Contratti, passa la deroga all’Art.18 con l’intesa aziendale si potrà licenziare


IL FATTO

Contratti, passa la deroga all’Art.18 con l’intesa aziendale si potrà licenziare
La Commissione bilancio del Senato approva la Manovra e l’emendamento della maggioranza. L’accordo locale potrà “ignorare” le tutele dello Statuto dei lavoratori. Camusso (Cgil): “Il governo sta cancellando la Costituzione”.

ROMA – Le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare ai contratti ed alle leggi nazionali sul lavoro, incluso lo Statuto dei lavoratori, ed alle relative norme, comprese quelle sui licenziamenti. Tradotto in termini sostanziali, anche le aziende con più di 15 dipendenti potranno ricorrere più facilmente ai licenziamenti senza giusta causa – aggirando il divieto sancito dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – , potendo sfruttare misure di “indennizzo” alternative al reintegro del lavoratore, se questo potere sarà dato loro da un’intesa con i sindacati maggioritari in azienda. vedi repubblica.it

IL COMMENTO

Questo “capolavoro”  giuridico era atteso dai sindacalisti più critici verso l’accordo del 28 giugno us. La stessa Marcegaglia a Cernobbbio ha dichiarato che finalmente questo articolo 8 da vita materiale a quanto previsto dall’accordo del 28 giugno us. Una riflessione su quella firma apposta sotto quell’accordo da parte della Cgil dovrà in qualche misura essere fatta….

Questa norma voluta da Sacconi  apre una voragine nel diritto del lavoro e nel diritto più in generale. Con questa norma si attribuisce una delega in bianco ai rappresentanti sindacali a “licenziare” i propri compagni di lavoro.Scompare il diritto del lavoratore ad andare in causa qualora abbia subito un grave torto. Si moltiplicheranno i contenziosi legali verso un “erga omnes” improprio che potrebbe essere usato dall’impresa e da rappresentanti sindacali di comodo o “venduti” per sbarazzarsi dei compagni di lavoro “scomodi”.
Come la mettiamo poi con gli abusi che a livello aziendale possono accadere nelle crisi quando ci sono degli esuberi da far fuori per “salvare” l’azienda ? La barbarie della ratio di questa norma si tradurrà in relazioni alterate tra persone che svolgono lo stesso lavoro: è palese il livello di ricatto che si svilupperà a livello aziendale. La prima ondata di licenziamenti, in nome della ripresa,verosimilmente, sarà quella delle persone con più di 45- 50 anni non più “adatte” a reggere le performances richieste dalle aziende, le persone malate, ecc.
In altri casi potrebbe succedere che i delegati aziendali  del sindacato con un numero maggiore d’iscritti possa decidere di sacrificare i non iscritti o gli iscritti al sindacato di minoranza.Altrochè “coesione sociale”: solo un demente può ritenere che questa norma possa accrescere la “coesione sociale” e favorire il recupero di competitività. Solo un ministro portatore di un’ideologia distruttiva dei diritti, che odia i lavoratori in modo viscerale, può avere progettato questo dispositivo iniquo e stupido. E’ ora che questo governo che sta portando il paese sul baratro riconosca il suo fallimento e se ne vada…

Lo sciopero proclamato dalla Cgil per il giorno 6 settembre p.v. è il primo momento nel quale possiamo esprimere la protesta contro questa barbarie.

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