lavoro e dalle istituzioni. Sono un operaio metalmeccanico di 42 anni che si è rovinato la schiena e il ginocchio dx a causa del lavoro pesante che svolgevo fino a 5 mesi fa. Ora che il datore di lavoro ha esternalizzato il lavoro ha pensato bene di farmi togliere il disturbo, mettendomi in cassaintegrazione straordinaria per 1 anno, e poi per farmi fuori.Essendo io un delegato sindacale FIOM sono stato preso di mira perchè sono stato l’unico ad oppormi alle scelte della fabbrica.Non vorrei fare la fine del cornuto e mazziato con la salute compromessa e senza un lavoro. Chiunque è in grado di far rispettare le regole ha il mio totale appoggio.

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