Eternit: la salute non si vende


Eternit: la salute non si vende

Mancano ormai poche settimane perché il Tribunale di Torino si esprima in primo grado sull’utilizzo dell’amianto nei processi produttivi degli stabilimenti Eternit in Italia.

Questo processo parte dalla lotta e dal sacrificio dei tantissimi lavoratori ammalati e deceduti e delle loro famiglie, in primo luogo grazie al contributo decisivo dell’Afeva di Casale Monferrato.

La ricerca di tutti questi soggetti, noi compresi, è stata, appunto, ricerca di giustizia e di verità. La verità in fase dibattimentale è emersa chiaramente: la proprietà di Eternit era perfettamente consapevole dei danni gravissimi che l’uso dell’amianto avrebbe provocato ai lavoratori ed ai cittadini. La verità è emersa chiaramente, adesso aspettiamo giustizia.

L’offerta arrivata in questi giorni al Comune di Casale Monferrato è un ignobile tentativo di condizionare gli esiti di questo processo. Schmidheiny, con questa proposta, prova a produrre la lacerazione di un fronte, fatto di cittadini, lavoratori, associazioni, Organizzazioni Sindacali, Enti Locali, che in questi anni ha marciato compatto verso un processo che assume e riveste un ruolo emblematico non solo in Italia, ma anche per il resto del mondo.
La Camera del Lavoro di Reggio Emilia, esprime vicinanza, solidarietà ai cittadini di Casale Monferrato e all’Associazione familiari e vittime dell’amianto, che in questi anni è riuscita a rappresentarne l’indignazione e la tenacia. Qualora l’amministrazione comunale dovesse accettare quest’offerta, ciò produrrebbe evidenti ricadute negative per tutto il fronte che si è costituito in questi anni.

Siamo consapevoli della prova difficile alla quale è chiamata Casale Monferrato in queste ore, ma è indispensabile che ancora una volta Casale confermi il grande valore civico che ha rappresentato per molti e molti altri in questi anni, respingendo qualsiasi tentativo di cedimento di fronte a un offerta totalmente strumentale.

Non è accettabile l’offerta di Schmidheiny perché monetizza in questa fase ciò che non è monetizzabile: la vita, la salute, la tranquillità dei lavoratori e di tantissimi cittadini. Intorno al nostro movimento, in questi anni si è sviluppata una solidarietà internazionale e molti nel mondo hanno guardato con attenzione e interesse a ciò che accadeva nelle aule del Tribunale di Torino. Anche questa responsabilità è sulle spalle degli Amministratori di Casale: sono infatti in tanti ad essere attenti a quanto accade in Italia, perché purtroppo ancora oggi nel mondo l’estrazione e l’uso dell’amianto sono ampiamente consentiti.

Riteniamo che quest’offerta vada quindi respinta oggi e che andrebbe comunque respinta anche in futuro, qualora l’offerta venisse presentata anche ad altri Enti Locali o ad altri soggetti istituzionali che in questo momento dovrebbero continuare ad essere con noi tutti a lottare perché giustizia sia fatta.

Dipartimento Salute e Sicurezza Cgil Reggio Emilia

Reggio Emilia, 16 dicembre 2011

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